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196 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Gole del Verdon (Provenza)

    Le gole del Verdon sono situate nella provincia della Provenza nel Sud-Est della Francia, Inserite nel Parco Naturale Regionale del Verdon le Gole del Verdon prendono il nome dall'omonimo fiume, considerate da molti come il Grand Canyon d'Europa per le sue pareti a strapiombo che variano in altezza dai 250 a 700 m, offrendo agli amanti dell'arrampicata un sito tra i più famosi della Francia ed Europa con i suoi 800 percorsi. Il tratto personalmente più interessante del fiume si trova adiacente al Pont du Galetas a Aiguines, dove il Lac de Sainte-Croix (lago di Sainte-Croix) si stringe passando nelle strette gole. Il lago è un bacino artificiale creato non molti decenni fa in seguito alla costruzione della diga di Sainte-Croix n el 1973, l'aumento dell'acque portò Salles all'evacuazione forzata, il villaggio fu demolito e la chiesa fatta esplodere lasciando inabissare le rovine del vecchio abitato. Salles oggi è stata totalmente ricostruita, conta 235 abitanti ed è considerata uno dei i villaggi più giovani della Francia. Noi col camper abbiamo sostato direttamente sulla spiaggia ad Aiguines : Gps map , meta turistica di ragazzi e ragazze che passano tranquillamente la notte nelle tende lungo le sponde le lago, veramente un bel posto dove potrai passare qualche giorno di relax e immergenti nell'acqua fresca, nelle vicinanze e tutto intorno al lago ci sono campeggi, Hotel, alloggi e B&B. C'è anche Château d'Aiguines (castello d'Aiguines) con le quattro torri dal tetto colorato con piastrelle in maiolica, peccato non sia possibile visitarlo in quanto è privato e chiuso al pubblico, ma è possibile ammirarlo ugualmente dalla distanza. Sport acquatici: Nel lago è possibile fare il bagno, noleggiare pedalò per andare a visitare la parte più stretta delle gole, apprezzando tutta la bellezza che il panorama ti offre, hai anche la possibilità di fare canoa, rafting al torrentismo ma anche il water rambling, l’acqua-trekking o Hydrospeed, simile al rafting ma senza imbarcazione, insomma ti puoi sbizzarrire con svariati sport acquatici. Il Trekking nelle gole del Verdon: anche il trekking ha i suoi luoghi magici, forse anche più belli perché meno raggiungibili dal turismo di massa, tra i sentieri che possono essere di sicuro tra i più gettonati abbiamo: il sentiero GR4 Point Sublime o il Couloir Samson con passaggi in grotte buie, infine il più gettonato sentiero trekking è il Martel lungo 15 chilometri con una percorrenza di 6 ore ca. Per i più coraggiosi a 40 km da lago, c'è il ponte Artuby il principale della Provenza dove si pratica bungee jumping. Se cerchi un posto dove poter ammirare qualcosa di particolare, questo è uno dei posti da tenere in considerazione, in quanto offre a grandi e piccoli il divertimento assicurato. Informazioni utili: Castellane-Verdon tourisme Noleggio padalò: Gps map Come arrivarci: Gps map Campeggio: Camping municipale Per il Bungee jumping Ponte dell'Artuby: Gps map

  • Duna di Pilat (Francia)

    Una delle tappe più sorprendenti e indimenticabili del nostro itinerario in terra francese è sicuramente l a duna di Pilat. Un enorme duna di sabbia situata lungo il bacino di Arcachon, nel comune di La Teste-de-Buch nel dipartimento della Gironda, Francia . La duna: La Duna di Pilat alla base misura ha una larghezza di 500 m e una lunghezza di 3 km, non ha una altezza precisa, infatti questa può variabile nel tempo facendola oscillare tra i 100 e i 120 metri. Per le sue notevoli dimensioni è la duna di sabbia più grande d'Europa, t ra un avvallo a l'altro della duna sembra di essere nel deserto. L'altezza non è tutto, una volta in cima con la possibilità di arrivarci sia tramite le scale con i suoi 160 gradini messe a disposizione nel periodo che va da aprile all'inizio di novembre, oppure nella maniera classica camminando sulla sabbia, un piccolo sforzo per arrivare in cima e poi... il panorama veramente particolare, da una parte il mare dell'Atlantico dal colore azzurro/blu con di fronte il Banc d'Arguin, un piccolo isolotto di sabbia, dall'altra un immensa foresta di pini. Se volete rendere il tutto più romantico dovete v isitarla al tramonto, sarà ancora più suggestivo. Formatasi in tempi relativamente recenti, la Duna di Pilat nel 1855 misurava solamente 35 m di altezza, la sua origine secondo gli specialisti è legata alla distruzione di un enorme banco di sabbia che nel XVIII secolo si estendeva davanti alla costa, le maree e il vento l'hanno trasportata sulla costa, rendendola un attrazione turistica molto appezzata. Per favorirne lo sviluppo mediante il turismo, è entrata a far parte del circuito del Grand site National di Francia. ( luoghi di gran fama o a forte carica simbolica, facenti parte di un piano di misure per il restauro e la conservazione del territorio, per questo motivo sono diventati luoghi molto frequentati dai turisti) . L’accesso alla duna è completamente gratuito e consentito tutto l’anno senza orari anche nel periodo invernale, la sua bellezza rimane tale indipendentemente dalla stagione. Lungo la statale vi sono piccole rientranze utilizzate come parcheggi liberi. Come arrivarci: Gps map I campeggi non mancano: Campeggi Dune de Pilat Parcheggio a pagamento: Gps map

  • Città sotterranea di Camerano (AN)

    Oggi vi portiamo a visitare le Grotte o città sotterranea di Camerano, un paesino in provincia di Ancona nella regione Marche. Sono un complesso grotte scavate nella arenaria di notevole estensione, si concentra principalmente al di sotto del centro storico del paese di Camerano. Il complesso ha origine totalmente artificiale, da cui la denominazione di "città" è preferibile a quella di "grotta", che risulterebbe molto restrittiva. Come ci spiegava la guida non si conosce la precisa estensione del sottosuolo in quanto non è stata ancora completamente censita, non si ha neanche un periodo di costruzione perché non vi sono documenti che ne certificano una datazione. Sappiamo che si estende grosso modo sotto l'intero centro storico. Qualcosa vi è anche al di fuori del centro abitato, popolarmente chiamati buchi del diavolo sarebbero attribuiti a un vecchio acquedotto sotterraneo che percorre le pendici del monte Conero. All'interno della struttura sotterranea tra le varie incisioni nell'arenaria, la più antica data leggibile riporta la scritta 1327, che tuttavia non può essere presa in considerazione come data di fondazione. Nel XVIII e XIX secolo le famiglie nobili incominciarono ad interessarsi nuovamente a questi sotterranei, ridecorandoli con nuovi motivi e temi venivano utilizzati come luoghi rituali e di riunione. Proprio in una delle stanze, il soffitto costruito a forma di parabola, consentiva che da qualsiasi posto si ascoltasse l'oratore parlare al centro il suono si propagava uniformemente. La guida ci ha fatto provare a parlare al centro per sentire il riverbero della propria voce. Verso la fine del XIX secolo viene stesa dalla famiglia Mancinforte una prima mappatura, che però comprende solamente una minima parte della città sotterranea, principalmente quella sottostante il palazzo della famiglia stessa. La prima visone estesa del sottosuolo a livello collettivo avviene nel luglio del 1944, quando venne utilizzato come rifugio dai bombardamenti in superficie durante il corso della seconda guerra mondiale. L'intera popolazione di Camerano, stimata circa alle 2000 persone, si è rifugiata nel sottosuolo per un periodo di 18 giorni. Ritornando alle possibili origini, da un analisi comparativa con altre realtà simili per tecnica costruttiva, si può dedurre che gli scavi sotterranei di Camerano abbiano remote origini persino in epoca protostorica o preistorica . In un primo periodo probabilmente lo scavo sotterraneo sarebbe stato poco esteso, e la sua funzione principalmente idrica, solo nei periodi successivi l'estrazione di pietra arenaria fu per scopi edilizi e sepolcrali. In seguito il sotterraneo è stato soggetto ad un continuo riutilizzo, con conseguente espansione e modifica, infatti oggi è difficile poter riconoscere i diversi interventi. Al di là di alcune zone dove è ancora possibile vedere lo sfruttamento come cava di pietra, con le tracce di alcune pietre di lavorazione incompleta, oggi gran parte dell'ipogeo consiste di corridoi ben rifiniti e sale decorate. Di particolare interesse sono le tre rotonde, luoghi chiaramente pensati per riunioni. Di difficile interpretazione è invece la sala detta Burchiani, dalla pianta ad Ankh (un antico e sacro simbolo egizio). Noi col camper abbiamo parcheggiato al Palazzetto dello Sport. Come arrivarci: Gps map Nelle vicinanze vi è il Piccolo Birrificio Agricolo Sangermano18 come arrivarci Gps map Area sosta camper al paese Aspio che dista 7km dalle grotte. Come arrivarci Gps map comodo anche per fare la spesa.

  • Tempio di Valadier ed Eremo di Santa Maria Infra Saxa (AN)

    Il Tempio di Valadier e l'Eremo di Santa Maria Infra Saxa sorgono ad Genga un piccolo comune in provincia di Ancona nelle Marche. Un Tempo all'interno di una grotta possibile ? Ebbene si, il Tempio di Valadier è inserito completamente nella grotta, quale volesse trovare rifugio nella penombra antecedente la grotta che procede ancora per ulteriori 200 m., è un edificio neoclassico a pianta ottagonale con un tetto di piombo, quest'ultimo è stato espressamente richiesto e ottenuto dal Papa Leone XII. Nel 1828 Papa Leone XII, originario proprio di Genga, fece edificare il tempio, sulla base di un progetto dell’architetto Giuseppe Valadier , così da poterlo utilizzare come rifugio per i cristiani che volevano chiedere perdono, da allora lo soprannominarono il “rifugio dei peccatori”. Il progetto dell'elegante tempio erroneamente accreditato all'architetto Giuseppe Valadier, da recenti ricerche hanno chiarito la vera storia della costruzione, definendone la cronologia e correggendone l'attribuzione. La commissione del tempio fu avviata dall'allora cardinale Annibale della Genga sin dal 1817 e il progetto si deve ai successivi interventi degli architetti Tommaso Zappati, Pietro Ghinelli, autore d'importanti edifici marchigiani in stile neoclassico, tra i quali il Teatro delle Muse di Ancona e il Foro Annonario di Senigallia. All'interno del tempio è presente una copia della statua in marmo raffigurante la Madonna con il bambino della bottega di Antonio Canova, l'originale è conservato nel Museo di Genga. Eremo di Santa Maria Infra Saxa si trova nella stessa grotta dove si trova il Tempio di Valadier. L'Eremo di Santa Maria Infra Saxa è stato costruito tra le rocce ed è scavato in modo incompleto nella parete della roccia, che forma buona parte dell'interno della struttura. Si tratta di una struttura molto più storica del Tempio, infatti era già presente nel XI secolo. Inizialmente venne costruito come oratorio, successivamente sono state trovate delle testimonianze scritte dell'Eremo datate 1029 che parlano di una trasformazione a monastero femminile di clausura, abitato da monache benedettine. Si crede che un tempo la popolazione si rifugiasse in queste grotte per sfuggire dagli attacchi degli invasori. All'interno dell'Eremo di Santa Maria Infra Saxa fino agli anni '40 si trovava una statua della Madonna in legno, purtroppo questa statua bruciò a causa di un incendio che interessò gran parte del convento. Oggi al suo interno troviamo una copia di questa statua fatta in pietra. Se volete provare la sensazione del buio assoluto, potete procedere alle spalle del Tempio seguendo le scale con una torcia o la luce del cellulare, quando vi sarete addentrati abbastanza provate a spegnere la luce... Come arrivare al Tempio: Gps map A 2,5 km si possono visitare le grotte di Frasassi: Gps map info costi: www.frasassi.com Area sosta camper Frasassi: Gps map con carico e scarico gratis.

  • Cascata delle Marmore (TR)

    La Cascata delle Marmore è una delle cascate più famose d'Italia. Si trova nella Valnerina, la lunga valle scavata dal fiume Nera distante 7 km dalla città di Terni, immersa nel meraviglioso Parco Naturale della Cascata delle Marmore nella regione Umbria. È una cascata a flusso controllato alimentata dal fiume Velino ed è tra le più alte d'Europa, potendo contare su un dislivello di 165 m. suddiviso in tre salti. Utilizzata per la produzione di energia idroelettrica, in condizioni normali la sua portata d'acqua è pari al 30% circa. Un segnale acustico avvisa dell'apertura delle paratoie, consentendo in pochi minuti di raggiungere la sua massima portata d'acqua, mostrando il suo magnifico aspetto che merita. Il primo quello principale è possibile vedere la cascata dalla postazione Belvedere Specola Pio VI, che si trova praticamente 50 metri dopo l'ingresso-biglietteria, poco prima parte il sentiero che arriva fino a valle. Proseguendo per il percorso segnalato si arriva al secondo salto visibile dal Balcone degli innamorati, infine l'ultimo salto praticamente a valle, si può vedere una totale panoramica delle cascate dalla postazione Belvedere Pennarossa. Vista Belvedere Specola Pio VI Le cascate sono visitabili anche la sera fino ad orario prestabilito che potrebbe variare a seconda del periodo, volendo puoi percorrere tutti i 600 gradini, si hai letto bene 600 gradini fino ad arrivare a valle, ma non preoccuparti non ti accorgerai neanche di averli fatti, poi puoi prenderti tutto il tempo che ti occorre non devi mica fare una gara. Tutto il percorso immerso nel bosco, quindi sei al riparo dal sole, si consigliano scarpe preferibilmente da trekking, comunque il percorso risulta fattibile anche con le classiche scarpe da ginnastica. Adiacente alla cascata a circa 50 metri vi è il camping le marmore, situato all'interno di un bosco, permette di godere a pieno l'aria fresca nei mesi più caldi, risulta essere un ottimo posto dove sostare come tappa di relax per i viaggiatori itineranti, con il personale cortese e molto disponibile. La leggenda: La leggenda sulle origini della cascata solitamente viene raccontata dallo Gnefro, una creatura leggendaria che vive più o meno in gruppi numerosi nei pressi della cascata delle Marmore. Una sorta di folletto o gnomo dalla bassa statura, dove le apparizioni sono sempre in tarda serata preferibilmente di notte. Racconta che la creatura fatata, una ninfa di nome Nera, si innamorò del giovane pastore Velino. Giunone, infuriata perché i due appartenevano a due mondi troppo diversi, e non consentono l'amore con gli esseri umani. La ninfa Nera per punizione venne trasformata in fiume, Velino credendo che la ninfa Nera stesse affogando la dove non era presente il fiume prima, si butto a capofitto dalla rupe. Giove accortosi dell'accaduto per evitargli morte certa, durante il volo lo trasformò in acqua, così da salvarsi e ricongiungersi con Nera per l'eternità. La cascata vista da Pennarossa Quando ci siamo andati noi, c'era una promozione per i camperesti con lo sconto per l'ingresso alla cascata a 6 euro anziché 10. Info Marmore: www.cascatadellemarmore.info/ Come arrivarci: Gps map Area sosta camper: Gps map Rafting Marmore Kayak: www.raftingmarmore.com/ come arrivarci: Gps map Camping Le Marmore: www.campinglemarmore.com/ Come arrivarci: Gps map

  • Pitigliano (GR)

    Pitigliano è un comune della provincia di Grosseto nella regione Toscana. Conosciuta come la prima delle tre città del Tufo le altre due sono: Sovana e Sorano. Circondata da tre fossi si erge a picco sui costoni, per accedervi si passa sotto l’arco conosciuto come "La Porta", una massiccia struttura e imponente che copre l’unico lato esposto. Conosciuta anche come la piccola Gerusalemme, la nomea arriva dal fatto che il quartiere più antico di Pitigliano è il Ghetto ebraico , si rifugiarono qui dopo le bolle papali del 1555 e 1569 e nel 1570 dopo che i Granduchi di Toscana imposero restrizioni. Pitigliano era già abitata dagli etruschi quando incominciarono gli insediamenti scavati nel tufo nel periodo XII-XI secolo a.C (età del bronzo) , poi dai romani. Riconosciuta l'appartenenza come tra i borghi più belli d'Italia, oggi per il suo caratteristico centro storico è una gettonata meta turistica. Cosa visitare: Le cattedrali: Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo XV secolo, Chiesa di Santa Maria e San Rocco la più antica chiesa di Pitigliano, risalente al XII-XIII secolo Santuario della Madonna delle Grazie XV secolo, si potrà ammirare un panorama mozzafiato su tutto Pitigliano, oltre ad altre 9 Chiese cattoliche minori. Museo di Palazzo Orsini XI-XII secolo , Sinagoga di Pitigliano XVI secolo e tanto altro. Pitigliano di sera assume un atmosfera particolare, ti sentirai come se attraversassi la porta del tempo portandoti indietro nel medioevo, piccole vie e antichi palazzi, dove la massiccia roccia che sorregge l’intero abitato si fonde con le abitazioni più antiche, dando l'impressione di essere sospesa nel vuoto. Eventi: Torciata di San Giuseppe a Marzo Antico rito legato alla tradizione precristiana per auspicare ricchi raccolti e campagne fertili. Infiorata a Giugno, La gente del posto si riversa per le strade già dal primo mattino tracciando i disegni con l’aiuto di gessi, poi si procede a colorare l'interno utilizzando solamente foglie verdi e tanti fiori colorati. Festa del Contadino , che si svolge il primo fine settimana di Agosto a Calici di Stelle Festa della Contea , ricostruzione storica che si tiene nella seconda metà del mese di Agosto. Cantine aperte, l’ultimo fine settimana di Maggio l'evento istituito nel 1993 è diventata una celebre festa nelle cantine tufacee, viene considerato il più importante enoturistico d’Italia, promosso dal Movimento Turismo del Vino. Natale a Pitigliano mercatini natalizi, giostre per i piccoli, pista pattinaggio e visita alla casa di Babbo Natale. Le Vie cave: Antiche vie di passaggio degli etruschi, costituiscono una suggestiva rete viaria dell'epoca etrusca che collega vari insediamenti e necropoli in un area compresa tra Sovana, Sorano e Pitigliano, ed era allora un efficace sistema di difesa contro possibili invasori. Una serie di percorsi suggestivi da non perdere. Piatti tipici: Tra le specialità del posto si consigliano: Vino bianco di Pitigliano il più famoso, a seguire i Vini Kasher, vini prodotti seguendo le regole kasher della tradizione ebraica. Sfratto dei Goym dal significato (coloro che non sono ebrei), un dolce dalla forma di un bastone ripieno di noci e miele, in ricordo di un avvenimento specifico quando i Granduca di Toscana, obbligava gli ebrei di lasciare le proprie abitazioni di Pitigliano, Sovana e Sorano, per poi confinarli all'interno del Ghetto Ebraico. Il bastone veniva usato per bussare alle porte per intimargli di lasciare le propri abitazioni. Info: www.tuttomaremma.com/pitiglianoitinerari.htm Parcheggio camper: Gps map

  • Gradara (PU)

    Gradara è un comune italiano della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche. La sua notorietà e legata alla storia antica del suo castello che si erge sul colle a 142 m. s.l.d.m. Il Castello venne edificato attorno il 1150 dalla allora potente famiglia dei De Griffo, successivamente caduta in disgrazia fu affidata ai Malatesta. Furono i Malatesta a decidere l'edificazione delle doppie mura di cinta, erette tra il XIII e il XIV secolo. Il torrione principale, si innalza per 30 metri dominando l'intera vallata, dalle sue mura è possibile arrivare con lo sguardo fino al mare Adriatico, la cinta murarie esterna si estende per circa 800 m. di cui 400m percorribili. La posizione del borgo sul confine Marche-Emilia a il mare distante pochi km, l’hanno resa crocevia di traffici commerciali per secoli. Un po' di storia: Nel 1445 i Malatesta decisero di vendere Gradara a Francesco Sforza per 20.000 fiorini d'oro, se non fosse che, quando Francesco si presentò alle porte di Gradara per entrarne in possesso, Sigismondo Pandolfo Malatesta si rifiutò di consegnargliela e non restituì neanche il denaro. A seguito di tale affronto nel 1446 Francesco Sforza, mosse le truppe alla conquista di Gradara usando la forza, malgrado il suo esercito fornito di cannoni, bombarde e schioppi, cinse d'assedio ed attaccò duramente per 40 giorni la fortezza, la quale sembrava ormai destinata a cadere. Grazie alle intemperie e all'imminente arrivo dei rinforzi del Malatesta, Francesco Sforza fu costretto a ritirarsi, lasciando Gradara. Nel 1663 per conto della Chiesa Montefeltro si scontro direttamente con Sigismondo Pandolfo Malatesta ed iniziò l'assediò di Gradara. La fortezza, che aveva resistito a numerosi assedi in passato, in quella circostanza dovette arrendersi, per poi essere consegnata in vicariato dal Papa agli Sforza di Pesaro, fedeli alleati della Chiesa. Da quel momento Gradara inizia una decadenza che porterà il castello e la cinta muraria allo stato di rudere, interrotta solo nel 1920 quando la famiglia Zanvettori acquistò la Rocca di Gradara, grazie al suo intervento ha riportato l’antico borgo allo splendore che merita. Storia d'amore: Parlando di Gradara non si può non menzionare la storia d'amore di Paolo e Francesca che si è svolta proprio nel castello, personaggi realmente esistiti a differenza dei più blasonati nomi Romeo e Giulietta del grande Shakespeare. La loro storia ha ispirato Dante Alighieri, verso 103 del canto V nell'Inferno della Divina Commedia che recita così: Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona, diventando una delle frasi d’amore più famose della letteratura mondiale. Gli splendidi interni del castello sono un viaggio verso il medioevo. Più volte siamo passati a visitare Gradara, e ogni volta si presenta i balconi fioriti e la struttura medievale perfettamente conservata tra le migliori d'Italia, dimostrando quanto gli abitanti amano molto il borgo. Nel tempo il castello è progressivamente diventato uno dei luoghi più visitati della regione, spesso utilizzato anche per eventi artistici, musicali ed esposizioni museali. Prodotti tipici del luogo: Dal Sangiovese di Romagna a Bianchello del Metauro, l'olio di Cartoceto, la casciotta di Urbino sono tutte prelibatezze DOC e DOP da bere e degustare, il tutto rigorosamente proveniente da produttori locali con metodi tradizionali, non mancano di certo souvenirs. Cosa visitare: Castello con passeggiata sulle mura, il museo di Gradara, il teatro all'aria, i giardini degli ulivi. Pro loco Gradara: www.gradara.org/ Area sosta camper: Gps map con carico scarico Camping Paradiso: Gps map Camping Gabicce Monte: Gps map entrambi i campeggi sono 5 km da Gradara

  • Cervia (RA)

    Cervia è un comune italiano della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna. Località balneare e termale della Riviera romagnola dispone più di 9 km di spiaggia. Cervia può vantarsi del famoso sale di Cervia, conosciuto anche come sale dolce per la ridotta presenza di sostanze amare come i solfati di magnesio, il cloruro di magnesio, calcio e il potassio , è un sale marino integrale ed è ricco di oligoelementi. Le saline diventate riserva naturale con un Decreto ministeriale del 1979, che da recenti scoperte durante lavori urbanistici, hanno evidenziato un'attività presente già in età etrusca . Come tutta la riviera romagnola, offre divertimento per tutte l'età e l'accoglienza che personalmente ho sempre apprezzato in particolar modo e mai eguagliata. Durante l’estate Cervia e Milano Marittima si trasforma in città dei fiori, dove famosi maestri d'arte floreali e architetti del verde danno vita a fontane, aiuole e principali luoghi pubblici creando magnifiche sculture con piante e fiori. Torre San Michele: La Torre San Michele venne edificata tra il 1689 e 1690 sulla riva del canale, utilizzata come difesa del porto e del magazzino del sale dalle incursioni da parte dei Turchi, briganti e Pirati. Oggi il magazzino è divenuto museo del sale di Cervia. Anche se attualmente non rispecchia la vera struttura originaria, in quanto non vi è più la scala con ponte levatoio rimossa nel 1862, nemmeno traccia dei due cannoni e della campana che veniva suonata per dare l’allarme in caso di avvistamenti sospetti. Successivamente visto la posizione a ridosso del mare venne utilizzata come faro. Per poter accedere alla sala panoramica occorre munirsi di permesso. Una torre illuminata adiacente al mare e al tramonto non può che offrire comunque un ulteriore piacevole visione. Due eventi a Cervia da non perdere. Festival Internazionale dell’Aquilone Come descritto sopra ogni anno tra aprile e maggio sulla spiaggia di Pinarella viene ospitato il Festival Internazionale dell’Aquilone, qui gli aquilonisti provenienti da tutto il mondo si danno battaglia con evoluzioni e aquiloni dalle svariate forme. Informazioni reperibili qui: www.festivalinternazionaleaquilone.com/ Sculture di Sabbia: A Cervia si svolge anche il Campionato Mondiale di Sculture di Sabbia. I migliori scultori di sabbia provenienti da tutto il mondo, si esibiscono nella creazione di sculture alte fino a 4 metri. L'esposizione dura dall’inizio agosto fino a metà ottobre. Leggenda: Lo sposalizio del mare è una rievocazione storica che ogni anno il 16 maggio dal 1445, l'evento ripercorre una antica leggenda tra le più antiche d'Italia, secondo cui Pietro Barbo Vescovo di Cervia durante un tempesta che lo colse all'improvviso in mare aperto, per salvare l'equipaggio getto in mare l'anello vescovile come pegno chiedendo alle acque di placarsi. Divertimento per i piccoli di sicuro, con 2 parchi a disposizione, il parco dei Pirati, un attrazione con svariati giochi d'intrattenimento per piccoli, parco dei 5 pini per ragazzi proprio di fronte l'area sosta camper. Non mancano i locali, pub e discoteche che completano il divertimento per tutti. Area Sosta Camper: Pinarella con carico scarico gratis Parco Naturale di Cervia: Gps map Terme Di Cervia: Gps map sito internet www.terme.org/it/ Da visitare: Parco della salina di Cervia come arrivarci: Gps map Campeggi a volontà: Campeggi Adriatic Golf Club Cervia: Gps map

  • Lido di Fermo (FM)

    Durante i nostri continui spostamenti abbiamo fatto sosta ai Lidi di Fermo, un paesino affacciato sul mare della provincia di fermo nella regione Marche. Il lido di Fermo si trova tra Porto San Giorgio e Porto Sant'Elpidio, due località più conosciute che sicuramente offrono più svago, ma per chi predilige la tranquillità senza esserne troppo lontano, risulta essere un ottimo compromesso. Abbiamo sostato all'area sosta camper Onda Verde Parking a 50 metri dal mare. Un area sosta con tutti i servizi occorrenti, ma sopratutto all'ombra un vero toccasana nei periodi caldi. Attraversato la strada per recarsi al mare, ci troviamo di fronte all' Acquascivolo La Sirenetta con due scivoli per bambini e ragazzi. Giuseppe con la moglie e figlie gestiscono cortesemente lo stabilimento balneare, dove oltre agli scivoli è possibile affittare ombrelloni e lettini, un connubio eccellente per famiglie con figli. Un grazioso bar sulla spiaggia ben fornito, rende ancora più piacevole la permanenza. Nelle vicinanze: A 6 km di distanza puoi visitare la città di Fermo, La città antica, cresciuta sulla sommità del colle Sabulo a 319 m s.l.m. mantiene ancora il suo splendido aspetto medioevale ricco di storia. Il palazzo dei Priori dove al secondo piano vi è la Pinacoteca civile, Palazzo degli Studi e il loggiato di San Rocco, si affacciamo alla piazza centrale detta anche piazza del popolo, luogo di ritrovo per passeggiate e gustare qualche prelibatezza del posto. Il Duomo con la sua vista panoramica che spazia dal mare ai monti Sibillini. Le cisterne romane di acqua potabile, realizzare nel I secolo d.C., con 30 sale divise in tre file e una superficie di 2200 mq, sono le seconde per grandezza al mondo dopo quelle di Istanbul, queste venivano utilizzare per raccogliere e purificare l'acqua piovana. La biblioteca comunale contiene più di 15.000 libri antichi e l'antico Mappamondo disegnato a mano da Amazio Moroncelli nel 1713. Potrai notare come sono stati sistemati i libri sulla scaffalatura, i più piccoli e meno ingombranti in alto, mentre i più grandi in basso. Teatro dell'Aquila con una capienza di circa 1.000 posti, 124 palchi, divisi in 5 ordini a cornice della platea, collocato tra i più imponenti teatri del Settecento dell'Italia centrale, è stato dichiarato Monumento nazionale . Area sosta camper: www.ondaverde.info come arrivarci: Gps map Camping: Camping 4 Cerchi , come arrivarci Gps map Villaggio Turistico Residence Riva Dei Pini come arrivarci Gps map Campeggio: Camping Valentina come arrivarci Gps map Area Sosta Camper di Fermo: Gps map

  • Gole del Furlo (PU)

    Passeggiata e sosta nel bosco alla gola o passo del Furlo. È una gola situata tra il monte Pietralata (889 m) e il monte Paganuccio (976 m) della provincia di Pesaro-Urbino nella regione Marche. Creata dalla forza erosiva del fiume Candigliano, affluente del Metauro, nel corso dei millenni ha scavato profondi solchi che attualmente non è possibile vederli, in quanto nel 1922 hanno costruito una diga riducendone notevolmente la portata d'acqua. La galleria e il parco: L'imperatore Vespasiano per consentire un agevole passaggio di persone e veicoli, fece scavare una galleria nel punto più stretto della gola, detta "petra pertusa" o "forulum" (piccolo foro), da cui "Furlo". Accanto a essa si trova un precedente varco risalente all'epoca etrusca, lungo 8 m, largo 3,30 m e con un altezza di 4,45 m, una piccola chiesetta adiacente detta della Botte che un tempo fu abitata da un eremita. La galleria attualmente principale è lunga 38,30 m, larga al massimo 5,47 m, alta 5,95 m è stata creata tra il 76 e il 77 d.C. Tutta scavata nel calcare compatto mediante scalpello. Il parco pubblico: Diciamo subito una cosa, nel parco pubblico La Golena non è consentito pernottare , però poi andarci in mattinata sostare, aprire veranda, tavoli sedie, no BBQ , Macchine camper moto, ognuno fa il proprio picnic. Nel parco c'è la tranquillità e l'ombra che non fa mai male, sopratutto d'estate. Vi è anche la possibilità di fare il bagno, canoa, escursioni trekking, e la semplice passeggiata. Per dormire noi alla sera siamo andati al parcheggio del Santuario distante 1,5 km. I Santuari: Santuario Chiesa Madonna della Misericordia del Pelingo . Nato come oratorio sacro al SS. Sacramento e alla Madonna, venne edificato 1440 per volontà della famiglia Pelingo allora possidente di terreni in quel luogo. Gradualmente abbandonato e dimenticato fino al 1781 quando, a seguito di un forte terremoto, l'edificio fu gravemente danneggiato riportando alla luce un vecchio dipinto della Madonna a cui si attribuirono alcuni miracoli, si decise così per l'abbattimento e l'edificazione nuova per tutelare il dipinto. Ampliata nel secolo scorso oggi mostra uno stile moderno. Abbazia di San Vincenzo al Furlo. Il monastero sorse sulla riva del fiume Candigliano, lungo la via Flaminia, venne edificato nel X secolo come abbazia benedettina. Nel 1246 fu danneggiata da un incendio nel corso di una diatriba territoriale con Cagli, venne poi ricostruita nel 1271 come testimonia l'iscrizione sull'architrave del portale d'ingresso alla chiesa. Veramente graziosa con affreschi restaurati, e mantenendo ancora l'aspetto medievale. Come arrivare al parco: Gps map Campeggio Parco Le Querce: Gps map distante 1,4 km Santuario della Madonna della misericordia di Peligo: Gps map Abbazia di San Vincenzo del Furlo: Gps map

  • Abbazia di Sénanque

    L' abbazia di Sénanque o abbazia di Nostra Signora di Sénanque è un'abbazia cistercense, a pochi chilometri da Gordes nel dipartimento del Vaucluse in Provenza, Francia. L'abbazia che di per se è già ubicata in un luogo incantevole, acquista un ulteriore fascino in quanto circondata da campi di lavanda che danno il meglio nel mese di Luglio per via della fioritura. L'Abbazia di Notre-Dame de Sénanque è stata fondata il 9 luglio 1148, dai monaci cistercensi di Mazan in Ardèche. Solo nel 1220 fu completata l'abbazia, un costruzione che si prolungò per quasi 60 anni. Grazie alle numerose donazioni della famiglia di Agoult Simiane de Gordes e dei signori di Venasque l'Abbazia di Sénanque prosperò rapidamente, così nei secoli XIII e XIV videro l'Abbazia aumentare il suo dominio, raggiungendo il suo apice avendo a disposizione ben quattro mulini, sette malghe, un ospedale ad Arles, diverse case a L'Isle sur la Sorgue, Marsiglia, Cavaillon, Carpentras, un ospizio a Pernes les Fontaines e una fattoria a Maussane. Nel 1544, all'inizio delle guerre di religione, i fondi incominciarono a scarseggiare e complice razzie incominciò il declino. Poi attraversò il periodo della rivoluzione francese 5 mag 1789 – 9 nov 1799, i terreni di proprietà abbaziale furono nazionalizzati e lottizzati, i monaci vennero allontanati e Sénanque fu venduta nel 1791. La rinascita avvenne nel 1854 quando Sénanque venne comprata da una nuova comunità religiosa denominata: Confraternita dell'Immacolata Concezione, riportandola allo splendore dei giorni nostri. Nei dintorni: Village des Bories è un museo all'aperto con circa venti capanne in pietra. La nascita del borgo risale al XVIII secolo a seguito di un editto reale del 1766, il dissodamento di una vasta area dedicata alla coltivazione provocò l'estrazione di sassi dal terreno che furono utilizzati per l'edificazione dei capanni. Goedes è un borgo arroccato su uno sperone di rocca, poco considerato dal turismo, negli ultimi anni è tornato alla ribalta grazie al film: Un’ottima annata con Russel Crowe e Marion Cotillard, le riprese sono state girate nella sua piazza principale. Noi abbiamo sostato qui a Gordes: Gps map con scarico e carico acqua 3 euro. Parcheggio diurno 08.00 alle 20.00, 8 euro, la notte gratis. Campeggio: Camping des Sources come arrivare: Gps map Come arrivare all'Abbazia: Gps map Village des Bories come arrivare: Gps map poi si prosegue a piedi, non è possibile andare oltre in quanto vi è il divieto d'accesso ai camper.

  • Grotte di Frasassi (AN)

    Dopo un svariati anni torniamo a far visita alle grotte di Frasassi, sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano nel comune di Genga, in provincia di Ancona nella regione Marche. Inserite all'interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. Il complesso sotterraneo è formato da una serie di ambienti di varie dimensioni sotterranei di cui il primo, visitabile con facilità dal pubblico è l' Abisso Ancona , una delle percezioni che si perdono nel sottosuolo sono le proporzioni, considera che la cavità Ancona, ha le dimensioni di 180 x 120 m e un'altezza di 200 m, stenterai a crederci ma è talmente ampia che con oltre due milioni di m³ di volume, al suo interno potrebbe contenere senza problemi il Duomo di Milano. Dal 1972 è sotto la tutela del Consorzio Frasassi, costituito dal comune di Genga e dalla provincia di Ancona, con l'obiettivo di salvaguardarne e valorizzarne la fruibilità scientifica e turistica del luogo. Dal 1º settembre 1974 parte delle grotte è aperta al pubblico, divenendo nel tempo una delle maggiori attrazioni turistiche delle Marche. Si è stimato che da allora vi siano state oltre 14 milioni di visite complessive. Ancora oggi non è stata totalmente esplorata. La scoperta: La prima grande scoperta speleologica nell'area Frasassi fu quella della Grotta del Fiume, avvenuta in data 28 giugno 1948, successivamente negli anni avvenire 1950 e 1960, gruppi del CAI (Club Alpino Italiano) di Jesi continuarono ad esplorare le cavità della zona, nel 1966 fu scoperta un ulteriore diramazione lunga più di 1 km che parte dalla Grotta del Fiume. Luglio 1971 un gruppo di sette esploratori di Jesi, venne attirato da una forte corrente d'aria che fuoriusciva da una piccola apertura. Dopo aver ampliato la dimensione del passaggio per renderlo accessibile agli esploratori, dandogli il nome Strettoia del Tarlo , si inoltrarono in una fitta rete di gallerie tra cunicoli, pozzi e grotte per una lunghezza totate di circa 5 km. Si deve a Rolando Silvestri del Gruppo Speleologico Marchigiano CAI di Ancona la scoperta delle Grotte di Frasassi (Grotta Grande del Vento), il 25 settembre 1971 ne individuò l'entrata durante la spedizione guidata da Giancarlo Cappanera. Da allora questa cavità è entrata a far parte del Complesso carsico Grotta del Fiume-Grotta Grande del Vento di Frasassi, attualmente il complesso conta oltre 30 km di gallereie. Basta non vi racconto più niente, lascio il compito a chi di dovere, le esperti guide sapranno intrattenervi al meglio. Differenze tra stalattiti e stalagmiti: La stalagmite è una formazione calcarea colonnare che risale dal pavimenta stalattite è una formazione calcarea pendente dalla sommità delle grotte Nelle vicinanze Tempio di Valadier , Abbazia di San Vittore alle Chiuse. Per gli amanti del trekking una passeggiata a visitare il Foro degli Occhialoni e il Sentiero dell'Aquila, Vallemania, Genga e un sentiero ad anello di 7km circa. Informazioni grotta: www.frasassi.com Come arrivarci: Gps map con carico e scarico

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