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- Santuario Madonna della Corona (VR)
Il Santuario Sospeso tra Cielo e Terra Oggi vi portiamo a visitare il Santuario Madonna della Corona, una delle località più suggestive dell’Alta Italia. Situato a 774 metri sul livello del mare, nel territorio del Comune di Ferrara di Monte Baldo, in provincia di Verona, Veneto. Affacciato a strapiombo sulla valle dell’Adige, il Santuario Madonna della Corona è costruito in un incavo naturale del Monte Baldo, offrendo al visitatore la sensazione di essere sospeso nel vuoto, in un’atmosfera unica e mozzafiato. Storia del Santuario Il Santuario Madonna della Corona deve la sua fama a un evento avvolto nel mistero: si narra del trasferimento miracoloso di una statua della Pietà dall’isola di Rodi, in Grecia, alle pendici del Monte Baldo. Questa leggenda, che probabilmente risale ai primi del XVII secolo per opera di Fra Patrizio da Venezia, è ancora oggi profondamente radicata nella fede e nella tradizione locale. Un’altra storia racconta che la primitiva chiesetta, dalle modeste dimensioni, venne edificata per celebrare l’apparizione, in circostanze misteriose, della statua dell’Addolorata il 24 giugno 1522. Proprio per questo la statua è conosciuta come Madonna della Corona. Visitando il santuario, si può ammirare all’interno la Scala Santa, una riproduzione della celebre scala di Roma vicino alla basilica di San Giovanni in Laterano. Questa è la scala su cui, secondo la tradizione, Gesù Cristo salì e discese il giorno in cui fu flagellato. La tradizione impone alcune regole per percorrerla: dopo aver fatto il segno della croce intingendo la mano nell’acqua santa, si salgono i 28 gradini rigorosamente in ginocchio. Ad ogni gradino si prega e si medita con profondo raccoglimento sulla Passione di Cristo, seguendo i momenti salienti quali il sudore di sangue nell’orto, la flagellazione, la coronazione di spine, il viaggio verso il Calvario e infine la crocifissione e la morte del Signore. Nel corso dei secoli, il Santuario è stato oggetto di numerosi interventi di ristrutturazione e ampliamento. Oggi, oltre ad attirare numerosi devoti da ogni parte, è una meta molto apprezzata anche dai turisti per la sua suggestiva posizione e il suo valore spirituale. Una visita e d'obbligo per la particolarità della posizione, la storia e le leggende. All'interno del Santuario L'interno del Santuario della Madonna della Corona è caratterizzato da alcuni luoghi significativi. Il presbiterio È il cuore liturgico del santuario, dove si trova l'altare principale e la statua della Madonna della Corona, alla quale i pellegrini si rivolgono in preghiera. L'atmosfera qui è di grande raccoglimento. Il corridoio per grazia ricevuta Questo è un passaggio che i fedeli percorrono dopo aver ricevuto una grazia o un miracolo, come segno di gratitudine. È un cammino simbolico di ritorno verso la fede e la speranza. Le salme Nella cripta del santuario sono custodite alcune salme di pellegrini che, nel corso dei secoli, hanno trovato pace e riposo in questo luogo di devozione, spesso legati a miracoli o promesse di fede. Curiosità Una curiosità, mentre attualmente al Santuario della Madonna della Corona è facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo in quanto è stata realizzata una comoda strada con relativo parcheggio, non molto tempo fa per raggiungere il Santuario vi si arrivava solamente attraverso Il Sentiero della Speranza, è un sentiero che conta circa 1740 scalini su un percorso lungo circa 2,5 km e parte dal paesino di Brentino Belluno . Tempo di percorrenza 2 ore e mezza circa. Come arrivare al Santuario Il Santuario della Madonna della Corona è uno dei luoghi più suggestivi e misteriosi del Veneto, incastonato nella roccia della montagna sopra la Valle dell'Adige. Per raggiungerlo ci sono due percorsi principali, ognuno con il suo fascino e le sue caratteristiche. Percorso più semplice Questo è il percorso che inizia dal parcheggio che si trova sopra il santuario, a pochi minuti di distanza dal luogo sacro. Per arrivare al parcheggio bisogna percorrere una strada asfaltata, relativamente semplice, ma comunque panoramica, che si inerpica lungo la montagna. Una volta arrivati al parcheggio, si può raggiungere il Santuario attraverso una breve camminata. Questo percorso è meno faticoso rispetto all’altro e permette di ammirare alcune raffigurazioni della Crocifissione di Gesù lungo il cammino, che sono scolpite sulle pareti rocciose, aggiungendo un tocco di spiritualità e riflessione al viaggio. Percorso panoramico e più faticoso, Il Sentiero della Speranza Questo è il percorso che, pur essendo più impegnativo, regala una delle esperienze più belle per chi ama la natura e i panorami mozzafiato. Il cammino parte dalla base della montagna, e si snoda tra sentieri immersi nel verde e tra i boschi, regalando vedute incredibili della valle e delle montagne circostanti. Il percorso è più lungo e prevede una salita impegnativa, con 1.740 gradini che portano fino al santuario, ma la fatica viene ricompensata dalla bellezza del paesaggio e dalla serenità che si respira lungo la via. Ogni tanto, il cammino si apre su scorci panoramici che offrono un'ampia vista sulla vallata sottostante e sulla città di Verona, rendendo la salita un'esperienza immersiva nella natura e nella spiritualità. Entrambi i percorsi conducono al Santuario della Madonna della Corona, ma chi sceglie il secondo, più impegnativo, può godere di un'esperienza più profonda, immerso nel verde e nella pace dei luoghi, con il tempo che sembra fermarsi mentre si cammina tra le bellezze naturali. Se hai tempo e voglia, ti consiglio di provare il secondo, anche se richiede una buona preparazione fisica. La vista che si apre alla fine è veramente unica. Sito internet: www.madonnadellacorona.it/
- Il Mottarone
Oggi vi portiamo a visitare il Mottarone , una montagna di 1.492 metri che si erge tra i laghi d'Orta e il lago Maggiore. Situato nelle province di Verbano-Cusio-Ossola e Novara, in Piemonte, offre una vista panoramica mozzafiato sui laghi e sulle Alpi circostanti. Dalla sua vetta si gode di un panorama mozzafiato che spazia dal Monviso al massiccio del Monte Rosa, dalla Pianura Padana alle Alpi Marittime. Non a caso è considerato uno dei balconi più belli d'Italia, offrendo una vista su diversi laghi, tra cui l'Orta, il Maggiore, il Mergozzo, il Varese, il Monate e il Comabbio. Cosa fare sul Mottarone Attività Il Mottarone è una montagna che offre un ricco ventaglio di attività sportive per tutto l’anno, rendendolo una meta ideale indipendentemente dalla stagione. Durante l’estate, gli appassionati possono dedicarsi a escursioni sui tanti sentieri immersi nella natura, arrampicata su roccia per chi ama le sfide verticali, mountain bike lungo percorsi adatti a vari livelli di esperienza e parapendio per godere di panorami mozzafiato dall’alto. Quando arriva l’inverno, la neve trasforma il Mottarone in un vero paradiso invernale: sciatori di ogni livello trovano piste attrezzate, gli alpinisti possono cimentarsi sulle pareti più impegnative, mentre gli amanti delle ciaspolate possono esplorare la montagna in modo lento e immersivo, godendo della pace e del silenzio dei boschi innevati. Per una pausa rigenerante dopo l’attività fisica, numerosi rifugi e ristoranti offrono l’opportunità di assaporare i piatti tipici della cucina locale, con sapori autentici che valorizzano i prodotti del territorio. In prospettiva futura, è stato ideato un progetto regionale per la creazione del Parco Naturale del Mottarone, che mira a tutelare e valorizzare ancora di più questo prezioso ambiente naturale, anche se al momento il progetto è attualmente accantonato. Questa iniziativa potrebbe rappresentare un importante passo avanti per la conservazione e la fruizione sostenibile della montagna e del suo straordinario paesaggio. Alpyland: Il Bob su Rotaia Dopo aver provato il bob monorotaia di Alpe Val Rimasco , eravamo curiosi di testare anche quello di Alpyland , una delle attrazioni principali della zona. Si tratta di una pista lunga 1.200 metri con un dislivello di 100 metri, adatta a tutte le età. L’età minima per partecipare è di 4 anni e i più piccoli possono scendere in braccio a un adulto. L’esperienza unisce divertimento e adrenalina a un contesto panoramico davvero suggestivo. È difficile dire chi si diverta di più: se i ragazzi o gli adulti, forse perché il divertimento non ha età e si torna tutti bambini. Mottarone Adventure Park Un parco avventura ben strutturato di nuova realizzazione, con percorsi interessanti per adulti e bambini, dove per una giornata si trasformano tutti in Tarzan, una bella esperienza da condividere in famiglia, personale molto gentile. Per chi proviene da Stresa c'è il famoso pedaggio di 10€ a macchina per il transito sulla strada privata Borromea , questo però vi consente uno sconto del 10% sul prezzo del biglietto d'ingresso al parco. Funivia del Mottarone Fino a qualche anno fa, la funivia era uno dei modi più comodi e suggestivi per raggiungere la vetta del Mottarone. In circa 20 minuti, partendo da Stresa, permetteva di evitare l’uso dell’auto e di godere, già durante la salita, di un panorama spettacolare che abbracciava i laghi, le colline e le montagne circostanti. Un’esperienza che univa praticità e fascino, rendendo il viaggio parte integrante della visita. Purtroppo, a seguito dei tragici fatti accaduti il 23 maggio 2021, l’impianto è attualmente chiuso al pubblico. La sua riapertura è attesa da molti, sia per il valore turistico che per il legame affettivo che tanti visitatori e abitanti nutrono verso questo storico mezzo di collegamento. Nei dintorni Orta San Giulio Orta San Giulio è un incantevole borgo medievale sulle sponde del Lago d’Orta, in Piemonte. Considerato uno dei borghi più belli d’Italia, offre atmosfere romantiche, un centro storico pedonale ricco di palazzi storici e scorci pittoreschi, una splendida vista sull’Isola di San Giulio e il celebre Sacro Monte di Orta , patrimonio UNESCO, che domina il paese con i suoi venti cappelle affrescate immerse nella natura. Omegna Omegna è una vivace cittadina situata all'estremità nord del Lago d’Orta aa circa 20 chilometri dal Mottarone. Conosciuta per il suo carattere dinamico e creativo, Omegna ha una lunga tradizione industriale ed è famosa come patria di importanti aziende di design e casalinghi. Il centro storico si sviluppa lungo il fiume Nigoglia, unico emissario del lago, e offre affascinanti scorci, piazze animate, mercatini e eventi culturali. Omegna è anche il luogo di nascita di Gianni Rodari, celebre scrittore per l’infanzia, e propone un interessante museo a lui dedicato. La città è circondata da verdi montagne e rappresenta un punto di partenza ideale per escursioni e attività all’aria aperta lungo il lago e nei dintorni. Stresa Stresa è una delle mete più eleganti e famose del Lago Maggiore, celebre per i suoi raffinati hotel storici, i giardini lussureggianti e la splendida passeggiata lungolago. Il centro cittadino offre un’atmosfera vivace e raffinata, con caffè storici, boutique e palazzi d’epoca. Situata ai piedi del Mottarone, Stresa è inoltre il punto di partenza ideale per visitare le Isole Borromee, famose in tutto il mondo per i loro palazzi storici e i giardini fioriti, rendendo la città una destinazione imperdibile per chi cerca natura, cultura e relax. Curiosita Nel corso degli anni, presso la vetta del Mottarone durante diversi scavi, sono stati rinvenuti alcuni reperti archeologici, tra cui un'ascia e una lancia, attribuiti al periodo longobardo del VI secolo. Come arrivare al Mottarone Per chi decidesse di salire al Mottarone, 2 sono le strade da percorrere, una dalla parte del lago maggiore, bisogna percorrere la strada privata Borromea , attualmente ancora appartenente alla famiglia Borromeo, che ne detiene i diritti di passaggio delle vetture, con un pedaggio di: 7 euro per le moto 10 euro per le auto. Gratis se si sale dalla parte del lago d'Orta passando da Armeno. Informazioni: www.mottarone.it Ci sono vari parcheggi, noi siamo stati qui: Gps map è questo era il nostro panorama.
- Vogogna (VB)
Vogogna, porta Vogogna, porta d’accesso alla Val Grande e scrigno medievale dell’Ossola d’accesso alla Val Grande e scrigno medievale dell’Ossola Oggi vi portiamo a visitare uno dei borghi più belli della Val d’Ossola, situato nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte: Vogogna. Questo borgo, che conta meno di 2.000 abitanti, è immerso in un contesto naturalistico straordinario, ai margini del Parco Nazionale della Val Grande, e racconta una storia millenaria attraverso le sue architetture e le sue tradizioni. Storia del borgo Le radici di Vogogna affondano nell’epoca romana, ma il suo nome, secondo la tradizione, deriverebbe dai Galli Agoni, antichi abitatori di queste terre ( Vallis Agonum , villaggio degli Agoni). Citato per la prima volta in un documento del 970 d.C., rimase per secoli un modesto villaggio di contadini, fino a quando, nel XIV secolo, in seguito a una disastrosa alluvione che distrusse la vicina Pietrasanta, divenne capitale dell’Ossola Inferiore e centro politico-amministrativo della zona. A partire dal 1342, Vogogna fu scelta dai Visconti di Milano come baluardo strategico a difesa della valle; da qui la costruzione del suo celebre castello e le fortificazioni. Il borgo raggiunse il suo massimo splendore tra il Medioevo e il periodo dei Borromeo, per poi conoscere un lento declino durante la dominazione spagnola e, successivamente, austriaca e sabauda. Cosa vedere Il Castello Visconteo Vera icona di Vogogna, fu edificato nel 1348 su ordine di Giovanni Visconti, signore di Milano. Arroccato su uno sperone roccioso, aveva funzione sia difensiva che di residenza nobiliare. Oggi è aperto ai visitatori, ospita eventi e mostre, e regala splendide vedute sulla valle. Centro storico Passeggiare tra le strette viuzze acciottolate, le case in pietra e gli archi regala un autentico viaggio nel tempo. Spiccano il Palazzo Pretorio del XIV secolo, ora sede del Museo Storico della Val d’Ossola, e la neo-gotica Chiesa del Sacro Cuore con il suo campanile e ricchi interni. La chiesa di San Pietro la più antica chiesa di Vogogna , Chiesa di Santa Maria degli Angeli che fu ai tempi un convento. Antiche mura medievali ed elementi architettonici caratteristici, come portali, cortili e balconi fioriti, contribuiscono all’atmosfera affascinante del borgo. Chiesa del Sacro Cuore di Gesù La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù (o “Chiesa Nuova”) è la chiesa principale di Vogogna, costruita tra il 1894 e il 1904 in stile neogotico su progetto di Ercole Marietti. Si trova all’ingresso del borgo storico, in posizione dominante su una rupe, e si presenta con una facciata tripartita, rosone centrale, portale in pietra e una statua di Cristo sopra l’ingresso. All’interno, la chiesa ha tre navate sostenute da colonne, affrescate e arricchite da grandi nicchie laterali. Custodisce arredi e marmi recuperati dalla precedente parrocchiale distrutta nel 1975, come il fonte battesimale e il pulpito in noce, mentre il portale antico è ora nella torre campanaria. Consacrata nel 1904, questa chiesa è un elemento imponente e caratteristico del paesaggio urbano di Vogogna. Palazzo Pretorio Il Palazzo Pretorio di Vogogna , costruito nel 1348 su iniziativa di Giovanni Visconti, rappresenta uno degli edifici civili più importanti del borgo e fu la sede del governo dell’Ossola Inferiore fino al 1819. Ispirato al modello architettonico del broletto lombardo , il palazzo è caratterizzato da un porticato con archi acuti poggiati su robuste colonne, che ospitava riunioni pubbliche e il mercato settimanale. Il piano superiore era riservato alle funzioni amministrative e giudiziarie. Oggi il Palazzo Pretorio, che conserva decorazioni e lapidi storiche, ospita esposizioni, mostre ed eventi, ed è sede del famoso mascherone celtico in pietra ollare, probabilmente raffigurante una divinità antica. Restaurato negli anni Novanta, il palazzo continua a essere un punto di riferimento culturale e sociale per la comunità locale. Nelle vicinanze Rocca di Genestredo Percorrendo un mulattiera si giunge alla Rocca di Vogogna , chiamata anche Rocca di Genestredo, un’antica torre medievale in rovina, situata sopra la frazione di Genestredo all’interno del Parco Nazionale della Val Grande. Le sue origini sono incerte, ma si ipotizza una fondazione tra il IX e il X secolo. La torre era parte di un sistema difensivo e di segnalazione collegato ad altre fortificazioni della Val d’Ossola. Nel 1348, su iniziativa dei Visconti, fu trasformata in roccaforte circondata da mura. Venne parzialmente distrutta nel XVI secolo, assumendo l’aspetto attuale di rudere panoramico sopra il borgo. Oggi restano solo tre lati della torre principale e alcuni tratti delle mura, raggiungibili con una breve passeggiata dal paese. Oratorio di San Martino L’Oratorio di San Martino a Genestredo è una piccola cappella risalente al XVI secolo, dedicata a San Martino. È caratterizzato da un ambiente raccolto e semplice, con elementi storici come una campana datata 1580 che ne testimonia la lunga presenza sul territorio. Un tempo all’interno si trovava un quadro votivo, datato 1665 e attribuito al pittore Valentino Rossetto, oggi però scomparso. Situato lungo il cammino che porta alla Rocca di Genestredo, l’oratorio si inserisce in un contesto di antiche abitazioni rurali in pietra e offre un’atmosfera di grande quiete e fascino storico, testimoniando la tradizione religiosa e popolare della zona. Parco Nazionale della Val Grande La Val Grande , istituita come Parco Nazionale nel 1992, è la più vasta area wilderness d’Italia, estesa per circa 15.000–17.000 ettari tra la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, il Lago Maggiore, la Valle Cannobina, la Val Vigezzo e l’Ossola. Il parco è caratterizzato da aspre montagne, boschi fitti, corsi d’acqua e silenzi profondi, con una natura ancora “grezza” dove l’uomo non interviene da decenni e la fauna selvatica è tornata protagonista (camosci, cervi, caprioli, lupi, volpi e aquile). I percorsi trekking sono numerosi e impegnativi, quasi tutti accessibili solo a piedi, spesso lungo sentieri che richiedono esperienza e prudenza, soprattutto nelle zone più remote e impervie. Lago d'Antrona ←leggi il post Poco più di 20 chilometri separano il borgo medievale di Vogogna dal Lago d’Antrona, un percorso che collega due realtà molto diverse ma unite dalla bellezza del territorio Il Lago d’Antrona, con le sue acque cristalline e il paesaggio dominato da cime e cascate (come quella del Sajont), è un’oasi di pace ideale per chi cerca il contatto con la natura più autentica. Il sentiero ad anello che lo circonda, di circa 7 km, è di difficoltà facile e adatto anche alle famiglie, permettendo di ammirare panorami, fitte foreste e scorci suggestivi dietro la cascata, oltre ai resti delle antiche attività minerarie e forestali della zona. Prodotti tipici La tradizione gastronomica di Vogogna riflette quella ossolana e montana, con piatti robusti a base di ingredienti locali. Tra i prodotti tipici spiccano: Salumi ossolani , fra cui la mortadella della Val d’Ossola. Formaggi d’alpeggio , come il Bettelmatt e altri derivati da latte vaccino e caprino. Dolci tradizionali , come i biscotti ossolani e varie torte rustiche. Non mancano vini piemontesi di pregio, come il Nebbiolo delle valli locali, e prodotti a base di castagne. Eventi da non perdere Vogogna vive e si anima grazie a numerosi eventi che permettono di respirare le sue tradizioni, fra cui: Rievocazioni storiche e sagre medievali, spesso ambientate fra le mura del castello, con spettacoli in costume, mercatini artigianali e stand gastronomici che consentono di assaporare specialità locali. Mercatini e fiere tematiche , che animano il borgo nelle diverse stagioni e coinvolgono tutta la comunità. Eventi culturali e mostre organizzati nel castello e nel centro storico, capaci di arricchire l’esperienza del visitatore con approfondimenti sulla storia e le tradizioni locali. Vogogna è quindi il luogo ideale per chi desidera scoprire un autentico borgo medievale piemontese, immerso nei paesaggi spettacolari della Val d’Ossola, dove storia, cultura e sapori si incontrano tra vicoli senza tempo e panorami mozzafiato. Concludendo Visitare Vogogna significa immergersi in uno dei borghi più affascinanti e meglio conservati del Piemonte, insignito del titolo di “uno dei Borghi più belli d’Italia” e autentico scrigno di storia, architettura e natura. Passeggiando tra le sue vie ricche di palazzi medievali, gli ingressi in pietra e le torri antiche, si respira un’atmosfera unica fatta di storia millenaria e scenari suggestivi. Vogogna offre la possibilità di visitare monumenti simbolo della Val d’Ossola come il Castello Visconteo, la Rocca panoramica e il trecentesco Palazzo Pretorio, ma anche una varietà di oratori e chiese ricchi di arte e spiritualità. La posizione strategica del borgo, incorniciato dalle montagne e porta d’accesso al Parco Nazionale della Val Grande la più grande area wilderness delle Alpi. Meta ideale sia per amanti della cultura che della natura e del trekking.
- Santuario di San Romedio
Un Gioiello incassato nella Roccia Oggi vi portiamo a visitare il Santuario di San Romedio , un luogo di profonda spiritualità e bellezza naturale incastonato nelle Alpi della Val di Non. Ci troviamo nel comune di Predaia nella regione Tentino alto Adige. Il Santuario di San Romedio, detto anche “ il santuario dell’orso ”, è uno di quei luoghi che lasciano il segno, immerso tra pareti rocciose e boschi fitti, sorge questo straordinario complesso, formato da ben cinque chiesette incastonate una sopra l’altra, che sembrano abbracciarsi sulla cima di uno sperone di roccia. Breve storia del Santuario di San Romedio Il Santuario di San Romedio è un eremo millenario la cui origine è legata alla figura di San Romedio di Thaur . Si narra che Romedio, un nobile bavarese vissuto tra il IV e il V secolo, si ritirò in preghiera e solitudine in queste valli. Il santuario sorse attorno alla grotta dove il santo visse e morì. Nel corso dei secoli, il complesso si è sviluppato con la costruzione di diverse cappelle e chiese, una sull'altra, fino a formare l'imponente struttura che vediamo oggi, arrampicata su uno sperone di roccia. Le chiese del Santuario di San Romedio Il santuario è un vero e proprio complesso architettonico stratificato , composto da cinque piccole chiese o cappelle sovrapposte e collegate tra loro da una ripida scala di 131 gradini. Così suddivise: La chiesa più antica Questo ambiente, risalente al X-XI secolo, fu realizzato come piccolo sacello direttamente sulla tomba di San Romedio, l'eremita vissuto sulla rupe. In seguito fu arricchita con affreschi medievali che narrano la vita del santo e con una cappella delle reliquie in stile preromanico. Si sviluppa con elementi architettonici e decorativi di grande valore storico e spirituale, inclusi portale duecentesco e affreschi tra i più antichi del Trentino. Visitare la Chiesa Antica significa scoprire l'anima più autentica del santuario, in un luogo avvolto da un'atmosfera suggestiva di raccoglimento e memoria. Chiesa di San Michele Costruita nel 1514, è espressione della spiritualità legata alla figura dell’Arcangelo e rappresenta uno dei principali spazi devozionali del santuario Chiesa di San Giorgio Realizzata nel 1489 per volontà della famiglia Cles, testimonia la fede della comunità locale e la devozione verso il santo guerriero. Cappella dell'Addolorata La più recente, edificata come voto di ringraziamento per la fine della Prima Guerra Mondiale (1915-18), e simboleggia la speranza e la rinascita dopo un periodo di sofferenza. Chiesa Maggiore di San Romedio Eretta nel 1536, è la più ampia e solenne tra le chiese del complesso, dedicata al culto pubblico e arricchita da pregevoli opere d’arte rinascimentale. L’orso di San Romedio Una delle leggende più affascinanti legate a San Romedio racconta di un episodio in cui il santo addomesticò un orso. Si narra che Romedio, diretto a Trento per incontrare il vescovo, si imbatté in un orso che aveva sbranato il suo cavallo. Invece di temere la bestia, San Romedio le parlò con dolcezza e la leggenda vuole che l'orso divenne mansueto, lasciandosi finanche bardare e accompagnando il santo fino a Trento. Oggi, a ricordo di questa leggenda e per sensibilizzare sulla convivenza tra uomo e orso, è presente un'area faunistica ai piedi del santuario che ospita alcuni esemplari di orso bruno. Il sentiero nella roccia Se amate camminare, potete raggiungere il Santuario di San Romedio scegliendo tra diversi itinerari panoramici immersi nella natura. Da Sanzeno al Santuario (Sentiero nella Roccia) Questo è probabilmente il cammino più affascinante per arrivare a San Romedio. L’itinerario, realizzato lungo il percorso di un antico canale ottocentesco. È un percorso facile, prevalentemente pianeggiante, che in circa 45 minuti vi conduce ai piedi del santuario. Attenzione però: nel periodo invernale può essere chiuso per presenza di ghiaccio. Dai Laghi di Coredo e Tavon Un’altra piacevole opzione parte dal paese di Coredo, fiancheggiando i pittoreschi laghetti di Coredo e Tavon. Dopo aver attraversato queste oasi d’acqua, il sentiero prosegue all’interno del bosco e si collega alla parte finale che porta a San Romedio. Anche questo tragitto è facile, ricco di panorami e richiede circa 45 minuti di cammino. Dal paese di Don Se volete partire da Don, potete servirvi del sentiero segnalato con il numero 539. Il percorso attraversa ambienti naturali vari e, in circa un’ora di marcia, vi condurrà fino al santuario. Chiunque scelga di arrivare a piedi, potrà godersi tutto il piacere di una passeggiata tra natura selvaggia, scorci spettacolari e l’atmosfera di raccoglimento che regala il cammino verso uno dei luoghi più iconici della Val di Non. Ricordo dell’Antico Acquedotto Lungo il sentiero nella roccia, si possono ancora intravedere i resti dell'antico acquedotto che un tempo alimentava il santuario, testimonianza dell'ingegno e della perseveranza di chi ha costruito e mantenuto questo luogo sacro nel corso dei secoli. Cosa visitare nei dintorni La Val di Non offre numerose attrazioni oltre al Santuario di San Romedio: Lago di Santa Giustina Il Lago di Santa Giustina è il più grande bacino artificiale del Trentino, situato al centro della Val di Non. Tra le attività acquatiche praticabili ci sono kayak e canoa, soprattutto nel canyon del Rio Novella, con percorsi tra gole e pareti verticali. È possibile anche rilassarsi nelle aree verdi attrezzate sulla riva del lago, come a Plazze di Dermulo, dove si possono fare escursioni e gite in kayak Castel Thun Castel Thun è un castello medievale del XIII secolo, situato in Val di Non, Trentino. Residenza della famiglia Thun, è uno dei castelli meglio conservati della regione, famoso per le sue fortificazioni e le sale storiche, tra cui la pregiata Stanza del Vescovo. Oggi è accessibile al pubblico ed è un importante sito culturale. Informazioni: Castel Thun - Castel Thun Canyon Rio Sass Situato a Fondo in Alta Val di Non, è una gola profonda circa 60 metri e lunga 300 metri, scavata dal torrente Rio Sass, con pareti rocciose, cascate, marmitte dei giganti, stalattiti, fossili e vegetazione varia. Il percorso, di circa 2,5 km e 1200 scalini, si snoda su passerelle e scalette metalliche sospese fino a 25 metri di altezza, offrendo un’esperienza emozionante tra natura incontaminata e paesaggi spettacolari. La visita è guidata, dura circa due ore, ed è accessibile anche in notturna grazie a un impianto di illuminazione. Informazioni: www.canyonriosass.it Orari e prezzi del santuario di San Romedio Il Santuario di San Romedio è aperto tutti i giorni dell’anno, secondo il seguente orario: Da Ottobre ad Aprile : dalle 9.00 alle 17.30. Maggio, Giugno e Settembre : dalle 9.00 alle 18.00. Luglio e Agosto : dalle 8.30 alle 19.00. L’ingresso al santuario è gratuito , ma è gradita un’offerta . Per chi volesse prendere parte a delle visite guidate, può scrivere all’ APT Val di Non info@visitvaldinon.it . Concludendo Visitare il Santuario di San Romedio non è solo un viaggio in un luogo di culto, ma un'esperienza che tocca l'anima. È un'occasione per immergersi nella storia, ammirare un'architettura sorprendente e godere della serenità di una natura incontaminata. La sua posizione unica, la leggenda dell'orso e la suggestione del sentiero nella roccia rendono questo santuario una meta imperdibile per chi cerca pace, ispirazione e un contatto autentico con le radici più profonde del Trentino.
- Tindari e dintorni (ME)
Tindari e dintorni: un viaggio tra antiche rovine, paesaggi mozzafiato e luoghi di fede Oggi vi portiamo a visitare Tindari e dintorni , ci troviamo in provincia di Messina , nella splendida regione Sicilia . Questa zona, affacciata sul mar Tirreno, è un piccolo scrigno di bellezze naturali, storia millenaria e spiritualità. Cosa vedere a Tindari Area Archeologica di Tindari Immergetevi nella storia visitando i resti dell'antica città greca di Tyndaris . L'area archeologica offre un affascinante percorso tra i resti del teatro greco, da cui si gode una vista mozzafiato sul mare e sui Laghetti di Marinello, e la Basilica, un imponente edificio romano. Potrete ammirare anche i resti delle mura cittadine, dell'Agorà e di alcune abitazioni private, testimonianza della vita quotidiana nell'antichità. Santuario della Madonna Nera Dominante l'intera baia, il Santuario di Tindari è un luogo di profonda spiritualità e devozione. Al suo interno è custodita la venerata statua della Madonna Nera, meta di pellegrinaggi da ogni parte del mondo. La posizione elevata del Santuario offre panorami spettacolari che spaziano dai Laghetti di Marinello alle Isole Eolie. Laghetti di Marinello Ai piedi del promontorio di Tindari si estendono i Laghetti di Marinello, una riserva naturale di straordinaria bellezza. Questa lingua di sabbia crea un sistema di laghi salmastri che cambiano forma a seconda delle maree, dando vita a un paesaggio mutevole e affascinante. Ideali per una passeggiata rilassante, per il birdwatching o semplicemente per godere della natura incontaminata. La Valle di Tindari La Valle di Tindari è un'area di grande interesse naturalistico, caratterizzata da una ricca vegetazione mediterranea e da sentieri che si snodano tra uliveti e agrumeti. È il luogo ideale per escursioni a piedi, per immergersi nella tranquillità della campagna siciliana e per scoprire angoli nascosti di rara bellezza. Sentiero Coda di Volpe Il Sentiero Coda di Volpe è un percorso naturalistico che si snoda lungo la costa, offrendo scorci panoramici mozzafiato sul mare e sul promontorio di Tindari. Ideale per gli amanti del trekking, permette di esplorare la flora e la fauna locali e di raggiungere calette nascoste e suggestive. Villa Romana di Patti A breve distanza da Tindari, nel comune di Patti, si trova la Villa Romana. Questo importante sito archeologico testimonia la presenza romana nella zona, con i resti di una sontuosa villa patrizia. Sono visibili pavimenti a mosaico ben conservati e le tracce di un impianto termale, che offrono uno spaccato della vita agiata dei romani. Grotta Donna Villa Situata nei pressi di Patti, la Grotta Donna Villa è una cavità naturale di notevole interesse geologico e speleologico. Al suo interno sono presenti concrezioni calcaree e formazioni rocciose suggestive, che la rendono una meta affascinante per gli appassionati di grotte e di natura. Concludendo Visitare Tindari e i suoi dintorni significa intraprendere un viaggio affascinante che combina storia, spiritualità e natura incontaminata. Dalle antiche rovine greche e romane che narrano secoli di storia, alla profonda devozione che avvolge il Santuario della Madonna Nera, fino alla bellezza selvaggia dei Laghetti di Marinello e dei sentieri naturalistici, quest'area offre un'esperienza indimenticabile. È un luogo dove il passato si fonde armoniosamente con il presente, dove la spiritualità si unisce alla bellezza paesaggistica, rendendolo una meta ideale per chi cerca un viaggio completo e arricchente.
- Viaggio nella Francia Settentrionale
Dopo il Viaggio nella Francia meridionale ( ←leggi il post ) che ci ha regalato ricordi indelebili, eravamo pronti per una nuova avventura. Quest'anno si parte per andare alla scoperta della Francia settentrionale, ricca di storia e bellezze naturali. Come da tradizione, il nostro viaggio inizia la sera stessa in cui abbiamo salutato il lavoro e dato il benvenuto alle tanto attese ferie. L'emozione era palpabile! Per evitare stress e dimenticanze, i preparativi del camper erano cominciati con un paio di giorni d'anticipo. Ogni cosa al suo posto, ogni dettaglio curato, perché l'inizio di una vacanza deve essere sereno e senza intoppi. Prima tappa: Provincia di Pavia fino a Monginevre (Provenza-Alp i-Costa Azzurra) Viaggiare con il camper nella quiete notturna ha per noi aspetti molto positivi, a cominciare dal fatto che il traffico è molto più scorrevole e l’assenza del caldo rende il viaggio più confortevole, soprattutto durante le estati più afose. Questi sono sicuramente i vantaggi principali, permettendoci di guadagnare tempo e viaggiare più rilassati. D’altra parte, viaggiare di notte implica la rinuncia a quei panorami meravigliosi che la luce del giorno regala, come le dolci colline, i borghi e i paesaggi naturali che tanto amiamo ammirare e fotografare durante il tragitto. Ma per noi questo è un compromesso accettabile, perché sappiamo che il fascino delle destinazioni che visiteremo ci ripagherà più avanti. Arriviamo a Monginevre in tarda serata. Piccola passeggiate per sgranchirci le gambe accolti dal silenzio e da un’atmosfera più intima. Tornati in camper è il momento di riposare e prepararsi per il giorno seguente, quando la luce del mattino ci svelerà i colori e le bellezze di questo angolo delle Alpi già visitato nelle precedenti vacanze. Parcheggio bordo strada gratuito: GPS Area sosta camper: GPS Seconda tappa: Monginevre Berck-sur-Mer ←leggi il post 1000 km verso le foche dell’Atlantico (Alta Francia ) Sveglia di buon'ora e, dopo una colazione super abbondante, ci concediamo una breve ma piacevole passeggiata nel centro di Monginevre. L’aria di montagna ci dà la giusta carica per affrontare quella che sarà la tappa più lunga del nostro viaggio: circa 1000 chilometri fino a Berck-sur-Mer , sulla costa della Piccardia, con un obiettivo ben preciso... vedere le foche ! Seguendo i preziosi consigli di altri viaggiatori, decidiamo di impostare il navigatore Waze escludendo i pedaggi autostradali. Le autostrade francesi sono notoriamente costose, mentre le strade statali, oltre a essere gratuite, si rivelano sorprendentemente belle e poco trafficate. Ricordo ancora quando il navigatore ci ha indicato di proseguire dritto per ben 212 chilometri: un tratto lunghissimo e tranquillo, immerso nel paesaggio rurale francese. Ci fermiamo solo per una veloce pausa pranzo lungo la strada, poi ripartiamo senza indugi. Chilometro dopo chilometro, tra campi, paesini e cieli infiniti, la meta si avvicina. In serata, stanchi ma emozionati, arriviamo finalmente a Berck. Non perdiamo tempo: lasciamo le valigie e ci precipitiamo in spiaggia. Lì, davanti a noi, le protagoniste della giornata – le foche – si mostrano in tutta la loro bellezza, libere, rilassate, distese sulla sabbia o che giocano tra le onde. Che emozione vederle dal vivo, così vicine. In un attimo, tutta la fatica del viaggio svanisce, ampiamente ripagata da questo spettacolo della natura. Restiamo a guardarle fino al tramonto, mentre il cielo si tinge di rosa e arancio, regalandoci un ricordo indelebile. La giornata si chiude con una cena semplice ma soddisfacente e una passeggiata serale sul lungomare, accompagnati dal suono delle onde e dalla sensazione di aver vissuto qualcosa di speciale. Ara sosta camper: GPS Terza tappa: Berck-sur-Mer ←leggi il post Le Tréport ←leggi il post Foche, mare e falesie (Alta Normandia) La mattina ci svegliamo con calma e decidiamo di fare colazione in spiaggia. La colonia di foche è ancora lì, immobile e silenziosa. La maggior parte sembrava ancora immersa in un sonno profondo, mentre davanti a noi la marea iniziava lentamente a salire. È uno spettacolo ipnotico vedere la lunghissima spiaggia che, poco a poco, viene inghiottita dal mare, come se l'acqua tornasse a riprendersi ciò che è suo. Solo quando le onde hanno quasi completamente sommerso le dune di sabbia, le foche si sono alzate con calma e hanno lasciato la spiaggia, scivolando eleganti verso l'acqua. Berck si conferma una località balneare affascinante, con la sua ampia spiaggia sulla Costa d’Opale e una storia particolare: è famosa non solo per la bellezza del litorale, ma anche per le proprietà terapeutiche della sua aria ricca di iodio, che nel tempo ha portato alla nascita di numerosi ospedali specializzati, soprattutto nella cura della tubercolosi ossea. Trascorriamo la giornata tra mare, passeggiate e una breve visita al centro di Berck. Poi, nel tardo pomeriggio, è tempo di rimettersi in marcia. La prossima meta è Le Tréport , a circa 65 chilometri di distanza, poco più di un’ora di guida tra campagne e tratti costieri. Arrivati a destinazione, troviamo posto in un’area di sosta panoramica posizionata proprio sulla falesia. Un luogo davvero suggestivo, da cui si domina tutta la costa e si intravede già il cuore di Le Tréport. Facciamo un giro perlustrativo nei dintorni per raccogliere qualche informazione utile e programmare al meglio la giornata successiva. Dopo la cena , la serata si conclude con e una passeggiata sulla falesia, mentre il sole cala lentamente dietro l’orizzonte. Le Tréport, avvolta dalle luci notturne, ci regala una vista da cartolina: il mare che si confonde con il cielo, i tetti delle case illuminate e il profumo salmastro che accompagna ogni passo. Un’altra giornata di viaggio si chiude nel migliore dei modi. Aire camping-car Le Tréport: GPS Quarta tappa: Le Tréport ←leggi il post Étretat ←leggi il post tra falesie e borghi marinari (Bassa Normandia) La giornata comincia con una sveglia tranquilla e una colazione rilassata, ancora una volta con lo sguardo perso nel blu dell’oceano che si apre davanti a noi. Dopo esserci goduti la vista dalla falesia, decidiamo di scendere verso il centro di Le Tréport per scoprire questa pittoresca cittadina normanna affacciata sul Canale della Manica. Per raggiungere il cuore del paese ci sono due opzioni: un percorso panoramico a piedi lungo la scalinata della falesia, oppure la comoda funicolare gratuita scavata direttamente nella roccia. Optiamo per la seconda, un'esperienza curiosa e piacevole che in pochi minuti ci porta dal silenzio sospeso delle alture al vivace via vai del lungomare. Le Tréport ci sorprende con il suo fascino d’altri tempi: il porto peschereccio, le barche colorate, le case a graticcio e le viuzze raccontano storie di mare e tradizioni. Passeggiamo lungo il molo, respiriamo l’aria salmastra e ci perdiamo tra bancarelle e botteghe che vendono specialità locali, come ostriche, cozze e il famoso pesce affumicato. Facciamo una sosta al mercato coperto di origine medievale e visitiamo l’antica chiesa di Saint-Jacques , affacciata sulla città e sul porto. Non può mancare una tappa alla Chapelle Saint-Julien , da cui si gode di una splendida vista panoramica sulla città incastonata tra le scogliere. La giornata vola tra scorci fotografici, degustazioni e atmosfere marinare. Nel tardo pomeriggio, risaliamo con la funicolare verso la falesia. Decidiamo di rimetterci in viaggio costeggiando il più possibile la costiera e godere del tramonto che si prospetta lungo il viaggio. La destinazione è Étretat , regina indiscussa delle falesie della Normandia, distante circa 120 chilometri. Ci aspettano altre meraviglie naturali, ma con nel cuore ancora la bellezza autentica di Le Tréport, un piccolo gioiello sospeso tra cielo, mare e storia. Area sosta camper: GPS Quinta tappa: Étretat ←leggi il post Meraviglia scolpita dal mare (Bassa Normandia) Dopo aver lasciato alle spalle Le Tréport, lungo il tragitto ci ritroviamo a ripensare alla giornata appena vissuta: la discesa in funicolare, l’atmosfera autentica del porto, le viste dalle falesie… Momenti semplici ma preziosi, che restano impressi. Arriviamo a Étretat in tarda serata, stanchi ma curiosi. Ci sistemiamo nell’area di sosta camper, cena veloce, una doccia ristoratrice e poi tutti a dormire. L’indomani ci aspetta una delle tappe più attese del viaggio. La mattina seguente, dopo la consueta routine, partiamo alla scoperta di questa piccola perla della Costa d’Alabastro , celebre per le sue spettacolari falesie di gesso bianco che si tuffano nel mare. Étretat è un borgo incantevole, amato da pittori, scrittori e viaggiatori di ogni epoca affascinati dalla bellezza drammatica del paesaggio tra cui Claude Monet, Guy de Maupassant e Maurice Leblanc , l’autore che ha dato vita ad Arsène Lupin , il ladro gentiluomo più celebre di Francia. La nostra prima tappa obbligatoria è la passeggiata fino alla falesia d’Aval , per ammirare l’arco naturale e la famosa Aiguille , il pinnacolo di roccia che si erge solitario nel mare. Il sentiero offre scorci mozzafiato e il contrasto tra il verde dei prati e il bianco della scogliera è semplicemente unico. Dall’altro lato, si può salire verso la falesia d’Amont , dove si trova la Chapelle Notre-Dame-de-la-Garde , costruita a picco sul mare: da lì si ha una vista panoramica sulla baia, sul villaggio e sull’intera costa. Un luogo perfetto per respirare profondamente e lasciarsi incantare. Il centro storico di Étretat è delizioso, con casette a graticcio, botteghe artigianali e ristorantini dove assaggiare le specialità locali. Una passeggiata nei Jardins d’Étretat , giardini sospesi tra arte e natura, regala un’esperienza unica con opere contemporanee incorniciate da viste spettacolari sull’oceano. Étretat è una tappa imperdibile: un luogo dove la natura, la cultura e il mistero si fondono perfettamente. E mentre il sole tramonta, è facile capire perché questo angolo di Normandia abbia incantato scrittori, artisti… e ladri gentiluomini. Ma ormai è ora di ripartire verso . a circa 150 chilometri che ci regalerà emozioni forti. Area sosta camper: GPS Sesta tappa: Étretat ←leggi il post Longues-sur-Mer -Battery ←leggi il post Cimitero Americano ←leggi il post La Cambe German War Cemetery ←leggi il post (Bassa Normandia) Lasciamo Étretat con negli occhi ancora le immagini delle falesie bianche e con il pensiero che questo viaggio ci sta regalando emozioni sempre diverse, tappa dopo tappa. Dopo alcune ore di viaggio, arriviamo in tarda serata a Longues-sur-Mer , proprio nei pressi della famosa batteria tedesca. Ci sistemiamo per la notte in una piccola area tranquilla, immersa nel silenzio. Una pace quasi surreale, considerando il luogo in cui ci troviamo. La sveglia suona presto: oggi ci aspetta una giornata densa di storia e riflessione. Usciamo e siamo subito lì, a pochi passi dalle casematte in cemento armato, imponenti e grigie, ancora perfettamente conservate nonostante il passare degli anni. All’interno, i grandi cannoni navali tedeschi da 150 mm sono ancora lì, arrugginiti ma potenti, puntati verso il mare. Sembrano ancora pronti a fare fuoco. Passeggiare tra queste strutture è un’esperienza intensa. Nonostante siano in disuso da oltre 80 anni, emanano ancora un senso di forza, quasi di minaccia. Ci si sente piccoli davanti a questi giganti di metallo e cemento, testimoni silenziosi del D-Day e dei bombardamenti che hanno cambiato il corso della storia. Il sito è ben tenuto, immerso nel verde, e affacciato direttamente sulla scogliera. Impossibile non immaginare le navi alleate all’orizzonte, il fragore dei colpi, il caos di quel 6 giugno 1944. Eppure, oggi, regna una calma quasi inspiegabile, come se il tempo si fosse fermato a rendere omaggio a ciò che è stato. Parcheggio gratuito: GPS Sesta tappa – parte 2: Il Cimitero Americano di Colleville-sur-Mer – Silenzio, memoria, gratitudine Dopo la visita ci rimettiamo in marcia, direzione Colleville-sur-Mer , dove si trova il celebre Cimitero Militare Americano . Lasciato il camper al parcheggio gratuito del cimitero ci dirigiamo verso l'ingresso. Davanti a noi, 9.387 croci bianche perfettamente allineate si perdono a vista d’occhio, immerse in un prato curatissimo che domina Omaha Beach. È difficile spiegare le sensazioni che si provano. Cammini lentamente, in silenzio, come se ogni passo dovesse chiedere il permesso. Alcune croci portano la scritta “ Known but to God ”, noti solo a Dio. E in quel momento, il concetto di sacrificio assume un peso reale, tangibile. Parcheggio gratuito: GPS Sesta tappa – parte 3: La Cambe – Nessun vincitore, solo giovani vite spezzate Dopo la visita al Cimitero Americano di Colleville-sur-Mer, ci rimettiamo in marcia in silenzio, ancora scossi dalle emozioni. La prossima tappa è il cimitero militare tedesco di La Cambe , distante solo pochi chilometri. Un altro luogo di memoria, ma con un impatto completamente diverso. Appena arrivati, si percepisce subito un’atmosfera più cupa, più sobria. Qui il paesaggio è semplice, spoglio, quasi austero. Le croci scure in pietra lavica sono disposte in gruppi sparsi, in contrasto con l’ordine perfetto e luminoso delle croci bianche americane. Il colore scuro delle croci rappresenta simbolicamente il lutto, ma anche la consapevolezza di una memoria diversa, più silenziosa, meno celebrata. Al centro del cimitero si trova un tumulo erboso sormontato da una grande croce, circondato da due statue. È una fossa comune che ospita migliaia di soldati non identificati. Nel complesso, oltre 21.000 soldati tedeschi riposano qui. I numeri impressionano, ma è il silenzio che colpisce di più: è un luogo che non grida, ma invita alla riflessione. Camminando tra le tombe, leggendo i nomi, l’età, le date: 19 anni, 22, 24… così giovani, capisci che anche da questa parte c’erano ragazzi. Ragazzi giovanissimi, mandati a combattere in una guerra più grande di loro, spinti da ideologie, obblighi, ordini… ma sempre ragazzi. Proprio come quelli sepolti poco lontano, nel cimitero americano. Visitare entrambi i cimiteri nello stesso giorno è un’esperienza potente . Ti rendi conto che qui non ci sono vincitori o vinti , solo migliaia di madri e padri che non hanno più visto tornare i propri figli. Parcheggio gratuito: GPS Settima tappa: da La Cambe ←leggi il post Mont-Saint-Michel ←leggi il post Dove il tempo si ferma e la marea decide tutto (Bassa Normandia) La giornata è stata lunga e carica di emozioni. Dopo la visita al cimitero militare tedesco di La Cambe, ripartiamo con un velo di tristezza nel cuore. È impossibile rimanere indifferenti davanti a migliaia di giovani vite spezzate, da qualsiasi parte si trovassero. Ma il viaggio continua, e ci mettiamo in cammino verso una delle mete più iconiche della Francia: Le Mont-Saint-Michel , distante circa 130 chilometri. Arriviamo in serata e ci sistemiamo nel parcheggio dedicato ai camper. Cena veloce, due chiacchiere sul senso del viaggio fin qui, e poi a letto: domani ci aspetta un altro giorno speciale. All’alba il sole sorge lentamente sull’orizzonte e ci svegliamo con quella voglia di scoperta che accompagna ogni tappa. Dopo la colazione, ci dirigiamo alla fermata della navetta gratuita , che in pochi minuti ci porta ai piedi di uno dei luoghi più affascinanti d’Europa. Mont-Saint-Michel è un piccolo mondo sospeso tra cielo e mare. Camminare tra le sue mura è come fare un salto indietro nel tempo. Il villaggio medievale si snoda in una salita ripida fatta di vicoli stretti, scalinate, piccole botteghe e ristorantini incastonati nelle pietre. In cima, svetta la magnifica abbazia benedettina , un capolavoro gotico fondato nell’VIII secolo, che domina tutto il paesaggio circostante. Dall’alto si gode una vista spettacolare sulla baia, che sembra non avere confini. Una delle magie di questo luogo è il continuo gioco delle maree . Quando c’è bassa marea , si può scendere e camminare lungo la spiaggia circostante, su un fondale sabbioso che si estende per chilometri. La sensazione è quasi irreale: ci si sente davvero piccoli di fronte alla vastità e alla potenza della natura. Poi, piano piano, la marea risale , e Mont-Saint-Michel torna a essere un’isola , collegata alla terraferma solo da un ponte pedonale. Vedere l’acqua salire e trasformare il paesaggio è qualcosa di affascinante, una metamorfosi che avviene sotto i tuoi occhi. Dopo aver visitato l’abbazia e fatto una lunga passeggiata tra le mura, decidiamo di tornare al camper a piedi . Il parcheggio dista solo un chilometro e mezzo, ma ogni passo lungo il ponte è accompagnato da uno sguardo verso l’abbazia, che si allontana ma continua a dominare il panorama. Si è fatto tardi. Restiamo qui per la cena , ci concediamo un’ultima passeggiata sotto le stelle , e ci ritiriamo per la notte, con la sensazione di aver vissuto un altro momento unico. Parcheggio camper: GPS Ottava tappa: da Mont-Saint-Michel ←leggi il post faro di Île Vierge ←leggi il post Tra alligatori, strade panoramiche e coste bretoni (Bretagna) Oggi ci aspetta una giornata diversa, interessante e con panorami che promettono meraviglie. Prima di lasciare Mont-Saint-Michel, decidiamo di fare una piccola deviazione: a poco più di un chilometro dal parcheggio si trova Alligator Bay , un parco zoologico tematico che ci incuriosisce subito. Appena entrati, veniamo accolti da una grande serra tropicale, umida e calda, dove alligatori, caimani e coccodrilli si muovono pigramente tra vasche, piante esotiche e passerelle sopraelevate. La sensazione è incredibile: vederli così da vicino, sentire i loro movimenti lenti e silenziosi, gli occhi fissi e immobili… un mix tra fascino e rispetto. Ci sono anche tartarughe giganti, lucertoloni, varani e serpenti, il tutto in ambienti ricreati con grande cura. È un luogo divertente ma anche educativo, perfetto per adulti e bambini. Terminata la visita, riprendiamo il nostro viaggio: ci aspettano 280 chilometri verso nord-ovest, in direzione della Bretagna più selvaggia, per raggiungere il mitico faro di Île Vierge , uno dei simboli più affascinanti della costa bretone. Lungo il percorso ci fermiamo per pranzo in uno di quei piccoli angoli di pace che solo la Francia sa offrire: un’area picnic immersa nel verde (GPS 48.3169, -3.1061 ), perfetta per una pausa rilassante. Tavoli in legno, silenzio, solo il canto degli uccelli e il rumore del vento tra gli alberi. Un pranzo semplice, ma con il sapore buono delle cose fatte senza fretta. la strada si fa sempre più panoramica, man mano che ci avviciniamo alla costa del Finistère , la “fine della terra” francese. Il paesaggio cambia: il verde si fa più intenso, il cielo si abbassa e il vento inizia a farsi sentire. Dopo la pausa pranzo ci rimettiamo in marcia, la strada si fa sempre più panoramica, man mano che ci avviciniamo alla costa del Finistère , la “fine della terra” francese. Il paesaggio cambia: il verde si fa più intenso, il cielo si abbassa e il vento inizia a farsi sentire. Il nostro obiettivo è arrivare al faro di Île Vierge nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per cenare con il tramonto in uno dei luoghi più suggestivi di tutta la Francia. E con il faro in sullo fondo andiamo a letto. Notte tranquilla. Parcheggio: GPS Nona tappa: faro di Île Vierge ←leggi il post Pointe Saint-Mathieu ←leggi il post Dove la luce incontra la leggenda (Bretagna) Ci svegliamo con ancora negli occhi i colori del tramonto della sera prima. Quel mix di luce dorata, mare infinito e vento salmastro ha lasciato un’impronta profonda, quasi romantica. Uno spettacolo che porteremo con noi per molto tempo. Oggi ci aspetta un’altra tappa affascinante, non troppo lontana: circa 51 chilometri più a sud ci attende Pointe Saint-Mathieu , un promontorio spettacolare dove si incontrano storia, leggenda e natura selvaggia . Carichiamo tutto con calma e partiamo, con la sensazione che la Bretagna, tappa dopo tappa, stia svelando la sua anima più autentica. Arrivati a Pointe Saint-Mathieu , restiamo subito colpiti dal panorama: un faro bianco e rosso che si erge solitario e maestoso sul bordo delle falesie, affiancato da ciò che resta di un’antica abbazia benedettina . Il contrasto tra il moderno faro – custode silenzioso delle coste – e l’abbazia in rovina, misteriosa e carica di leggende, è qualcosa di unico. Si dice che l’abbazia custodisse antiche reliquie e fosse un punto di riferimento spirituale e strategico per i pellegrini e i marinai. Camminare tra le pietre dell’abbazia, affacciate sull’oceano, regala una sensazione quasi mistica, come se il tempo si fosse fermato. Il faro di Saint-Mathieu , costruito nel 1835, continua a illuminare la rotta delle navi, e visitarlo permette di ammirare un panorama mozzafiato a 360°, con l'oceano che si infrange contro le scogliere sottostanti. Vicino si trovano anche il monumento nazionale ai marinai morti per la Francia e un piccolo museo sulla vita nei fari , che racconta il duro e affascinante mestiere dei guardiani del mare. Ma la nostra visita non si ferma qui. Decidiamo infatti di raggiungere, a circa 15 minuti a piedi , il Musée Mémoires 39-45 , ospitato all’interno di un vecchio bunker tedesco della Seconda Guerra Mondiale, costruito proprio per sorvegliare la costa. Il museo è un viaggio nella memoria, intenso e ben strutturato. Attraverso fotografie, oggetti originali, uniformi, lettere e testimonianze, racconta in modo chiaro e toccante ciò che accadde in questa parte della Bretagna durante l’occupazione nazista. La parte più coinvolgente è sicuramente la stanza della simulazione , dove luci, suoni e vibrazioni ti catapultano in un raid aereo. Per qualche minuto sei lì, nel mezzo di un bombardamento. È un’esperienza forte, che lascia il segno e ti fa riflettere su quanto sia fragile la pace che oggi diamo per scontata. Torniamo al promontorio nel tardo pomeriggio. Come la sera precedente, ci sistemiamo comodi per ammirare il tramonto . Ma qui, a Pointe Saint-Mathieu, il tramonto ha qualcosa in più: l’abbazia illuminata dal sole calante , il faro che inizia a brillare, il vento che sussurra storie mai raccontate. È come se si aprisse uno squarcio nel passato, velato da un alone mistico. Dopo cena, una passeggiata serale tra le rovine e le scogliere chiude perfettamente la giornata. Sotto le stelle, il faro e l’abbazia sembrano parlarsi da secoli. Noi restiamo lì in silenzio, ad ascoltare. Una notte super , che profuma di storia, di mare e di magia. Parcheggio solo diurno: GPS Parcheggio anche notturno: GPS Decima tappa: Pointe Saint-Mathieu ←leggi il post Atlantic Battle Memorial Museum ←leggi il post la Plage de Pen Hat (Bretagna) Nuovo giorno, nuova tappa. Dopo la solita colazione vista oceano – un lusso semplice ma impagabile – siamo pronti a ripartire. Oggi il programma è perfettamente bilanciato tra memoria e mare : la visita al Atlantic Battle Memorial Museum , seguita da un pomeriggio di completo relax alla Plage de Pen Hat . Ci aspettano circa 105 chilometri , che percorriamo senza fretta, godendoci i paesaggi della Bretagna, sempre diversi ma ugualmente affascinanti. Raggiunto il museo, parcheggiamo il camper e iniziamo la visita. Il Atlantic Battle Memorial Museum , ospitato su una collina strategica affacciata sull’oceano, è un vero scrigno di storia. Interattivo e ben organizzato, ripercorre la battaglia dell’Atlantico , il lungo e drammatico conflitto sottomarino tra gli Alleati e la Germania nazista. La visita ci conduce attraverso ricostruzioni realistiche di sommergibili, bunker, sale radio e ambienti di guerra. Foto d’epoca, uniformi, modelli navali e oggetti autentici raccontano la vita dei marinai e dei soldati coinvolti in uno dei fronti più duri della Seconda Guerra Mondiale. È un’immersione profonda nella storia, toccante e affascinante. Poco più avanti a Pointe de Pen-Hir dove dall'alto della falesia si possono vedere le Rochers des Tas de Pois , una serie di scogli che si ergono maestosi dall'oceano, come giganti di pietra. Terminata la visita, si cambia completamente atmosfera. Ci spostiamo di poco nella adiacente Plage de Pen Hat , una delle spiagge più spettacolari e selvagge della penisola di Crozon. Il panorama che ci accoglie è da cartolina: una lunga striscia di sabbia dorata, racchiusa tra alte falesie scolpite dal vento e dal mare, acqua turchese e spumeggiante, e un senso di libertà che solo l’oceano sa regalare. Troviamo un angolino tranquillo, stendiamo gli asciugamani e apriamo il nostro pranzo al sacco con vista sull’Atlantico. Durante la bassa marea, ci spingiamo fino a esplorare le insenature nascoste sotto le scogliere: piccole grotte, anfratti e pozze naturali ci fanno sentire come esploratori in un paesaggio primordiale. L’acqua è fresca, quasi frizzante, ma dopo i primi secondi ci si abitua... e poi è semplicemente rigenerante. Nel tardo pomeriggio rientriamo al camper, parcheggiato in un punto panoramico sulla falesia adiacente l’Ensemble défensif de la Pointe de Toulinguet. Ancora una volta, la Bretagna non tradisce: il tramonto dalla scogliera è puro spettacolo. Il vento soffia deciso, ma è piacevole, come un abbraccio che accompagna la fine della giornata. Seduti in silenzio, con lo sguardo perso all’orizzonte, ci lasciamo cullare dai suoni del mare e dal senso di pace che questo luogo trasmette. A differenza degli anni passati alcune parcheggi che consentivano il pernottamento sono stati limitati alle sole ore diurne. Per evitare eventuali sanzioni ci siamo spostati verso quella che sarà la nostra prossima tappa. Parcheggio solo diurno Gps: QUI Area sosta camper: GPS http://www.campingdulannic.fr/ : GPS Undicesima tappa: Atlantic Battle Memorial Museum ←leggi il post Saumur ←leggi il post (Paesi della Loira) Ci svegliamo e facciamo colazione sulle comode panchine da picnic vicine al nostro camper. Oggi ci aspetta una giornata di transito, lunga ma necessaria: circa 416 chilometri ci separano da Saumur, dove visiteremo uno dei musei più particolari del nostro viaggio, il Musée des Blindés . Lungo il tragitto ci fermiamo per una pausa pranzo nel silenzioso e verde paesino di Ploërdut (GPS 48.0810, -3.2204). Un angolino tranquillo, perfetto per riposare un attimo le gambe e fare il pieno di energia prima di rimetterci in marcia. Arriviamo a Saumur nel pomeriggio inoltrato, con ancora un po’ di luce e voglia di sgranchirci le gambe. Decidiamo così di rimandare la visita al museo all’indomani e dedicare il resto del pomeriggio a esplorare il centro storico e il castello. Il Castello di Saumur si erge maestoso su una collina che domina la Loira, e la vista da lassù è semplicemente magnifica. Le torri e i bastioni raccontano secoli di storia: da fortezza militare a residenza reale, fino a prigione e deposito di munizioni. Passeggiare nel suo cortile, affacciarsi sulle terrazze panoramiche e osservare il fiume che scorre lento in basso regala un senso di pace e un salto indietro nel tempo. Parcheggio Saumur: GPS Dopo aver lasciato il castello, ci dirigiamo finalmente verso il Musée des Blindés , appena fuori dal centro. Appena varcata la soglia, lo stupore è immediato: oltre 800 veicoli militari , di cui circa 200 perfettamente restaurati e funzionanti , disposti in grandi padiglioni tematici. È una delle più grandi collezioni di carri armati al mondo. Camminiamo tra i colossi d’acciaio: Panzer, Sherman, T-34, Tiger, Leclerc, M1 Abrams , e moltissimi altri. Ogni carro racconta la propria epoca, la propria tecnologia, il proprio ruolo nei conflitti. La potenza di fuoco, le dimensioni, e la meccanica impressionano. Il museo è un vero viaggio nella storia militare e nella tecnologia bellica, adatto non solo agli appassionati ma anche a chi vuole capire più a fondo il peso e il significato della guerra. Leggiamo dati, ascoltiamo testimonianze, osserviamo modelli sezionati per scoprirne i meccanismi interni. Alcune postazioni interattive mostrano come si viveva dentro quei mostri d’acciaio. È affascinante e al tempo stesso toccante. Terminata la visita, decidiamo di lasciare la città per trovare un luogo più tranquillo dove trascorrere la notte. Ci fermiamo in una piazzola fuori Saumur, immersi nel silenzio e nella natura, dove passeremo una notte tranquilla. Parcheggio per la notte fuori Saumur GPS: QUI Dodicesima tappa: Saumur ←leggi il post Apremont-sur-Allier ←leggi il post (Centro-Valle della Loira) Dopo la notte tranquilla nei dintorni di Saumur, ci svegliamo con calma e facciamo colazione pensando alla prossima meta. Oggi ci aspetta un luogo molto diverso da quelli visitati finora, ma non per questo meno affascinante: il pittoresco e fiorito borgo di Apremont-sur-Allier . Un piccolo gioiello della campagna francese, perfetto per rallentare i ritmi dopo tanti chilometri e tante emozioni. Appena arrivati, ci accoglie un’atmosfera quasi fiabesca: casette in pietra con tetti spioventi , fiori ovunque, silenzio e ordine. Il borgo sembra sospeso nel tempo, con viuzze curate e scorci che si prestano a fotografie da cartolina. È uno dei "Plus Beaux Villages de France" , e capiamo subito perché. Dedichiamo la giornata alla scoperta di questo angolo di paradiso. Visitiamo il castello , circondato da un parco rigoglioso, che racconta la storia di una famiglia nobile e di un progetto di rinascita architettonica e paesaggistica unico nel suo genere. Poi ci immergiamo nel meraviglioso Parc Floral d'Apremont-sur-Allier , una vera oasi botanica. Tra laghetti, ponti ornamentali, piante esotiche e angoli romantici, il parco è perfetto per passeggiare in tranquillità e lasciarsi sorprendere da ogni angolo. Alcune installazioni artistiche si fondono perfettamente con la natura, regalando momenti di contemplazione e bellezza. Il resto del pomeriggio lo trascorriamo girovagando senza fretta per il borgo, fermandoci ogni tanto per scattare foto, osservare i dettagli architettonici delle case o semplicemente respirare l’aria pulita sulle rive del fiume Allier. La giornata si chiude nel migliore dei modi: una cena in un ristorantino affacciato proprio sul fiume , dove gustiamo piatti locali immersi nella quiete della natura e nei colori caldi della sera. Concludiamo così una tappa all’insegna del relax, della bellezza e della lentezza. Notte tranquilla , con lo scorrere dell’Allier a farci da ninna nanna. Parcheggio gratuito: GPS Tredicesima tappa: Apremont-sur-Allier ←leggi il post Chanaz ←leggi il post Moncenisio (Piemonte) Ormai le ferie stanno per concludersi, e la sensazione è quella dolceamara di chi vorrebbe allungare il viaggio ancora un po’. Ci separano ancora circa 680 chilometri da casa , ma decidiamo di prendercela con calma e di replicare le ultime due tappe del nostro precedente viaggio nella Francia meridionale: una scelta dettata dal cuore. Lasciamo Apremont-sur-Allier di buon’ora e ci mettiamo in marcia. Dopo 320 chilometri, arriviamo a Chanaz , dove ci concediamo una meritata pausa pranzo. Questo piccolo borgo, affacciato sul canale di Savières, ha un fascino tutto suo, con i suoi mulini restaurati, le botteghe artigiane, i balconi fioriti e quell’atmosfera rilassata che lo rende perfetto per una sosta. Anche stavolta non rinunciamo a una passeggiata tra i vicoli, per sgranchirci le gambe e goderci il momento. Chanaz, anche se solo di passaggio, merita sempre una visita. Dopo il pranzo e un po’ di relax, ripartiamo per la seconda tappa della giornata: ci attendono altri 200 chilometri fino a Moncenisio, ultimo vero respiro prima del rientro. Arriviamo nel tardo pomeriggio, accolti dall’aria frizzante e pulita delle montagne. Sistemiamo il camper e ci godiamo la tranquillità dell’alta quota, con il suo silenzio interrotto solo dal vento e dai suoni della natura. Qui, al fresco del Moncenisio, passeremo l’ultima notte di viaggio. Il tramonto tra i monti è spettacolare, e l’idea di rientrare il giorno dopo, pur con un pizzico di malinconia, ci trova pronti e rigenerati. Parcheggio Chanaz: GPS Parcheggio Moncenisio: GPS Quattordicesima tappa: Moncenisio – Casa Ultimo giorno di viaggio. Ultimo risveglio lontano da casa. Ma la giornata è ancora lunga, e vogliamo viverla fino in fondo. Dopo una ricca colazione mattutina, prepariamo tutto il necessario per un’ultima avventura tra le montagne: panini per il pranzo al sacco, zaino in spalla, stecche da trekking, scarponi ben allacciati e tanta voglia di camminare. Passiamo la giornata immersi nella natura, respirando l’aria fresca del Moncenisio e godendoci i panorami spettacolari che solo la montagna sa offrire. Ogni passo è un modo per salutare con lentezza questa vacanza, per rallentare ancora un attimo prima del ritorno alla routine. Il ritorno al camper sancisce che la giornata e quasi giunta al termine. Una bella doccia calda porta via la stanchezza della giornata, seguita da una cena sotto il cielo che si tinge d’arancio, mentre dal finestrino del nostro camper si apre davanti a noi un quadro incantato: il lago, calmo e silenzioso, riflette i colori del tramonto come un prezioso dipinto. Anche se il desiderio di restare a lungo in questo angolo di tranquillità ci stringe il cuore, è giunto il momento di rimetterci in viaggio. Destinazione casa, ultimi 160 chilometri. Come nei finali di certi film, il buio avvolge il paesaggio, le luci si fanno rade, i pensieri scorrono silenziosi. Fine del film. Fine delle ferie. Conclusioni di viaggio E così si è concluso il nostro viaggio, un’avventura fatta di strade percorse con curiosità, meraviglia e rispetto per ogni luogo visitato. E così si conclude il nostro viaggio, quattordici tappe intense in cui abbiamo attraversato la Francia da nord a ovest, seguendo strade cariche di storia, natura e bellezza. Abbiamo camminato su spiagge popolate da foche, ammirato falesie scolpite dal vento e dal mare, e respirato il silenzio dei luoghi segnati dalla memoria della guerra. Tra le esperienze più forti, abbiamo visitato bunker tedeschi del Vallo Atlantico, camminando nei loro corridoi scavati nella roccia, e dormito a pochi passi dalle vecchie casematte, dove la storia sembra ancora sussurrare. Ci siamo persi nei borghi senza tempo, tra profumi di fiori e lenti battiti quotidiani, abbiamo inseguito tramonti, fotografato fari e ascoltato il mare. Ogni luogo ci ha lasciato qualcosa: un’emozione, una riflessione, un piccolo insegnamento. Torniamo a casa stanchi ma arricchiti, grati per tutto ciò che questo viaggio ci ha regalato. Perché viaggiare, alla fine, è lasciarsi cambiare da ciò che si incontra. E noi, da questo viaggio, torniamo diversi. Forse anche un po’ migliori. Ti invitiamo a leggere i nostri post dedicati a ciascuna di queste affascinanti località. Troverai informazioni dettagliate , consigli pratici e curiosità utili per pianificare al meglio la tua prossima avventura. Se la Francia è la tua passione, sei nel posto giusto: qui puoi trovare tante destinazioni con contenuti per ispirare il tuo prossimo viaggio! QUI ←leggi tutti i post Si ricorda che alcune indicazioni potrebbero non essere più aggiornate a causa di modifiche comunali o normative locali, quindi è sempre consigliabile verificare prima della partenza o informarsi in loco.
- Valle dei Templi (AG)
La Valle dei Templi ad Agrigento - Un Viaggio nel Cuore della Storia Siciliana Oggi vi portiamo alla scoperta della Valle dei Templi, un luogo dove la storia millenaria della Sicilia si manifesta in tutta la sua grandezza e bellezza. Questo sito archeologico, incastonato su un crinale che domina Agrigento, in Sicilia, e lo scintillante Mar Mediterraneo, costituisce un parco archeologico di rara magnificenza. Un Viaggio nel Cuore della Storia Siciliana È opportuno precisare che, nonostante il suo nome, la Valle dei Templi non si trova in una valle, bensì è maestosamente posizionata su una scarpata rocciosa, offrendo vedute panoramiche mozzafiato. Questa discrepanza tra la denominazione comune e la realtà geografica del sito è un aspetto affascinante che aggiunge un ulteriore strato di interesse storico. La Valle dei Templi è un sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO, riconosciuto nel 1997. Si distingue come una delle aree archeologiche più significative d'Italia e del mondo, ampiamente considerata il migliore esempio di città greca antica al di fuori della Grecia stessa. La sua profonda bellezza e la sua ricca storia attraggono visitatori da ogni angolo del globo, rendendola una destinazione di imprescindibile valore. 2. Akragas: La Culla di una Civiltà Millenaria La storia della Valle dei Templi ha inizio con l'antica Akragas, la magnifica città greca che precede la moderna Agrigento. Fondata nel VI secolo a.C. da coloni greci, Akragas conobbe un rapido sviluppo, affermandosi come uno dei centri più vitali del Mediterraneo, rinomata sia per il commercio che per la sua vivace cultura. Il suo splendore era tale che poeti antichi come Simonide e Pindaro la descrissero celebremente come " la più bella delle città mortali ". L'apprezzamento e la conservazione moderna della Valle dei Templi devono molto agli sforzi dedicati dell'archeologo Domenico Antonio Lo Faso Pietrasanta che, all'inizio del 1800, dedicò tempo, impegno e fondi personali per scavare e restaurare i templi. Questi sforzi culminarono nella sua designazione come Zona di Interesse Nazionale nel 1966 e nella sua meritata iscrizione come sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1997. I Giganti di Pietra: I Templi e le Statue della Valle Il Parco Archeologico della Valle dei Templi è una vasta distesa, che si estende per ben 1.300 ettari, rendendolo il più grande parco archeologico d'Europa e del Mediterraneo. All'interno di questo paesaggio esteso si ergono otto magnifici templi in stile dorico, costruiti tra il 510 a.C. circa e il 430 a.C.. Queste strutture monumentali, insieme a santuari, necropoli, fortificazioni e un'intricata rete di acquedotti sotterranei, offrono uno sguardo profondo sulla civiltà greca classica. Cosa vedere Tempio della Concordia Spesso acclamato come il tempio più iconico, è uno dei templi dorici meglio conservati al mondo, frequentemente paragonato al Partenone. Costruito nel V secolo a.C., la sua notevole sopravvivenza è attribuita alla sua conversione in chiesa cristiana nel VI secolo d.C.. Le sue proporzioni eleganti e i gradini ancora visibili che conducevano al tetto sono una testimonianza della maestria architettonica greca antica. Nelle vicinanze, si trova la toccante. Statua in bronzo di Icaro un luogo popolare per le fotografie. Tempio di Hera (Giunone Lacinia) Situato all'estremità orientale del crinale, questo tempio del V secolo a.C. porta i segni della storia. Fu gravemente danneggiato durante il saccheggio cartaginese nel 406 a.C., con resti di un massiccio altare sacrificale in pietra ancora visibili. Tempio di Herakles (Ercole) Ritenuto il tempio più antico della valle, risalente al VI secolo a.C.. Oggi, solo otto delle sue 38 colonne doriche originali rimangono in piedi, meticolosamente ricostruite nel XX secolo utilizzando componenti originali trovati nel sito. Questo tempio ospitava originariamente una venerata statua in bronzo dell'eroe Ercole. Tempio di Zeus Olimpico (Giove Olimpico) Un'impresa veramente colossale, questo tempio fu progettato per essere uno dei più grandi templi antichi mai costruiti, estendendosi per oltre 110 metri di lunghezza. Costruito intorno al 480 a.C. per commemorare la vittoria di Akragas su Cartagine, è unico per i suoi monumentali Telamoni (Atlanti) Colossali figure umane in pietra, alte circa 7,5 metri, che servivano a sostenere parti della struttura. Il tempio non fu mai completamente ultimato, e ne rimangono solo pezzi sparsi, alcuni dei quali sono conservati ed esposti in un'area coperta. Tempio di Asclepio Un tempio più piccolo e intimo risalente al 400-39 a.C., situato oltre le antiche mura della città. Storicamente, era un luogo di pellegrinaggio dove i malati cercavano la guarigione. Tempio dei Dioscuri (Castore e Polluce) Costruito alla fine del V secolo a.C. in omaggio ai divini gemelli, questo tempio è ora simboleggiato dalle sue quattro colonne e dall'entablatura ricostruite, che sono diventate un emblema iconico della stessa Agrigento moderna. Tempio di Vulcano (Hephaestus) Un altro edificio in stile dorico del V secolo a.C., questo fu tra gli ultimi templi ad essere costruito nella zona. Un tempo imponente, è ora pesantemente eroso dal tempo. Tempio di Demetra Costruito intorno al 480 a.C., questo tempio conserva ancora la sua base e la maggior parte della sua cella in buono stato di conservazione. La sua vicinanza al bellissimo. Giardino della Kolymbetra Un lussureggiante giardino ricco di agrumi, melograni, mandorli e ulivi, perfetto per una pausa tranquilla. Il vicino Consigli Pratici per un'Esperienza Indimenticabile Per apprezzare al meglio il sito, è consigliato visitarlo in primavera o tra fine febbraio marzo, quando i mandorli sono in fiore. I momenti ideali della giornata sono il primo mattino o il tardo pomeriggio, per evitare caldo e folla e godere di una luce suggestiva. In estate (giugno-agosto), le temperature sono elevate e l’umidità alta, quindi è meglio evitare le ore centrali del giorno e preferire le visite serali o notturne, più fresche e affascinanti. Data l'estesa camminata e l'esposizione, specialmente durante i mesi più caldi, è fondamentale portare abbondante acqua, indossare un cappello e applicare la protezione solare. Perché la Valle dei Templi è una Tappa Imperdibile La Valle dei Templi è molto più di una semplice collezione di antiche rovine; è un viaggio impareggiabile nel cuore della civiltà classica. La sua profonda profondità storica, la magnifica conservazione della sua architettura dorica e il suo status di serie di monumenti più imponente di tutta la Magna Grecia ne consolidano la posizione come sito simbolico della nostra civiltà. Qui, l'" eco delle civiltà perdute " può essere percepita in ogni antica pietra. Informazioni prezzi: www.parcovalledeitempli.it/
- Viaggio nella Francia meridionale
Oggi vi porteremo alla scoperta di incantevoli luoghi della Francia meridionale, con una breve, ma significativa parentesi nella Nuova Aquitania. Sveglia e partenza La sveglia suona inesorabilmente come ormai da anni, ricordandomi che è ora di alzarsi per andare a lavorare. Oggi però l'umore è decisamente differente: è l'ultimo giorno di lavoro prima delle meritate ferie. La partenza avviene la sera stessa, approfittando del fresco e del traffico ridotto, dalla provincia di Pavia con destinazione la Francia meridionale. Prima tappa: Mongenevre (Alpi francesi) Arriviamo a Mongenevre a notte fonda e, stanchi dal viaggio, ci mettiamo subito a dormire. La mattina seguente una bella colazione ci aiuta a riprenderci, pronti per esplorare il centro del paese. Visitiamo il lago, immerso in un paesaggio montano incantevole, e ci concediamo una piacevole passeggiata tra i sentieri delle montagne circostanti. Il pranzo al sacco consumato all’aperto rende l’esperienza ancora più autentica. Il pomeriggio si conclude con un po’ di stanchezza, ma l’aria fresca della sera favorisce un sonno tranquillo e rigenerante. La mattina successiva si riparte alla volta di Savines-le-Lac, pronti per una nuova avventura nel cuore della Francia meridionale. Parcheggio bordo strada gratuito: GPS Area sostacamper: GPS Seconda tappa: Savines-le-Lac (Alpi-Costa Azzurra) Da Mongenevre a Savines-le-Lac ci separano circa 80 km, che percorriamo in un paio d’ore. Arrivati, parcheggiamo il camper sotto gli alberi, che ci regalano un piacevole fresco. Non perdiamo tempo e subito ci tuffiamo nell’acqua limpida e fresca del lago, perfetta per rinfrescarsi dopo il viaggio. Il luogo è molto frequentato dagli appassionati di sport acquatici come kitesurf e wing foiling, che animano la giornata con le loro evoluzioni sulle onde. La nostra giornata scorre tra momenti di relax e bagni rigeneranti, mentre il pranzo al sacco consumato immersi nella natura completa questa pausa di benessere. Dopo Cena decidiamo di prendere il caffè al chiosco con in sottofondo il rumore dell'acqua, poi a letto per prepararci per la prossima tappa. Parcheggio: GPS Terza tappa: Mont Ventoux (Alpi-Costa Azzurra) Ci svegliamo la mattina senza fretta e ci rechiamo al chiosco per fare colazione, mentre lentamente ci risvegliamo del tutto. Passiamo tutta la mattinata rilassandoci in riva al lago. Nel primo pomeriggio partiamo per la prossima tappa, percorrendo circa 180 chilometri per raggiungere il Mont Ventoux, che in italiano significa " monte ventoso ". La curiosità di scoprire il motivo di questo nome cresce man mano che ci avviciniamo alla vetta. Negli ultimi chilometri iniziamo a percepire folate di vento sporadiche, ma è solo una volta arrivati in cima che capiamo il perché del nome: il vento soffia forte e costante, alternandosi a raffiche più intense che fanno muovere il camper e rendono la passeggiata divertente ma impegnativa, con i capelli sempre in posizione orizzontale e la difficoltà a camminare correttamente. Il Mont Ventoux è un luogo di passaggio, quindi non restiamo a lungo. Riprendiamo il camper per proseguire verso la nuova destinazione, altri 60 chilometri ci attendono per arrivare a Le Colorado de Rustrel programmata per il giorno successivo. Lungo il tragitto ci fermiamo ad ammirare i primi campi di lavanda. Arriviamo in serata al parcheggio dove passeremo la notte in totale tranquillità insieme ad altri camper. Cena e poi il letto. Quarta tappa: Le Colorado de Rustrel ←leggi il post (Alpi-Costa Azzurra) La sveglia suona la mattina e ci prepariamo con una colazione abbondante, perché oggi ci aspetta una giornata all’insegna del cammino e dell’esplorazione. La meta è Le Colorado de Rustrel, un luogo unico nel suo genere, noto per i suoi paesaggi spettacolari e i colori vivaci delle rocce che ricordano quelli del Colorado americano, da cui prende il nome. Qui si possono intraprendere vari percorsi di trekking che attraversano canyon e formazioni di ocra dalle tonalità calde e intense, offrendo panorami mozzafiato e un’esperienza immersiva nella natura. Visitare Le Colorado de Rustrel significa anche prepararsi a impolverarsi un po’, dato che i sentieri sono caratterizzati da polvere di ocra che si solleva facilmente durante le camminate, aggiungendo un tocco autentico e avventuroso alla visita. La bellezza del posto, unita alla varietà dei percorsi disponibili, rende questa tappa un momento indimenticabile del viaggio, perfetto per chi ama la natura e le escursioni all’aria aperta. Nel tardo pomeriggio ci spostiamo in un parcheggio gratuito situato alle porte di Gordes comodo per diverse escursioni. Notte tranquilla con altri camper. Parcheggio: GPS Quinta tappa: Village des Bories e Abbaye Notre-Dame de Sénanque ←leggi il post (Alpi-Costa Azzurra) La mattina inizia con la visita al Village des Bories, un affascinante villaggio situato a breve distanza a piedi dal parcheggio, circa 20 minuti di cammino. Questo villaggio è un esempio straordinario di architettura rurale tradizionale della Provenza, composto da antiche costruzioni in pietra a secco chiamate "bories". Queste piccole case e capanne, costruite senza malta, venivano utilizzate in passato come rifugi stagionali per pastori e contadini, e rappresentano un patrimonio storico e culturale unico, immerso in un paesaggio naturale suggestivo. Dopo aver esplorato il villaggio e tornati al parcheggio, riprendiamo il camper per percorrere circa 7 chilometri fino al parcheggio dedicato alla visita dell' Abbaye Notre-Dame de Sénanque . Questa abbazia cistercense risale al XII secolo ed è incastonata in una valle tranquilla, circondata da campi di lavanda che in estate offrono uno spettacolo di colori e profumi indimenticabile. L’abbazia è un luogo di grande spiritualità e bellezza architettonica, con la sua struttura sobria e armoniosa che riflette la vita monastica di clausura e preghiera. Terminata la visita, torniamo al parcheggio dove abbiamo già passato la notte, pronti per proseguire il nostro viaggio il girono successivo. Sesta tappa: Pont du Gard ←leggi il post (Occitania) Il sole si alza e con lui anche noi, pronti per una giornata ricca di divertimento, relax e storia. La nostra prima meta è il Pont du Gard , un maestoso acquedotto romano situato nel sud della Francia, famoso per la sua imponenza e il perfetto stato di conservazione. Questo ponte ad arcate, costruito nel I secolo d.C., è un capolavoro di ingegneria antica e patrimonio UNESCO , che attraversa il fiume Gardon con eleganza e forza. Oltre ad ammirare è possibile visitare la struttura e i musei. Dopo questa splendida escursione nella storia, ci concediamo bagni e tuffi nelle acque fresche del Gardon, che scorre ai piedi del ponte, un’esperienza rinfrescante immersi nella natura. Per gli amanti dell’avventura, è possibile fare escursioni in canoa lungo il Gardon, esplorando paesaggi fluviali incantevoli e vivendo il Pont du Gard da una prospettiva unica. Cerchiamo un pò di ombra tra le rocche e alberi per il nostro pranzo al sacco e poi di nuovo in acqua. Dopo un’intera giornata trascorsa tra bagni, relax e attività acquatiche, ci prepariamo a un nuovo spostamento di poco più di 200 chilometri verso un luogo davvero speciale: Le Gole del Verdon che raggiungeremo in tarda serata. Cena leggera e poi nanna la stanchezza della giornata incomincia a farsi sentire. Notte tranquilla. Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito ufficiale del Pont du Gard: QUI Parcheggio a pagamento: GPS Parcheggio a pagamento: GPS sponda opposta. Settima tappa: Gole del Verdon ←leggi il post (Alpi-Costa Azzurra) Ci svegliamo la mattina successiva con il piacevole sottofondo del vociare di altre persone, tutte pronte a godersi il lago. L’entusiasmo è contagioso e non vediamo l’ora di unirci a loro! Dopo una rapida colazione, siamo già in acqua, pronti a scoprire le meraviglie delle Gole del Verdon. Le gole sono di una bellezza mozzafiato: visitarle dal basso, a bordo di un pedalò, offre una prospettiva davvero unica. Le pareti rocciose, alte e imponenti, sembrano veri e propri grattacieli di pietra che si ergono a formare un canyon naturale spettacolare. Intorno a noi c’è chi nuota, chi cerca sporgenze da cui tuffarsi, chi preferisce dedicarsi al trekking lungo i sentieri panoramici: il divertimento è garantito per tutti, qualunque sia la propria passione. Trascorriamo gran parte della giornata immersi nell’acqua, godendoci ogni istante di questa esperienza indimenticabile tra natura e avventura. La nostra tappa successiva ci porterà verso la Plage de Piémanson, a circa 200 chilometri di distanza. Avremmo voluto partire la sera ma scopriamo che ormai non è più consentita la sosta notturna sulla spiaggia. Decidiamo quindi di dormire ancora qui, al fresco delle Gole del Verdon, rimandando la partenza al giorno seguente per continuare il nostro viaggio con calma e senza fretta. Parcheggio: GPS Ottava tappa: Plage de Piémanson – Il fascino selvaggio della Camargue (Alpi-Costa Azzurra) La sveglia suona presto, quando l’alba sonnecchia ancora dietro l’orizzonte. Decidiamo di saltare la colazione per non perdere neanche un minuto: la faremo direttamente in spiaggia, con il profumo del mare come sottofondo. Ci aspettano alcune ore di viaggio, ma la strada scorre serena, senza traffico, e la voglia di mare rende il tragitto ancora più leggero. Man mano che ci avviciniamo alla meta, notiamo sempre più camper parcheggiati lungo la via: è la conferma che la sosta notturna in spiaggia non è più consentita, ma anche che stiamo per arrivare in un luogo davvero speciale. Il parcheggio è immenso e si estende sulla sabbia: bisogna fare attenzione a non insabbiarsi, ma l’emozione di essere così vicini al mare ripaga ogni attenzione. Parcheggiato il camper, finalmente ci concediamo la colazione, godendoci la brezza marina e il panorama sconfinato. Poi via, subito in acqua: la Plage de Piémanson ci accoglie con la sua natura selvaggia e incontaminata. È una spiaggia libera, vastissima, dove la sabbia si perde a vista d’occhio e il mare sembra non finire mai. Qui non ci sono bar, stabilimenti o servizi turistici: solo sabbia, mare, vento e cielo. L’unica struttura presente è il posto di primo soccorso, una presenza rassicurante che permette di vivere la giornata in totale tranquillità. La bellezza di Piémanson sta proprio nella sua semplicità: ognuno trova il proprio spazio senza mai sentirsi circondato dalla folla. Si nuota, si passeggia, si gioca, ci si rilassa sotto il sole, immersi in un’atmosfera di libertà assoluta. Resteremo qui fino all’ora consentita, assaporando ogni istante di questa giornata di mare autentico, dove la natura è la vera protagonista. Parcheggio: GPS Nona tappa: Saintes-Maries-de-la-Mer ←leggi il post Il cuore pulsante della Camargue (Alpi-Costa Azzurra) Obbligati dalle regole locali, lasciamo la selvaggia Plage de Piémanson e ci dirigiamo verso Saintes-Maries-de-la-Mer, dove ci fermeremo per due giorni. Questo pittoresco villaggio, capitale della Camargue, sorge tra mare, paludi e il delta del Rodano, e conserva un fascino autentico grazie alle sue origini storiche e alle tradizioni ancora vive. Il centro si sviluppa attorno alla maestosa chiesa romanica delle Saintes Maries, costruita tra l’XI e il XII secolo come fortezza per difendersi dalle incursioni dei pirati saraceni. Salire sul tetto della chiesa regala una vista panoramica mozzafiato sulla Camargue, soprattutto al tramonto, offrendo uno sguardo privilegiato anche sulle vastese distese delle saline , che brillano sotto il sole creando un paesaggio surreale. All’interno, la cripta custodisce la statua di Santa Sara, la Vergine Nera, e le reliquie delle Sante Marie, oggetto di pellegrinaggi e di una suggestiva festa gitana ogni maggio. Saintes-Maries-de-la-Mer è anche celebre per le sue spiagge di sabbia fine, lambite da un mare limpido e spesso mosso dal vento, perfetto per chi ama il contatto con la natura selvaggia. Le spiagge sono ampie e poco affollate, ideali per bagni rigeneranti e passeggiate rilassanti. Durante il soggiorno, ci immergiamo nelle atmosfere locali passeggiando per i vicoli caratteristici, visitando il mercato colorato (due volte la settimana) il lunedì e venerdì mattina, dove si trovano prodotti tipici come l’ anchoïade , il riso della Camargue, salumi e formaggi, e assaporiamo i sapori autentici della regione. Non mancheremo inoltre di dedicare del tempo all'esplorazione delle saline, un elemento distintivo del paesaggio camarguese. Qui, l'acqua salmastra, la flora e la fauna endemiche creano un ecosistema unico e affascinante, dove si possono ammirare i fenicotteri rosa e altri uccelli acquatici nel loro habitat naturale, specialmente durante le ore più fresche della giornata. Area sosta camper: GPS Area Sosta Camper - Espace George Pompidou: GPS Decima tappa: Carcassonne ←leggi il post Viaggio nel cuore medievale della Francia (Occitania) Ci svegliamo con il dolce rumore del mare, oggi un po’ mosso, mentre gustiamo con lentezza la colazione direttamente in spiaggia. Sappiamo che per qualche giorno non rivedremo il mare, perché ci sposteremo nell’entroterra, verso un’altra gemma della Francia: la medievale e affascinante Carcassonne. Dopo due giorni trascorsi tra visite culturali e bagni rigeneranti, lasciamo Saintes-Maries-de-la-Mer e affrontiamo i 210 chilometri che ci separano dalla nostra nuova destinazione. La strada scorre tranquilla e, dopo una sosta pranzo in una delle tante aree di sosta gratuite francesi, arriviamo nel primo pomeriggio. Appena scorgiamo le prime mura, ci sembra di entrare in un sogno: Carcassonne si staglia maestosa su una collina, con le sue imponenti 52 torri e la doppia cinta muraria lunga ben 3 chilometri. Questa cittadella fortificata, patrimonio UNESCO , è l’archetipo della città medievale come la immaginiamo, un luogo dove storia e leggenda si intrecciano in ogni pietra. Dopo aver parcheggiato, facciamo un breve giro esplorativo per raccogliere informazioni e programmare al meglio la visita del giorno seguente. Cena e piccola passeggiata serale. Notte tranquilla. Il giorno seguente inizia la visita turistica. Carcassonne è un vero e proprio tuffo nel passato: passeggiare tra le sue mura significa camminare su ciottoli acciottolati, attraversare porte monumentali come la Porta Narbonnaise , e immergersi in un’atmosfera unica fatta di torri, bastioni e vicoli pittoreschi. Il cuore pulsante è il Castello Comtal , costruito nel XII secolo dai Trencavel , con le sue 9 torri, passaggi segreti e panorami mozzafiato sulla campagna circostante. All’interno, le sale storiche e le mostre raccontano la vita medievale, mentre il cortile interno invita a immaginare la quotidianità di un tempo. Non meno affascinante è la Basilica di Saint-Nazaire , un capolavoro che unisce elementi romanici e gotici, con vetrate colorate e sculture finemente lavorate, che creano un’atmosfera di pace e spiritualità. Camminare nel borgo significa anche scoprire angoli nascosti, botteghe artigiane, taverne medievali e negozi che mantengono viva la tradizione. Nonostante la forte vocazione turistica, l’autenticità del luogo è intatta, regalando emozioni genuine a ogni passo. La sera, Carcassonne si trasforma in un luogo magico: le mura illuminate creano un gioco di luci e ombre che avvolge la cittadella in un’atmosfera fiabesca, perfetta per una passeggiata romantica o per scattare fotografie memorabili. Area camper a pagamento: GPS Parcheggio gratuito: GPS Undicesima tappa: Lourdes ←leggi il post Un luogo di fede e speranza (Occitania) Lasciare Carcassonne in tarda serata è stato il momento ideale: il fascino della città medievale riflette ancora nei nostri occhi, mentre l’illuminazione notturna avvolge le sue mura in un’atmosfera di mistero e magia. Il viaggio prosegue verso una nuova meta, Lourdes, dove arriviamo in tarda serata. Parcheggiamo il camper in un’area sosta videosorvegliata, garantendoci sicurezza e tranquillità, e ci concediamo una notte di riposo serena. La mattina seguente iniziamo la visita di Lourdes, e subito percepiamo un mix di emozioni intense. Le strade sono animate da suore, volontari e pellegrini, tutti impegnati ad aiutare chi è in difficoltà. Ci rendiamo conto che per noi questa è una semplice visita turistica, ma per molti altri Lourdes rappresenta una speranza, un luogo di fede, guarigione e conforto. Questa sensazione di profonda umanità e spiritualità ci accompagna per tutta la giornata. Lourdes è famosa in tutto il mondo per il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, meta di milioni di pellegrini ogni anno. Il cuore del santuario è la Grotta di Massabielle, dove nel 1858 la giovane Bernadette Soubirous ebbe le apparizioni della Vergine Maria. La basilica superiore, la basilica inferiore e la basilica sotterranea compongono un complesso architettonico imponente e suggestivo, che accoglie fedeli e visitatori con la sua atmosfera di raccoglimento e devozione. Le processioni serali con le fiaccole e le fontane di acqua miracolosa sono momenti di grande emozione e partecipazione collettiva. Questa tappa ci ha lasciato un ricordo profondo, fatto di incontri, silenzi e riflessioni, un’esperienza che va oltre il semplice turismo e che arricchisce lo spirito. Area camper: GPS Dodicesima tappa: Grottes de Bétharram, un mondo sotterraneo da scoprire (Occitania) Dopo aver visitato la cattedrale e il santuario di Lourdes, decidiamo di partire già in serata per proseguire il nostro viaggio verso le Grottes de Bétharram , situate a pochi chilometri di distanza. Ci fermiamo a poche centinaia di metri dall’ingresso delle grotte, in riva al torrente, dove troviamo un’area attrezzata con tavoli da picnic: il luogo ideale per lasciarci alle spalle le intense emozioni della giornata. Ceniamo all’aperto, immersi nella tranquillità della natura, e trascorriamo una notte serena accanto al dolce scorrere dell’acqua. La mattina seguente ci spostiamo al parcheggio delle grotte, pronti per una nuova avventura sotterranea. Abbiamo visitato molte grotte in passato, ma le Grottes de Bétharram ci riservano una particolarità tutta nuova: sono infatti un complesso di grotte attraversate da un fiume sotterraneo, che si esplora in parte anche con una suggestiva navigazione in barca. La visita inizia con un percorso a piedi tra spettacolari stalattiti e stalagmiti, grotte ampie e camere naturali decorate da formazioni minerali uniche. Poi, si prosegue con un tratto in barca sul fiume sotterraneo, un’esperienza affascinante che permette di ammirare la grotta da una prospettiva insolita e suggestiva, tra riflessi d’acqua e giochi di luce. La guida accompagna il gruppo raccontando la storia geologica e le leggende legate a questo luogo misterioso, rendendo la visita ancora più coinvolgente. Terminata l’esplorazione delle grotte, torniamo in riva al torrente, dove ci concediamo un momento di relax, assaporando la pace e la bellezza del paesaggio circostante. Questa tappa ci ha regalato un’esperienza unica, tra natura, avventura e meraviglia, arricchendo il nostro viaggio con un ricordo indelebile. La tranquillità del posto ci spinge a ripetere l'esperienza della sera precedente. Notte sempre tranquilla. Sito web grotte: https://www.betharram.com/home/it/ Parcheggio: GPS Tredicesima tappa: Cirque de Gavarnie, un capolavoro naturale tra le montagne (Occitania) Ci svegliamo abbastanza presto, accompagnati dal rilassante rumore del torrente che scorre vicino al nostro camper. La colazione, consumata sui tavoli da picnic immersi nella natura, ci ricarica per la giornata che ci attende. Partiamo alla volta del Cirque de Gavarnie , distante circa 70 chilometri, che raggiungiamo in poco più di un’ora di viaggio. Parcheggiato il camper, preparato gli zaini e indossato gli scarponi da trekking, ci immergiamo subito nell’atmosfera montana, pronti per iniziare la passeggiata. Il Cirque de Gavarnie è uno dei più spettacolari anfiteatri naturali delle Alpi francesi, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO . Questa enorme conca rocciosa, incorniciata da pareti verticali alte fino a 1.500 metri, è un vero e proprio capolavoro della natura, con cascate imponenti come la celebre Grande Cascade , che si getta per oltre 400 metri creando uno spettacolo mozzafiato. Durante la camminata, si attraversano sentieri immersi nel verde, si incontrano ruscelli cristallini e si gode di panorami che sembrano dipinti, con le montagne che si riflettono nelle pozze d’acqua e il cielo che si apre sopra di noi. Il percorso offre la possibilità di ammirare flora e fauna tipiche dell’alta montagna, rendendo la passeggiata un’esperienza completa e rigenerante. Tornati dalla camminata, una doccia rigenerante è quello che ci vuole per rinfrescarci e rilassarci dopo lo sforzo. Dopo aver recuperato energie, lasciamo il parcheggio per dirigerci verso la prossima tappa: Laruns . Qui, il giorno seguente, ci attende un viaggio emozionante che promette di restare impresso nei nostri ricordi per sempre. Parcheggio a pagamento: GPS Quattordicesima tappa: Petit train d’Artouste ←leggi il post Un viaggio panoramico tra le vette dei Pirenei (Nuova Aquitania) Lasciato alle spalle il maestoso Cirque de Gavarnie, ci dirigiamo verso il parcheggio adiacente al Petit train d’Artouste , a circa 90 chilometri di distanza. Dopo aver sistemato il camper, ci godiamo una cena tranquilla e ci prepariamo per una notte serena e riposante, pronti per la giornata che ci attende. Il Petit train d’Artouste è uno dei treni turistici a scartamento ridotto più alti d’Europa, che conduce i passeggeri in un viaggio indimenticabile attraverso i paesaggi spettacolari dei Pirenei francesi. Il trenino parte da una stazione situata a circa 1.900 metri di altitudine e si arrampica fino a raggiungere il lago Artouste, a oltre 2.000 metri, offrendo viste mozzafiato su valli, montagne, laghi e vallate incontaminate. Durante il percorso, il trenino attraversa ponti sospesi, gallerie scavate nella roccia e pascoli alpini, regalando emozioni uniche e la sensazione di immergersi completamente nella natura selvaggia. Il silenzio interrotto solo dal rumore dolce del treno e dal canto degli uccelli crea un’atmosfera magica, mentre il panorama si apre su cime innevate e laghi cristallini. Il viaggio dura circa 50 minuti e il trenino effettua una sosta al lago Artouste, dove è possibile scendere per esplorare i dintorni, fare trekking o semplicemente godersi il paesaggio. Gli orari di salita e discesa sono ben organizzati e consentono di pianificare la visita in base alle proprie esigenze, con corse regolari durante la stagione turistica. Dopo una giornata trascorsa a contatto con la natura e l’aria fresca di montagna, il ritorno al camper rappresenta un meritato momento di riposo. La cena, semplice ma gustosa, conclude la giornata, mentre la notte tranquilla ci prepara per le nuove avventure che ci aspettano. Parcheggio: GPS Quindicesima tappa: Dune du Pilat, ←leggi il post Il deserto europeo tra sabbia e mare (Nuova Aquitania) Ci svegliamo presto, consapevoli che oggi ci aspetta una tappa lunga: 280 chilometri ci separano dalle maestose Dune du Pilat , la più alta duna di sabbia d’Europa, situata sulla costa atlantica francese. Le Dune du Pilat offrono un paesaggio che ricorda un piccolo deserto, con immense distese di sabbia fine che si estendono a perdita d’occhio, incorniciate dal verde della pineta e dal blu intenso dell’Oceano Atlantico. Salire sulla duna è un’esperienza unica: i piedi affondano nella sabbia calda e morbida, e la fatica della salita viene ripagata da una vista spettacolare sul mare limpido e fresco che si estende all’orizzonte. Per chi preferisce, è possibile utilizzare i gradini che facilitano la scalata. Le Dune du Pilat sono anche un luogo molto amato dagli appassionati di parapendio, che qui trovano condizioni ideali per decollare e librarsi sopra questo paesaggio straordinario, vivendo un’emozione indimenticabile sospesi tra cielo e terra. I tempi sono cambiati rispetto al passato: dove prima si poteva sostare liberamente nelle rientranze a bordo strada, oggi la sosta notturna non è più permessa. Sono disponibili parcheggi a pagamento adiacenti alla duna, oppure parcheggi gratuiti ma distanti circa 45 minuti a piedi, sempre con divieto di pernottamento dalle 01:00 alle 06:00. In alternativa, si possono scegliere i campeggi della zona. Non potendo pernottare, ci spostiamo per la notte in un’area sosta camper attrezzata poco più di una decina di chilometri, dove sappiamo vi sia il servizio di lavanderia automatica. Adiacente all’area sosta si trova il parco Aqualand Bassin d'Arcachon , uno Skatepark , un Boowling e il Parco delle Coccinelle , una piacevole sorpresa per il divertimento assicurato dei ragazzi. Ci fermeremo qui un giorno intero prima di affrontare il grande viaggio di ritorno. La notte trascorrerà tranquilla, con il ricordo della sabbia dorata e del mare cristallino ancora vivo nella mente. Parcheggio a pagamento: GPS Parcheggio gratuito: GPS Area sosta camper: GPS Sito web: http://aire-des-3coccinelles.com/5172/services-aire-de-camping-car-bassin-d-arcachon.html Sedicesima tappa: Il lungo ritorno e la scoperta di Chanaz ←leggi il post (Alvernia-Rodano-Alpi) La sveglia suona presto e la colazione è abbondante: oggi ci attende la tappa più lunga di tutto il viaggio. Le ferie stanno quasi per finire e inizia la via del ritorno verso casa. Affrontiamo circa 750 chilometri, che occuperanno gran parte della giornata. Ci fermeremo solo per una breve pausa pranzo, giusto il tempo di ricaricare le energie, per poi ripartire subito. L’arrivo è previsto nel tardo pomeriggio a Chanaz , un piccolo borgo francese incastonato tra canali e natura, spesso chiamato la “ Piccola Venezia della Savoia ”. La sera ci concediamo una cena fuori, una meritata ricompensa dopo tante ore di guida. Qui assaporiamo piatti tipici della regione, come la fonduta savoiarda a base di formaggi locali fusi, accompagnata da pane croccante, oppure il filetto di pesce del lago , fresco e delicato, servito con verdure di stagione. Non mancano le specialità a base di tartufo e i dolci tradizionali come la tarte aux myrtilles (torta ai mirtilli), perfetta per concludere la serata. La notte trascorre tranquilla, immersi nella calma di questo angolo di Francia. Il giorno seguente dedichiamo la mattina alla visita di Chanaz. Questo borgo affascinante si sviluppa lungo il canale di Savières, che collega il lago di Bourget al fiume Rodano, offrendo scorci pittoreschi e un’atmosfera rilassata. Passeggiare per le sue vie significa immergersi in un ambiente dove storia, natura e vita fluviale si fondono armoniosamente. Tra le cose da vedere ci sono il porto, le antiche case in pietra, i piccoli negozi di artigianato locale e i musei dedicati alla vita sul canale e alla navigazione fluviale. È possibile anche noleggiare una barca per esplorare i canali circostanti, godendo del paesaggio da una prospettiva diversa, ed è esattamente quello che faremo. Chanaz ci regala una sensazione di pace e autenticità, lontano dal turismo di massa, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e ogni angolo racconta una storia. Decidiamo di fermarci ancora la notte, riprenderemo il viaggio la mattina successiva per il ritorno a casa. Area servizio carico scarico proprio di fronte al campeggio: GPS Area sosta camper: GPS Diciassettesima tappa: L’ultima alba sulle rive del canale di Savières e il commiato con la montagna (Alvernia-Rodano-Alpi) Ci svegliamo con calma, consapevoli che questa sarà l’ultima colazione delle nostre ferie. La consumiamo in un bar affacciato sul tranquillo canale di Savières, dove le imbarcazioni scorrono lente su e giù. Non abbiamo fretta, vogliamo assaporare ogni istante di questo momento, consapevoli che il ritorno a casa si avvicina inesorabilmente. Il programma di oggi prevede la sosta per l'ora di pranzo sulle sponde del Lac du Mont-Cenis , a circa 225 chilometri da Chanaz. Per un amante della montagna come me, chiudere le ferie a contatto con la natura in un contesto così affascinante è una conclusione perfetta per un viaggio fantastico e ricco di emozioni. Il lago, incastonato tra le alte vette alpine, offre panorami mozzafiato e un senso di serenità. Dopo un pranzo tranquillo immersi in questo scenario naturale, riprendiamo la strada per affrontare gli ultimi 200 chilometri che ci separano da casa. Nonostante la stanchezza e la voglia di rivedere i propri spazi, un velo di rammarico accompagna questo ultimo tratto: le ferie stanno per finire, e con esse la magia di scoprire nuovi luoghi, di vivere avventure e momenti di libertà. Ma il ricordo di questi giorni, delle montagne, dei laghi, dei borghi e delle emozioni vissute, rimarrà con noi, pronto a ispirare nuovi viaggi e a nutrire il desiderio di ripartire ancora. Parcheggio: GPS Concludendo Il viaggio attraverso le diciassette tappe che abbiamo vissuto è stato un percorso ricco di emozioni, paesaggi straordinari e momenti di autentica scoperta. Partendo da Mongenevre , abbiamo respirato l’aria fresca di montagna e goduto di passeggiate rigeneranti, per poi immergerci nelle acque cristalline di Savines-le-Lac , un luogo ideale per sport acquatici e relax in natura. La salita al Mont Ventoux ci ha regalato l’esperienza del vento potente e della natura selvaggia, mentre la visita a Le Colorado de Rustrel ci ha affascinato con i suoi paesaggi dai colori caldi e le escursioni tra le rocce di ocra. Il suggestivo Village des Bories ci ha trasportato nel passato rurale della Provenza, mentre l’ Abbaye Notre-Dame de Sénanque , immersa tra campi di lavanda, ha offerto un momento di spiritualità e bellezza architettonica. Il maestoso Pont du Gard ci ha stupito con la sua imponente struttura romana e le attività sul fiume Gardon, preludio all’avventura nelle spettacolari Gole del Verdon , dove l’acqua e la roccia si fondono in uno scenario mozzafiato. La selvaggia Plage de Piémanson ci ha fatto sentire immersi in un deserto di sabbia e mare, mentre il borgo di Saintes-Maries-de-la-Mer ci ha accolto con le sue tradizioni, la sua storia e le spiagge tranquille. La medievale Carcassonne è stata un tuffo nel passato, tra mura possenti e vicoli suggestivi, e la visita a Lourdes ha lasciato un segno profondo, tra fede e speranza. Le misteriose Grottes de Bétharram ci hanno condotto in un mondo sotterraneo fatto di acqua e rocce, e la maestosa cascata del Cirque de Gavarnie ci ha mostrato la potenza della natura. Il viaggio sul Petit train d’Artouste tra le vette dei Pirenei è stato un’esperienza panoramica indimenticabile, mentre le Dune du Pilat ci hanno trasportato in un paesaggio quasi desertico, con la sabbia che si perde all’orizzonte e il mare limpido a fare da cornice. Il pittoresco borgo di Chanaz , con i suoi canali e la sua atmosfera rilassata, ci ha offerto un momento di pace e autenticità, prima di chiudere il viaggio al Lac du Mont-Cenis , dove la montagna e la natura hanno regalato l’ultimo abbraccio prima del ritorno a casa. Ogni tappa ha lasciato un ricordo indelebile, fatto di paesaggi, incontri, sapori e sensazioni che solo un viaggio così ricco può donare. Questo viaggio è stato un invito a lasciarsi sorprendere, a vivere la Francia meridionale in tutte le sue sfaccettature e a portare con sé un bagaglio di emozioni e ricordi destinati a durare nel tempo. Ti invitiamo a leggere i nostri post dedicati a ciascuna di queste affascinanti località. Troverai informazioni dettagliate , consigli pratici e curiosità utili per pianificare al meglio la tua prossima avventura. Se la Francia è la tua passione, sei nel posto giusto: qui puoi trovare tante destinazioni con contenuti per ispirare il tuo prossimo viaggio! QUI ←leggi tutti i post Si ricorda che alcune indicazioni potrebbero non essere più aggiornate a causa di modifiche comunali o normative locali, quindi è sempre consigliabile verificare prima della partenza o informarsi in loco.
- Le Tréport (Normandia)
Le Tréport: la tua prossima fuga tra falesie maestose e tradizione marinaresca Oggi vi portiamo a visitare Le Tréport, un piccolo comune situato sulla costa della Normandia, nel dipartimento della Senna Marittima, Le Tréport è una graziosa cittadina portuale che unisce il fascino marinaro con paesaggi mozzafiato. Affacciata sul Canale della Manica e incastonata tra imponenti falesie di gesso bianco, è una meta perfetta per chi cerca natura, storia e autenticità. Breve storia di Le Tréport Le Tréport ha una storia antica e affascinante, profondamente legata al mare. Già conosciuto in epoca medievale, il borgo nasce come villaggio di pescatori e divenne presto un importante porto sulla Manica. Durante il Medioevo, fu conteso tra normanni e francesi, grazie alla sua posizione strategica alla foce del fiume Bresle. Nel corso dei secoli, Le Tréport si sviluppò come porto commerciale e peschereccio, mantenendo sempre viva la sua vocazione marittima. Nel XIX secolo, la città conobbe una nuova stagione di splendore grazie all’arrivo della ferrovia: divenne una rinomata località balneare frequentata dalla borghesia e anche dall’imperatore Napoleone III. Vennero costruiti hotel, casinò e eleganti ville in stile Belle Époque. Durante le due guerre mondiali, Le Tréport subì gravi danni, soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale, ma è riuscita a conservare il suo spirito autentico e la sua architettura caratteristica. Oggi Le Tréport è una cittadina vivace, che conserva la sua anima marinara e attira visitatori per il suo porto, le falesie, la storia e la bellezza naturale. Visita a Le Tréport Lasciato il camper nell’area sosta situata in cima alla falesia, si accede comodamente alla città grazie alla funicolare gratuita, che in pochi minuti vi conduce direttamente al suggestivo quartiere dei Cordiers , cuore storico di Le Tréport. Abbiamo iniziato la visita con uno degli ingressi più spettacolari che si possano immaginare: la vista dalla falesia è semplicemente mozzafiato, un colpo d’occhio che lascia senza parole. Per i più sportivi o per chi desidera immergersi lentamente nell’atmosfera locale, è possibile scendere a piedi attraverso le scale panoramiche, scegliendo se esplorare subito il pittoresco quartiere oppure dirigersi verso il porto, costeggiando la città e godendosi il panorama lungo il percorso. Le Tréport Le Tréport è una suggestiva località balneare affacciata sul Canale della Manica, caratterizzata da una lunga spiaggia di ciottoli incastonata ai piedi delle imponenti falesie di gesso, tra le più alte d’Europa, che raggiungono i 106 metri di altezza. Cittadina profondamente legata al mare, la pesca è ancora oggi l’anima di Le Tréport. Una tappa imperdibile è la Poissonnerie municipale, la pescheria del porto, dove troverete banchi ricchi di pesce freschissimo, crostacei e molluschi locali: una vera delizia per gli amanti dei sapori di mare. Il centro Il centro di Le Tréport è un piccolo gioiello dall’atmosfera autentica e vivace. Le case a graticcio colorate , tipiche dell’architettura normanna creano un colpo d’occhio pittoresco e accogliente. Tra negozietti, bistrot e caffè affacciati sul porto, si respira un mix perfetto tra tradizione marinaresca e charme d’altri tempi. Passeggiare per il centro significa immergersi nella vera anima di questa cittadina affacciata sul mare. Il faro Il faro di Le Tréport , costruito nel 1844 , si trova all’estremità della diga che protegge l’ingresso del porto. È una torre cilindrica alta 14 metri , dipinta di bianco e verde , semplice ma suggestiva. Facilmente raggiungibile con una passeggiata sul molo, regala una splendida vista sul mare e sulla costa, soprattutto al tramonto. Un piccolo simbolo della città, amato da fotografi e viaggiatori. Kahl-Burg All’interno della falesia attraversata dalla funicolare di Le Tréport si nasconde una sorprendente testimonianza della Seconda Guerra Mondiale: il Kahl-Burg, un complesso difensivo scavato dai tedeschi dopo il fallito sbarco alleato a Dieppe nel 1942. Questo labirinto militare sotterraneo si estende per circa 300 metri su quattro livelli, con 225 gradini e 32 stanze, tra cui si trovano tre postazioni di osservazione, due postazioni di combattimento e persino un cannone da 75 mm (FK235b) . Per anni dimenticato e lasciato all’abbandono, il sito è stato pazientemente recuperato da un’associazione di volontari, che ne ha curato la messa in sicurezza e l’apertura al pubblico. Oggi il Kahl-Burg è visitabile su prenotazione grazie all’impegno dell’associazione Le Mur de la Manche , offrendo un’esperienza toccante e immersiva nella storia. Informazioni: Le Mur de la Manche Église Saint-Jacques Edificata nel 1362 sui resti di una chiesa precedente, l’Église Saint-Jacques subì gravi danni durante la Guerra dei Cent’Anni, ma venne restaurata nel 1699. La sua posizione dominante, a metà strada tra le falesie e il porto, le conferisce una vista privilegiata sulla cittadina e sul mare, rendendola uno dei punti di riferimento storici e visivi di Le Tréport. Tante sono chiese che abbiamo visitato, ma il suo interno rivela dettagli davvero unici , che la distinguono da qualsiasi altra. Tra le navate non troverete solo arte sacra, ma anche reti da pesca, salvagenti e persino una conchiglia di Tridacna trasformata in acquasantiera: elementi che raccontano il profondo legame della città con il mare e la vita dei suoi pescatori. Una chiesa che è insieme luogo di culto e specchio dell’identità marittima di Le Tréport. Notre Dame de la Falaise Dal lungomare di Le Tréport abbiamo imboccato un sentiero che, con una piacevole salita, ci ha condotti sulla falesia opposta rispetto al parcheggio camper. Il percorso, immerso nella natura, si snoda lungo un tratto panoramico che regala splendidi scorci sulla città, sul porto e sull’immensità del mare. In cima si trova Notre-Dame de la Falaise , una cappella simbolica molto cara agli abitanti, accanto alla quale si erge la statua della Vergine col Bambino , risalente al 1878 e rivolta verso il mare a protezione dei marinai. La spiaggia La spiaggia di Le Tréport è una lunga distesa di ciottoli levigati , tipica della costa normanna, situata ai piedi delle imponenti falesie di gesso bianco . Bagnata dalle acque del Canale della Manica, offre un paesaggio suggestivo e selvaggio, ideale per rilassarsi con il suono delle onde o per una passeggiata fronte mare. Nei mesi estivi è attrezzata con cabine colorate e servizi, mantenendo però un’atmosfera tranquilla e autentica. Bunker allemand Adiacente a Notre-Dame de la Falaise si trova un bunker tedesco risalente alla Seconda Guerra Mondiale , parte del sistema difensivo costiero costruito dall’esercito nazista lungo il cosiddetto Vallo Atlantico . Parzialmente incastonato nella falesia, questo bunker serviva come punto di osservazione e difesa strategica sul Canale della Manica. Oggi è un silenzioso testimone della storia bellica della zona e contribuisce a rendere la visita ancora più interessante, combinando spiritualità, memoria e panorami spettacolari in un solo luogo. Il quartiere Cordiers Il Quartier des Cordiers è l’antico e affascinante quartiere dei pescatori di Le Tréport, situato ai piedi delle falesie. Il suo nome deriva dalla parola francese corde (corda) e richiama la figura dei “cordiers cordants”, pescatori talmente poveri da non potersi permettere le reti.Questi uomini utilizzavano lunghe corde con grappoli di ami per pescare dal molo o direttamente dalle barche, una tecnica semplice ma efficace che ha lasciato un’impronta duratura nella storia del quartiere. Oggi, il Quartier des Cordiers conserva tutto il fascino della sua origine marinara, con case strette e colorate, bow-window , decorazioni in ceramica e balconcini in ferro battuto. È il luogo perfetto per una passeggiata tra storia, autenticità e scorci pittoreschi, dove si respira ancora l’anima del vecchio Le Tréport. La funicolare I lavori per la realizzazione sono iniziati nel 1907 ed è stata inaugurata nel Luglio 1908, vendendo in un solo giorno oltre 2000 biglietti. Dopo un lungo periodo di abbandono a grande richiesta nel 2006 la funicolare ritorna in attività offrendo il servizio gratuitamente. Curiosità Da maggio a settembre , le maestose falesie di craie sono illuminate ogni sera fino all’1:00 di notte lungo la passeggiata sul lungomare, offrendo uno spettacolo suggestivo sulla costa. Nel resto dell’anno, venerdì, sabato e domenica , le illuminazioni proseguono sempre fino all’1:00, permettendo di ammirare lo splendore delle scogliere anche in bassa stagione. Concludendo La nostra visita a Le Tréport ci ha regalato il ricordo di una cittadina autentica e sorprendente, dove natura, storia e tradizione si intrecciano perfettamente. Dalle falesie vertiginose alle passeggiate sul porto, dalla funicolare panoramica al quartiere dei pescatori, ogni angolo racconta un pezzo dell’anima marittima di questo luogo. Abbiamo esplorato la Poissonnerie , gustato i sapori del mare, camminato fino al faro , scoperto la suggestiva Église Saint-Jacques , ammirato il panorama da Notre-Dame de la Falaise e visitato testimonianze storiche come il Kahl-Burg e i bunker della Seconda Guerra Mondiale. Le Tréport è una meta perfetta per un weekend tra natura, cultura e relax, capace di sorprendere chi cerca autenticità, bellezza e quel tocco di Normandia che resta nel cuore.
- La Scarzuola (TR)
Oggi vi portiamo a visitare un luogo davvero surreale come pochi ne esistono. Andremo alla scoperta della Città Ideale come la chiamava il suo creatore Tomaso Buzzi .Questa surreale ed eccentrica costruzione nascosta tra le colline umbre sorge nelle vicinanze ad un antico convento francescano, ci troviamo a: La Scarzuola, località rurale famosa per essere stata dimora di San Francesco d’Assisi, ubicata nella frazione Montegiove del comune di Montegabbione, in provincia di Terni nella regione Umbria. La Scarzuola Dopo aver acquistato l'immobile nel 1957, l'architetto milanese Tomaso Buzzi dedicò oltre vent'anni alla ricostruzione del monastero e alla costruzione i questa straordinaria costruzione surreale chiamata la Città Ideale , impiegando tutte le sue risorse a sua disposizione, la sua energia e il suo genio. L’artista si basò sui simbolismi tratti dal romanzo Hypnerotomachia Poliphili, illustrato con 170 splendide xilografie, che mostrano in elaborate scene le strutture architettoniche e i personaggi che Polifilo incontra nei suoi sogni. L’opera è formata da costruzioni raggruppate in sette scene teatrali, sette rappresentazioni sceniche . Buzzi volle progettare e costruire la Città Ideale conferendole la struttura come una grande scenografia teatrale prendendo spunto anche dalle prestigiose ville come: Villa d’Este (Tivoli), Villa Adrian, il parco di Bomarzo e i sette edifici nell’Acropoli quali: Pantheon, Partenone, Colosseo, Torre dei Venti, Piramide, Tempio di Vesta, la torre dell’orologio di Mantova. Visitare Scarzuola Per visitare la Città Ideale il visitatore deve passare davanti ad una piccola grotta, dove, secondo la leggenda, San Francesco d'Assisi fece sgorgare una sorgente di acqua miracolosa. Proseguendo il percorso si entra in un rigoglioso giardino che vi poterà all’ingresso della città ideale di Tomaso Buzzi. Ogni volta che visitiamo questi luoghi, si rimane colpiti dalla quiete che vi regna, da quella atmosfera mistica che spesso rapisce i nostri pensieri, in qualche modo entriamo a stretto contatto con la materializzazione di un sogno che ha preso vita dal suo creatore. La visita Come detto in precedenza, la struttura e suddivisa in sette scenografie dove Tomaso Buzzi sembra essersi divertito a realizzare il disegno di un sogno usando la pietra di tufo a modi mattoncini lego, costruendo, demolendo e ricostruendo seguendo la fugace creatività del momento. Le strutture hanno stili architettonici differenti, si va dall’Antichità al Risorgimento. Una grande scenografia teatrale che egli definì " un'antologia in pietra. Non passano inosservati il Theatrum Mundi, un anfiteatro romano con le gradinate e le terrazze ricoperte di mosaici, adiacente troviamo i teatri del Sole e della Luna e l'Acropoli che la domina. Passeggiare in questo luogo riserva molte sorprese, come percorrere scale che non portano da nessuna parte, attraversare la porta Jonas che evoca i mostri come quelli presenti sia nei giardini di Bomarzo che nella Bibbia. La Gigantessa, un monumentale busto di donna dai generosi seni che rappresentano Madre Terra. Non mancano le divinità mitologiche come: il Pegaso d'oro, una lira di Apollo. Siamo di fronte ad un fantastico complesso architettonico delle forti valenze esoteriche, a metà strada tra il parco e l'Acropoli sapienziale, con intitolazioni eloquenti: la Barca delle Anime, la Balena di Pietra, la Torre della Disperazione, la Scala della Vita, il Tempio di Eros, il Pozzo della Meditazione, il Teatro delle Api, il Termitaio. Tomaso Buzzi era un architetto rinomato, contribuì a organizzare diverse manifestazioni nazionali e internazionali di carattere artistico, per i suoi impegni professionali era sempre in viaggio, però, appena poteva veniva a trascorrervi brevi momenti di riposo lontano da tutto e da tutti, infatti, nella residenza di La Scarzuola o Città Ideale , non vi era telefono, riscaldamento o elettricità. Successivamente gli impegni furono volontariamente ridotti per realizzare il sogno di una vita. Alla sua morte nel 1981, la città ideale non era stata completata, rimaneva il silenzio di una città in rovina, abbandonata già da diversi anni, esattamente come desiderava, lasciando all'immaginazione di chi guarda, o all'azione caotica della natura, il saper cogliere e completare questo luogo. In uno dei sui taccuini vi era scritto: l'ordine è il piacere della ragione, il disordine è la voluttà dell'immaginazione, e io ritengo naturalmente voluttà e immaginazione. Dopa la sua scomparsa, né la sua famiglia né lo Stato italiano vollero prendersi cura della Città Ideale. C’era il problema dell’eredità della Scarzuola, perché in casa non la voleva nessuno, io ero laureato a Milano e non m’importava niente di stare nelle scatole chiuse delle banche. Per me è stata una boccata d’ossigeno. Fu così che Marco Solari personaggio stravagante e nipote di Tomaso Buzzi, decise d'intraprendere questo lungo viaggio e, grazie ai disegni, schizzi e appunti lasciati dallo zio, ha proseguito la ristrutturazione e la costruzione di nuovi edifici, rendendo questo luogo ancora più magnifico, fiabesco e misterico contemporaneamente. Da oltre quarant’anni, Marco Scolari si dedica a questo compito e, dal 2000 da quando ha aperto al pubblico, fa da guida ai visitatori. Alcune domande rivolte a Marco Solari. Alla domanda chi fosse, rispose: Sono pazzo, come tutti coloro che qui hanno vissuto, a cominciare da San Francesco d'Assisi . Cosa vuoi che diventi la Scarzuola? Un giorno si trasformerà di nuovo in polvere, come voleva lo stesso Tomaso Buzzi. Leggenda Si racconta che in questo luogo nel 1218, San Francesco costruì una capanna nel punto in cui aveva piantato una rosa e un alloro e da cui era sgorgata miracolosamente una fontana. La capanna fu realizzata con una pianta palustre di nome Scarza , da cui deriverebbe il nome Scarzuola Successivamente i Conti di Marsciano fecero costruire un convento che verrà poi abbandonato nel XVIII secolo. Note personali Questo è un luogo che ricorda molto il Castello Rocchetta Mattei in provincia di Bologna, e il Parco di Bomarzio a circa 70 km in provincia di Viterbo. L’aria che si respira è mistica e molto soggettiva, ogni persona percepisce emozioni differenti e non è detto che alla seconda visita, si ripossano percepire le stesse sensazioni, in quanto le emozioni sono legate allo stato d’animo attuale della persona stessa. Scarzuola o le Città ideali sono luoghi per lo più inaccessibili, sono il frutto dei sogni dei loro creatori, che in alcune circostanze prendono vita, solitamente collocati in luoghi poco accessibili, in mezzo a colline boscose nascosti nella natura come in questo caso, come se si volesse celare la loro presenza o proteggere un sogno diventato realtà. Orari e Visite La Scarzuola è un parco privato ed è obbligatoria la prenotazione indicando giorno e orario della visita, oppure telefonando allo 0763/837463 o scrivere a info@lascarzuola.com . La durata della visita è circa due ore, è sarà proprio Marco Solari, proprietario della Scarzuola anche se si definisce semplicemente il custode, vi porterà alla scoperta di questo incredibile luogo, dove esoterismo, spiritualità, storia e astrologia si fondono in un unica cosa. Il costo del biglietto è di 10 euro a persona. Per informazione prenotazione: Scarzuola . Parcheggio: Gps map
- Lago di Vico (VT)
Oggi vi portiamo a visitare il suggestivo Lago di Vigo, un gioiello di origine vulcanica situato nella provincia di Viterbo, della regione Lazio. Circondato da secolari boschi, è il risultato di un'antica storia vulcanica che risale a 90 mila anni fa, quando un vulcano attivo si trasformò in uno splendido specchio d'acqua. Questo luogo si trova a soli 60 minuti da Roma è un'oasi di tranquillità e bellezza, dove la natura è preservata con cura grazie alla Riserva Naturale Regionale lago di Vico istituita negli anni Ottanta. Questa azione protegge il bacino del lago e i Monti Cimini, mantenendo intatto il fascino originario della zona. Cosa fare al lago di Vico Al Lago di Vico puoi goderti una varietà di attività che ti permettono di immergerti nella bellezza naturale e nell'atmosfera unica della zona. Queste attività includono sport acquatici come il nuoto, il kayak, vela o sport più rilassanti come la pesca sportiva, concederti un giro in barca per esplorare le sue acque cristalline o semplicemente rilassarti in una delle spiagge a disposizione. Se ti piace l'avventura puoi intraprendere escursioni trekking lungo i sentieri panoramici che circondano il lago. Lungo le sue sponde non mancano luoghi dedicati al pic-nic e momenti di relax da alternare alle visite culturali ai borghi e ai luoghi di interesse storico e artistico della zona. Qui puoi trovare alcuni percorsi Trekking e Escursioni nei dintorni del Lago Vico. Curiosità La leggenda mitologica attribuisce la formazione del lago a Ercole, aggiungendo un tocco di magia e fascino a questo angolo di paradiso. La storia racconta che Ercole, con un colpo della sua clava, fece scaturire tanta acqua da creare il lago, arricchendo così la sua storia con un tocco di mitologia. R iserva Naturale Regionale Lago di Vico La Riserva Naturale Regionale Lago di Vico, estesa su 4.109 ettari nei comuni di Caprarola e Ronciglione, include l'intera conca lacustre e la cinta montuosa circostante, garantendo un ambiente intatto e una ricca biodiversità. I boschi comprendono faggi, aceri, querce, noccioleti e castagneti secolari, che in autunno regalano uno spettacolo di colori suggestivo e mutevole. La riserva ospita una vasta gamma di specie di uccelli, sia stanziali che migratori, rendendola un paradiso per il birdwatching, con lo svasso come simbolo principale. Tra gli altri animali presenti ci sono rapaci, anatre, folaghe, gufi, tassi, faine, cinghiali, moscardini, ghiri, quercini, ululoni e testuggini palustri. Borghi nei dintorni San Martino al Cimino San Martino al Cimino è un affascinante borgo medievale situato sui Monti Cimini, a un'altitudine di 561 metri. Cresciuto attorno all'abbazia cistercense dedicata a San Martino, consacrata nel 1225, il borgo è oggi parte del comune di Viterbo. Nel Seicento, diventò un principato grazie a Olimpia Pamphilij Maidalchini, che si fece nominare principessa da suo cognato, papa Innocenzo X. Olimpia contribuì allo sviluppo economico, urbanistico-architettonico e culturale del borgo, coinvolgendo architetti e artisti di prestigio come Bernini, Borromini e Marcantonio de Rossi per rinnovare l'abbazia e costruire il sontuoso Palazzo Dora Pamphilij. Il borgo, di forma semi ellittica, è delimitato da una cinta muraria e presenta case uniformi, costruite per i ceti popolari, con due porte d'ingresso, una verso Viterbo e una verso Roma. Soriano del Cimino Soriano del Cimino, situato alle pendici dei monti omonimi, è un affascinante borgo con radici storiche profonde. Il castello, fatto costruire da papa Niccolò III della potente famiglia Orsini come residenza estiva, domina il paesaggio circostante. La vegetazione abbondante e rigogliosa, con prevalenza di castagni, caratterizza la zona. In passato, il castello è stato utilizzato come carcere fino al 1989. Il borgo, sviluppatosi soprattutto durante il Rinascimento, presenta quartieri eleganti e di grande stile. Da visitare sono Palazzo Albani Chigi, progettato dall'architetto Ottaviano Schiratti, la Chiesa di San Nicola di Bari in stile neoclassico, e le Fontane Papacqua e Tonda (o Fontana Vecchia). Particolarmente degna di nota è Porta Romana, una copia della celebre Porta Pia, costruita dal principe Carlo Albani nel XVIII secolo. Ronciglione Ronciglione, un borgo situato sulle colline meridionali dei monti Cimini, è un importante centro storico della Tuscia, che offre un viaggio attraverso il Medioevo, il Rinascimento e il Barocco. Fondato nel 1045 come presidio commerciale dai Prefetti di Vico lungo la "via Ciminia", ha prosperato grazie alla sua posizione strategica. La famiglia Farnese ha contribuito al suo sviluppo nel XVI secolo, trasformandolo e arricchendolo. Luoghi di interesse includono la Fontana Grande, Porta Romana, la Chiesa della Pace e il Palazzo della Zecca. Il Duomo, costruito nel 1671 in stile barocco, presenta una ricca decorazione interna, con opere d'arte come la Madonna del Rosario di Giuseppe Ghezzi e un trittico quattrocentesco di un pittore viterbese. Siti d'interesse Villa Farnese La Villa Farnese a Caprarola è un capolavoro dell'architettura rinascimentale situato nella città omonima nel Lazio, Italia. Costruito nel XVI secolo per volere del cardinale Alessandro Farnese, il futuro Papa Paolo III, la villa è stata progettata dall'architetto Jacopo Barozzi da Vignola. Presenta una pianta pentagonale e una maestosa cinta muraria, circondata da splendidi giardini all'italiana. All'interno, il Palazzo Farnese è arricchito da sontuosi interni decorati con affreschi celebrativi della famiglia Farnese, come la Sala dei Fasti Farnesiani. Il complesso è aperto al pubblico e ospita un museo, offrendo ai visitatori un'esperienza unica dell'arte e della storia rinascimentale italiana. La Faggeta di Monte Venere La Faggeta, situata sul versante settentrionale del Monte Venere, è chiamata " depressa " perché i faggi crescono a un'altitudine più bassa rispetto alla loro tipica zona di crescita, che solitamente si trova tra gli 800 e i 1800 metri. Tuttavia, nonostante il nome, questa area offre sensazioni di tranquillità e bellezza, soprattutto d'autunno quando i colori mutevoli creano uno scenario incantevole. Ancora selvaggia e incontaminata, la Faggeta è un rifugio ideale per escursioni e passeggiate lungo i percorsi e i sentieri del CAI. In passato, il Monte Venere era un'isola all'interno del lago, ma gli Etruschi, con opere idrauliche e canali, abbassarono il livello dell'acqua per coltivare la terra, trasformando così l'area e creando un ambiente unico e suggestivo. La grotta del Diavolo La Grotta del Diavolo, situata sulla cima del Monte Venere, è ritenuta essere la bocca eruttiva del vulcano Vicano, il cui collasso ha formato il cratere rappresentato dall'anello montuoso dei Cimini e il Monte Venere stesso, che è il cono di cima del vulcano. Per raggiungere la grotta, occorre attraversare la faggeta lungo un percorso ben segnalato dal CAI, che richiede circa 50 minuti di cammino con una media difficoltà. Una volta giunti sul posto, a 851 metri di altezza, si trova l'ingresso della grotta, largo 5 metri. Tuttavia, l'accesso alla grotta è consigliato solo a coloro che sono adeguatamente preparati e attrezzati con strumenti di sicurezza, in quanto all'interno si sviluppano cunicoli e diramazioni, rendendo necessaria una preparazione adeguata. Sito archeologico di Falerii Novi A Falerii Novi, antica città fondata dagli abitanti del popolo Falasco dopo la distruzione di Falerii per mano dei Romani, sono presenti importanti testimonianze storiche. Le fortificazioni includono una cinta muraria lunga 2 km con 50 torri difensive. La Porta Giove è particolarmente interessante, con una testa raffigurante il padre degli dei come chiave di volta, uno dei primi utilizzi dell'arco in Etruria. I reperti rinvenuti sono conservati presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Altro punto di interesse è la chiesa romanica di Santa Maria di Falerii, del XII secolo, con 5 absidi e tre navate, adiacente al convento cistercense. Necropoli di San Giuliano (Antica Marturanum) La Necropoli di San Giuliano, nel Parco Regionale Marturanum lungo l'antica Clodia, è un sito archeologico di grande importanza. Sorge su una rupe tufacea e comprende tombe etrusche che spaziano per cinque secoli di storia. Tra le varie tipologie di tombe presenti, ci sono quelle a tumulo, a palazzina, a portico, ipogee, a fossa, a nicchia e a dado. Le tombe, principalmente di età arcaica, ma anche del VII secolo a.C. e ellenistiche, includono importanti monumenti come la Cuccumella del Caiolo, il tumulo del Caiolo, la tomba dei 'Letti', le tombe a Portico, le 'Palazzine', la tomba Costa, le tombe Thansinas, i due tumuli di Valle Cappellana, il gruppo di tombe arcaiche in loc. 'Chiuse Vallerani', l'imponente tomba della Regina del V secolo a.C. e la Tomba del Cervo, famosa per il suo bassorilievo raffigurante un cervo attaccato da un lupo, oggi simbolo del Parco. In sintesi Una visita al Lago di Vico e nei suoi dintorni offre un'esperienza immersiva nella natura e nella storia. Sul lago stesso, puoi goderti attività come passeggiate panoramiche lungo le sue rive, noleggio di barche per esplorare le sue acque cristalline o semplicemente rilassarti sulle sue spiagge. Nei dintorni, puoi esplorare la Riserva Naturale del Lago di Vico per scoprire una variegata flora e fauna, visitare le terme naturali dei Bagni di Vico per un momento di relax, esplorare i borghi medievali con i suoi palazzi storici e le sue chiese, e scoprire la necropoli e siti archeologici. Inoltre, i Monti Cimini offrono splendide opportunità per escursioni e attività all'aria aperta. In breve, una visita al Lago di Vico e ai suoi dintorni promette un mix affascinante di bellezze naturali, avventure all'aperto e scoperte culturali.
- Terme del Bullicame (VT)
Oggi vi portiamo a visitare le Terme del Bullicame. Benvenuti nel magico mondo delle Terme di Bullicame, un gioiello termale immerso nella splendida cornice della campagna viterbese, a pochi chilometri dalla città di Viterbo nella regione Lazio. Le Terme di Bullicame sono celebri per le loro acque sulfuree, un vero toccasana per il relax e il benessere. Il nome stesso, derivato dal latino "bullire," evoca l'immagine di acque frizzanti e roventi che emergono da sorgenti naturali a una temperatura di circa 58 gradi Celsius. L'area termale offre diverse piscine termali all'aperto, dove potete immergervi nelle acque calde e rigeneranti circondati dal verde lussureggiante della natura circostante. L'alta concentrazione di minerali presenti nelle acque sulfuree è nota per le sue presunte proprietà terapeutiche, favorendo la circolazione sanguigna e alleviando lo stress e le tensioni muscolari. Il paesaggio intorno alle Terme di Bullicame è un altro motivo di attrazione. Potrete passeggiare tra sentieri panoramici, godendo della tranquillità della campagna viterbese. Durante la vostra visita, non dimenticate di esplorare i giardini circostanti e di respirare l'aria fresca arricchita dai vapori termali. Nel percorso frigidarium-calidarium del Bullicame, troverai due piscine, una rotonda alimentata dall'acqua bollente del cratere termale e l'altra rettangolare con acqua a temperatura più bassa. Il passaggio tra queste vasche offre un notevole effetto di riattivazione della circolazione sanguigna, rendendo l'esperienza termale non solo rilassante ma anche benefica per il corpo. Un modo davvero interessante per godere appieno dei benefici termali del Bullicame! Proprietà terapeutiche Le Terme del Bullicame offrono una vasta gamma di proprietà curative. Le acque termali sono consigliate per la cura di patologie dell'apparato respiratorio, motorio e ginecologico femminile. Inoltre, sono utili per riattivare la circolazione linfatica e venosa, e possono essere impiegate nel trattamento di patologie croniche epiteliali. Oltre a ciò, le proprietà curative delle Terme del Bullicame si estendono anche alla pelle. L'acqua "Bullicame" mostra attività antiflogistica, immunomodulante, antisettica, cicatrizzante, cheratolitica, cheratoplastica e agisce come tampone sul pH cutaneo. Inoltre, fornisce protezione contro i danni causati dai radicali liberi. Il calore del bagno termale contribuisce anche a effetti antalgici, alleviando il dolore, e crea una piacevole sensazione di benessere. Citazione nella Divina Commedia Questo luogo unico è avvolto da una mistica atmosfera, amplificata dalla storia e dalla letteratura che lo circonda. Nel Canto XIV dell'Inferno, Dante Alighieri, il celebre poeta italiano associa la sorgente termale del Bullicame alle atmosfere oscure degli inferi, descrivendo i vapori sulfurei che emergono dalle sue acque. Il nome stesso, Bullicame, sembra derivare dalla caratteristica unica di queste acque, che, alla sorgente, sono così calde da "sobbollire" o "bullicare". Questo effetto potrebbe essere attribuito alla loro elevata temperatura e alla presenza di una considerevole quantità di gas disciolto, che si manifesta sotto forma di bolle superficiali. Ma non lasciatevi ingannare da queste antiche rappresentazioni, perché oggi le Terme di Bullicame sono un'oasi di tranquillità e benessere. Nei dintorni Orto Botanico "Angelo Rambelli" L'Orto Botanico 'Angelo Rambelli', parte dell'Università degli Studi della Tuscia, ha un ruolo cruciale nella didattica, ricerca e conservazione delle piante. Situato vicino alla storica sorgente termale del Bulicame, citata da Dante, si estende su circa 6 ha a ovest di Viterbo. La struttura promuove corsi, manifestazioni e mostre per diffondere la conoscenza delle piante, contribuendo alla formazione di una "coscienza" naturalistica. Le piante sono disposte in parcelle secondo criteri tassonomici e ambientali, offrendo un ambiente educativo e suggestivo. Sorgente termale delle Piscine Carletti La Sorgente termale delle Piscine Carletti dista 1 km dalle terme di Bullicame. Anch'essa emana acqua termale a una temperatura di circa 58°C alimentando diverse vasche e la qualità delle acque sono tra le migliori in Italia. La zona dispone di un ampio parcheggio gratuito nelle vicinanze, ma non offre altri servizi. Attorno alle piscine, ci sono aree erbose dove è possibile rilassarsi o prendere il sole. La temperatura elevata dell'acqua rende piacevole il bagno anche in inverno, poiché rimane calda nelle pozze. Un luogo ideale per godersi le proprietà benefiche delle acque termali in un'atmosfera rilassante e totalmente gratuita. In sintesi Le Terme di Bullicame sembrano proprio il luogo perfetto per una pausa rilassante! C'è qualcosa di magico nel poter immergersi in acque termali ricordate addirittura da Dante Alighieri. Sebbene l'ingresso sia gratuito, i bagni del Bullicame sono situati all’interno di una zona recintata a protezione dello storico cratere termale menzionato da Dante Alighieri. L'area è custodita da volontari, l'orario di chiusura nel periodo invernale è alle 17, mentre nel periodo estivo chiude alle 18. Mezz'ora prima della chiusura i volontari passeranno ad avvisare. P.S. Nel corso degli anni, alcuni comuni potrebbero limitare e o negare la sosta ai camper, alcuni parcheggi potrebbero essere stati dirottati verso nuove aree sosta, oppure parcheggi gratuiti al momento della nostra visita, potrebbero richiedere il pagamento a ore o a giornata.