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Monastero di Torba (VA)

Oggi vi portiamo a visitare il Monastero di Torba, ci troviamo a Gornate Olona, località Torba in provincia di Varese nella regione Lombardia. Alle pendici dell'altura su cui è situato il parco archeologico di Castelseprio tra arte e un pizzico di mistero svetta l'affascinante Monastero di Torba, riconosciuto come uno dei luoghi più misteriosi di tutta Italia. Il complesso archeologico è formato dal castrum, dal borgo, dalla chiesa di Santa Maria foris portas, dai resti della basilica di San Giovanni, da quelli della chiesa di San Paolo e da altri edifici religiosi; dello stesso unicum ne fa parte il monastero, con la chiesa di Santa Maria e la Torre di Torba, gestito dal FAI. Si tratta di un complesso monumentale longobardo, oggi parte di un parco archeologico dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, immerso nella natura e raccolto attorno a un’imponente torre con interni affrescati.

 

La storia del Monastero di Torba

Il primo nucleo di questo tesoro antico dal grande fascino fu costruito dai Romani nel V secolo d. C. come uno degli avamposti militari edificati a scopo difensivo contro i barbari lungo la fascia nord-occidentale delle Alpi, ancora oggi il torrione di guardia rimane a testimonianza della funzione originaria del castrum. Originariamente non possedeva alcuna caratteristica religiosa, poiché rappresentava solo un luogo strategicamente perfetto grazie alla presenza del fiume Olona, costituiva infatti un luogo d'importanza strategica per sia per l'approvvigionamento delle acque, sia per la posizione lungo un fondamentale asse di comunicazione transalpino. In seguito venne usato dai Goti, Bizantini e Longobardi fino all’arrivo delle monache benedettine che fecero costruire il monastero aggiungendo all'edificio originale i locali che ospitavano le celle, il refettorio e la sala di preghiera, oltre a un portico a tre arcate e, nell'XI secolo, la piccola chiesa intitolata alla Vergine facendolo diventare di fatto un centro religioso.


Il monastero di Torba ha una storia particolarmente articolata, legata al periodo rinascimentale,

in quei anni venne contesa fra alcune delle famiglie più potenti milanesi, in particolare tra i Della Torre e i Visconti nel XIII secolo, sino ad arrivare ai Pusterla, ai quali si deve il definitivo trasferimento delle monache a Tradate, nel 1482, lasciando la cura della terra a massari. Iniziò quindi il cosiddetto "periodo agricolo" del complesso, finché, in epoca napoleonica, nel 1799, con le soppressioni degli ordini religiosi Torba perse definitivamente lo status di monastero. L'intera costruzione venne in tal modo riadattata alle mansioni agricole: il portico venne murato, l'entrata della chiesa fu ampliata e trasformata in magazzino per carri e attrezzi e tutti gli affreschi vennero coperti da un nuovo intonaco. I secoli successivi furono invece contrassegnati da numerosi passaggi di proprietà, fino al 1971, anno in cui l’ultima famiglia di contadini abbandonò il sito. Il maestoso complesso venne poi acquistato nel 1977 da Giulia Maria Mozzoni Crespi che lo donò al Fondo Ambiente Italiano (FAI), il quale ha provveduto a ristrutturarlo. Nel 1986 si conclusero i lunghi lavori di restauro che consentirono di aprire la proprietà al pubblico.

 

Cosa vedere al Monastero di Torba


La torre: Con funzione di avvistamento all'interno del sistema difensivo romano, rappresenta una delle poche testimonianze rimaste nel nord Italia di architettura romana difensiva del V-VI secolo. Costruita con materiale tratto dalla demolizione di complessi cimiteriali romani, ha una struttura possente, ma al contempo slanciata. I muri perimetrali alla base misurano circa 2 m, mentre nella parte alta, i muri della copertura della torre misurano circa 85 cm. Gli interni della torre rivelano in modo più evidente la complessa storia dell'edificio e come nei secoli sia stato adattato alle esigenze monastiche. Al primo piano è possibile notare fra gli affreschi ancora leggibili, la figura di una monaca che riporta nell'iscrizione il nome tipicamente longobardo di Aliberga, e una croce con l'alfa e l'omega sui bracci orizzontali.

Tra l'VIII e l'XI secolo il secondo piano fu adibito a oratorio dalle monache, come testimonia la presenza dell'altare (oggi perduto) e delle raffigurazioni a carattere religioso delle pareti.

 

Chiesa di Santa Maria: Costruita in diverse fasi tra il VIII e il XIII secolo, utilizzando pietre di origine fluviale, raccolte dalla vicina Olona e legate tra loro da sabbia e calce. Al suo interno ingloba parti di un precedente edificio ecclesiastico, infatti sono ben visibili i resti di un campanile a pianta quadrata presente antecedentemente alla costruzione, inoltre sono state rinvenute alcune tombe e una cripta ad ambulacro, riferibile all’VIII secolo, cui si accede da due scale di pietra poste sulle pareti laterali. Le raffigurazioni pittoriche a calce, a causa del loro stato di conservazione, si presentano frammentarie e non permettono l’esatta identificazione dei soggetti. Due sono le fasi individuate: una più antica, del IX-X secolo, e una successiva, dell’XI-XIII.

 


Il parco archeologico di Castelseprio

Istituito negli anni cinquanta a conseguenza della riscoperta del sito da parte di Gian Piero Bognetti. Costituito dai ruderi dell’omonimo insediamento fortificato e del suo borgo, nonché dalla poco distante chiesa di Santa Maria foris portas, è Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 26 giugno 2011. Le costruzioni presenti sul pianoro sono a carattere militare (ponte e torrione d'ingresso, mura di cinta turrite, torri difensive e una casaforte), civile (case di abitazione, pozzi, cisterne) e religioso.


Chiesa di Santa Maria foris portas: La chiesa è l'edificio più antico di Castelseprio, l'unico sopravvissuto alla distruzione e all'abbandono dell'antico borgo fortificato, grazie alla devozione legata alla Madonna titolare del luogo di culto. Si è soliti fissare il 948 come termine ante quem in quanto un'iscrizione graffita cita Arderico, che fu vescovo di Milano dal 936 al 948. Il motivo d'interesse principale è comunque l'originalissimo e straordinariamente conservato ciclo di affreschi che decora il vano dell'abside.

 

Complesso basilicale di S. Giovanni Evangelista: Della grande basilica a pianta rettangolare, del V secolo, ormai rimangono solo i resti. Girando attorno al luogo di culto si trovano i resti di una grande cisterna, di un ambiente ristretto (forse una sacrestia), il basamento di una torre campanaria e una zona cimiteriale, di cui si conservano solo un paio di lastre tombali longobarde.

 

Chiesa di S. Paolo, Piccola chiesa a pianta esagonale, dotata di abside, ambulacro e loggiato. Probabilmente di età romanica.

 

La cascina-convento di S. Giovanni: Il piccolo monastero a corte, forse costruito nel XIV secolo, ospitava una comunità regolare. All'interno le pareti dell'oratorio conservano affreschi tardorinascimentali e seicenteschi. L'Antiquarium, recentemente allestito, espone materiali che illustrano i primi insediamenti preistorici, la vita del castrum dalla sua fondazione in età tardoromana.

 

Il Borgo: Di questo borgo oggi rimangono una serie di resti parzialmente affioranti e ricoperti dalla boscaglia. Le fonti ricordano fossati, porte, una piazza e qualche edificio, tra cui, probabilmente, una chiesa dedicata a S. Lorenzo.

 

I misteri del Monastero di Torba

Come scritto in precedenza, la storia del Monastero di Torba porta con se una forte carica di mistero. Vi sono in effetti più di una leggenda che aleggiano attorno al sito, che rendono il monastero ancora più carico di suggestioni.

  • Una, narra che i volti mancanti delle tre monache, rappresentate in un affresco situato al secondo piano della torre, non vennero mai stati dipinti a causa della loro fuga dal monastero, oggi queste ormai divenute spiriti, vaghino nelle vallate di Torba cercando di rientrare nel dipinto per ritrovare la pace.

 
  • La seconda leggenda racconta della tempesta che, abbattendosi sul monastero, sradicò un grande albero dalle cui radici emerse la sepoltura marmorea del re longobardo Galdano da Torba.


  • Un'altra leggenda riporta che un tempo, un brigante si insediò a Torba, scacciando chi vi abitava e iniziando a depredare i paesi circostanti; a nulla valsero gli interventi di vari mercenari ingaggiati dalla popolazione, e lo stesso conte del Seprio perse la vita duellando contro il brigante. Una giovane donna di nome Raffa escogitò allora uno stratagemma: si fece trovare dal brigante a fare il bagno nell'Olona e, quando questi la portò nel suo covo, lo accecò con del sale e prese a percuoterlo con un randello, l'uomo, tuttavia, resistette ai colpi e inseguì la ragazza che si rifugiò in cima alla torre, ove lei lo avvinghiò e si buttò nel vuoto con lui. Il brigante perse la vita, mentre Raffa si salvò miracolosamente, e fece erigere presso la torre stessa una piccola cappella dedicata all'arcangelo Raffaele, ritenuto il proprio salvatore.

 

Chiesa di Maria SS Bambina: Molto carina la chiesa adiacente al parcheggio. Dedicata a Maria Bambina è costituita da un’unica aula con terminazione poligonale a configurare un’abside. Dalla forma atipica è di recente costruzione 1900-1926 ricorda molto le piccole chiese nelle contee americane.

 


In conclusione


Sempre attratto dalla storia legati a castelli, santuari e monasteri, e tutto quello che gira intorno al medioevo, ho molto apprezzato la magia della storia del monastero sapientemente raccontato dai volontari del FAI. La visita non risulta molto lunga, quindi può essere effettuata anche con bambini poco pazienti, ahahah. La struttura è circondata da prati dove poter fare un piacevole picnic o semplicemente rilassarsi. L'ingresso prevede l'acquisto di un biglietto, è possibile usufruire di uno sconto se iscritti al FAI. qui sotto potrai reperire tutte le informazioni.


Informazioni: Qui Parcheggio: Gps map


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