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- Viaggio nelle Marche
In questo itinerario in terra marchigiana visiteremo: Gradara, Urbino, Gole del Furlo, Corinaldo, Loretello, il Tempio di Valadier, Grotte di Frasassi, Camerano sotterranea, Lido di Fermo e per finire il Lago di Fiastra e le Lame Rosse. Partiamo in camper dalla provincia di Pavia in una fresca serata d’estate: il sole è già calato e la strada scorre tranquilla. L’aria si fa più leggera e, mentre l’autostrada ci accompagna verso est, siamo tutti pronti per un viaggio che ci porterà nel cuore delle Marche. Tappa 1: Gradara ←leggi il post Arrivo e riposo Arriviamo a Gradara nelle prime ore del mattino, quando il borgo è ancora immerso nel silenzio. Decidiamo di riposare qualche ora nell’area sosta adiacente al paese, pronti per scoprire questa perla marchigiana appena svegli. Risveglio nel borgo e vista al Castello di Gradara Il mattino seguente, sveglia all’alba. L’area di sosta camper è comodissima e silenziosa, a pochi passi dalla porta di accesso al borgo. Dopo un veloce caffè in tazza, inizia la nostra giornata. Gradara è un borgo medievale arroccato su una collina, famoso soprattutto per il suo magnifico castello. Il Castello di Gradara domina il paesaggio circostante e racchiude secoli di storia, leggende e intrighi. Si narra che qui siano vissuti i protagonisti della tragica storia d’amore tra Paolo e Francesca, resa celebre da Dante nella Divina Commedia. Salendo le mura tortuose tra torri e merli, riusciamo a vedere il castello in tutto il suo fascino medievale: mastio, cortile interno, stanze affrescate. Visitare il castello significa immergersi in un’atmosfera suggestiva, tra camminamenti, cortili e sale riccamente arredate. Dall’alto delle mura la vista spazia fino al mare e alle prime colline marchigiane. Il borgo e le attività Il borgo di Gradara è un dedalo di vicoli acciottolati, case in pietra e piccole botteghe artigiane. Passeggiando, si incontrano ristorantini tipici dove assaggiare piatti della tradizione marchigiana. Tra le attività interessanti, consiglio una visita guidata al castello, una passeggiata sulle mura per ammirare il panorama e la partecipazione a eventi e rievocazioni storiche che animano il borgo in diverse occasioni. Cena e riposo La sera ci ritroviamo in una piccola osteria dentro le mura: tagliatelle al ragù di cinghiale, un calice di vino locale e, per concludere, la tipica “ciambella marchigiana” con il bicchiere di verdicchio. Tornati al camper, doccia e ci infiliamo nel letto: il silenzio è totale e ci regala una notte di riposo profondo. Tappa 2: Urbino ←leggi il post Partenza all’alba Dopo una colazione veloce, carichiamo il camper e, mentre il sole sorge, ci mettiamo in marcia verso nord-est, puntando su Urbino. Scoprire Urbino Arrivati entro metà mattina, parcheggiamo l’area di sosta poco fuori le mura urbicane. Il centro storico è un gioiello rinascimentale dichiarato Patrimonio Unesco: strade acciottolate, palazzi signorili, l’aria carica di storia. Palazzo Ducale : visitare le splendide sale affrescate da Piero della Francesca e Raffaello; il cortile interno, la galleria degli Arazzi, la Biblioteca Albani con i suoi codici preziosi. Casa di Raffaello : la casa natale del grande pittore, con documenti e riproduzioni delle sue opere giovanili. Duomo di Urbino : una breve sosta per ammirare la facciata tipicamente rinascimentale e l’interno sobrio, illuminato da vetrate colorate. Passeggiata tra le vie Pranziamo con una piadina farcita al momento in una bancarella vicino a Piazza Rinascimento, quindi ci avventuriamo tra vicoli e scalinate: scorci di mattoni rossi, piccoli cortili, finestre ornate di gerani. Non manca una sosta al Belvedere di San Domenico, per un panorama che abbraccia la campagna marchigiana fino al Montefeltro. Sera e chiusura della giornata Dopo una giornata intensa, ceniamo in trattoria con un piatto di cappelletti al ragù di vitello e un calice di Sangiovese. Dopocena, leggera passeggiata lungo il fossato delle mura, illuminato da lampioni caldi: è l’occasione per uno sguardo finale alla città prima di tornare al camper. Notte rigenerante Rientriamo nell’area di sosta alle porte di Urbino, soddisfatti del nostro itinerario. Un’ultima occhiata alle stelle, poi il silenzio e il riposo ci attendono: domani le Marche ci riserveranno altre meraviglie! Terza tappa: Gole del Furlo ←leggi il post Arrivo e relax in natura Dopo due giorni intensi tra Gradara e Urbino, decidiamo di prenderci una pausa immersi nel verde: puntiamo alle celeberrime Gole del Furlo. Percorriamo le stradine che costeggiano il fiume Candigliano, fino ad arrivare al comodo parcheggio del Parco del Furlo, incastonato tra pareti di roccia e un fitto bosco di querce e faggi. Divertimento per i più piccoli Appena lasciamo il camper, i bimbi scorgono il Parco Avventura del Furlo: ponti tibetani, carrucole sospese e passerelle tra gli alberi. Tra un urlo di gioia e l’altro, scalano reti e scivolano su funi, mentre noi ci sistemiamo su una coperta all’ombra, con il rumore rilassante del fiume a fare da sottofondo. Bagno rinfrescante nel Candigliano La calura di metà giornata invita tutti al tuffo: scendiamo verso la sponda dove l’acqua è limpida e fresca. I più coraggiosi si lanciano da piccoli scogli, gli altri si godono il nuoto lento tra vortici e correnti leggere. In pochi minuti il mondo sembra lontano, sostituito dal gorgoglio dell’acqua e dal canto degli uccelli. Museo dei Riciclosauri Nel pomeriggio visitiamo il Museo dei Riciclosauri, un piccolo gioiello dedicato al tema del riciclo: sculture di animali realizzate con materiali di scarto, pannelli interattivi per i bambini e laboratori creativi per imparare a dare nuova vita agli oggetti. I bimbi escono entusiasti con un dinosauro in plastica riciclata fatto da loro stessi. Passeggiata al tunnel e alla diga Proseguiamo poi con un breve trekking lungo il sentiero che conduce al tunnel romana scavato nella roccia: lo attraversiamo con la torcia in mano, ammirando le pareti umide e gli antichi segni di scolpitura. Poco oltre, la diga del Furlo domina l’acqua sottostante, con il suo sbarramento storico che regola il Candigliano fin dai tempi di Federico II. Spostamento al Santuario Chiesa Madonna della Misericordia del Pelingo Prima del tramonto ci spostiamo in pochi minuti per visitare l'Abbazia di San Vincenzo al Furlo, incastonata nella roccia. Successivamente verso il Santuario Chiesa Madonna della Misericordia del Pelingo, scelta forzata inquanto nel parco non è consentito il pernottamento. Fermiamo il camper nel parcheggio ombreggiato. Facciamo un salto fino alla chiesetta romanica, col suo campanile aguzzo e l’atmosfera raccolta, quindi torniamo al camper per una serata all’insegna della quiete. Notte tranquilla Il canto dei grilli e il fruscio delle foglie ci accompagnano fino al sonno, mentre le stelle sbirciano tra i rami. È la notte perfetta per ricaricare energie prima della tappa successiva. Quarta tappa: Corinaldo ←leggi il post Colazione e partenza Al mattino godiamo di un’abbondante colazione “all’italiana” con cappuccino, fette biscottate e marmellate locali. Poi accendiamo il motore e, in un’oretta di strada panoramica tra colline dorate e filari di vigneti, raggiungiamo Corinaldo uno dei borghi più belli d’Italia, famoso per le sue mura medievali perfettamente conservate e per l’atmosfera suggestiva. Scoprire Corinaldo Il borgo murato di Corinaldo si presenta con le sue imponenti cinte difensive quattrocentesche, perfettamente conservate. Superiamo la Porta Nova e ci immergiamo in un dedalo di viuzze medievali. Le Mura e le Porte: facciamo il giro completo delle mura, passando per Porta Picena e Porta San Pietro, ammirando dall’alto la campagna marchigiana. La Scalinata di Santa Maria: 104 gradini che conducono alla chiesa omonima; saliamo lentamente, poi ci concediamo il panorama dalla terrazza superiore. Piazza del Terreno: il cuore pulsante del borgo, con il loggiato trecentesco, le botteghe e le caffetterie: qui ci fermiamo per un gelato artigianale. Santuario della Madonna della Croce: un luogo di devozione fuori dalle mura, raggiungibile con una breve passeggiata tra ulivi e vigneti. Museo della Mezzadria: per scoprire la vita contadina marchigiana, con attrezzi antichi e ricostruzioni ambientali. Passeggiata tra le vie Durante la passeggiata incontriamo botteghe artigiane, enoteche e ristoranti tipici dove assaggiare le specialità marchigiane. Ci perdiamo tra le case in pietra, fotografando portali scolpiti e piccole nicchie votive. Ogni angolo ha un profumo di storia: antichi lavatoi in pietra, archi a tutto sesto, panchine di legno scavate nel muro. Relax e cena Nel tardo pomeriggio torniamo al camper per una doccia rinfrescante. Poi, di nuovo in paese, scegliamo una trattoria dove qualsiasi piatto va bene l'importante che sia accompagnato da un calice di Rosso Conero. Passeggiata serale Dopo cena, le luci aranciate dei lampioni disegnano ombre suggestive sulle mura. Con passo lento, ammiriamo la sagoma delle torri contro il cielo notturno e il silenzio interrotto solo dal rumore dei nostri passi sul ciottolato. Notte all’area di sosta Rientriamo al camper nell’area sosta vicina alle mura, dove il fresco serale si fa ancora più piacevole. Ci addormentiamo in un abbraccio di verde e pietra, pronti per la prossima avventura marchigiana! Quinta tappa: Loretello ←leggi il post Colazione e partenza Sveglia e colazione nel camper: il profumo del caffè si mescola all’aria fresca della mattina. Pochi chilometri ci separano dal nostro prossimo obiettivo, il borgo di Loretello. Scoprire Loretello Arriviamo a Loretello un borgo minuscolo ma ricco di fascino, perfettamente incastonato tra le colline della provincia di Ancona, nel comune di Arcevia. Non più di una manciata di case in pietra, una piccola piazzetta e… tutto qui. Ma è proprio questa semplicità a renderlo così affascinante. Nonostante le sue dimensioni ridotte, Loretello è considerato uno dei castelli più antichi delle Marche, fondato intorno al X secolo e nominato per la prima volta nel 1072 dai monaci di Fonte Avellana. Il borgo ovviamente è silenzioso e autentico, perfetto per una breve sosta immersi nella storia e nella pace del luogo. Ripartenza direzione tempio di Valadier ←leggi il post Dopo la brevissima visita a borgo di Loretello, riprendiamo il viaggio verso il Tempio di Valadier. Arrivati al parcheggio, ci incamminiamo lungo il sentiero che porta al tempio, incastonato nella roccia. Ammiriamo l’architettura ottagonale e la grotta accanto, respirando l’atmosfera mistica del luogo. La vista sulla gola e il silenzio rendono la sosta indimenticabile. Cena e relax e notte tranquilla Dopo la visita al Tempio di Valadier, ci spostiamo verso il parcheggio dedicato ai camper delle Grotte di Frasassi. Ceniamo in tranquillità, godendoci il panorama e preparandoci per la visita delle grotte prevista per il mattino successivo. Il parcheggio è immerso nella natura, ideale per una notte serena e rigenerante. Prima di addormentarci, ci concediamo una passeggiata sotto le stelle, ascoltando i suoni della notte. Il silenzio e la frescura ci accompagnano fino al mattino, pronti a scoprire le meraviglie delle Grotte di Frasassi. Settima tappa: Grotte di Frasassi ←leggi il post L’ingresso nel mondo sotterraneo All’alba ci svegliamo pieni di curiosità e, dopo una colazione veloce, raggiungiamo il centro visite delle Grotte di Frasassi. Scortati dalle guide, entriamo nel profondo della montagna attraverso il grande ingresso: un arco di roccia alto decine di metri che sorveglia l’accesso al regno sotterraneo. Meraviglie geologiche Attraversiamo l’arco naturale che segna l’ingresso al mondo delle grotte. Subito, il silenzio si fa più profondo, interrotto solo dal gocciolio dell’acqua che scava la roccia da millenni. La temperatura scende rapidamente: anche d’estate, qui dentro si aggira intorno ai 14 gradi, con un’aria umida che fa appannare gli occhiali. Il percorso è ben illuminato e sicuro, ma ogni passo ci fa sentire più piccoli di fronte alle immense sale che si aprono davanti a noi. Camminiamo tra sale immense, la Grotta Grande del Vento, la Sala delle Candeline e l’Abisso Ancona, così vasto da poter contenere l'intero Duomo di Milano. La guida ci racconta la storia delle grotte e le leggende che le circondano, mentre noi restiamo a bocca aperta davanti a tanta bellezza. Ogni ambiente ha un suo nome, una sua storia: colonne che sembrano statue gotiche, drappeggi che sembrano tendaggi di tessuto, e concrezioni che si riflettono in piccoli laghetti di acqua cristallina. Clima e durata della visita All’interno la temperatura è costante intorno ai 14 °C, con un’umidità che sfiora il 95 %. Per questo indossiamo un capo pesante sopra la maglietta e scarpe comode, perché il terreno è a volte scivoloso. Il percorso ufficiale è lungo circa 1,5 chilometri, e la visita guidata dura in media 1 ora e 30 minuti, comprese le spiegazioni dei geologi sulla formazione delle grotte e gli impianti di illuminazione studiati per preservare il delicato equilibrio ambientale. Uscita e sensazioni Al termine del tour, la luce del sole sembra più intensa: torniamo alla superficie con un senso di meraviglia e di stupore per quanto la natura possa plasmare il tempo in modo così lento e grandioso. Ottava tappa: Camerano sotterranea e Lido di Fermo ←leggi il post Pomeriggio a Camerano Lasciate alle spalle le grotte, ci dirigiamo verso Camerano, borgo famoso per la sua città sotterranea. Arriviamo all'ora di pranzo e decidiamo di pranzare al volo pur di immergerci subito nell’atmosfera tranquilla del paese. Il centro storico è un susseguirsi di vicoli acciottolati e palazzi in pietra, ma la vera sorpresa è sotto i nostri piedi. La città sotterranea Scendiamo lungo stretti gradini scavati nel tufo e ci ritroviamo in un labirinto di gallerie, cisterne, cantine e cappelle rupestri: un dedalo di stanze e corridoi databili dal IV secolo d.C. fino al Medioevo. La guida ci mostra la cisterna romana ancora funzionante, la “ Cattedrale sotterranea ” e una serie di nicchie dove venivano conservati olio e vino. L’eco dei nostri passi e l’aria fresca creano un’atmosfera atemporale, quasi mistica. Il borgo di Camerano Risaliti alla luce, esploriamo le viuzze medievali: la piazza del comune con il suo pozzo, la chiesa di San Lorenzo, i panorami sulla campagna marchigiana. Ci fermiamo a scattare qualche foto dalle terrazze panoramiche, godendo del contrasto tra la roccia chiara del sottosuolo e il verde dei vigneti circostanti. Cena e partenza per il mare All’imbrunire ceniamo in una trattoria del centro, assaggiando “vincisgrassi” (pasticcio di lasagne tipico) e un calice di Rosso Piceno. Solita passeggiata serale per conoscere i due volti di ogni luogo che visitiamo. Ritorno sul camper, ci dirigiamo verso la costa marchigiana: il Lido di Fermo è a meno di trenta chilometri. Arrivo al Lido di Fermo Guidiamo sotto un cielo stellato e, una volta raggiunta la spiaggia, parcheggiamo il camper all'area sosta camper. In sottofondo il lieve infrangersi delle onde: domani mattina ci aspetta il profumo del mare, la brezza salmastra e la spiaggia dorata tutta per noi. La mattina seguente giornata dedicata al mare. Poco da raccontare se non tanti tanti bagni. Proprio di fronte l'area sosta, l' Acquascivolo La Sirenetta dove i ragazzi si divertono sugli scivoli. Cena serale a base di pesce e vino bianco. Quattro passi sul lungomare e poi si torna in camper per una notte tranquilla. Nona tappa: Lago di Fiastra e Lame Rosse ←leggi il post Partenza e arrivo Al mattino, dopo una colazione rilassata, lasciamo il Lido di Fermo e ci dirigiamo verso l’interno delle Marche, verso quella che sarà l’ultima tappa del nostro viaggio in questa regione ricca di sorprese. La destinazione è il Lago di Fiastra, immerso nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, e le suggestive Lame Rosse, una delle meraviglie naturali più iconiche delle Marche. Il Lago di Fiastra Arrivati al lago, ci accoglie un panorama mozzafiato: acque turchesi circondate da fitti boschi e montagne imponenti. Il Lago di Fiastra è un bacino artificiale realizzato negli anni ’50 per produrre energia elettrica, ma oggi è diventato un paradiso per chi ama la natura, il relax e gli sport all’aria aperta. Le rive del lago sono ideali per passeggiate, picnic, bagni nelle acque limpide e sport acquatici come kayak, pedalò e pesca sportiva. Lungo le sponde si trovano anche aree attrezzate e un Parco Avventura, perfetto per chi viaggia con bambini. Giornata al lago Il primo giorno lo dedichiamo interamente al lago: ci rilassiamo sulle spiaggette, facciamo un giro in barca per scoprire le insenature più nascoste e ci godiamo il paesaggio dal belvedere della Ruffella, uno scoglio roccioso che si affaccia sul lago e offre una vista spettacolare. La sera, ceniamo in una delle trattorie locali, assaggiando piatti tipici della cucina marchigiana. Le Lame Rosse e i sentieri della natur a Il secondo giorno ci svegliamo presto per esplorare le Lame Rosse, una formazione rocciosa unica nel suo genere, modellata dall’erosione dell’acqua e del vento. Il sentiero che porta alle Lame Rosse parte dal lago e si snoda tra boschi e prati, regalando panorami sempre diversi. Il percorso è adatto a tutti e permette di ammirare da vicino le striature rosse e dorate delle rocce, che ricordano un paesaggio quasi lunare. Escursioni e attrazioni nei dintorn i Durante il nostro soggiorno, non manchiamo di percorrere altri sentieri che si addentrano nella natura incontaminata del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Tra le mete più interessanti ci sono: Chiesa Abbaziale di Santa Croce : un’antica abbazia immersa nel verde, raggiungibile con una breve escursione, perfetta per una sosta di pace e spiritualità. Grotta dei Frati : una grotta carsica facilmente accessibile, ideale per una passeggiata alla scoperta della geologia del territorio. Belvedere sul Lago di Fiastra : punti panoramici come quello della Ruffella o delle vette circostanti, da cui si gode una vista incredibile sul lago e sulle montagne. Castello Magalotti : i ruderi di questo antico castello, situati su uno sperone sopra il paese di Fiastra, sono raggiungibili con una breve camminata e offrono una vista panoramica sulla vallata e sul lago. Parrocchia di San Paolo : una chiesa romanica che sorge sopra il paese, perfetta per una sosta culturale e per ammirare il paesaggio dall’alto. Serata e chiusura del viaggio La sera, dopo una giornata intensa di escursioni, ci rilassiamo nell’area sosta camper, godendoci il silenzio della natura e il fresco della montagna. Il nostro viaggio in terra marchigiana si avvia alla conclusione, ma i ricordi e le emozioni vissute resteranno per sempre nella memoria. E quale modo più suggestivo di chiudere in bellezza un viaggio in camper, se non contemplando un tramonto sul lago? Concludendo Il nostro viaggio in terra marchigiana ci ha condotti alla scoperta di città storiche, borghi incantati, grotte misteriose e spiagge dorate, per concludersi tra le meraviglie naturali del Lago di Fiastra e delle Lame Rosse: un’esperienza indimenticabile, ideale per chi ama la natura e la continua scoperta di nuovi paesaggi
- Viaggio in Emilia Romagna
In questo itinerario visiteremo Bobbio , Gropparello , Vitigno di Canossa, Le cascate del Golfarone, Rocchetta Mattei, Dozza, Brisighella, Premilcuore e la cascata urlante, Diga di Ridracoli, Montebello di Torriana, Santarcangelo di Romagna e Saludecio . Provincia di Pavia → Piacenza (Bobbio, Gropparello) Bobbi o ←leggi il post Lasciata la provincia Pavia con il sole che sorge, il camper si immette sulla strada che taglia la pianura padana. I campi coltivati e le fila di pioppi accompagnano il viaggio verso sud, mentre il paesaggio si fa sempre più dolce all’avvicinarsi delle colline piacentine. Ci dirigiamo verso Bobbio, borgo incastonato tra le colline e il fiume Trebbia. Appena arrivati, visita al Ponte Gobbo conosciuto anche come ponte del diavolo per le arcate irregolari legate alla sua leggenda. Si passeggia tra le vie acciottolate, sotto i portici medievali, fino all’Abbazia di San Colombano, dove la storia si respira in ogni pietra. Nel pomeriggio dopo la visita del borgo e assaggiato le specialità locali ci si rilassa sulle sponde del Trebbia dove l’acqua bella fresca invia i più temerari al bagno. Dopo una serata tranquilla con una passeggiata notturna sotto le stelle si va a riposo nella comoda area sosta situata alle porte del borgo. Area sosta: Gps map Gropparello ←leggi il post Il giorno seguente si riparte verso Gropparello. In breve si raggiunge il castello arroccato, circondato da boschi e prati. Qui, il Parco delle Fiabe accoglie famiglie e viaggiatori con le sue storie di cavalieri e fate. Il castello, con le sue mura e le sue leggende, è perfetto per una visita guidata, mentre i sentieri invitano a esplorare la natura circostante. La sera, il silenzio della campagna regala una sensazione di pace. Parcheggio castello: 44.83461, 9.73458 Area sosta camper: 44.83488, 9.73062 Piacenza → Reggio Emilia (Votigno di Canossa, Cascata del Golfarone) Votigno di Canossa ←leggi il post Lasciata la provincia di Piacenza, l'avventura prosegue verso la provincia di Reggio Emilia. Il percorso attraversa colline e borghi arroccati, con paesaggi che cambiano continuamente. La nostra destinazione è Votigno di Canossa, antico borgo medievale che si scopre arroccato su una collina. Conosciuto anche come la casa del Tibet, un centro culturale e tempio buddista, il primo in Europa ad essere aperto al pubblico. Le stradine acciottolate e le case in pietra raccontano una storia antica, mentre la vista sulle valli regala momenti di serenità. In serata ci si rilassa osservando il panorama e assaporando la cucina locale. Notte tranquilla al parcheggio adiacente. Parcheggio di Votigno di Canossa: Gps map Cascata del Golfarone ←leggi il post Il giorno seguente, il viaggio prosegue verso la Cascata del Golfarone. Ci addentriamo nel cuore del bosco, dove il sentiero che porta alla cascata è immerso nel verde. Il rumore dell’acqua che precipita crea un’atmosfera rilassante e rigenerante. Qui, il viaggiatore può fermarsi per ascoltare il silenzio della natura e ricaricarsi prima di riprendere il viaggio in serata. Parcheggio bordo strada: Gps map Reggio Emilia → Bologna (Rocchetta Mattei, Dozza) Rocchetta Mattei ←leggi il post Si riparte verso l’Appennino bolognese. Il percorso si addentra tra le colline e i boschi fino a raggiungere la Rocchetta Mattei. La visita al castello è un’esperienza fiabesca: torri, cortili e decorazioni eclettiche creano un’atmosfera unica, mentre la storia del conte Mattei e delle sue invenzioni affascina ogni visitatore. Unica pecca, non c'è un vero parcheggio. Solo bordo strada e in serata si riparte. Gps map Dozza ←leggi il post Dopo aver lascito Rocchetta Mattei, ripercorriamo le dolci colline bolognesi verso sud-est, attraversando la campagna emiliana. Le strade si snodano tra vigneti e piccoli borghi, mentre il paesaggio si fa sempre più suggestivo. La Seconda tappa è Dozza, borgo che sembra uscito da un libro di fiabe. Sosta notturna tranquilla nel parcheggio adiacente le porte del paese. Il mattino seguente inizia con una passeggiata tra le vie di Dozza, dove ogni casa è una tela per murales d’artista. La Rocca Sforzesca domina il borgo e, salendo sulla torre, si gode una vista mozzafiato sulle valli coltivate a vigneto. Nei sotterranei, l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna invita a degustare i vini locali, mentre la leggenda del drago Fyrstan aggiunge un tocco di mistero. Il borgo, trasformato in una galleria d’arte a cielo aperto, regala emozioni artistiche e gusto per la storia. Area sosta camper: 44.22168, 11.77921 4. Bologna → Ravenna (Brisighella) Brisighella ←leggi il post Dalla provincia bolognese, il nostro itinerario procede fino alla provincia di Ravenna. La tappa successiva è Brisighella, borgo medievale noto per la sua atmosfera suggestiva e la splendida posizione ai piedi dei Tre Colli. Si trascorre una notte tranquilla nell’area sosta camper ai piedi del paese, immersi nel silenzio. Al mattino, si parte alla scoperta di Brisighella: la Rocca Manfrediana e la Torre dell’Orologio dominano il borgo e offrono panorami mozzafiato sulla valle. La Via degli Asini , strada sopraelevata e porticata, è uno degli scorci più caratteristici, insieme ai vicoli colorati e alle botteghe artigiane. Il Santuario del Monticino completa la visita con una vista ancora più ampia sul territorio. Brisighella è anche famosa per l’olio extravergine DOP e il Sangiovese di Romagna, da assaggiare nelle osterie locali. Dopo aver esplorato il borgo, si riparte verso nuove avventure. Area sosta camper: Gps map: 44.22168, 11.77921 5. Ravenna → Forlì-Cesena (Premilcuore, Diga di Ridracoli) Premilcuore Cascata Urlante ←leggi il post Si riparte verso la provincia di Forlì-Cesena, addentrandosi nel cuore dell’Appennino romagnolo. Sosta notturna in un’area immersa nel verde, circondata dal silenzio della montagna. Il mattino seguente, si parte verso Premilcuore, borgo tranquillo punto di partenza per raggiungere la Cascata Urlante. Il sentiero che porta alla cascata è immerso nella natura e il fragore dell’acqua che precipita da oltre 70 metri regala un’emozione indimenticabile. Qui si può sentire la forza della natura e lasciarsi avvolgere dal suo fascino. Parcheggio: Gps map: 43.97388, 11.77478 Diga di Ridracoli ←leggi il post Il giorno successivo, il camper si dirige verso la Diga di Ridracoli. Il lago artificiale, circondato da fitti boschi, offre paesaggi mozzafiato e la possibilità di passeggiare lungo la diga o navigare in barca sul lago. Il silenzio e la pace che si respirano qui sono il regalo più grande per un viaggiatore in cerca di tranquillità. Informazioni: https://www.ladigadiridracoli.it/it/ Parcheggio diga Ridracoli: 43.87781, 11.83408 6. Forlì-Cesena → Rimini (Montebello di Torriana, Saludecio, Santarcangelo di Romagna) Montebello di Torriana ←leggi il post Penultima tappa del viaggio porta il camper nella provincia di Rimini. Arrivo in serata presso il parcheggio, sosta notturna tra colline e vigneti, dove il profumo della notte estiva avvolge il viaggiatore. La mattina tutti pronti per visitare Montebello di Torriana, piccolissimo borgo con poco più di 25 abitanti. Rinomato per il suggestivo castello di Azzurrina e la sua affascinante leggenda, questo luogo offre visite guidate che riportano in vita antiche storie di fantasmi, rendendo ogni sosta un’esperienza davvero indimenticabile. Finito la visita si riparte, destinazione Santarcangelo di Romagna. Informazioni: www.castellodimontebello.com/ Parcheggio Via Sabioni: 43.97181, 12.36722 Parcheggio sotto le mura: 43.97044, 12.36691 Santarcangelo di Romagna ←leggi il post Arrivati nel tardo pomeriggio al parcheggio di Santarcangelo di Romagna, abbiamo trovato un’atmosfera rilassata e silenziosa, perfetta per una notte tranquilla senza alcun rumore di sottofondo. La mattina seguente, con la luce del sole che iniziava a riscaldare le stradine, abbiamo cominciato la visita esplorando la maestosa Rocca Malatestiana, simbolo della città. Proseguendo, abbiamo scoperto le misteriose grotte tufacee scavate nella collina, ammirando i loro cunicoli e le suggestive atmosfere sotterranee. La passeggiata è proseguita nel pittoresco centro storico, tra negozi caratteristici, botteghe artigiane e colorate case medievali che raccontano la storia di Santarcangelo di Romagna. Parcheggio: 44.05872, 12.44252 Saludecio ←leggi il post Dopo aver passato la seconda notte al parcheggio di Santarcangelo di Romagna, la mattina ci rimettiamo in viaggio verso l’ultima tappa della nostra avventura in Terra Emiliano-Romagnola: Saludecio. Questo affascinante borgo, adagiato tra le colline della Valconca , è celebre per i suoi murales che raccontano storie, invenzioni e personaggi del passato, regalando al visitatore un itinerario artistico a cielo aperto. Con la sua vivacità culturale e l’atmosfera suggestiva, Saludecio ci ricorda molto Dozza, visitata nei giorni precedenti. È proprio qui, tra arte e bellezza, che si conclude il nostro viaggio in questa terra ricca di storia, colori e sorprese. Parcheggio: 43.8742, 12.6696 Concludendo Questo itinerario in camper ha portato a scoprire la vera anima dell’Emilia-Romagna: un mosaico di paesaggi, storia e sapori che si svelano tappa dopo tappa, regalando emozioni sempre nuove. Dalle dolci colline di Piacenza ai borghi dipinti della provincia di Bologna, dagli scenari appenninici di Reggio Emilia e Forlì-Cesena fino alle atmosfere vivaci della costa romagnola, ogni luogo ha raccontato una storia diversa, fatta di arte, tradizione e natura incontaminata . Viaggiare in camper ha permesso di vivere la regione con totale libertà, sostando nei borghi più autentici, assaporando le specialità locali e immergendosi in paesaggi che cambiano continuamente: dalle vigne ai boschi. Le soste notturne, spesso immerse nel silenzio della campagna o nel profumo della pineta, sono state momenti preziosi per assaporare la lentezza e il piacere del viaggio vero, dove il percorso diventa la meta stessa . L’Emilia-Romagna si è rivelata la destinazione ideale per chi ama esplorare senza fretta, scoprendo castelli, abbazie, cascate e borghi che sembrano sospesi nel tempo. Un viaggio che rimane nel cuore, non solo per la bellezza dei luoghi, ma anche per la genuinità delle persone incontrate lungo la strada e la ricchezza di un territorio che sa sempre sorprendere.
- Viaggio nel Chietino
Visiteremo la Costa dei Trabocchi , Casalbordino e il suo Lido , Punta Aderci , Roccascalegna e le Gole di Fara San Martino . Questo itinerario in camper vi permetterà di scoprire i volti più autentici del Chietino, tra mare, montagna, storia e tradizioni, regalandovi un’esperienza di viaggio ricca e indimenticabile. Costa dei Trabocchi ←leggi il post Il nostro viaggio inizia lungo uno dei tratti più affascinanti dell’Adriatico: la Costa dei Trabocchi, che si estende da Ortona a Vasto. Questo litorale è un connubio perfetto tra natura, storia e tradizione marinara. I veri protagonisti sono i trabocchi, antiche strutture da pesca in legno costruite su palafitte, che si protendono sul mare come piccole navi immobili. Oggi molti di questi trabocchi sono stati restaurati e trasformati in ristoranti panoramici, dove gustare pesce fresco ammirando il tramonto. Il tratto è punteggiato da spiagge libere, calette nascoste, promontori rocciosi e torri costiere. Tra i borghi da non perdere: San Vito Chietino , con l’Eremo Dannunziano e il famoso Trabocco Turchino; Fossacesia , dove sorge l’imponente Abbazia di San Giovanni in Venere con vista sul mare; Torino di Sangro , con la Riserva Naturale Lecceta e il cimitero militare britannico. La costa è attraversata dalla meravigliosa Via Verde dei Trabocchi , una ciclopedonale di oltre 40 km ricavata sull’ex ferrovia. Questo percorso vi permette di esplorare il territorio in modo lento e sostenibile, perfetto per camminatori e cicloturisti. È costeggiato da numerosi accessi al mare e punti panoramici dove fermarsi a contemplare il paesaggio. Parcheggio a pagamento dal 15/06 al 15/09 dalle 08.30 alle 18.30 giornaliero 3 Euro : 42.2894, 14.4751 Campeggio: https://www.costadargento.net/listino.html Area camper costa dei trabocchi : 42.27628, 14.49201 Lido di Casalbordino ←leggi il post Proseguendo verso sud, la strada ci porta a Casalbordino, un piccolo borgo disteso su una collina tra i fiumi Osento e Sinello, a pochi chilometri dal mare. Qui il tempo sembra scorrere più lento: le case raccolte, i vicoli silenziosi e il paesaggio dominato da uliveti e vigneti raccontano di una terra ancora profondamente legata alle sue radici rurali e religiose. Non potevamo non fermarci al Santuario della Madonna dei Miracoli, immerso tra gli ulivi, meta di pellegrini. La storia del santuario nasce da un’apparizione mariana avvenuta nel 1576: da allora, la devozione popolare ha trasformato questo luogo in uno dei principali centri spirituali della regione. L’edificio, con la sua architettura neorinascimentale, accoglie i visitatori in un’atmosfera raccolta e solenne, mentre all’interno si conserva l’affresco originale della Vergine dei Miracoli, venerato da secoli. Ogni anno, l’11 giugno, il santuario si anima di una grande festa, con pellegrini e fedeli che arrivano anche da fuori regione, come raccontava già Gabriele D’Annunzio nei suoi scritti. Dalla collina lo sguardo si apre verso l’Adriatico: il verde della campagna si stempera nell’azzurro del mare, regalando panorami che invitano alla contemplazione. Dopo aver respirato la quiete del borgo, ci siamo spostati di pochi chilometri verso Casalbordino Lido. Qui il paesaggio cambia: la costa si allunga in una spiaggia ampia con parti di sabbiosa e ciottoli. Le acque sono calme, i fondali degradano dolcemente, rendendo il lido perfetto per le famiglie e per chi cerca relax in riva al mare. Notte tranquilla coccolati dalle onde del mare. Parcheggio Gps : 42.19157, 14.64673 Punta Aderci ←leggi il post Il mattino successivo riprendiamo il nostro viaggio anche se per pochi chilometri, arriviamo alla vera perla naturalistica della costa: il Parco Naturale Regionale di Punta Aderci , a nord di Vasto. Qui la costa cambia volto: si fa più selvaggia, più intima, più incontaminata. È un’area protetta che conserva un tratto di litorale tra i più suggestivi dell’intero Adriatico, ideale per chi cerca natura, silenzio e spazi aperti. Il promontorio di Punta Aderci, affacciato su acque limpide, domina una serie di spiagge naturali come: Punta Penna : sabbiosa, ampia e facilmente accessibile, perfetta per famiglie; Mottagrossa : ciottolosa e panoramica, raggiungibile con una passeggiata; Spiaggia dei Libertini : più nascosta e selvaggia, perfetta per chi cerca tranquillità assoluta. Il belvedere di Punta Penna regala uno dei panorami più belli d’Abruzzo: nelle giornate limpide si vedono il Gran Sasso, la Majella e persino le Isole Tremiti. L’area è attraversata da un tratto molto spettacolare della Via Verde dei Trabocchi , ideale per escursioni in bici o a piedi a stretto contatto con la natura. I sentieri interni della riserva, immersi nella macchia mediterranea, sono ottimi anche per birdwatching ed esplorazioni naturalistiche. Parcheggio Punta Aderci (zona porto di Vasto): gratuito, notte tranquilla, punto di partenza per sentieri e spiagge. Gps: 42.17446, 14.693 Roccascalegna ←leggi il post Dopo la notte passata tranquilla accompagnati dal fruscio delle foglie mosse dalla leggera brezza marina. Lasciamo la costa alle spalle, ci si addentra per 50chilometri nell’entroterra abruzzese: il paesaggio diventa sempre più verde, punteggiato da boschi e piccoli borghi arroccati. Dopo circa un’ora di viaggio tra curve e panorami montani, compare Roccascalegna, uno dei borghi più scenografici della regione. Il suo simbolo indiscusso è il Castello Medievale, che si erge spettacolare su uno sperone di roccia, quasi sospeso sulla valle del Rio Secco. Attraversare il ponte levatoio e salire lungo le antiche scalinate fino alle torri è come fare un tuffo nel passato: le mura raccontano storie di assedi e leggende, mentre dalle terrazze si gode una vista mozzafiato su uliveti, vigneti e boschi che si perdono all’orizzonte. Nel cuore del borgo, le viuzze di pietra invitano a passeggiare senza fretta tra case in pietra e scorci pittoreschi. Qui si possono gustare piatti tipici come la pallotta cace e ove, polpette di pane, formaggio e uova, oppure i celebri arrosticini cotti alla brace, magari accompagnati da un bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo. La tranquillità regna sovrana pertanto decidiamo di restare a dormire. Area sosta camper: Gps: 42.06246, 14.31014 Area sosta camper: Gps: 42.0619, 14.3105 Sconsigliato in caso di pioggia causa fango. Gole di Fara San Martino ←leggi il post Solo 25 chilometri di tragitto per far si che il viaggio si conclude in uno dei luoghi più spettacolari e suggestivi della Majella: le Gole di Fara San Martino, conosciute anche come “ le porte della Majella ”. Questo canyon naturale, scavato dal fiume Verde, si apre con un passaggio stretto appena due metri, incastonato tra alte pareti di roccia che raccontano milioni di anni di storia geologica, con fossili di alghe e rudiste visibili sulle pareti. Secondo la leggenda, fu proprio San Martino a spalancare con la forza delle sue braccia questo varco per permettere agli abitanti di accedere più facilmente agli alti pascoli della montagna. Le gole segnano l’ingresso a uno dei territori più selvaggi e incontaminati del Parco Nazionale della Majella, dove aquile reali, lupi e cervi popolano i boschi circostanti. Il sentiero che attraversa le gole è breve e accessibile, ma conduce fino all’antica Abbazia di San Martino in Valle, un luogo mistico e affascinante, recentemente riportato alla luce da scavi archeologici, incastonato tra le pareti rocciose e immerso in un’atmosfera di grande spiritualità. Fara San Martino è anche famosa per la sua storica produzione di pasta, una tradizione artigianale secolare. Questo angolo di Abruzzo unisce natura, storia e cultura gastronomica in un connubio unico, ideale per chi cerca un’immersione profonda nella Majella. Parcheggio Gole di San Martino a pagamento. Notte gratis Gps: 42.08788, 14.19902 Concludendo Il viaggio in camper lungo l’Abruzzo che abbiamo intrapreso è un perfetto equilibrio tra mare, natura, storia e tradizione. Dalla suggestiva Costa dei Trabocchi, con i suoi antichi trabocchi affacciati su un mare cristallino, alle spiagge accoglienti di Casalbordino Lido, ogni tappa offre scorci unici e atmosfere autentiche. Punta Aderci regala paesaggi naturali incontaminati, mentre l’entroterra ci sorprende con la storia e la maestosità del castello di Roccascalegna e la selvaggia bellezza delle Gole di Fara San Martino, custodi di antiche leggende e tradizioni. Un itinerario che unisce la ricchezza culturale e paesaggistica dell’Abruzzo, ideale per chi cerca un’esperienza di viaggio completa e coinvolgente.
- Sant'Angelo di Roccalvecce (VT)
Oggi vi portiamo a visitare Sant'Angelo di Roccalvecce, un borgo incantevole che sorge nella provincia di Viterbo, in Lazio. Questo piccolo centro, spesso definito il " Paese delle Fiabe ", è una gemma nascosta che sta riscoprendo la sua vocazione turistica grazie a un progetto artistico unico nel suo genere. La Storia di Sant'Angelo di Roccalvecce Sant'Angelo di Roccalvecce affonda le sue radici in un passato lontano, probabilmente di origine etrusca o romana, data la ricchezza archeologica dell'area circostante. Il suo nome, "Sant'Angelo", è legato alla figura dell'Arcangelo Michele, molto venerato in queste terre, mentre "Roccalvecce" deriverebbe dall'antica "Rocca Vecchia", una fortificazione preesistente che dominava la valle. Nel corso dei secoli, il borgo ha vissuto le alterne vicende delle terre viterbesi, passando sotto il dominio di diverse famiglie nobiliari e subendo gli influssi delle potenze papaline. Come molti piccoli centri rurali del centro Italia, Sant'Angelo ha conosciuto un periodo di graduale spopolamento a partire dal secondo dopoguerra, con i giovani che si spostavano verso le grandi città in cerca di opportunità lavorative. Le case in pietra, un tempo pulsanti di vita, rischiavano di cadere nell'oblio, trasformandosi in spettri di un tempo che fu. È proprio in questo contesto di declino che ha preso forma un'idea audace, capace di infondere nuova linfa vitale a un luogo che sembrava destinato a svanire. Il Progetto dei Murales: Il Paese delle Fiabe Prende Vita Il progetto che ha trasformato Sant'Angelo di Roccalvecce nel "Paese delle Fiabe" è nato proprio dall’idea di Gianluca Chiovelli e dalla sua associazione ACAS. L'idea, semplice nella sua genialità, era quella di utilizzare l'arte murale per raccontare le fiabe più amate di tutti i tempi sulle facciate delle case del borgo. L'obiettivo primario era duplice: da un lato, riqualificare esteticamente il centro storico, rendendolo più attraente e vivace; dall'altro, creare un'attrazione turistica unica, capace di riportare visitatori e curiosi in un luogo che altrimenti sarebbe rimasto fuori dai circuiti turistici tradizionali. Il progetto ha preso il via nel 2017 , partendo da un'idea nata dalla passione e dalla dedizione di un gruppo di volontari locali, supportati da artisti di fama internazionale e da un crescente entusiasmo della comunità. Le prime opere hanno subito catturato l'attenzione, trasformando semplici muri in tele viventi che narrano storie intramontabili. Il processo di realizzazione di ogni murale è un vero e proprio rito. Spesso si inizia con un bozzetto dettagliato, seguito dalla preparazione della superficie e poi dalla pittura vera e propria, che può richiedere giorni o settimane di lavoro intenso, a seconda della complessità del disegno e delle condizioni meteorologiche. Gli artisti, con pennelli e colori, lavorano a stretto contatto con la comunità, che spesso partecipa attivamente, offrendo ospitalità e supporto. Questo ha contribuito a creare un forte senso di appartenenza e orgoglio nel borgo, rendendo il progetto non solo un'iniziativa artistica, ma anche un catalizzatore sociale. Il tema delle fiabe è stato scelto con cura. Le fiabe, infatti, sono universali, capaci di parlare a grandi e piccini, superando barriere linguistiche e culturali. Richiamano alla memoria ricordi d'infanzia, stimolano la fantasia e creano un'atmosfera magica e sognante che ben si sposa con il fascino antico del borgo. Quanti Murales e Cosa C'è da Vedere Oggi, Sant'Angelo di Roccalvecce vanta oltre cinquanta murales dipinti sulle facciate delle case. Ogni opera è un capolavoro a sé stante, realizzata con tecniche diverse e stili unici, ma tutte accomunate dalla capacità di trasportare il visitatore in un mondo fantastico. Camminando per le stradine del borgo, vi troverete immersi in un'atmosfera surreale, dove ogni angolo riserva una sorpresa. Tra i personaggi che prendono vita sui muri, potrete ammirare: Cappuccetto Rosso che si avventura nel bosco, ignara del lupo che la osserva. Alice nel Paese delle Meraviglie con il Bianconiglio che corre sempre in ritardo. Pinocchio con il naso che si allunga, circondato dai suoi amici. Hansel e Gretel davanti alla casetta di marzapane. La Bella e la Bestia nel loro indimenticabile ballo. Cenerentola in attesa della mezzanotte. Peter Pan che vola sopra i tetti del borgo. E molti, molti altri, che raccontano storie di principi e principesse, draghi e fate, avventure e magie. Oltre ai murales, il borgo offre altre piccole ma significative attrazioni. La Chiesa di San Michele Arcangelo , pur nella sua semplicità, conserva elementi architettonici interessanti e testimonia la devozione della comunità. Le strette vie acciottolate, le piazzette nascoste e gli archi in pietra creano un'atmosfera suggestiva che invita a una passeggiata rilassante, lontano dal frastuono della vita moderna. Non dimenticate di visitare i piccoli negozietti di artigianato locale che sono nati o si sono ripopolati grazie all'afflusso turistico. Qui potrete trovare souvenir unici, prodotti tipici e creazioni artistiche ispirate ai temi delle fiabe. Ci sono anche alcuni punti di ristoro dove potrete gustare la cucina tradizionale viterbese, come la famosa acquacotta o i piatti a base di prodotti del territorio. Per i più curiosi, sono spesso organizzati eventi e laboratori a tema fiabesco , soprattutto durante i fine settimana o i periodi festivi. Questi eventi offrono l'opportunità di immergersi ancora di più nell'atmosfera magica del borgo e di interagire con gli artisti e la comunità locale. Concludendo Visitare Sant'Angelo di Roccalvecce è un'esperienza che va oltre la semplice gita turistica. È un viaggio nella fantasia , un ritorno all'infanzia e un'immersione in un progetto che dimostra come l'arte e la creatività possano rianimare un luogo e creare nuove opportunità. Non è solo un borgo da ammirare, ma un luogo da vivere , da sentire , da esplorare con la curiosità di un bambino. È un esempio tangibile di come la perseveranza e la visione di pochi possano trasformare un intero paese. Qui, i muri non sono semplici superfici, ma racconti viventi , pagine di un libro illustrato a cielo aperto. Sant'Angelo di Roccalvecce offre un'alternativa affascinante ai percorsi turistici più battuti, un luogo dove la storia si fonde con la magia e l'arte diventa veicolo di rinascita. Che siate appassionati d'arte, amanti delle fiabe o semplicemente alla ricerca di un luogo fuori dal tempo per una giornata diversa, Sant'Angelo di Roccalvecce saprà regalarvi un'emozione e un ricordo indimenticabile.
- l’Isola del Liri (FR)
Oggi vi portiamo a esplorare l' Isola del Liri , una cittadina nella provincia di Frosinone, nella regione Lazio, che sfida le convenzioni. Qui, il paesaggio non è solo uno sfondo, ma un protagonista, con il fiume Liri che si sdoppia per creare due cascate naturali proprio nel cuore del centro storico. È un luogo dove la forza della natura modella la storia e le tradizioni, offrendo uno spettacolo davvero sorprendente. Un borgo tra le acque: la magia di Isola del Liri Isola del Liri è uno dei gioielli della Ciociaria, celebre per la sua posizione incastonata tra i due rami del fiume Liri che, proprio qui, si divide per formare un’isola naturale. Questa caratteristica ha reso il borgo famoso in tutta Italia e oltre, grazie soprattutto alla presenza di una cascata spettacolare che si getta nel cuore del centro storico, un caso pressoché unico nel panorama nazionale. La Cascata Grande: il cuore scenografico del paese La principale attrazione di Isola del Liri è senza dubbio la Cascata Grande, un salto d’acqua di circa 27 metri che si trova proprio nel centro del paese, tra le case e i vicoli medievali. Questo spettacolo naturale è considerato una delle dieci meraviglie naturali d’Italia e regala emozioni in ogni stagione, con la sua portata che aumenta durante le piogge autunnali e primaverili. La cascata è così scenografica che viene spesso scelta come sfondo per fotografie, eventi e persino per un romantico bacio da immortalare. Accanto alla Cascata Grande, il fiume Liri crea anche la Cascata del Valcatoio, meno imponente ma altrettanto affascinante, situata nella parte occidentale del borgo. Una passeggiata nel Parco Fluviale permette di ammirare da vicino entrambe le cascate e di immergersi nella natura, tra fontane, sculture realizzate con antichi macchinari delle storiche cartiere e angoli ombreggiati ideali per una pausa di relax. Il Castello Boncompagni-Viscogliosi: storia e fascino Sovrastante la Cascata Grande, il Castello Boncompagni-Viscogliosi è un imponente edificio medievale che domina il panorama del borgo. Costruito su una posizione strategica, il castello fu a lungo una residenza nobiliare e oggi è ancora proprietà privata, ma durante eventi speciali o visite guidate è possibile ammirarne i sontuosi interni, gli arredi d’epoca, i preziosi affreschi e il magnifico parco che si affaccia direttamente sulla cascata. Il castello, oltre ad essere un simbolo di potere e difesa, racconta la storia di Isola del Liri, dai tempi dei Volsci e dei Romani fino alle dinastie nobiliari che ne hanno segnato il destino. Sotto la cascata, inoltre, si trova un impianto per la produzione di energia elettrica, testimonianza della vocazione industriale del paese legata alle acque del Liri. Cosa vedere e fare a Isola del Liri Centro storico Un dedalo di vicoli, botteghe, case in pietra e scorci suggestivi, perfetti per una passeggiata tra storia e tradizione. Chiese storiche Da non perdere la Collegiata di San Lorenzo Martire, la Chiesa di Santa Maria delle Forme e la Chiesa della Madonna delle Grazie, tutte custodi di arte e spiritualità. Museo della Civiltà della Carta e delle Telecomunicazioni Ospitato in una delle antiche cartiere, racconta la storia industriale del borgo, da sempre legata alla produzione della carta grazie all’energia fornita dal fiume. Parco Fluviale Ideale per una passeggiata tra natura, arte e storia, con la possibilità di scoprire i resti delle vecchie industrie cartarie e godere di una vista privilegiata sulle cascate. Punti panoramici Per ammirare il borgo e le cascate dall’alto, consigliata la salita ai ruderi della torre dedicata alla ninfa Marica. Tradizioni e sapori Isola del Liri è anche terra di sapori autentici. Tra i piatti tipici spiccano gli gnocchi di patate, le fettuccine, il pollo con i peperoni, la trota arrosto e gli spaghetti di gamberi di fiume. Da non perdere la “ratafìa”, un liquore tradizionale a base di amarene macerate nel vino rosso. Cosa vedere nei dintorni Isola del Liri è un ottimo punto di partenza per scoprire la Valle del Liri e altri borghi suggestivi della Ciociaria. A pochi chilometri si trovano: Lago di Posta Fibreno Area naturale protetta, ideale per escursioni, birdwatching e relax sulle rive di un lago dalle acque cristalline. Arpino Patria di Cicerone, con la sua acropoli e la suggestiva “ Civita Vecchia ”. Conclusione Isola di Liri è un piccolo tesoro del Lazio, dove storia, natura e tradizione si mescolano perfettamente, creando un’esperienza unica per chi decide di visitarlo. Che si tratti di ammirare il Castello Boncompagni-Viscogliosi, di passeggiare lungo i sentieri che portano alla Cascata Grande o di esplorare i dintorni, ogni angolo di questo borgo racconta una storia affascinante e ogni visita regala emozioni indimenticabili. Se siete alla ricerca di un viaggio fuori dalle rotte turistiche più battute, dove la storia si fonde con la bellezza naturale, l’Isola di Liri è il posto che fa per voi.
- Stifone e le Mole di Narni (TR)
Oggi vi portiamo a visitare Stifone e le Mole di Narni, due gemme nascoste nel comune di Narni, in provincia di Terni, nella splendida regione dell’Umbria. Questi luoghi, immersi nella natura rigogliosa delle Gole del fiume Nera, offrono un’esperienza unica che coniuga storia, archeologia, natura incontaminata e attività all’aria aperta. Alla scoperta di Stifone, il borgo sull’acqua Stifone è una piccola frazione di circa 40 abitanti, situata a 93 metri sul livello del mare, lungo la riva sinistra del fiume Nera e la via Ortana. Il borgo è incastonato tra le balze rocciose sovrastate dal castello di Taizzano e conserva un’atmosfera medievale intatta, con case in pietra, stretti vicoli e due piccole piazze che incorniciano la Chiesa di Santa Marina, caratterizzata da un portale in cotto e un campanile a vela. Il nome Stifone ha origini antiche e probabilmente deriva dal longobardo steifon , che significa “rigido” o “puntuto”, in riferimento alle fortificazioni difensive del luogo, oppure dal latino septem fontes , per l’abbondanza di sorgenti d’acqua che caratterizzano la zona. Già in epoca romana, Stifone era un porto fluviale di Narni, fondamentale per la costruzione e il varo di imbarcazioni che risalivano il fiume Nera fino a Roma. Il sito archeologico dell’antico cantiere navale romano, scoperto nel 1969 a circa 900 metri a sud dell’abitato, testimonia questa storia millenaria con archi di pietra e mattoni immersi nell’acqua cristallina e basamenti di edifici antichi visibili sul fondo. Cosa vedere e fare a Stifone Il borgo si visita comodamente a piedi, passeggiando tra le sue vie strette e ammirando le numerose sorgenti naturali che alimentano il fiume. Tra queste, la sorgente della Morìca è particolarmente affascinante per il suo colore turchese intenso, dovuto all’elevata concentrazione di minerali nell’acqua. Antichi lavatoi che aggiungono fascino e storia al paesaggio. Approfondimenti storici e culturali Nei dintorni di Stifone si trovano anche resti di antiche strutture industriali come mulini ad acqua, gualchiere, una ferriera pontificia settecentesca e due delle prime centrali idroelettriche d’Italia, costruite a fine Ottocento, che testimoniano l’importanza storica dell’acqua per l’economia locale. Un ponte collega la sponda di Stifone al percorso ciclo-pedonale che segue il tracciato della vecchia ferrovia dismessa, ora trasformato in un itinerario di circa 5 chilometri lungo il fiume Nera. Questo percorso è ideale per trekking, mountain bike, running e passeggiate a cavallo, ed è perfetto anche per gli appassionati di canoa che possono utilizzare i porticcioli artificiali realizzati lungo il fiume da Funara fino alle Mole di Narni. Passeggiata lungo il percorso ciclo-pedonale Dopo aver esplorato il borgo, si consiglia di percorrere questo sentiero immerso nella natura, che regala scorci spettacolari sul fiume e sulla vegetazione circostante. Il percorso è accessibile a tutti e permette di immergersi nella tranquillità delle Gole del Nera, ammirando la limpidezza e i colori vividi dell’acqua. Lungo il cammino si possono incontrare anche i resti dell’Eremo di Santa Betta e del Monastero di San Giovanni, situati su un versante del monte Croce sopra Stifone, che offrono un’interessante immersione nella storia religiosa del territorio. Le Mole di Narni, il paradiso naturale A pochi chilometri da Stifone, lungo la strada Narni-Nera Montoro-Orte, si trovano le Mole di Narni, un luogo di straordinaria bellezza naturale dove il fiume Nera forma una vera e propria piscina naturale. Le acque delle Mole sono di un turchese brillante, cristalline e fresche, incastonate in una stretta valle ricca di vegetazione. Cosa fare alle Mole di Narni Le Mole di Narni sono un paradiso per gli amanti della natura e del relax. Qui si può passeggiare lungo le rive, godere del sole sulle piattaforme in legno recentemente realizzate, scattare fotografie suggestive e immergersi con gli occhi nei riflessi smeraldo dell’acqua. Nonostante la tentazione, la balneazione è vietata per motivi di sicurezza: la presenza di una diga idroelettrica nelle vicinanze comporta l’apertura improvvisa delle paratie, che può causare rapide e pericolose inondazioni segnalate da sirene. È possibile portare con sé i cani, purché rispettino l’ambiente circostante. La zona è molto frequentata soprattutto in estate, quindi si consiglia di arrivare presto per godere della tranquillità e trovare spazio. Attività alternative e approfondimenti Sport e avventura Per chi desidera un’esperienza più dinamica, il fiume Nera offre la possibilità di praticare canoa lungo il tratto che va da Funara alle Mole , con porticcioli artificiali a disposizione degli appassionati. Inoltre, il percorso ciclo-pedonale permette di esplorare la zona in mountain bike o a piedi, con possibilità di trekking e running immersi nel verde. In conclusione Passare una giornata a Stifone e alle Mole di Narni è un’immersione totale nella natura incontaminata e nella storia millenaria dell’Umbria. Tra passeggiate lungo il fiume, esplorazioni archeologiche, momenti di relax sulle rive smeraldine e attività sportive, questa esperienza soddisfa chiunque desideri scoprire un angolo autentico e affascinante d’Italia, dove il tempo sembra essersi fermato tra acque turchesi e antichi segreti romani. P.S. A Stifone non vi sono parcheggi, unico parcheggio a 1.5 km vicino alle Mole di Narni
- Cittanova d'istria -Novigrad
Cittanova d'Istria: Un viaggio tra storia, mare e cultura Oggi vi portiamo a visitare Cittanova d'Istria, conosciuta anche come Novigrad , è un gioiello della costa occidentale croata che incanta con il suo mix di storia millenaria, spiagge incontaminate e una vivace scena culturale. Fondata come insediamento romano e trasformata in un borgo medievale fortificato, questa cittadina offre un’esperienza turistica completa: dalle passeggiate tra le mura antiche alle nuotate in acque cristalline, passando per l’esplorazione di musei innovativi e la degustazione di piatti tradizionali istriani. Con spiagge che spaziano da lidi urbani attrezzati a calette selvagge, e un centro storico che racchiude secoli di stratificazioni architettoniche, Cittanova rappresenta una destinazione ideale per chi cerca relax, avventura e approfondimento culturale. Il centro storico: Un labirinto di storia e architettura Mura cittadine e loggia Belvedere La visita inizia oltrepassando le mura cittadine , costruite nel XIII secolo e ampliate nel XV per difendersi dalle incursioni veneziane. Queste fortificazioni, spesse fino a 2 metri, circondano ancora oggi il nucleo antico della città, creando un contrasto suggestivo tra la pietra chiara e l’azzurro del mare. Salendo sulla Loggia Belvedere (XVI secolo), si gode di una vista panoramica che abbraccia il porticciolo di Mandrac, le isole Due Sorelle e le colline dell’entroterra istriano. La loggia, un tempo luogo di assemblee pubbliche, conserva ancora i sedili in pietra dove i nobili locali discutevano gli affari cittadini. Chiesa di San Pelagio e San Massimo Pochi passi più avanti, la basilica di San Pelagio e San Massimo domina la piazza centrale con il suo campanile alto 34 metri. L’edificio, ricostruito in stile barocco nel XVIII secolo su fondamenta paleocristiane, custodisce un tesoro poco noto: il sarcofago di San Pelagio , patrono della città, realizzato nel 1447 dallo scultore veneziano Pietro di Nicolò. All’interno, gli affreschi della cupola raffiguranti l’Assunzione della Vergine creano un effetto di profondità illusionistica tipico del tardo Rinascimento. Museo Lapidarium: La memoria in pietra Una tappa obbligata è il Museo Lapidarium , premiato come miglior museo europeo nel 2025. Qui, 93 reperti lapidei raccontano 2.000 anni di storia: dalla stele funeraria romana di Lucius Calpurnius (I secolo d.C.) alle iscrizioni glagolitiche medievali. Il pezzo forte è il Cippo di Novigrad , un rarissimo esempio di scultura altomedievale (IX secolo) che combina simboli cristiani e motivi decorativi longobardi. L’allestimento multimediale permette di visualizzare ologrammi che ricostruiscono l’aspetto originario dei frammenti danneggiati. Le spiagge: Paradisi di ciottoli e acque smeraldo Le principali spiagge di Novigrad, località balneare in Istria, offrono una varietà di ambienti adatti a famiglie, coppie e amanti dello sport acquatico. Ecco una breve descrizione delle più note: Spiaggia dell'Hotel Maestral : situata a circa 1 km dal centro, è una spiaggia di ciottoli con una parte cementata, dotata di accesso facilitato al mare. Ha la Bandiera Blu per la qualità del mare e dei servizi, offre noleggio di sdraio e ombrelloni, servizio bagnino e nelle vicinanze si trovano campi sportivi e un acquapark per bambini. Spiaggia Karpinjan : lunga oltre 500 metri, è una spiaggia di ciottoli con zone rocciose, molto apprezzata dalle famiglie per le acque poco profonde e l'ombra della pineta vicina. Attrezzata con docce, lettini, bagni pubblici e campi sportivi, è facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta dal centro città. Ha anche il riconoscimento "Green Beach" per la sostenibilità e la sicurezza. Spiaggia Mareda : situata nel campeggio omonimo, è una spiaggia terrazzata di roccia con Bandiera Blu. Offre servizi come docce, cabine, noleggio di attrezzature sportive (pedalò, kayak), campi da tennis, beach volley, mini-calcio e attività come acquaerobica e vela. Vicino al mare ci sono bar e ristoranti. Spiaggia Sirena : anch'essa in un campeggio, è una spiaggia di ghiaia con una piccola parte cementata, attrezzata con cabine, docce, noleggio sdraio e ombrelloni. Offre noleggio di attrezzature per sport acquatici e campi sportivi. Intorno alla spiaggia si trovano ristoranti, bar e una pineta per ripararsi dal sole. Spiaggia dell'Hotel Laguna : a pochi passi dall'hotel, è una spiaggia di roccia e piastrelle, attrezzata con cabine e docce, noleggio ombrelloni e lettini. Nelle vicinanze si trovano una pineta e un acquapark per bambini. Adatta anche a persone anziane e famiglie. Spiaggia Punto Mare : è una spiaggia di ghiaia particolarmente adatta alle famiglie con bambini, grazie a una zona speciale con parco giochi per il divertimento dei più piccoli. Inoltre, dispone di una piscina salata a sfioro con vista mozzafiato, soprattutto nelle ore serali. Spiaggia Rivarela : lunga oltre 600 metri, pavimentata con cemento e pietra, è ideale per famiglie e coppie. Offre numerosi bar e ristoranti nelle vicinanze e zone d'ombra sotto gli alberi. Attrazioni culturali e attività ricreative Nel palazzo Rigo (1760), capolavoro del barocco istriano, la Galleria Rigo ospita mostre temporanee di artisti croati e internazionali. Da non perdere la collezione permanente dedicata a Vlado Kristl , pittore surrealista originario di Cittanova, le cui opere dialogano con installazioni multimediali ispirate al mare Adriatico. Il cortile interno, abbellito da un pozzo veneziano del ‘500, è teatro di reading poetici estivi. Aquapark Istralandia: Divertimento adrenalinico A 20 minuti d’auto dalla città, Istralandia è il più grande parco acquatico dei Balcani. Oltre agli scivoli estremi come lo Space Rocket (caduta libera da 25 m), il parco offre piscine termali con idromassaggio e un’area dedicata alla talassoterapia. Consigliata la Istra Adventure Card , che combina l’ingresso al parco con degustazioni di vini locali nei vigneti circostanti. Esperienze gastronomiche: Dai frutti di mare ai tartufi La cucina novighese riflette i sapori mediterranei dell'Istria con un forte legame al mare e alla pesca locale, offrendo pesce freschissimo come capesante, sogliola e spigola, spesso preparati in modo semplice ma raffinato per esaltarne la qualità. Tra i piatti tipici spiccano il brodetto di pesce con patate e la pasta al tartufo, quest’ultima molto apprezzata anche nei ristoranti locali. La tradizione culinaria include anche antipasti con prodotti tipici come il prosciutto istriano e il pecorino locale, oltre a piatti di terra come la peka (carne cotta sotto la campana) e specialità a base di boškarin, il bovino autoctono istriano. Il tutto è accompagnato da ottimi vini locali, in particolare la Malvasia, tra cui l’esclusivo Matosevic Albamarin (vigna di Antenori) che completano l’esperienza gastronomica novighese. Conclusioni: Perché Cittanova merita una visita Novigrad è un luogo dove il fascino del piccolo borgo di pescatori si sposa armoniosamente con una moderna vivacità, offrendo un equilibrio perfetto tra tranquillità e piacevoli attività. Visitare le sue mura medievali, testimoni di una storia ricca, oppure avventurarsi nei rigogliosi dintorni, tra uliveti e vigneti che raccontano la generosità di questa terra. Novigrad è un luogo che ti lascia la sensazione di aver vissuto un'esperienza genuina, lontana dal frastuono delle grandi mete turistiche, ma ricca di calore umano e bellezza naturale. Un angolo di Istria che ti entra nel cuore, lasciandoti il desiderio di ritornare per scoprire ancora qualche suo prezioso segreto. Non perdere gli eventi estivi come il Gnam Gnam Festival, dedicato ai frutti di mare (luglio), o le Notti Musicali sotto le stelle (agosto).
- Rocca Imperiale (CS)
Oggi vi portiamo a visitare Rocca Imperiale, ci troviamo in provincia di Cosenza, nella splendida regione Calabria, ai confini con la Basilicata. Un angolo dove passato e presente si intrecciano, dove le pietre raccontano storie antiche e l’anima del borgo pulsa ancora del fascino medievale che l’ha plasmato. Incastonato tra il mare Jonio e le colline del Parco Nazionale del Pollino , Rocca Imperiale è una destinazione che affascina viaggiatori in cerca di autenticità, cultura e natura. Un po’ di storia Il nome " Rocca Imperiale " deriva dalla straordinaria fortezza che domina il borgo: la rocca voluta da Federico II di Svevia nel XIII secolo, uno dei principali protagonisti della storia medievale europea. Il borgo è nato proprio attorno a questa costruzione strategica, pensata per controllare la via di comunicazione tra il mare e le terre interne. Oggi Rocca Imperiale è uno dei Borghi più belli d’Italia, titolo che si è guadagnato grazie al suo perfetto stato di conservazione, alla ricchezza artistica e alla sua forte identità culturale. Il Castello Svevo: cuore e simbolo del borgo Il nostro viaggio non può che iniziare dalla Rocca Sveva , o Castello Svevo, che si erge maestosa su un’altura da cui domina tutto il paese e la costa ionica sottostante. Fu edificata attorno al 1225 su volere di Federico II, come punto strategico per controllare l’area e difendersi dalle incursioni nemiche. La struttura, imponente e suggestiva, è stata più volte modificata nel corso dei secoli, soprattutto durante il periodo angioino e aragonese. Oggi si presenta con un’imponente pianta rettangolare, torri merlate e una vista mozzafiato che abbraccia il Mar Ionio fino alle coste lucane e pugliesi nei giorni più limpidi. All'interno del castello si possono visitare : Sale storiche e ambienti restaurati Antiche cisterne Cortili interni Passaggi segreti e camminamenti Il castello è anche sede di eventi culturali, mostre temporanee e manifestazioni teatrali all'aperto durante la bella stagione. Le chiese e i luoghi sacri Rocca Imperiale custodisce un ricco patrimonio religioso. Tra le chiese da non perdere: Chiesa Madre - Santa Maria in Cielo Assunta Situata nella parte alta del borgo, proprio sotto il castello, è un vero gioiello architettonico. Costruita nel XIII secolo, presenta elementi gotici e barocchi. L'interno è caratterizzato da un'ampia navata centrale, cappelle laterali e opere d’arte sacra di grande pregio. Bellissimo il portale in pietra e il campanile in stile romanico. Monastero dei Frati Osservanti Situato in posizione panoramica, a poca distanza dal centro storico, questo ex convento francescano è uno dei luoghi più suggestivi del paese. Costruito nel XV secolo, oggi ospita il Museo delle Cere di Rocca Imperiale , con figure storiche e personaggi della tradizione locale, oltre a rappresentazioni della vita monastica del passato. Il centro storico: un viaggio nel tempo Passeggiare tra le vie del centro storico di Rocca Imperiale è un’esperienza emozionante. Ogni angolo, ogni scorcio, ogni casa in pietra racconta storie antiche. Il borgo si sviluppa in maniera verticale, con viuzze strette, scalinate, archi in pietra e piccole piazze che sembrano uscite da un dipinto. Da non perdere: Via Roma : la via principale del centro, ricca di botteghe, case nobiliari, ed edifici storici ben conservati. Piazza dei Poeti : uno spazio dedicato alla poesia e alla cultura. Rocca Imperiale è infatti sede del famoso Premio Letterario Internazionale di Poesia "Il Federiciano" , che ogni anno attira centinaia di autori da tutto il mondo. Le case con le poesie : sparse nel borgo si trovano targhe in ceramica con versi poetici, scritti da autori noti e meno noti, un vero museo poetico a cielo aperto. I Portali in pietra : molti edifici storici presentano bellissimi portali in pietra intagliata, testimonianza dell’antica maestria artigianale locale. Le terrazze panoramiche : diversi punti offrono vedute spettacolari sul mare, sulle campagne circostanti e sui monti del Pollino. Musei e cultura Oltre al Museo delle Cere in cui le statue sono realizzate con abiti d’epoca, occhi di cristallo e capelli naturali, Rocca Imperiale ospita anche: Museo del Medioevo : Espone oggetti di vario genere adoperati durante l’epoca medievale. Museo della mitologia Greca: Espone ricostruzioni dei personaggi del mito greco. Museo Mineralogico : Espone una vasta collezione di minerali provenienti da tutto il mondo. Museo del Sapone : Espone vecchie ricette e particolari saponi. Museo scientifico del mare : Espone i fossili di vari animali marini, come: ippocampi, conchiglie di molluschi e stelle di mare. Museo Araldico : È il museo dei nomi e degli emblemi del '900. Museo degli Artropodi : Espone fossili di insetti e artropodi vari. Museo dei Fregi: Espone gradi e medaglie d’epoca. Le torri e le fortificazioni Il sistema difensivo del borgo comprende anche alcune torri che si trovano sparse nel territorio: Torre di Guardia Marina : un'antica torre costiera che aveva il compito di avvistare eventuali incursioni saracene. Torre dell’Orologio : nel cuore del centro storico, è uno dei simboli del borgo, con il suo campanile che scandisce il tempo della comunità. Rocca Imperiale Marina A pochi chilometri dal centro storico si trova la frazione marina di Rocca Imperiale. Una località balneare tranquilla e ben organizzata, ideale per una giornata di relax al mare. Le spiagge sono ampie e ghiaiose e in alcuni tratti di sabbia fine . Il mare è limpido e pulito, generalmente calmo e poco profondo, ideali per famiglie. Vi sono sia stabilimenti balneari attrezzati che spiagge libere. Rocca Imperiale Marina è il luogo perfetto per chi ama un turismo balneare rilassante, lontano dalla confusione delle grandi località turistiche. Tradizioni, eventi e gastronomia Rocca Imperiale è famosa anche per le sue tradizioni agricole e culinarie . Il prodotto simbolo è senza dubbio il Limone di Rocca Imperiale IGP , coltivato sulle terrazze affacciate sul mare. Si utilizza in cucina per dolci, liquori (il limoncello), marmellate e piatti tipici. Piatti da assaggiare: Pasta con sugo di limone e basilico Torte e crostate al limone Pane fatto in casa cotto nel forno a legna Salumi e formaggi del Pollino Vini locali e olio extravergine d’oliva Eventi da non perdere Premio Internazionale di Poesia “Il Federiciano” (agosto) Sagra del Limone IGP (estate) Processioni religiose della Settimana Santa Festival Medievale con rievocazioni storiche nel castello Cosa vedere nei dintorni Rocca Imperiale è anche un ottimo punto di partenza per esplorare alcune bellezze vicine: Policoro - Marina di Policoro (a 20 km) Le attrazioni principali di Policoro offrono un mix affascinante di storia, cultura e bellezze naturali. Ecco alcuni dei luoghi di maggiore interesse: Siti Storici e Archeologici : Parco Archeologico di Siris-Herakleia Museo Archeologico Nazionale della Siritide Bellezze Naturali e Relax al Mare: Lido di Policoro Oasi WWF Policoro Herakleia Parco Nazionale del Pollino (a 30 km) Una delle aree naturali più estese e selvagge d’Italia, ideale per escursioni, trekking, birdwatching e sport all’aria aperta. Oriolo (a 25 km) Un altro bellissimo borgo medievale, con castello e teatro all’aperto, anch’esso parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia. Conclusione Rocca Imperiale è molto più di un borgo: è un luogo dell’anima, dove ogni pietra racconta una storia, ogni strada svela un segreto, ogni poesia incisa sui muri tocca il cuore. È una destinazione che sorprende, accoglie e conquista con semplicità e bellezza. Un perfetto connubio tra arte, natura e cultura, tra mare e montagna, tra passato e presente. Se cercate un’esperienza autentica nel cuore del Sud Italia, Rocca Imperiale vi aspetta a braccia aperte . Portate con voi curiosità, voglia di camminare e tanto spazio nella memoria (e nella fotocamera): vi serviranno.
- Caramanico Terme (PE)
Caramanico Terme e dintorni: un viaggio tra storia, terme e natura incontaminata Oggi vi portiamo a visitare Caramanico Terme, ci troviamo in provincia di Pescara, nella regione Abruzzo, cuore pulsante del Parco Nazionale della Majella. Questo borgo medievale, inserito nel prestigioso circuito dei Borghi più belli d'Italia , offre una sintesi unica di patrimonio artistico, benessere termale e paesaggi montani mozzafiato. Dalle stradine acciottolate del centro storico ai canyon scavati dal fiume Orfento , dalle antiche abbazie agli eremi rupestri, Caramanico si rivela come un crocevia di civiltà e natura dove ogni pietra racconta secoli di storia. Il borgo medievale: architettura e spiritualità Il cuore storico di Caramanico L'itinerario nel centro storico inizia dalla zona pedonale di Via della Vallocchia , un salotto urbano lastricato in pietra locale dove bar e negozi artigianali si alternano a palazzi nobiliari. Qui spicca il Palazzo Comunale con la sua torre civica, mentre pochi passi più avanti si erge la Chiesa di Santa Maria Maggiore , gioiello gotico del XV secolo. Il suo portale ad arco acuto, decorato con bassorilievi raffiguranti l'incoronazione della Vergine, rappresenta una delle massime espressioni della scultura abruzzese tardomedievale. Attraversando i vicoli a scalinata che si dipanano dalla via principale, si scopre il nucleo più antico del borgo: un labirinto di case in pietra addossate le une alle altre, con ballatoi fioriti e portali scolpiti. Salendo verso la Collina di San Tommaso , si raggiunge l'omonima chiesa romanica, da cui lo sguardo spazia sulla valle dell'Orta fino alle cime innevate della Majella. I luoghi di culto minori Di particolare interesse la Chiesa della Santissima Trinità , edificio trecentesco che custodisce una pala d'altare del XVI secolo raffigurante la Trinità con i Santi Emidio e Maria Maddalena. Poco distante, l'ex Convento delle Clarisse ospita oggi mostre temporanee, mentre la Chiesa di San Maurizio , con il suo ciclo di affreschi quattrocenteschi, testimonia la devozione popolare per i santi taumaturghi. Il Parco Nazionale della Majella: regno di biodiversità La Valle dell'Orfento: canyon e acque cristalline La Riserva Naturale Valle dell'Orfento , accessibile dal Centro Visite di Caramanico, offre scenari di rara bellezza con pareti rocciose alte fino a 200 metri che incorniciano il fiume omonimo. Il Sentiero delle Scalelle , percorso ad anello di media difficoltà (8 km), conduce attraverso quattro passerelle sospese sulle acque verde smeraldo, toccando formazioni geologiche come le "marmitte dei giganti" - cavità circolari scavate dalla forza erosiva della corrente. Itinerari escursionistici Per gli appassionati di trekking, il Sentiero B6 rappresenta la via maestra per esplorare la gola: partendo dalla frazione Santa Croce, il tracciato scende al fondovalle attraversando faggete secolari e radure fiorite di orchidee selvatiche. Chi preferisce percorsi più impegnativi può optare per il Giro della Valle , 16 km che richiedono 7 ore di cammino, con dislivelli fino a 800 metri e panorami sulle vette del Morrone. Il Cammino di Celestino: tra eremi e spiritualità Sulle orme del papa eremita Il Sentiero dello Spirito , parte integrante del più ampio Cammino di Celestino, ripercorre le tappe della vita di Pietro da Morrone ( futuro Celestino V ) attraverso 73 km suddivisi in 4 tappe. La seconda tappa conduce da Pacentro a Caramanico Terme, passando per il Passo San Leonardo dove, secondo la tradizione, il santo sostava in preghiera contemplando la valle. Gli eremi della Majella Eremo di Santo Spirito a Maiella È il più grande e conosciuto eremo della Maiella, situato nel Comune di Roccamorice a 1132 metri di altitudine, immerso in un contesto naturalistico di grande fascino. Il complesso comprende una chiesa, una sagrestia, una foresteria, celle monastiche, una sala del capitolo, una biblioteca e un refettorio. La sua storia è antica, risalente all'XI secolo, ma fu ristrutturato e ampliato da Pietro da Morrone nel XIII secolo, che ne fece la casa madre del suo ordine. L'eremo conserva opere d'arte di pregio e una grotta dove vissero i primi eremiti, inclusa la cella di preghiera di Celestino V. È aperto al pubblico soprattutto nei weekend estivi e offre anche la possibilità di soggiornare nella foresteria Eremo di San Giovanni all'Orfento Situato nel Comune di Caramanico Terme, l'Eremo di San Giovanni è uno dei più suggestivi d'Abruzzo, incastonato in una parete rocciosa della Valle dell'Orfento, nel cuore della Maiella. È famoso per essere stato il luogo di ritiro di Pietro da Morrone (futuro Papa Celestino V), che vi visse con due discepoli in cerca di silenzio e vicinanza a Dio. L'accesso all'eremo è particolare: si entra strisciando attraverso un passaggio stretto nella roccia a qualche metro da terra. Il percorso di avvicinamento offre panorami spettacolari e tipici paesaggi agro-pastorali abruzzesi. Eremo di Sant'Onofrio al Morrone Situato nel territorio di Sulmona, a 620 metri di altitudine, questo eremo risale al XIII secolo ed è legato anch'esso a Pietro Angelerio (Celestino V), che vi visse prima di trasferirsi alla Maiella. L'eremo si trova in una posizione impervia e panoramica sulla Valle Peligna, raggiungibile tramite un sentiero ripido dalla frazione Badia. All'interno si trovano un oratorio con affreschi del XIII secolo e le celle usate da Pietro e dal suo discepolo Beato Roberto da Salle. Attualmente è visitabile la sola Grotta di Celestino, mentre la parte superiore è in restauro. Gastronomia e tradizioni locali I sapori della montagna La cucina caramanichese fonde influenze pastorali e agricole: protagonista è la pecora alla callara , stufato cotto per ore in pentole di rame, accompagnato da sagne alla chitarra con ragù di cinghiale e i famosissimi arrosticini. Tra i dolci spiccano i cagionetti , ravioli ripieni di castagne e cioccolato, mentre i vini locali come il Montepulciano d'Abruzzo DOC completano il panorama enogastronomico. Conclusioni Caramanico Terme si conferma come destinazione poliedrica, capace di coniugare il relax termale con l'avventura outdoor, la profondità spirituale degli eremi alla vivacità delle tradizioni popolari. La perfetta integrazione tra borgo storico e contesto naturale ne fa un modello di turismo sostenibile, dove i sentieri escursionistici si intersecano con le vie della fede e del benessere. Per chi visita l'Abruzzo interno, rappresenta una tappa imprescindibile per comprendere l'anima più autentica della regione, tra le pieghe della roccia e le nuvole che accarezzano le vette della Majella.
- Bagni di Craveggia (VB)
Oggi vi portiamo a visitare i Bagni di Craveggia, un'affascinante località termale situata al confine tra Italia e Svizzera, nelle Alpi Lepontine, tra la Valle Onsernone e la Valle Vigezzo. Queste antiche terme vantano una storia ricca e affascinante che risale al Medioevo, con la prima menzione documentata nel 1298, dove si parlava già di " flumen de acqua calida " di Craveggia. Storia e sviluppo Le proprietà curative delle acque di Craveggia erano note agli abitanti locali da secoli, ma fu solo nel XVII secolo che iniziarono i primi sviluppi strutturali. Nel 1617, il Podestà della Valle Vigezzo ordinò la costruzione di una vasca coperta e di un rifugio nelle vicinanze 1 . L'interesse per queste terme crebbe nel tempo, portando alla costruzione di strutture più elaborate. Il vero boom turistico iniziò nel 1823 con l'apertura dell'Albergo Stabilimento dei Bagni di Craveggia, un edificio di quattro piani con 16 bagni al piano terreno e 20 camere da letto ai piani superiori 1 . Questo sviluppo portò a un apprezzabile incremento economico nella valle svizzera, essendo l'unico accesso alle strutture termali. Tuttavia, la posizione isolata e le calamità naturali (incendi e valanghe) portarono alla chiusura della struttura. Caratteristiche delle acque Le acque termali di Craveggia sgorgano da due sorgenti principali. La sorgente principale sgorga dalla viva roccia, da un filone di pegmatite, ad una temperatura costante di circa 28°C. Queste acque sono rinomate per le loro proprietà terapeutiche, particolarmente efficaci per il trattamento di irritazioni cutanee e altri disturbi della pelle. È importante notare che l'antico " vascone " non è più accessibile al pubblico, essendo ora utilizzato esclusivamente per raccogliere l'acqua dalla sorgente termale. L'accesso alle terme è gratuito, ma si invitano i visitatori a rispettare l'ambiente circostante e le norme di comportamento, preservando così la bellezza naturale di questo luogo unico al confine tra Italia e Svizzera I Bagni oggi Oggi, ciò che rimane sono suggestivi ruderi che testimoniano un passato glorioso, un luogo che conserva un fascino selvaggio e autentico. Solo grazie a un recente progetto di restauro chiamato " Frontiera di acqua e di pace ", i Bagni di Craveggia hanno ritrovato il loro antico splendore. Oggi, i visitatori possono godere di: Due nuove vasche in granito per l'immersione pubblica Un percorso " kneipp " con vasche di acqua temperata e fredda Un'area di svago con tavolo e grill Accesso libero da aprile a novembre L'esperienza di immergersi in queste acque termali, circondati dalla natura incontaminata delle Alpi, offre un'opportunità unica di relax e benessere, permettendo ai visitatori di rivivere l'atmosfera delle antiche terme ottocentesche. Una volta giunti, i visitatori troveranno due vasche esterne in granito destinate all'uso pubblico. Queste possono essere facilmente riempite azionando un rubinetto posto in testa a ciascuna vasca. Come raggiungere i Bagni I Bagni di Craveggia offrono due opzioni di accesso, ciascuna con caratteristiche distintive. Dal lato svizzero, gli escursionisti possono intraprendere una piacevole camminata di circa 40 minuti da Spruga, seguendo una strada asfaltata interdetta alle auto. Questo percorso è facile e adatto a tutti. Per chi parte dall'Italia, l'avventura è più impegnativa. Da Craveggia, si segue un sentiero montano che richiede circa 4 ore di cammino. Questo tragitto, parte dell'Itinerario di acqua e di pace , necessita di adeguata preparazione e attrezzatura da escursionismo, come scarpe da trekking e bastoncini. Nelle vicinanze Santuario della Madonna del Sangue Il Santuario della Madonna del Sangue è un santuario mariano situato nel comune di Re , in provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Si erge nella Valle Vigezzo, a circa 7 km dal confine con la Svizzera, e deve il suo nome a un miracolo avvenuto nel 1494, quando un affresco della Madonna del Latte iniziò a sanguinare. L'evento miracoloso ha trasformato l'antica chiesa parrocchiale di San Maurizio in un importante luogo di culto e meta di pellegrinaggi. La costruzione del santuario iniziò nel 1922 e fu consacrata nel 1958. L'edificio presenta uno stile neogotico con una maestosa cupola alta 51 metri e vetrate istoriate. Ogni anno, dal 29 aprile al 1 maggio, si celebra la festa del miracolo con un pellegrinaggio a piedi da Domodossola. Concludendo Visitare i Bagni di Craveggia significa immergersi in un luogo ricco di storia e circondato dalla natura, ideale per chi cerca relax. Questo luogo "dolcemente nostalgico" combina storia, benessere e la bellezza del paesaggio alpino, offrendo anche opportunità di escursioni nei dintorni. Cosa c'è di meglio di immergersi in acque termali gratuite, avvolti dall'abbraccio rigenerante della natura?
- Valle del Diavolo - Parco naturalistico geotermico delle Biancane (PI)
Oggi vi portiamo all'inferno, no scherziamo, visiteremo la Valle del Diavolo nel Parco naturalistico geotermico delle Biancane. Ci troviamo tra i comuni di Pomarance, Sasso Pisano e Monterotondo Marittimo, in provincia di Pisa della regione Toscana. La Valle del Diavolo è una zona della Toscana, nota per la sua attività geotermica, caratterizzata da un paesaggio aspro e selvaggio, con fumarole, geyser e pozze di fango bollente. Cosa vedere nella Valle del Diavolo La Valle del Diavolo è una meta turistica popolare per gli amanti della natura e per coloro che sono interessati alla geotermia. La valle offre anche opportunità per escursioni a piedi e in bicicletta. Il paesaggio della Valle del Diavolo è dominato da fumarole, geyser, pozze di fango bollente e lagoni, che creano un'atmosfera suggestiva e a tratti inquietante. Il vapore che fuoriesce dalle fessure del terreno, l'odore acre di zolfo e il ribollire delle acque contribuiscono a rendere questo luogo un vero e proprio "inferno" naturale. Origini del nome e leggende Il nome "Valle del Diavolo" è avvolto da un alone di mistero e leggenda. Si narra che il luogo fosse considerato una sorta di "porta dell'Inferno" a causa delle manifestazioni naturali come fumarole, geyser e pozze di fango bollente, che creavano un paesaggio suggestivo e a tratti spaventoso. Queste manifestazioni, unite all'odore acre di zolfo, avrebbero ispirato anche Dante Alighieri nella sua rappresentazione dell'Inferno nella Divina Commedia. Storia e sviluppo industriale della geotermia Le prime testimonianze relative ai fenomeni geotermici risalgono all'antichità. Una mappa militare romana del III secolo d.C. menziona due importanti complessi termali, a Volterra e Populonia, che si trovavano nella zona boracifera, caratterizzata da numerosi laghetti di acqua bollente. Tuttavia, fu solo nel XVIII secolo, grazie all'opera dell'ingegnere livornese Francesco De Larderel, che ebbe inizio una vera e propria attività industriale finalizzata allo sfruttamento delle risorse geotermiche. Inizialmente, l'obiettivo era la produzione di acido borico, ma in seguito, con il primo esperimento del 1904, si passò alla generazione di energia elettrica. Nel 1846, il Granduca Leopoldo II diede al territorio il nome di Larderello, in onore di questo pioniere. Nel corso del Novecento, l'area divenne un importante centro per la produzione di energia geotermica. Nel 1904, il principe Piero Ginori Conti realizzò il primo esperimento di produzione di energia elettrica utilizzando il vapore geotermico, aprendo la strada a un nuovo modo di sfruttare le risorse naturali. La Valle del Diavolo oggi Oggi, la Valle del Diavolo è un luogo di grande interesse sia dal punto di vista naturalistico che industriale. Le centrali geotermiche continuano a produrre energia elettrica in modo sostenibile, mentre il paesaggio unico attira turisti da tutto il mondo. È possibile visitare il Museo della Geotermia di Larderello per conoscere da vicino la storia e le tecnologie utilizzate per sfruttare l'energia geotermica, oppure addentrarsi nel Parco delle Fumarole per ammirare da vicino le manifestazioni naturali che rendono questo luogo così affascinante. Nelle vicinanze Le terme e l'Eremo di San Michele alle Formiche Le terme devono il loro nome alla presenza di numerose formiche che, durante la festa di San Michele, il 29 settembre, "invadono" questi luoghi. La struttura termale, divisa in due da un torrente, conserva ancora alcune vasche, tra cui una di forma quadrata con mura decorate di celeste, riempita di acqua sulfurea tiepida, tuttora alimentata da una sorgente. La leggenda narra che le acque sulfuree sgorgarono dalla terra nel punto in cui cadde la campana dell'abbazia. Poco distante dai bagni, raggiungibile con un breve percorso a piedi, si trova l' Eremo di San Michele alle Formiche , un'abbazia in rovina fondata nel 1377 dai monaci celestini, ordine fondato da Pietro da Morrone (poi divenuto Papa Celestino V). L'eremo, abbandonato nel XVIII secolo, conserva ancora oggi un'atmosfera suggestiva, con resti di mura, della chiesa e di alcuni ambienti di servizio. Museo della Geotermia di Larderello Situato nel cuore della " Valle del Diavolo ", è una tappa fondamentale per comprendere a fondo la storia e le meraviglie di questo territorio unico. Ospitato in un edificio storico recentemente ristrutturato, il museo offre un percorso espositivo interattivo e coinvolgente, che conduce i visitatori attraverso le diverse fasi dello sfruttamento dell'energia geotermica, dalle prime intuizioni fino alle moderne tecnologie. Il museo si articola in diverse sezioni tematiche, che illustrano: La storia della geotermia: dalle antiche terme etrusco-romane all'opera pionieristica di François Jacques de Larderel, che nel XIX secolo avviò l'estrazione dell'acido borico dai soffioni boraciferi. Le tecnologie geotermiche: dai primi esperimenti di produzione di energia elettrica ai moderni impianti, che sfruttano il vapore geotermico per generare energia pulita e rinnovabile. Il paesaggio della Valle del Diavolo: un'area caratterizzata da fenomeni naturali spettacolari, come fumarole, geyser e pozze di fango bollente, che testimoniano l'intensa attività geotermica del sottosuolo. Le applicazioni della geotermia: oltre alla produzione di energia elettrica, la geotermia viene utilizzata per riscaldare edifici, serre e piscine, e per alimentare processi industriali. Il museo offre anche la possibilità di assistere a dimostrazioni pratiche del funzionamento di un soffione geotermico e di visitare il pozzo geotermico 120, uno dei più antichi e produttivi della zona. La visita al Museo della Geotermia di Larderello è un'esperienza educativa e coinvolgente, adatta a tutte le età. Il museo offre un'occasione unica per scoprire i segreti dell'energia geotermica, una risorsa preziosa per il futuro del nostro pianeta. Vapori di Birra Dopo aver esplorato le meraviglie naturali della Valle del Diavolo, cosa c'è di meglio per concludere la giornata se non con una degustazione di birre artigianali uniche? Vapori di Birra, situato a Sasso Pisano, è il primo birrificio al mondo a utilizzare il vapore geotermico come fonte primaria di energia. Questa scelta pionieristica non solo riduce drasticamente l'impatto ambientale, ma permette anche di creare birre di alta qualità in modo sostenibile, in perfetta armonia con l'ambiente circostante. Concludendo Per ammirare da vicino le meraviglie naturali della geotermia, non occorre andare a Larderello, ma piuttosto dirigersi verso il Parco delle Fumarole , situato nel pittoresco borgo medievale di Sasso Pisano, un piccolo borgo con annessa area sosta, oppure al Parco delle Biancane a Monterotondo Marittimo anch'esso con area sosta camper. Esplorando il Parco delle Fumarole, ci si rende conto che ciò che a prima vista, potrebbero sembrare nuvole di fumo create dall'uomo, ci si accorge che in realtà è la terra stessa a "fumare", avvolgendo le colline in una nebbiolina di vapori caldi. Questi fenomeni, generati dall'intensa attività geotermica del sottosuolo, creano un paesaggio surreale e affascinante, che incanta i visitatori con la sua bellezza selvaggia e primordiale.
- Loretello (AN)
Oggi vi portiamo a visitare Loretello, un incantevole borgo situato nel comune di Arcevia precisamente in provincia di Ancona nella regione delle Marche. Immerso nel verde delle colline marchigiane, Loretello è noto per il suo fascino medievale e la bellezza dei suoi paesaggi. Il borgo di Loretello Il borgo di Loretello è un piccolo scrigno di autenticità, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato al medioevo. Le strade del borgo sono caratterizzate da vicoli stretti e tortuosi, che si snodano tra le abitazioni e conducono a piazze pittoresche. La piazza principale funge da cuore pulsante della comunità, dove si trovano la chiesa e alcuni locali che offrono prodotti tipici della zona. Cosa vedere a Loretello Il castello Il Castello di Loretello è una storica fortezza risalente al 1072, costruita dai monaci camaldolesi di Fonte Avellana . Arroccato su uno sperone a circa 300 metri di altitudine, il castello offre un panorama incantevole sulla campagna circostante. Caratterizzato da un'imponente porta d'accesso con un ponte ripido e un torrione circolare difensivo, utilizzato per controllare le colline circostanti. La cinta muraria presenta tratti rettilinei interrotti da torri angolari a più piani. Il ponte d’accesso, in laterizio e risalente al XV secolo, è particolarmente suggestivo. A dominare la fortezza, come sentinelle immobili nel tempo, si ergono due torri. La più imponente, detta “ la prigione ” è una struttura affascinante e imponente, caratterizzata da sei piani e dotata di strette feritoie e merli in stile ghibellino. Questa torre, che un tempo fungeva anche da prigione, presenta un design strategico che riflette le esigenze difensive dell'epoca medievale. Le feritoie erano progettate per permettere ai difensori di osservare e colpire eventuali nemici senza esporsi al fuoco nemico. I merli, tipici dell'architettura ghibellina, conferiscono alla torre un aspetto maestoso e robusto. Fino a tempi recenti, la torre è stata abitata da privati, il che ha contribuito a mantenere viva la storia e le tradizioni legate a questo luogo. La seconda torre conosciuta come " torre della guardia " è una struttura di avvistamento imponente, sviluppata su tre piani e collegata a una galleria che la unisce alle costruzioni vicine. La sua architettura angolata è progettata per resistere ai colpi delle bombarde, garantendo la sicurezza del castello durante le assedi. Oltre alla funzione difensiva, la torre rappresenta un'importante testimonianza dell'architettura militare medievale e offre una vista panoramica sulla campagna circostante, rendendola un luogo affascinante da visitare. La torre della guardia oggi ospita un piccolo Museo dedicato alla civiltà contadina, espone reperti storici legati al periodo medievale e oggetti che riflettono la cultura marchigiana. Il museo offre al visitatore un'opportunità unica di esplorare la storia locale e le tradizioni culturali, immersi in un contesto architettonico affascinante e ben conservato. L'Eremo di San Giovanni Evangelista Costruita nel XII secolo, la chiesa presenta un'architettura semplice e suggestiva, con una facciata in pietra che riflette il fascino storico del borgo. L'eremo è stato un importante punto di riferimento spirituale per la comunità locale e i pellegrini nel corso dei secoli. La sua struttura è un esempio significativo di architettura religiosa marchigiana. Internamente, la chiesa ha una pianta rettangolare con un altare decorato e una nicchia che ospita una statua di San Giovanni Battista. Questa statua simboleggia il martirio del santo e viene venerata dai fedeli. Nelle vicinaze Fonte vecchia con Lavatoio Una piacevole passeggiata di circa 500 metri su una strada sterrata vi porterà alla storica fonte con lavatoio. Questo percorso, facilmente accessibile e adatto a tutti. Chiesa di S. Andrea Edificata nel XI secolo dai monaci di Fonte Avellana, presenta una facciata semplice ma elegante, tipica dello stile romanico, con elementi decorativi che richiamano la tradizione locale. All'interno, si possono ammirare opere d'arte significative, tra cui affreschi e sculture che riflettono la spiritualità del tempo. Curiosità Loretello è conosciuto anche come il "Castello dell'Amore", grazie alla sua atmosfera romantica che ha affascinato molti visitatori nel corso degli anni. I vicoli suggestivi e la piazza principale contribuiscono a rendere questo borgo un luogo magico da esplorare. Concludendo Visitare il Borgo di Loretello è un'esperienza che arricchisce non solo per la sua bellezza architettonica, ma anche per la storia e l'atmosfera che lo circondano. Questo incantevole borgo, parte della rete di castelli medievali della zona, è immerso in un paesaggio mozzafiato che spazia dalle dolci colline marchigiane fino a panorami che toccano il mare Adriatico.












