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- Zoo Safari Pombia (NO)
Oggi vi portiamo a visitare lo Zoo safari Pombia, per me questa è la quinta volta, ma ogni volta sembra sempre la prima, l'ho visitata col trenino in macchina e anche in camper. Il Safari Park di Pombia è un complesso turistico che include un giardino zoologico, uno zoo safari e un parco divertimenti, situato a Pombia in provincia di Novara nella regione Piemonte. Fondato e ideato da Angelo Lombardi nel 1976 inizialmente con il nome di Zoo Safari. La struttura è composta da due aree distinte, una dedicata al parco divertimenti con una trentina di giostre, l'altra dedicata al parco safari dove gli animali vivono in libertà e sono osservabili dai visitatori dentro i loro veicoli o in appositi trenini. Gli animali vengono controllati e monitorati al fine di salvaguardare la loro salute, in collaborazione con la facoltà di Medicina veterinaria dell'Università degli Studi di Torino. Safari Park è oggi tra i centri d’eccellenza internazionali autorizzati per la conservazione e la riproduzione degli animali a rischio di estinzione. I Safari Park: Il percorso del Safari Park è lungo 5 km su un territorio di 450 mila mq di area zoologica, al suo interno sono ospitati oltre 400 animali di 110 specie diverse, di cui 3 in via di estinzione tra cui: Il Cobra Reale, l’Asino Somalo e l’Antilope Addax. Per evitare eventuali scontri tra animali specialmente quelli più territoriali come Leone, Tigri, Ghepardi, sono divisi per zone da delle alte reti di protezione. Passando con il proprio mezzo o a bordo del trenino, si rimane sempre allibiti dal vedere le reali dimensioni degli animali, visti sempre nei documentari in TV. Quando ero piccolo a Milano vi era uno Zoo creato nei giardini pubblici Indro Montanelli nel 1932 e chiuso nel 1992, gli animali erano chiusi in gabbia dallo spazio ridottissimo, lo vedevo come un tortura, in questo caso la situazione è differente, gli animali godono di uno spazio di tutto rispetto e sono amati dagli operatori. Usciti dall'area safari, parcheggiato il mezzo qualsiasi sia, ci si incammina per un percorso che vi porterà alla scoperta di un acquario e un rettilario. Proseguendo si arriverà nella zona dedicata ai volatili, a orari prestabiliti si svolge uno spettacolo con i rapaci e altri animali, molto emozionante e divertente. Tra le attrazioni per i bambini un percorso sperimentale dedicato alla fattoria degli animali. Al Parco Safari non manca proprio nulla, anche una piscina per vedere i leoni marini interagire col pubblico. Il Luna Park: Le attrazioni sono incluse nel biglietto d'ingresso al Parco. Giostre per tutte le età ed è bene sottolineare che anche i grandi ritornano bambini, dalla ruota panoramica, la nave pirata, tronchi sull'acqua, scontri sull'acqua, lo scivolo con il gommone sono alcune delle tante attrazioni. Da non perdere lo spettalo all'interno del tendone, uomini e cavalli danzano in simbiosi a ritmo di musiche andaluse, un esperienza che vi ricorderete. Sparsi per il Parco si possono incontrare 12 ricostruzioni a grandezza naturale dei dinosauri vissuti oltre 200 milioni di anni fa. Tech Park: Di nuova costruzione, passiamo dal reale al virtuale in un incredibile viaggio, tra le attrazioni vi è anche un cinema in 4D. Safari Camping: Ebbene si, adiacente al parco è presente anche un campeggio, graziosi bungalow ispirati all’Africa o casette mobili, un ampia area dedicata alla sosta camper o per chi volesse soggiornare nelle proprie tende. Ristorazione: Village, Ranger, Jumbo, Camp, Wild, Jungle, Fort e Masai, svariati sono i posti dove poter sostare per la ristorazione. Informazioni: https://safaripark.it/ Come arrivarci: Gps map
- Pont du Gard
Oggi vi portiamo a visitare il Pont du Gard, un acquedotto romano di 2000 anni e ancora ben conservato, costruito da Agrippa sotto l'imperatore Augusto. Diventato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1985. Situato tra Avignone e Nîmes inserito in un contesto naturalistico che si estende per 165 ettari, il Ponte du Gard è un ponte romano su tre livelli situato nel sud della Francia nel dipartimento del Gard. Costituito da tre serie di arcate, il ponte domina il fiume Gardon. Oggi viene visitato da oltre un milione di turisti l'anno, noi siamo tra quelli. Parcheggiato il camper ci siamo incamminati verso il ponte, passo dopo passo ( step to step ) abbiamo incominciato a intravvedere la struttura che da lontano ci sembrava enorme, da vicino si rimane veramente sbalorditi alla vista di questo gigante di pietra gialla. È possibile percorrere i tre livelli del ponte per ammirare dall’alto il panorama e il corso del fiume Gardon. Quando abbiamo visitato il ponte, per il terzo livello richiedeva un supplemento per l'accesso e l'accompagnamento di una guida che spiegava la storia e la costruzione, dopo aver camminato nei percorsi naturalistici e archeologico circostante, non potevamo sottrarci dal rinfrescarci nelle limpide acque del fiume ed ammirare il ponte da un angolazione differente. Uno dei momenti sicuramente più suggestivi è la visita nelle ore serali, grazie all'illuminazione artificiale si crea un atmosfera magica. All'interno del parco vi sono aree attrezzate per i picnic, ludoteca per bambini con attività divertenti e creative, cinema, noleggio canoe, un museo e due ristoranti. Dimensioni del ponte: I numeri parlano da soli e dimostrano la grandiosità di questa immensa opera romana, ebbene si, il ponte acquedotto è il più alto che sia mai stato costruito nell’antichità, con i suoi 49 metri di altezza e i 275 metri di lunghezza così suddivisi: Arcata inferiore: 6 archi, 142 metri di lunghezza, 6 metri di larghezza, 22 metri di altezza. Arcata intermedia: 11 archi, 242 metri di lunghezza, 4 metri di larghezza, 20 metri di altezza. Arcata superiore: 35 archi, 275 metri di lunghezza, 3 metri di larghezza, 7 metri di altezza. Il ponte è stato costruito verso il 17 a.C. e faceva parte di un acquedotto lungo quasi 50 km con lo scopo di far defluire l’acqua dalla sorgente di Fontaine d’Eure a Uzes, principalmente utilizzata per terme, bagni, e ricche dimore oltre alle fontane pubbliche. L’acquedotto aveva una portata di 20.000 metri cubi d’acqua al giorno è stato operativo per oltre 500 anni. Eventi: Nel periodo estivo, Pont du Gard si trasforma in un palcoscenico per numerose manifestazioni che attirano ogni anno un pubblico sempre più vasto: Dal Fééries du pont (incanti del Ponte) uno spettacolo artistico teatrale che si svolge nel mese di giugno, una serie di concerti pop, rock e soul nel Lives au Pont nel mese di luglio. Tutte le sere a partire dal primo luglio fino al 31 agosto, spettacoli, mostre, festival musicali, luci e suoni, manifestazioni gastronomiche, fuochi pirotecnici e tanto altro rendono le serate al ponte magiche. Nelle vicinanze: Avignon si trova a circa 25 km da Pont du Gard. Una città ricca di storia conosciuta come antica città papale, quando papa Giovanni XXII nel 1316 la scelse come propria sede. Informazioni: www.pontdugard.fr/it Area sosta camper: Gps map www.campingcarpark.com Parcheggio a pagamento Gps map Info: www.pontdugard.fr/it Campeggio: Camping la Sousta Gps map Parcheggio gratuito Gps map dove abbiamo sostato la notte.
- Saintes-Maries-de-la-Mer
Oggi vi portiamo a visitare Saintes-Maries-de-la-Mer. Un comune francese situato nel dipartimento delle Bocche del Rodano della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Questo piccolo villaggio di pescatori situato nel cuore della Camargue, col passare degli anni è diventata una rinomata stazione balneare, grazie all'eccezionali spiagge sia per la loro lunghezza che per la larghezza di sabbia finissima, risulta essere una meta ideale per famiglie con bambini. Le acque paludose del delta del fiume Rodano e le saline sono un punto di partenza per safari fotografici. Boutique, caffè, ristoranti e attività orientate al turismo estivo fanno di Saintes-Maries-de-la-Mer un ottima località per incominciare a visitare la Camargue. Cosa visitare: La chiesa di Notre-Dame-de-la-Mer , edificata come una vera e propria fortezza tra i secoli IX e XI, con un altezza di 15 metri serviva come torre di avvistamento per proteggere gli abitanti dai pirati saraceni che allora imperversavano nella regione, a dimostrazione sul tetto c'è un passaggio per la ronda con feritoie e merli. Al suo interno è presente un pozzo di acqua dolce. Le Parc Ornithologique de Pont de Gau: Un parco di 60 ettari interamente dedicato alla scoperta della natura e degli uccelli della Camargue, qui gli appassionati di birdwatching possono vedere e fotografare una grande varietà di uccelli. Si possono percorrere diversi sentieri che offrono diversi punti di osservazione, poter ammirare i fenicotteri rosa ormai abituati alla presenza dell'uomo, porporini, aironi, merli acquatici, ma anche castori e cavalli allo stato brado sono alcuni nomi della folta fauna presente sul territorio. Le corride all’Arena di Saintes Maries: Appena abbiamo sentito parlare di corrida siamo rimasti un pò disorientati, non amiamo questo genere di spettacoli. Abbiamo cercato di capire meglio com'è lo svolgimento della manifestazione. La festa si celebra nel mese di Maggio dove Folklore, devozione e misticismo si mescolano a leggende delle tre figure femminili tra cui Santa Sara , patrona degli zingari. Ci raccontavano che i rodei camarguensi sono differenti da quelli spagnoli. Le corride in Camargue non sono violente e non viene fatto assolutamente del male ai tori, alla fine dei giochi i tori torneranno solo un po’ stanchi e forse anche arrabbiati nel proprio recinto e sopratutto con le proprie zampe, questo per noi è stato un sollievo, ma torniamo allo svolgimento della corrida, il gioco consiste nel sottrarre o quantomeno provare a recuperare delle coccarde che vengono posizionate sulla testa del toro. Leggende: La leggenda narra che dopo la resurrezione di Gesù, Maria Maddalena in compagnia di Maria Jacobè e Maria Salomè approdarono in questo luogo insieme alla loro serva Sara la nera , quest’ultima figura viene onorata dai Gitani, Sinti e Rom, provenienti da tutta Europa attraverso un vero e proprio pellegrinaggio. Un appuntamento ricorrente annuale in data 24 / 25 maggio. Eventi: La già citata manifestazione del 24/25 Maggio in onore della patrona Sara Nera. Il 14 luglio si svolge la fiera dei cavalli, danze e musica gitana rallegrano le serate. L'11 novembre il festival dell' Abrivado, centinaia di cowboy mostrano le loro abilità a cavallo direttamente sulla spiaggia. Curiosità: L’origine di Saintes Maries de la Mer risale al IV secolo e ospitava un tempio eretto in onore di Ra, il famoso dio egizio. Nei dintorni: Aigues-Mortes è un'importante meta turistica, le sue caratteristiche mura fortificate e visitabili, consentono una vista panoramica sulla città e sulle saline più grandi del mediterraneo. Una graziosa cittadina attraversata da una serie di canali, il più famoso Grau-du-Roi. Informazioni: Saintes-Maries-de-la-Mer Area sosta camper: Gps map adiacente la spiaggia con carico e scarico Camping de la Brise : Gps map Area sosta camper Parking Camping Car: Gps map adiacente la spiaggia con carico e scarico Camping Sunêlia le Clos Du Rhône - Gps map
- Parco Nazionale dei laghi di Plitvice
Oggi vi portiamo a visitare il parco nazionale dei laghi di Plitvice, inserito nel complesso montuoso di Lička Plješivica. Il territorio prevalentemente costituito da fitte foreste è ricco di corsi d'acqua, laghi e cascate. Istituito nel 1949 fu il primo parco nazionale e ancora oggi è l'area naturale più estesa della Croazia. Dal 1979 è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. È possibile visitarlo in una giornata, mettendo in previsione di dover camminare, la soluzione migliore sarebbe usufruire di una seconda giornata per visitare i dintorni del Parco, ulteriori attrazioni come: grotte, parchi avventura, equitazione ecc. Raccontarvi che l'acqua è di un splendido colore turchese, renderebbe troppo facile descrivere ciò che in realtà è difficile spiegare, diciamo che ognuno dovrebbe vederla con i propri occhi. Se volete visitare il parco, bisogna considerare 2 aspetti. Agosto è il periodo dove davvero troppa gente si riversa a visitare il parco, le ferie tanto attese nel bene o male accomuna un pò a tutti i lavoratori nel medesimo periodo, quindi metti in previsione di fare sicuramente una o più di queste code: la navetta, il battello, il biglietto, se le cose non sono cambiate, vi è un numero limitato di visite, vi consiglio di fare il biglietto online il giorno prima per evitare code all'ingresso, sarebbe un vero peccato non poter accedere al parco. Il miglior periodo per visitarlo è maggio-giugno, quando i laghi sono carichi d'acqua e la natura raggiunge il massimo dello splendore. Personalmente sono curioso di poterle visitare anche in l'autunno e poter ammirare tutte le sue sfumature, dove il parco si compone di colori e rumori presenti solo in questi mesi, quando le foglie cominciano a mutare il colori, dal verde al giallo, dall'arancione al rossastro, infine un color bronzo. La visita al parco si estende per un totale di 18 km suddiviso in vari sentieri, quattro sentieri escursionistici e sette percorsi per visitare il sistema lacustre, ponti e passerelle in legno costeggiano e attraversano il laghi. Il parco: Il parco ha una superficie di 33.000 ettari, la presenza di ben 16 laghi alimentati dai fiumi Bijela Rijeka, Fiume Bianco e Crna Rijeka, Fiume Nero , collegati fra loro da piccole e grandi cascate. Numerose sono le grotte che si trovano all'interno del parco, di cui solo una piccola parte è agibile. I boschi del parco sono un vero e proprio paradiso per la fauna che lo popola. Si possono contare le 157 specie di uccelli, 50 di mammiferi, 321 di lepidotteri di cui 76 di farfalle e 245 di falene, oltre ad altri animali fra i quali: l'orso bruno, la lince, il lupo e il capriolo. Informazioni: Con l'acquisto del biglietto d'ingresso è incluso un giro panoramico del parco, treno e navetta tra i laghi superiori e inferiori e una divertente ed emozionante crociera su di un battello elettrico intorno al lago Kozjak. Nelle vicinanze: Rastoke un villaggio situato nella città di Slunj, per visitarlo occorrono circa un paio d'ore, le caratteristiche casette in pietra e legno accompagnate da corsi d'acqua lo rendono una meta meritevole di visita. Rastoke è conosciuta anche con il nome di: città dei gatti , ti chiederai il perché ? Statisticamente è la città con il maggior numero di gatti per persona in Croazia. Visitare il villaggio è gratuito. Informazioni necessarie per acquistare i biglietti online: Qui informazioni costi parcheggio: Qui Parchi avventura: Adrenalin park Ogi : Gps map Adrenalin park Plitvice : Gps map Parcheggio a pagamento park 2: Gps map Parcheggio gratuito Polana: Gps map Campeggio Camping Plitvice : Gps map
- Santuario di Oropa (BI)
Il santuario di Oropa si trova nella provincia di Biella nella regione Piemonte. È un santuario mariano dedicato alla Madonna Nera ospitata nella Vecchia Basilica, si erige a circa 1.159 metri s.l.m. in un anfiteatro naturale di montagne appartenenti alle Alpi Biellesi che dona al luogo un ulteriore sensazione di tranquillità. Il santuario comprende, il Sacro Monte di Oropa, la chiesa originaria sorta sulla base di un antico sacello, un piccolo edificio di culto riferito sia all'antichità romana sia al cristianesimo. Dichiarato dall’UNESCO come patrimonio mondiale insieme al Sacro Monte di Oropa, il Santuario di Oropa, diventa nel tempo meta di numerosi pellegrini. Secondo la tradizione, il santuario venne fondato da Sant'Eusebio vescovo di Vercelli nel IV secolo, anche se non vi sono documenti che lo attestino. La fontana detta Burnell: Una tradizione quantomeno curiosa è quella di dissetarsi alla fontana, di per se non c'è niente di strano, però questa ha una particolarità, ad essa sono appesi dei mestoli, chiamati cassuij, utilizzati per raccogliere l'acqua, ovviamente potabile che proviene dalla sorgente Maggia, del monte Mucrone a 1200 m s.l.m.. Basilica Inferiore: Più comunemente conosciuta con il nome di Basilica Antica è il cuore del Santuario di Oropa, realizzata nel 600 all'interno di un sacello viene custodita la sacra effige della Madonna Nera, venerata da tantissimi fedeli, ancora oggi è meta di pellegrinaggio. Curiosità: La statua della Madonna Nera è realizzata in legno di cirmolo, la leggenda narra che nel IV secolo d.C. Sant’Eusebio la trasportò dalla Palestina mentre fuggiva dalla furia della persecuzione ariana. Già nel 1609 si scrisse che la statua della Madonna nera, nonostante il tempo trascorso non presenta alcuna traccia di logoramento o tarlatura. Nel 1621 Bassiano Gatti descrive i due tentativi di spostare la statua della Madonna nera più vicino a Biella. Appena varcata la soglia del santuario la statua sarebbe divenuta così pesante da impedirne il trasporto, solo quando fu deciso di ritornare verso il sacello originario la statua tornò al peso normale. Nel 1720 si attestò che l'antica usanza di far toccare oggetti devoti ai malati o fedeli, in questo caso il piede della Madonna non mostrò segni di usura. Altra curiosità riscontrata sempre nel 1720 descrive che sui volti della Vergine e del Bambino, a differenza del resto della statua, non si ferma mai la polvere. La protezione della Madonna nera: Nel 1522, e nel 1599 Biella fu colpita dalla pestilenza, in entrambi i casi la gente si votò alla Madonna, e nel giro di poco tempo la pestilenza svanì. Nel 1630 la peste, a differenza di quasi tutte le città vicine risparmiò Biella, alimentando nei fedeli la devozione alla Madonna come segno di gratitudine. Abbiamo camminato nei corridoi dove è possibile vedere la testimonianza dei devoti che li hanno letteralmente ricoperti di foto, dipinti, lettere e fiocchi della nascita, lasciati dai fedeli per Grazia Ricevuta. Nelle vicinanze: La Funivia Oropa posizionata alle spalle del santuario a 1200metri vi porterà fino al Rifugio Savoia a circa 1900 metri dove sarà possibile arrivare con una breve passeggiata al lago Mucrone, in alternativa è possibile salire sulla cestovia e lasciarsi trasportare fino al Monte Camino a 2300 metri raggiungendo il Rifugio Capanna Renata. In estate i molteplici sentieri offrono agli amanti del trekking piacevoli passeggiate ammirando lo splendido panorama, i più audaci possono cimentarsi in vie ferrate, arrampicata e downhill. All'ora di pranzo ci si può recare in uno dei Rifugi per assaggiare qualche piatto tipico locale. L' inverno offre discese impegnative in freeride con partenza dalla cima del Monte Camino a circa 2400m fino ad arrivare ai 1200m, non mancano le ciaspolate e lo sci-alpinismo. In questo luogo ci si può divertire in qualsiasi stagione. Il Giardino botanico inserito all'interno dell'oasi WWF dove potrete passeggiare liberamente a vostro piacimento, sono presenti tra le 350 e le 500 specie di piante differenti. Quando l'abbiamo visitato noi c'era la promozione che consentiva a chi avesse usufruito della funivia, l'accesso al parco botanico gratuitamente. Il Parco Avventura Oropa con molteplici percorsi a seconda delle difficoltà, qui il divertimento è assicurato sia per i grandi che per i più piccoli. L'ingresso è presso il parcheggio del santuario. Cimitero Monumentale di Oropa: I lavori di costruzione iniziarono nel 1871 e fù inaugurato nel 1877, l'importanza storica, artistica dei suoi monumenti funebri e la particolare atmosfera del luogo viene definito la piccola Staglieno. Info Santuario: www.santuariodioropa.it/ Area sosta camper: Gps map con carico e scarico 15 euro, vi verrà fornita una chiave da restituire per usufruire dei bagni e docce, la cauzione è di 5 euro. L'accesso è consentito fino alle 20 ma è possibile accedervi non oltre le 24 aspettando la guardia, per ulteriori informazioni Telefono: 015 2555 1200.
- Sirmione (BS)
Oggi vi portiamo a visitare Sirmione un comune italiano della provincia di Brescia nella regione Lombardia. Il centro storico sorge su una penisola che divide il basso lago di Garda. A guardia dell'unico punto d'accesso sorge il castello scaligero. Edificato durante il XIII e il XIV secolo dagli Scaligeri da cui prese il nome, una dinastia che governò per centoventicinque anni la città di Verona. Il castello è uno dei rari esempi di fortificazione lacustre, la sua ottima conservazione lo rende tra i castelli più completi d’Italia. Circondato dalle acque del lago di Garda, donano al castello il caratteristico aspetto da sempre raccontato nelle fiabe, la rocca è difesa da tre torri e dal maschio alto quarantasette metri e una darsena fortificata per il rifugio della flotta. Le merlature della rocca sono a coda di rondine, mentre quelle della darsena sono a punta di lancia. Per poter accedere alle ronde di camminamento bisogna salire i 146 gradini, un pò di fatica ma sarà ripagata dalla vista spettacolare che offre il castello di Sirmione affacciato sul lago di Garda. Un pò di storia: Per secoli avamposto militare, dapprima sotto la giurisdizione della corte del Monastero di San Colombano del Priorato di Bardolino dipendente dall'Abbazia di San Colombano di Bobbio , e poi in seguito per frazionamento al monastero di Santa Giulia di Brescia, successivamente dei domini veronesi e della Serenissima, fu definitivamente assegnato al bresciano in epoca napoleonica. Cosa visitare: Chiesa di San Pietro in Mavino: Dedicata all'apostolo Pietro è la chiesa più antica di Sirmione, venne edificata sul punto più alto della penisola nell'VIII secolo, nel XI secolo f ueretto il campanile mantenendo lo stesso stile architettonico della chiesa. L'edificio originale in stile romanico fu ricostruito successivamente e sopraelevato attorno al 1320. Al suo interno vi sono gli affreschi delle tre absidi che risalgono al XII secolo, mentre quelli alle pareti sono del XV secolo. Una curiosità, la Chiesa è stata abitata da un eremita fino a metà Ottocento. Grotte di Catullo: Precisiamo che non sono grotte, quando iniziarono gli scavi la folta vegetazione e le macerie che ricoprivano il sito davano l'impressione di trattarsi di una grotta, da qui ne deriva il nome. In realtà si tratta di una domus, una tipica villa utilizzata nell'antica Roma, edificata sulla punta della penisola di Sirmione su un’area di due ettari tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C. Un complesso archeologico considerato tra i più rilevanti dell’Italia settentrionale. Premetto che bisogna considerare di vistare un sito archeologico ormai ai soli resti, pertanto non è sempre facile capirne la conformazione originale. Chiesa di Santa Maria della Neve detta anche Santa Maria Maggiore, è l'attuale chiesa parrocchiale di Sirmione. Edificata nel Quattrocento sopra i resti della chiesa di San Martino in castro, parte del materiale utilizzato nella costruzione è stato recuperato dal precedente edificio. Jamaica Beach: Dopo aver visitato le grotte di Catullo, ci rechiamo in una delle spiagge più famose della città, Jamaica Beach, non esagero nel descriverlo come un luogo dall'atmosfera tipicamente esotica dove poter dedicare un paio d'ore di relax, e perché non approfittare rinfrescandosi nelle acque cristalline del lago di Garda. A Sirmione non mancano i parchi, infatti ne abbiamo tre, il Parco Callas Arena, Parco Pubblico Tomelleri e il Giardino Pubblico , sono tre giardini sempre ben curati dov'è possibile fare delle piacevoli passeggiate, potersi rifugiare all'ombra degli alberi nelle ore più calde della giornata. Lido delle Bionde : Con una spiaggia dotata di ombrelloni e lettini, compreso nel prezzo spogliatoi e docce calde, un ristorante con vista direttamente su lago. Nelle vicinanze: Isola di San Biagio , con un escursione in barca di circa 20 minuti da Sirmione, si raggiunge questo piccolo isolotto dalla folta vegetazione, la presenza di numerosi conigli ormai abituati alla presenza umana le hanno conferito il nome di: Isola dei Conigli. Sirmione ha un impianto termale, può vantare una posizione invidiabile, infatti è ubicata tra le sponde del lago di Garda presso il: Centro Benessere Termale Aquaria Informazioni Sirmione: https://sirmionebs.it/ Parcheggio gratuito: Gps map Parcheggio Monte Baldo a pagamento: Gps map Garda Agricamper: Gps map Garda Village Camper Park: Gps map Campeggi: The Garda Village Gps map San Francesco Camping Village : Gps map
- Pisa (PI)
Oggi vi portiamo a visitare Pisa, capoluogo della provincia omonima nella regione Toscana. Posso dire che Pisa un pò l'ho vissuta, avendoci fatto parte dell'anno militare. Conosciuta in tutto il mondo per la particolare pendenza della Torre in Piazza del Duomo. Costruita tra il XII e il XIV secolo, ebbene si, due secoli per costruire la torre che originariamente nasce come campanile della cattedrale di Santa Maria Assunta. La sua pendenza è dovuta al cedimento del terreno verificatosi già nelle prime fasi di costruzione, per questo motivo i tempi di costruzione si allungarono. La torre nell'arco degli anni ha vissuto momenti di restauro atti ad evitare l'eccessiva inclinazione causata dall'intervento umano. Dopo il consolidamento della struttura e il ripristino dell'originale inclinatura di 3,97°garantendole una stabilità per i prossimi 300 anni, successivamente iniziarono i lavori per il restauro di tutte le superfici lapidee, interventi che durano dal 1990 al 2011. Alcuni dati della Torre: Si tratta di un campanile a sé stante alto 57 metri, 58,36 metri considerando il piano di fondazione e da peso stimato in 14 453 tonnellate. La sua inclinazione misura 3,97° rispetto all'asse verticale, durante alcuni tentativi errati di restauro s'inclinò ulteriormente toccando i 4,5° d'inclinazione. Attualmente è gestita dall'Opera della Primaziale Pisana, un ente ecclesiastico che gestisce tutti i monumenti della Piazza del Duomo di Pisa. È stata proposta come una delle sette meraviglie del mondo moderno. Cosa visitare: Piazza dei Miracoli conosciuta anche come piazza del Duomo è complesso artistico formato da quattro monumenti meravigliosi, imponenti e unici nel loro genere, formata dal Duomo di Santa Maria assunta, dal Battistero, dal Camposanto e dal Campanile più conosciuto come Torre di Pisa o torre pendente. Il complesso è annoverato fra i Patrimoni dell'Umanità dall'UNESCO dal 1987. Il Duomo di Santa Maria Assunta La costruzione del duomo situato al centro di Piazza dei Miracoli, iniziò nel 1063 grazie al saccheggio di Palermo, una decima parte del bottino venne destinata alla sua realizzazione. L'immensa struttura e le sue rifiniture rappresentano la testimonianza tangibile del prestigio e della ricchezza raggiunti dalla repubblica marinara di Pisa nel momento del suo apogeo. Annoverata fra i Patrimoni dell'Umanità dall'UNESCO dal 1987 Il Battistero di San Giovanni , la sua costruzione ebbe inizio nel 1153 e completato nel 1363 in sostituzione del più piccolo dove ora si trova il Camposanto. La sua circonferenza misura 107,24 m, la larghezza della muratura alla base è 2 metri e 63 cm e un'altezza di 54 metri e 86 centimetri lo rendono il battistero più grande del mondo. Il Campo Santo noto anche come Camposanto monumentale è essenzialmente un cimitero. Il nome deriva da una leggenda che narra sia stato costruito intorno ad uno strato di terra proveniente dalla Terrasanta. La costruzione iniziò nel 1277 data riportata sul lato destro del portale, la sua edificazione fu necessaria per raccogliere sepolture e sarcofagi che fino a quel momento erano disseminate nella zona intorno al Duomo, nel 1284 la sconfitta pisana nella battaglia della Meloria bloccò i lavori che vennero ultimati solo nel 1464. Il muro esterno è composto di 43 archi ciechi con due porte. Palazzo dei Cavalieri o palazzo Reale , costruito nel 1159 dalla famiglia Caetani è uno straordinario esempio di architettura rinascimentale, centro del potere politico della Pisa medievale. Successivamente passò a Cosimo I de’ Medici che ne ordinò la ricostruzione tra il 1583 ed il 1587 inglobando ulteriori edifici adiacenti, diventando il quartier generale dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. Chiesa di Santa Maria della Spina , edificata nel 1230 sulla sponda sinistra del fiume Arno è considerata unanimemente uno dei capolavori del gotico italiano. Per preservarla da un eventuale inondazione a causa della sua vicinanza al fiume, nell'Ottocento fu completamente smontata, le sue pietre furono numerate e la chiesa fu riassemblata a un livello più alto. I Lungarni sono le vie che costeggiano il fiume Arno, e a seconda del tratto assumono nomi diversi. Il Lungarno Mediceo è sicuramente il più famoso, percorrendolo potrai visitare gli edifici storici come: il Palazzo dei Medici , la Chiesa di San Matteo in Soarta e il Palazzo Toscanelli. Il Lungarno Gambacorti ha come riferimento la chiesa di Santa Maria della Spina , così chiamata nel 1333 quando accolse la reliquia di una spina della corona di Cristo, attualmente viene esposta nella chiesa di Santa Chiara. In totale i lungarni sono 13, oltre ai due citati vi sono anche: Lungarno Guadolongo , Lungarno Galileo Galilei , Lungarno Pacinotti, Lungarno Bruno Buozzi, Lungarno Antonio Pacinotti , Lungarno Ranieri Simonelli , Lungarno Leonardo Fibonacci, Lungarno Sidney Sonnino, Lungarno Bonaccorso da Padule, Lungarno San Giovanni al Gatano e Lungarno Gabriele D'Annunzio. Se vi capita di visitare Pisa il 16 giugno, assolutamente da vedere la Luminara di San Ranieri, numerose fiammelle illuminano i lungarni esaltando i contorni degli edifici creando una magica atmosfera dai suggestivi giochi di luce. Orto botanico Grazie ai finanziamenti di Cosimo I dei Medici, il botanico Luca Ghini fondò nel 1543 il primo orto botanico universitario del mondo, un importante studio delle proprietà medicinali delle piante. Al suo interno ospita specie provenienti da ogni parte del mondo. Il Murales di Keith Haring dipinto sulla facciata posteriore del convento dei frati Servi di Maria, a pochi metri dalla stazione ferroviaria. Intitolato Tuttomondo è l'ultima opera lasciata dall'artista americano Keith Haring nel 1989 qualche mese prima della sua scomparsa. All'epoca della sua realizzazione era il murales più grande d’Europa con i sui 180 metri quadri. Borgo stretto e Borgo largo , chiamato semplicemente da i pisani il Borgo , uno dei quartieri più caratteristici e antichi di Pisa dove risiedevano le dimore di nobili e mercanti. Sotto i portici si svolgevano i mercati medioevali. Piazza delle Vettovaglie è Il centro del borgo da sempre sede di un famoso mercato alimentare. Di sera il Borgo si trasforma, grazie alle enoteche e ai locali diventa una delle zone più vive della città. Tra gli edifici e i monumenti da non perdere in particolare il Casino dei Nobili risalente al Settecento e terme romane denominate Bagni di Nerone. Alla fine dei portici arriverai in Piazza del Pozzetto dove inizia Borgo Largo. E poi ancora il Museo delle Sinopie, la Sinagoga, il Museo dell'Istituto di Anatomia Umana Normale, l'Arsenale Mediceo Lungarno Ranieri Simonelli. In conclusione Pisa offre davvero tanto da visitare. Curiosità: Altre torri pendenti a Pisa: Sebbene la torre di Pisa sia la più famosa non è l'unica torre pendente a Pisa: il sottosuolo costituito prevalentemente di sabbia e argilla è causa dell'inclinazione di altre due torri campanarie e diversi edifici. Il campanile della chiesa di San Nicola ha un'inclinazione di 2,5 gradi, oltre al campanile della chiesa di San Michele degli Scalzi , in questo caso anche la chiesa stessa è pendente, con un'inclinazione di 5 gradi. Cosa mangiare: Tra le specialità da gustare le più tipiche sono: La tagliata di mucco pisano, un incrocio tra la mucca podolica, chianina e la bruno alpina. La trippa alla pisana , trippa di vitello con pomodoro molto sostanzioso e proteico. Il baccalà alla pisana , stoccafisso cucinato con: cipolle, basilico, pomodoro e prezzemolo. La torta co’ bischeri , è sicuramente il dolce più diffuso, una crostata farcita con riso, canditi, cioccolato e pinoli. Nelle vicinanze: Marina di Pisa una comoda e tranquilla località balneare a soli 14 chilometri da Pisa, ottima per rinfrescarsi dopo aver visitato la città. I bambini o ragazzi si sono un annoiati a visitare la città ? Non è problema, qui il Parco Avventura consentirà a loro di potersi divertire tra gli alberi. Vi è anche una comoda area sosta camper Gps map . Informazioni: www.visititaly.it Passando ho notato questo negozio, magari può tornare utile: Casa del Campeggio Gps map . Area sosta camper: Gps map carico e scarico. Camping Village Torre Pendente : Gps map
- Castello o Rocchetta Mattei (BO)
Oggi vi portiamo a visitare un luogo davvero particolare, dove nulla è come sembra, dove si ha l'impressione di entrare in un mondo surreale e visionario. Stiamo parlando della Rocchetta Mattei. Nascosta tra il verde delle colline bolognesi posta a 407 metri sul livello del mare. Ci troviamo in località Savignano nel comune di Grizzana Morandi in provincia di Bologna nella regione Emilia Romagna. Risulta davvero difficile descrivere Rocchetta Mattei a parole, per due motivi, il primo cercare di descrivere lo stupore nel visitarla, le sensazioni sono differenti per ogni persona, la seconda e quella di non darvi troppi indizi che potrebbero rovinarvi parte della visita. È un posto così lontano dalla normalità che deve essere visto per essere capito. La Rocchetta fu la dimora del conte Cesare Mattei, letterato, politico e medico autodidatta fondatore dell' Elettromeopatia , pratica fondata sull'omeopatia. Questa è la storia di un uomo con grande ingegno, che ha lasciato un tesoro architettonico inimitabile. Un magnifico castello dove un continuo mescolarsi di stili diversi, dall' arabeggiante al neomedievale e neorinascimentale, dal moresco al Liberty. Se a vista d'occhio può sembrare un antico castello medievale siete fuori strada, la costruzione del castello iniziò il 5 novembre 1850 quando venne posta la prima pietra sulle fondamenta della duecentesca rocca di Savignano. Considerata già abitabile nel 1859, Cesare Mattei si trasferì e non se ne allontanò più. Si narra che il conte vi conduceva una vita da castellano medievale, arrivando a crearsi una corte, con tanto di buffone. Il Conte prima e i suoi eredi dopo modificarono più volte la struttura del castello chiamato anche rocchetta, divenendo un vero labirinto tra scalinate, torri, monumenti, camere e stanze private. Il castello ospitò illustri personaggi del calibro di Ludovico III di Baviera, lo zar Alessandro II e Dostoevskji che citò il conte nel romanzo I fratelli Karamàzov. Tutti desiderosi di sottoporsi alle nuove cure del Conte Mattei. Nel 1925 vi fu anche una visita ufficiale del Principe di Piemonte. Storia del Castello o Rocchetta: Il castello passò momenti di abbandono, al termine della seconda guerra mondiale le truppe tedesche danneggiarono e saccheggiarono gli interni dell'edificio. Invano furono i tentativi di vendere la Rocchetta da parte dell'ultima erede Iris Boriani, venne persino offerta gr atuitamente al comune di Bologna che però declinò la donazione. Solo nel 1959 Primo Stefanelli divenne il nuovo proprietario, l'obiettivo era di ristrutturare i danni dell castello e riportarlo alla sua bellezza originaria per farne una meta turistica. Trasformò una parte minore del castello in un accogliente albergo con annesso ristorante adiacente al parco. Ma non sempre le cosa vanno come si vorrebbe e nel 1989 Stefanelli morì, la situazione precipitò nuovamente a tal punto che per problemi vari la Rocchetta fu chiusa al pubblico. Quando ormai sembrava destinato alla rovina, nel 1997 nacque un comitato per la tutela del castello abbandonato sia dai proprietari che delle istituzioni governative. Finalmente nel 2006 la Fondazione della Cassa di Risparmio in Bologna ha ufficialmente annunciato l'acquisizione della Rocchetta Mattei, dopo anni di restauro la riapertura al pubblico il 9 agosto 2015. Un'altra opera Italiana recuperata. L'interno: Al suo interno vi sono alcuni locali che vi lasceranno sicuramente a bocca aperta, uno dei luoghi particolari è sicuramente il salone interno, interamente costruito a volte lascia intendere il tempo impiegato nel realizzare una costruzione cosi d'impatto. La Sala dei Novanta , curioso nome per una stanza no? Cesare Mattei avrebbe voluto festeggiare i suoi 90 anni in compagnia di altri 89 novantenni. La sorte ha voluto portarlo via 3 anni prima negandogli l'evento, conoscendolo sarebbe sicuramente stata un grande festa. Nata come mausoleo dedicato alla Regina Vittoria, dopo la morte del Conte venne adibita a sala da ballo in stile Liberty. Il ritratto del Conte nella vetrata centrale. Non ci sono dubbi che il Conte fosse una persona tenace nel realizzare le proprie idee in grande stile, lo testimonia anche il Cortile dei Leoni , una riproduzione in piccolo dell'Alhambra di Granada. Curiosità: 10 dopo anni la sua morte, il figlio adottivo suo erede fece arrivare le reliquie del Conte depositandole nella cappella della Rocchetta. Nel testamento lasciato dal Conte chiedeva espressamente di essere sepolto proprio nel castello che ha sognato e costruito. Cesare Mattei pensava proprio a tutto, anche la realizzazione del sarcofago proviene da un suo progetto, rivestito in maiolica senza alcun nome di riferimento. Ai lati del sarcofago sono dipinti gli apostoli. Enigmi e misteri a Rocchetta Mattei: Il conte Cesare Mattei impiegò 25 anni per dare alla Rocchetta Mattei la forma da lui progettata personalmente. Secondo alcuni studi effettuati sulla Rocchetta, fu creata secondo una pianta assolutamente originale attenendosi alle più importanti regole astronomiche, in cui tutte le torri del castello corrisponderebbero ai pianeti del sistema solare della mappa Copernicana. Le medesime che regolano la costruzione di opere d’arte ben più complesse come le Piramidi egizie e azteche. Anche l'ingresso e l’uscita sono allineati, rispettivamente ai solstizi d’estate e d’inverno del 1881. Nel disegno esoterico del conte Mattei avrebbe creato una relazione armonica tra macro e microcosmo, generando un "luogo per sanare", cioè la Rocchetta e i rimedi in essa preparati sarebbero stati il vettore in grado di portar fuori da essa la guarigione. Chi è Cesare Mattei ? Nato l’11 gennaio 1809 a Bologna, dedicò la maggior parte della sua vita allo studio della medicina alternativa, accusando la tradizionale di non era stata in grado di salvare o quantomeno di alleviare le sofferenze della madre durante la sua malattia. Associando i principi dell'omeopatia all'energia elettrica ottenne l' Elettromeopatia , una pratica curativa non proprio convenzionale per quell’epoca. La sperimentale tecnica però si rivelò la medicina alternativa più praticata al mondo tra il 1850 e il 1950. Cesare Mattei era una persona di buon cuore, esso d urante la sua vita fece lavorare tutte le famiglie della zona creando un certo benessere, sempre caritatevole con i poveri che avevano bisogno di cure ai quali dava i medicinali gratuitamente. Dopo la sua morte il feretro fu trasportato nella piccola chiesa di Savignano con circa 2000 persone a seguito per rendergli omaggio. Nei d'intorni: Il Museo dei tarocchi si trova a Riola circa 2 km dal castello. Siete pronti per un viaggio alla scoperta dei tarocchi provenienti da tutto il mondo ? Assolutamente da visitare. Gps map Museo Mattei - Elettromeopatia . Se volete avere un panorama completo sulla storia del Conte Cesare Mattei, questa è una tappa fondamentale, qui sono conservati i reperti della medicina del Conte. Gps map Mulino Cati adiacente al museo Mattei è possibile visitare il Museo Molinatura. Grotte di Labante: Premetto che non ci si deve aspettare chissà cosa, anche perché solo una piccolissima parte è accessibile. Diciamo che è un ottimo luogo se si è di passaggio dove poter fare delle belle passeggiate a contatto con la natura, oppure godersi il relax con tavoli sedie e zona pic-nic. Una graziosa cascata sembra scendere dalla testa di un frate dove potersi rinfrescare nelle giornate più calde. Gps map Informazioni Rocchetta Mattei Come arrivarci: Gps map Camper service Vergato: Gps map a 10 km. Parcheggio Borgo la Scola: Gps map a 5 km
- Bolsena (VT)
Oggi vi portiamo a visitare Bolsena e il suo Lago, siamo in provincia di Viterbo nella regione Lazio. Bolsena che dà il nome al lago sul quale affaccia, un piccolo borgo che può vantare anche un paio di spiagge dove potersi rilassare e rinfrescarsi nelle sue acque. Malgrado negli anni l'edilizia abbia ampliato notevolmente e forse anche troppo il territorio ai danni delle campagne, il centro mantiene ancora il caratteristico aspetto del borgo medioevale, considerato uno dei più belli presenti sul territorio laziale. Bolsena ha una lunga storia che si perde nella notte dei tempi, denominata la città del miracolo eucaristico . Tutto ebbe inizio nel lontano 1263 quando il sacerdote Pietro di Praga durante la celebrazione della santa messa, al momento della consacrazione una notevole quantità di sangue sarebbe fuoriuscita dall'ostia. Cosa vedere: Il Castello Rocca Monaldeschi uno dei monumenti più rappresentativi, noto anche come Rocca Monaldeschi della Cervara, edificato nei primi decenni dell’anno Mille per volontà di papa Adriano IV. Posizionato nel centro storico dal caratteristico aspetto medievale. Nei secoli venne utilizzato sia come Fortezza che come residenza. Ottimamente conservato oggi è meta di moltissimi turisti. Attualmente sede del Museo Territoriale del Lago di Bolsena. Dalle sue torri si può ammirare il panorama con vista sul Lago. La Basilica di Santa Cristina consacrata da Papa Gregorio VII nel 1077. Divenne famosa per il miracolo Eucaristico avvenuto nel lontano 1263, dando origine alla festività del Corpus Domini. All'interno della Basilica si trova l'ingresso alla Grotta di Santa Cristina dove troviamo il sarcofago del IV secolo che conteneva le reliquie della santa. Molto interessante la visita alle catacombe adiacenti la chiesa, davvero suggestive. Il Lago di Bolsena: Non tutti sanno che il lago è di origine vulcanica ed è il più grande d'Europa, venutosi a creare dopo lo sprofondamento del cono vulcanico 300mila anni fa. Non a caso le spiagge sono caratterizzate dalla sabbia di colore nero, derivata dalla disgregazione delle rocce vulcaniche. Se vi state chiedendo se è possibile fare il bagno, la risposta è si, difatti dopo aver fatto una lunga passeggiata lungo la sua riva e per il paese, siamo andati tutti a rinfrescarci in acqua. Il Lago ospita due isole: Isola Bisentina e Isola Martana, la prima è la più grande e appartiene al territorio comunale di Capodimonte, mentre la seconda al comune di Marta. L'isola avrebbe custodito le spoglie di santa Cristina evitando che cadessero preda dei barbari. Le sue acque pulite e limpide sono meta di tantissimi pescatori in cerca della preda perfetta. La Chiesa di San Francesco è il secondo edificio religioso più significativo di Bolsena. Edificata nel XII secolo per volontà dei Monaldeschi e dedicata alla natività della Vergine. Nel XIII secolo con l'avvento dei frati francescani diventa la Chiesa di S. Francesco. Eretta proprio di fronte l’ingresso al borgo medievale. Pur mantenendo l'aspetto della chiesa, oggi è adibita a teatro. La Chiesa San Salvatore, fondata nel XIII secolo, sorge fronte alla Rocca Monaldeschi. Gran parte della struttura venne ristrutturata dopo l'incendio del 1914 che danneggiò seriamente la chiesa, quasi tutto il patrimonio artistico-religioso al suo interno venne bruciato. Attualmente durante il periodo estivo viene utilizzata per mostre. Leggende: 1) Si racconta che Santa Cristina alla tenera età di 11 anni a causa della sua fede Cristiana, dopo aver subito percosse, flagellazione e supplizi, venne gettata nel lago legata con una pietra, questa anziché andare affondare incomincio a galleggiare riportandola a galla e successivamente a riva. La pietra basaltica con impresse le orme della Martire che calpestò prima di essere spinta nelle acque del lago è conservata nella Grotta di Santa Cristina . 2) Il Miracolo del Corpus Domini. Secondo la tradizione, nell’altare maggiore della Cappella del Miracolo, sono custodite le reliquie del marmo macchiato dell’ostia sanguinante del 1263. Nei dintorni: Necropoli etrusca di Pianezze e Centocamere . A circa tre chilometri a sud di Grotte di Castro questi due splendidi siti archeologici distanti circa un chilometro l'uno dall'altro meritano una visita. Competenza e professionalità della guida nel raccontarci la storia del sito. Gps map Capodimonte è un piccolo paesino dell'Etruria arrampicato su un promontorio affacciato sul lago di Bolsena. Divenuto nel tempo meta turistica molto apprezzata per il suo fascino d'altri tempi. Uno dei punti forti del borgo e senza dubbio la Rocca Farnese edificata nell’XI secolo. Purtroppo non è possibile visitarla in quanto è di proprietà privata. A poca distanza la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta edificata del XV secolo, dove l'ingresso è accompagnato da uno splendido panorama sul lago. Una delle attrazioni del borgo è sicuramente la sua splendida spiaggia di sabbia vulcanica. Dopo aver visitato il borgo, camminato sulla spiaggia e nuotato volete chiudere in bellezza, allora vi consiglio una visita panoramica a bordo del battello tutt'intorno all'isola Bisentina, essendo proprietà privata non è possibile visitarla via terra. Qui l'area sosta camper lascia un po' troppo a desiderare, ma può darsi sia stato sfortunato. Gps map Marta: Anche questo è un piccolo borgo che affaccia sul lago di Bolsena. Marta nei secoli fu appartenuta a diverse famiglie nobili importanti, per citarne qualcuna, i Bisenzio, gli Orsini, i Di Vico e i Farnese. Come tutti i borghi medioevali sorgono attorno ad un castello o come in questo caso all’antica Rocca del XIII secolo. Della Rocca ormai non vi è più traccia, solo la torre dell'orologio si è salvata e con i suoi 21 metri d'altezza è uno dei simboli di Marta. Lo so a cosa state pensando, volete sapere se è possibile salite sulla torre, la risposta è si, da li potrete ammirare uno scenario da cartolina. Area sosta camper Gps map sito Internet: Marta sosta camper Informazioni Bolsena: www.infobolsena.it/arte, turismo, feste e sagre/ Area sosta camper il guadetto : Gps map Blu International Camping : Gps map Lido Camping Village : Gps map
- Urbino (PU)
Oggi vi portiamo a visitare uno dei gioielli medievali presenti in Italia, immersa nelle colline marchigiane, tra la valle Foglia e la valle del Metauro. Ci troviamo a Urbino in provincia di Pesaro e Urbino nella regione Marche. Urbino deve molto a Federico di Montefeltro che la rese uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, città d'immensa ricchezza storica e artistica di cui conserva appieno l'eredità architettonica. Punto d'attrazione per i più illustri studiosi e artisti italiani e stranieri del quattrocento. Dal 1998 il suo centro storico è patrimonio dell'umanità UNESCO. Urbino si presenta così, con una lunga cinta di muraria che la circonda, dalle strade strette e ripide dove ogni angolo racconta la sua storia, moltissimi sono gli edifici che si incontrano, dalla Chiesa di San Domenico a l'ex Monastero di santa Chiara, dal Mausoleo dei Duchi nella Chiesa di San Bernardino al maestoso Palazzo Ducale che ancora custodisce il tesoro urbinate e tanti altri. Federico di Montefeltro : Solo grazie al suo apporto che Urbino divenne quell'eccellenza monumentale e artistica che influenzò parte del resto d'Europa. Egli mise mano ai problemi politici impellenti e incominciò una riorganizzazione dello Stato, che prevedeva anche una ristrutturazione della città secondo un'impronta moderna, confortevole, razionale e bella. Questo grande mecenate riusci a trasformare Urbino in una magnifica corte principesca e attrarre al ducato personaggi importanti considerati il meglio che la cultura umanistica rinascimentale italiana del periodo: Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio Martini, Piero della Francesca, Girolamo Genga ed il padre di Raffaello e tanti altri. Cosa vedere: Il Palazzo Ducale: Si trova nel centro storico di Urbino adiacente alla Cattedrale e al Teatro Sanzio. Dal 1444 il Palazzo Ducale ebbe diverse fasi di sviluppo. Nel 1454 circa, Federico di Montefeltro fece congiungere i due edifici ducali antichi dall’architetto dalmata Luciano Laurana a cui si devono i fiabeschi Torricini che dominano la città. Nel 1459 Federico aveva già dato avvio ad un ulteriore ampliamento e alla nuova decorazione. Da constatare come curiosità, la parte più bella e più nota del palazzo non sia l'ingresso principale ma ben sì la facciata dei Torricini, ovvero, il retro del palazzo. Oggi il palazzo è sede della Galleria Nazionale delle Marche. Oratorio di San Giovanni Battista: Le prime notizie dell'oratorio risalgono al 1365 la cui la denominazione completa è Oratorio di San Giovanni Battista, di Sant’Antonio Abate e di San Giacomo Apostolo. Difficile descrivere la sensazione nel sostare di fronte alle pareti affrescate della sala del Salimbeni, veri e propri capolavori d'arte con affreschi su tutti e quattro i lati. Assolutamente da vedere. Convento di San Francesco: I lavori di costruzione iniziarono verso la fine del XIII secolo, il completamento terminò a inizio XIV secolo. La presenza dei padri francescani in Urbino è molto antica, risale al periodo in cui era ancora in vita San Francesco d'Assisi (1182 - 1226). Infatti nel 1228 i primi frati risiedevano in un piccolo convento vicino all'attuale chiesa di Santo Spirito, già nell'area dell'odierno convento. La casa di Raffaello: Altra tappa obbligata per chi ama l'arte, soprattutto se si parla di un artista come Raffaello, Visitare il luogo di nascita di uno dei migliori artisti e come fare un tuffo nel passato. Al suo interno raccoglie diversi cimeli di Raffaello tra cui alcune delle sue opere. Struttura tenuta in modo ineccepibile. Cattedrale di Urbino: Fondata nel 1021, in sostituzione di una precedente chiesa fuori le mura. Nel XV secolo su istanza di Federico da Montefeltro, venne ricostruita secondo un progetto semplicissimo e spoglio a tre navate su bianchi piloni. Il 3 giugno 1781 e del 12 gennaio 1789 due terremoti causarono il danneggiamento della facciata e il crollo della cupola. La ricostruzione della cattedrale si concluse nel 1801. Nota dolente personale, una città d'arte come Urbino, ci si aspettava qualcosa di più dal Duomo, forse troppo restaurato nei secoli per avere un proprio carattere. Centro storico: Fanno parte di esso Il Duomo, il palazzo Ducale e Chiesa di San Domenico. Mantenuto perfettamente e ben curato, solo passeggiando per le strade del centro si respira un'aria antica, ricca di storia e cultura, piccoli viali fiancheggiano stupendi palazzi, chiese e musei. Università: Urbino è una città Universitaria, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Lingue e Letterature Straniere, Scienze della Formazione, Scienze e Tecnologie, Scienze Motorie, Scienze Politiche e Sociologia, suddivise i 6 dipartimenti. A Urbino vi è anche un Orto Botanico, esteso su 2200 mq e suddiviso in tre terrazzamenti, luogo storico legato alla facoltà di medicina, dove la coltivazione delle piante e lo studio di esse, al fine di trovare nuove cure. Il Parco della Resistenza: Sorge adiacente la Fortezza Albornoz. Ottimo punto panoramico per ammirare la Città e scattare una delle più classiche foto ricordo. Un parco giochi per i bambini e un chioschetto dove mangiare qualcosa, panchine per godersi il sole in tutto relax. Galleria Nazionale delle Marche a Urbino: Ospitata all'interno del Palazzo Ducale di Urbino, questa Galleria gode di fama mondiale. Un lungo elenco delle opere in esso contenuto è estremamente ricco, importante e sicuramente invidiabile. Per chi vuole conoscere la cultura e l'arte del nostro paese diventa una tappa obbligatoria. Chiesa di San Bernardino: Edificata alla fine del 1400 fu dimora delle spoglie del padre del duca Federico, successivamente ingrandita e resa imponente come la vediamo oggi. La chiesa è un mausoleo di alcuni duchi e duchesse di Urbino. Vi sono sepolti il duca Federico da Montefeltro, il figlio duca Guidubaldo da Montefeltro e la moglie la duchessa Elisabetta Gonzaga. La chiesa di San Domenico e Obelisco Egizio: In Piazza Rinascimento proprio di fronte la chiesa si può ammirare un autentico obelisco egiziano perfettamente conservato, alle sue spalle eretta nel 1365 la chiesa di San Domenico in stile gotico, nel settecento è stato completamente rifatto l'interno perdendo parte delle decorazioni che rivestivano le pareti. Si possono ancora ammirare due tele raffiguranti Angeli, mentre sull'altare maggiore una Madonna col Bambino, Santa Caterina, San Domenico e Santa Rosa. Nei dintorni: Gradara : Uno dei borghi medievali più belli d'Italia dove il tempo sembra essersi fermato, oltre alla sua bellezza, la Rocca è famosa per la vicenda amorosa di Paolo e Francesca, una tragedia narrata anche da Dante Alighieri in uno dei primi canti dell'Inferno della Divina Commedia. Gole del Furlo : Dopo aver visitato borghi e cittadine, perché non dedicare una giornata in totale relax, qui la tranquillità regna sovrana, un comodo parco per far giocare i bambini, oppure passeggiare a contatto con la natura, in estate ci si può rinfrescare nelle acque del Fiume Candigliano. San Marino : San Marino ha conservato gran parte della sua antica architettura. Un microstato all'interno del territorio italiano ed è una delle repubbliche più antiche al mondo. Magnifica la roccaforte sulla sommità del monte Titano. San Leo : Un piccolo San Marino ma non meno interessante, l'antichissimo borgo è situato su un enorme masso roccioso rendendolo invalicabile, una meravigliosa capitale d’arte, tanto da essere citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Area sosta camper: Gps map Con carico e scarico gratis. A 1 km dal centro. Parcheggio gratuito pochi stalli adatti ai camper, ideale per i van: Gps map Camping pineta : Gps map con piscina.
- Lago di Fiastra e Lame Rosse (MC)
Oggi vi portiamo a visitare il Lago di Fiastra e percorreremo il sentiero che porta alle Lame Rosse. Ci troviamo a Fiastra sui Monti Sibillini in provincia di Macerata nella regione Marche. Il lago di Fiastra è un lago artificiale i cui lavori sono iniziati nel 1949 e terminati nel 1955 allo scopo di fornire energia elettrica nella Vallata del Fiastrone. Le acque cristalline e trasparenti, una spiaggia con sabbia bianca, tavoli e panche per fare il classico picnic in un luogo davvero spettacolare, che dire di più se non una vera chicca. Partiamo col dire che ci sono due parcheggi entrambi comodi visibili Qui , uno il parcheggio sentiero Lame Rosse, l'altro è il parcheggio diga dove abbiamo sostato noi, si consiglia di accedervi provenendo dalla diga dopo una piccola salita sarete arrivati a destinazione, proprio adiacente al parcheggio è presente un'area dedicata al picnic con tavoli e sedie per mangiare in riva al lago e godersi il panorama. Dal parcheggio si può ammirare uno splendido tramonto. Passata la notte tranquilla sotto un cielo stellato, alla mattina iniziamo la nostra passeggiata. Il sentiero delle Lame Rosse: I due parcheggi distano a 500 metri per il parcheggio diga mentre l'altro 800 metri dall'inizio del sentiero. Le Lame Rosse di Fiastra è uno dei luoghi più conosciuti e affascinanti, frequentato da migliaia di visitatori durante la bella stagione e rappresenta sicuramente uno dei geositi più interessanti e affascinanti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Sono formazioni a forma di pinnacoli con torri costituite da ghiaia tenuta insieme da argilla e limi. Il risultato di secoli di erosione da parte dalle acque superficiali che, sciogliendo il calcare le hanno conferito la forma attuale. Il percorso si estende su una lunghezza di circa 7 chilometri tra andata e ritorno e un dislivello di circa 200 metri, il tempo di percorrenza totale è di circa 3 ore / 3 ore e mezzo. Adatto alla maggior parte delle persone, il sentiero è suddiviso in due parti, si incomincia a camminare sullo sterrato e successivamente sul pietrisco il tutto prevalentemente all'ombra della vegetazione circostante. Arriviamo al tratto finale lungo il Fosso della Regina, qui vi aspetta la parte più difficoltosa della percorso, no, non spaventatevi, ci troviamo davanti una salita un pochino ripida ma la difficoltà è dovuta al fondo ghiaioso, un po' come camminare normalmente sulla sabbia, fidatevi la fatica sarà ricompensata. Consigliabile l'uso di scarponi e bastoni da trekking, anche se noi siamo saliti tranquillamente con le scarpe da ginnastica. Attenzione molto importante: Arrivati sotto la formazione è sconsigliato mettersi al di sotto di queste, risalire le piccole valli di ghiaia che sono di per se già fragili. Due sono le motivazioni, uno per evitare così un ulteriore erosione che già naturalmente è presente in questo magnifico luogo, l'altra per una questione di sicurezza, sia vostra che delle persone presenti. Nelle vicinanze: Le Gole dell’Infernaccio: Scavate dal fiume Tenna tra il Monte Sibilla e il Monte Priora sui Monti Sibillini. Sono tra le gole più suggestive dell'Appennino umbro-marchigiano e pur essendo di rara bellezza vengono chiamate le gole dell'Infernaccio. Qui si possono intraprendere belle passeggiata immersi nella natura, lungo il sentiero si può ammirare il Lago dell'infernaccio e il Tempio della Sibilla. Parco Avventura Lago di Fiastra : Questo parco avventura richiede una altezza minima di 130 cm, adatto più per ragazzi e adulti. Infatti si ha a disposizione solo un percorso caratterizzato da sentieri a terra percorribili a piedi e da passaggi sospesi sopra gli alberi come teleferiche, ponti tibetani e ponti di corde. Se cerchi l'adrenalina allora preparati alla teleferica che attraverserà una parte del lago. Vi è anche un percorso per i bambini più piccoli, ma sempre con altezza minima di 130 cm, il percorso kids è meno impegnativo e più adatto a loro. Castello Pallotta: Edificato intorno alla seconda metà del IX secolo sulle pendici del colle Colcù nel comune di Caldarola piccolo borgo medioevale. Attualmente chiuso dopo il terremoto, pur essendo riuscito a resistere alla micidiale scossa del sesto grado delle 3.36 del il 24 agosto, non ha retto a quelle successive, il 26 ottobre 2016 ha dovuto chiudere per questioni di sicurezza. Il giardino delle farfalle : Una piccola oasi naturalistica gestita sapientemente da Fabiana e Patrizio. La loro preparazione consente ai visitatori di familiarizzare con il mondo delle farfalle e molto altro. Meraviglioso il posto avvolto nella natura, una meta da non perdere soprattutto per le famiglie. Degustazione prodotti tipici, pane e pizza su forno a legna, ristorazione e ceffetteria, non manca proprio niente. Grotta dei Frati : Per gli amanti del trekking proseguendo il sentiero delle Lame Rosse si arriva alla grotta dei frati, un luogo davvero particolare totalmente immerso nella natura che con l'aiuto di pochi volontari cercano di rendere onore ad un luogo di preghiera storico. Parcherggio Diga: Gps map Parcheggio sentiero delle Lame Rosse: Gps map Area sosta camper: Gps map carico scarico gratis, pochi posti disponibili. Area sosta camper Boccioni: Gps map R&B camping : Gps map
- Saludecio (RN)
Oggi vi portiamo a visitare Saludecio, un piccolo paesino in provincia di Rimini nella regione Emilia-Romagna. Il paese è stato roccaforte malatestiana situata al centro di una corona di castelli difensivi, ultimo baluardo riminese contro la vicina Urbino dei Montefeltro. Dopo aver visitato Dozza era doveroso visitare anche Saludecio, cos'hanno in comune le due cittadine ? Entrambi sono conosciute come le città dei Murales, tantissime sono le facciate delle case dove artisti pittori si sono cimentati in vere opere d'arte. Parcheggiato il camper adiacente il campetto di calcio, ci avviamo verso l'ingresso principale al borgo attraverso la Porta Marina edificata nel XIV secolo che accede alla piazza del vecchio borgo. Camminando per i vicoli numerosi sono i dipinti raffiguranti momenti di storia, ci rendiamo conto della bravura che alcune persone hanno nelle loro mani. La storia dei dipinti: A partire dal 1991 in occasione del 800 Festival, artisti provenienti da ogni dove si esibiscono nella Street Art. In occasione del festival il pubblico sarà a stretto contatto con gli artisti, vederli di persona creare con le loro mani dipinti fantastici rende ancor di più la sensazione di aver in qualche modo partecipato all'evento. Disegni che ogni anno si aggiungono ai precedenti o sostituiti perché rovinati degli eventi atmosferici. Tutti i Murales hanno come ricorrenza la scoperta delle invenzioni dell’800. Percorrendo i vicoli del piccolo borgo si possono osservare oltre 50 dipinti. Svariati sono i temi raffigurati nei Murales, dalla nascita del cinema, la macchina, all'ecologia, la carta igienica, la Pizza Margherita, i pantaloni jeans Levi's, il reggicalze e tanto altro. Eccovi una carrellata di alcuni Murales. Ti leggo nella mente, so cosa stai pensando, sono veramente belli. Per la sua tradizione artistica del “ muro dipinto ” è stato conferito a Saludecio, l'iscrizione a pieno titolo nell’Associazione Italiana dei Paesi Dipinti. Cosa fare a Saludecio: Ovviamente passeggiare tra gli stretti vicoli del borgo alla scoperta di angoli nascosti ma ricchi di carattere e alla ricerca del dipinto che più ci colpisce. Museo di Saludecio e del Beato Amato: Un Museo d'arte sacra dalla particolare aurea, attraverso oltre 300 opere tra reperti archeologici, suppellettili ecclesiastiche, dipinti, sculture, si racconta la storia della comunità di Saludecio. Chiesa Parrocchiale di San Biagio: La prima citazione della pieve di Saludecio, attestata con il titolo di pieve di San Laudizio, risale al 1014. All'interno riposano le spoglie di Sant'Amato Ronconi, persona devotissima e molto venerata in zona. Congregazione delle Sorelle dell'Immacolata: La “ Casa di Spiritualità Don Masi ” situata all'interno dell’antico monastero di Saludecio, animata dalle Sorelle dell’Immacolata la casa vuole essere un luogo dove poter fare esperienza di ascolto, preghiera e di riflessione. Luogo davvero accogliente, camere ampie e spaziose, ottima la cucina e le suore super gentilissime. Chiesa e Convento dei Gerolomini: Fondato nel 1640 dal Beato Cipriano Mosconi dell’ordine dei frati Gerolomini. All'interno si conservano alcune opere del XVII secolo, recentemente sono stati scoperte tracce di affreschi non ancora identificati e datati. Belvedere il balcone panoramico verso il mare che ingloba il Monumento ai Caduti del 1928 raggiungibile attraversando il borgo passando dalla Porta montanara del XIV secolo, oppure dopo una passeggiata lungo le mura sotto gli alberi di tiglio. Adiacente le mura un parco giochi per piccoli e una percorso fitness attrezzato. Nei dintorni: L'Osservatorio astronomico di Saludecio si trova a 5 km nella campagna di Santa Maria del Monte. Qui troviamo due telescopi che scrutano il cielo, uno a disposizione del pubblico, l'altro dedicato alla ricerca scientifica. Un esperienza davvero interessante. Castello di Meleto: Affascinante borgo fortificato considerato il balcone sull'Adriatico per la posizione collinare sulle vallate del Tavollo e del Foglia. Il borgo di Meleto risale al VI secolo. Grotte di Onferno: Siete pronti a trascorrere una piacevole avventura in una grotta buia tra pipistrelli ? Allora le Grotte di Onferno è quello che fa per voi. La visita si svolge a piedi con caschetti e luce incorporata come dei veri speleologi. Nate dall'erosione del torrente sotterraneo che per millenni ha levigato la roccia fino a una profondità di 70 metri. Acqua che scorre ancora copiosa in alcuni periodi dell'anno. Si percorrono sale e strettoie si possono vedere cristalli di gesso e concrezioni di calcare. Adatto ai bambini un po meno per chi soffre di claustrofobia. P.S. Sono anche conosciute per ospitare la più grande colonia di pipistrelli della nazione, si hai letto bene, la più grande con ben 8000 pipistrelli appartenenti a 6 specie differenti. Parcheggio Grotte: Gps map Eventi: L'evento più importante non poteva che essere che l' 800 Festival , si svolge annualmente nella prima decade di agosto, il borgo di Saludecio rivive il XIX secolo, epoca in cui si guadagnò l’appellativo di “ capitale della Valconca ”. Ad animare le vie del paese, musica, balli, teatro, spettacoli, botteghe, gendarmi e brigati, mercatini e tanto altro, il tutto in un contesto ottocentesco. Altra manifestazione interessante, la Saluserbe nata nel 1988 si svolge i primi di giugno, festa dedicata all'insegna del verde, parola d'ordine: tutti prodotti di coltivazione biologica, dall'alimentazione alla cosmetica con un occhio di riguardo all'ambiente. Parcheggio sterrato campetto sportivo: Gps map Parcheggio: Gps map












