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  • Viaggio nella Francia meridionale

    Oggi vi porteremo alla scoperta di incantevoli luoghi della Francia meridionale, con una breve, ma significativa parentesi nella Nuova Aquitania. Sveglia e partenza La sveglia suona inesorabilmente come ormai da anni, ricordandomi che è ora di alzarsi per andare a lavorare. Oggi però l'umore è decisamente differente: è l'ultimo giorno di lavoro prima delle meritate ferie. La partenza avviene la sera stessa, approfittando del fresco e del traffico ridotto, dalla provincia di Pavia con destinazione la Francia meridionale. Prima tappa: Mongenevre (Alpi francesi) Arriviamo a Mongenevre a notte fonda e, stanchi dal viaggio, ci mettiamo subito a dormire. La mattina seguente una bella colazione ci aiuta a riprenderci, pronti per esplorare il centro del paese. Visitiamo il lago, immerso in un paesaggio montano incantevole, e ci concediamo una piacevole passeggiata tra i sentieri delle montagne circostanti. Il pranzo al sacco consumato all’aperto rende l’esperienza ancora più autentica. Il pomeriggio si conclude con un po’ di stanchezza, ma l’aria fresca della sera favorisce un sonno tranquillo e rigenerante. La mattina successiva si riparte alla volta di Savines-le-Lac, pronti per una nuova avventura nel cuore della Francia meridionale. Parcheggio bordo strada gratuito: GPS Area sostacamper: GPS Seconda tappa: Savines-le-Lac (Alpi-Costa Azzurra) Da Mongenevre a Savines-le-Lac ci separano circa 80 km, che percorriamo in un paio d’ore. Arrivati, parcheggiamo il camper sotto gli alberi, che ci regalano un piacevole fresco. Non perdiamo tempo e subito ci tuffiamo nell’acqua limpida e fresca del lago, perfetta per rinfrescarsi dopo il viaggio. Il luogo è molto frequentato dagli appassionati di sport acquatici come kitesurf e wing foiling, che animano la giornata con le loro evoluzioni sulle onde. La nostra giornata scorre tra momenti di relax e bagni rigeneranti, mentre il pranzo al sacco consumato immersi nella natura completa questa pausa di benessere. Dopo Cena decidiamo di prendere il caffè al chiosco con in sottofondo il rumore dell'acqua, poi a letto per prepararci per la prossima tappa. Parcheggio: GPS Terza tappa: Mont Ventoux (Alpi-Costa Azzurra) Ci svegliamo la mattina senza fretta e ci rechiamo al chiosco per fare colazione, mentre lentamente ci risvegliamo del tutto. Passiamo tutta la mattinata rilassandoci in riva al lago. Nel primo pomeriggio partiamo per la prossima tappa, percorrendo circa 180 chilometri per raggiungere il Mont Ventoux, che in italiano significa " monte ventoso ". La curiosità di scoprire il motivo di questo nome cresce man mano che ci avviciniamo alla vetta. Negli ultimi chilometri iniziamo a percepire folate di vento sporadiche, ma è solo una volta arrivati in cima che capiamo il perché del nome: il vento soffia forte e costante, alternandosi a raffiche più intense che fanno muovere il camper e rendono la passeggiata divertente ma impegnativa, con i capelli sempre in posizione orizzontale e la difficoltà a camminare correttamente. Il Mont Ventoux è un luogo di passaggio, quindi non restiamo a lungo. Riprendiamo il camper per proseguire verso la nuova destinazione, altri 60 chilometri ci attendono per arrivare a Le Colorado de Rustrel programmata per il giorno successivo. Lungo il tragitto ci fermiamo ad ammirare i primi campi di lavanda. Arriviamo in serata al parcheggio dove passeremo la notte in totale tranquillità insieme ad altri camper. Cena e poi il letto. Quarta tappa: Le Colorado de Rustrel ←leggi il post (Alpi-Costa Azzurra) La sveglia suona la mattina e ci prepariamo con una colazione abbondante, perché oggi ci aspetta una giornata all’insegna del cammino e dell’esplorazione. La meta è Le Colorado de Rustrel, un luogo unico nel suo genere, noto per i suoi paesaggi spettacolari e i colori vivaci delle rocce che ricordano quelli del Colorado americano, da cui prende il nome. Qui si possono intraprendere vari percorsi di trekking che attraversano canyon e formazioni di ocra dalle tonalità calde e intense, offrendo panorami mozzafiato e un’esperienza immersiva nella natura. Visitare Le Colorado de Rustrel significa anche prepararsi a impolverarsi un po’, dato che i sentieri sono caratterizzati da polvere di ocra che si solleva facilmente durante le camminate, aggiungendo un tocco autentico e avventuroso alla visita. La bellezza del posto, unita alla varietà dei percorsi disponibili, rende questa tappa un momento indimenticabile del viaggio, perfetto per chi ama la natura e le escursioni all’aria aperta. Nel tardo pomeriggio ci spostiamo in un parcheggio gratuito situato alle porte di Gordes comodo per diverse escursioni. Notte tranquilla con altri camper. Parcheggio: GPS Quinta tappa: Village des Bories e Abbaye Notre-Dame de Sénanque ←leggi il post (Alpi-Costa Azzurra) La mattina inizia con la visita al Village des Bories, un affascinante villaggio situato a breve distanza a piedi dal parcheggio, circa 20 minuti di cammino. Questo villaggio è un esempio straordinario di architettura rurale tradizionale della Provenza, composto da antiche costruzioni in pietra a secco chiamate "bories". Queste piccole case e capanne, costruite senza malta, venivano utilizzate in passato come rifugi stagionali per pastori e contadini, e rappresentano un patrimonio storico e culturale unico, immerso in un paesaggio naturale suggestivo. Dopo aver esplorato il villaggio e tornati al parcheggio, riprendiamo il camper per percorrere circa 7 chilometri fino al parcheggio dedicato alla visita dell' Abbaye Notre-Dame de Sénanque . Questa abbazia cistercense risale al XII secolo ed è incastonata in una valle tranquilla, circondata da campi di lavanda che in estate offrono uno spettacolo di colori e profumi indimenticabile. L’abbazia è un luogo di grande spiritualità e bellezza architettonica, con la sua struttura sobria e armoniosa che riflette la vita monastica di clausura e preghiera. Terminata la visita, torniamo al parcheggio dove abbiamo già passato la notte, pronti per proseguire il nostro viaggio il girono successivo. Sesta tappa: Pont du Gard ←leggi il post (Occitania) Il sole si alza e con lui anche noi, pronti per una giornata ricca di divertimento, relax e storia. La nostra prima meta è il Pont du Gard , un maestoso acquedotto romano situato nel sud della Francia, famoso per la sua imponenza e il perfetto stato di conservazione. Questo ponte ad arcate, costruito nel I secolo d.C., è un capolavoro di ingegneria antica e patrimonio UNESCO , che attraversa il fiume Gardon con eleganza e forza. Oltre ad ammirare è possibile visitare la struttura e i musei. Dopo questa splendida escursione nella storia, ci concediamo bagni e tuffi nelle acque fresche del Gardon, che scorre ai piedi del ponte, un’esperienza rinfrescante immersi nella natura. Per gli amanti dell’avventura, è possibile fare escursioni in canoa lungo il Gardon, esplorando paesaggi fluviali incantevoli e vivendo il Pont du Gard da una prospettiva unica. Cerchiamo un pò di ombra tra le rocche e alberi per il nostro pranzo al sacco e poi di nuovo in acqua. Dopo un’intera giornata trascorsa tra bagni, relax e attività acquatiche, ci prepariamo a un nuovo spostamento di poco più di 200 chilometri verso un luogo davvero speciale: Le Gole del Verdon che raggiungeremo in tarda serata. Cena leggera e poi nanna la stanchezza della giornata incomincia a farsi sentire. Notte tranquilla. Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito ufficiale del Pont du Gard: QUI Parcheggio a pagamento: GPS Parcheggio a pagamento: GPS sponda opposta. Settima tappa: Gole del Verdon ←leggi il post (Alpi-Costa Azzurra) Ci svegliamo la mattina successiva con il piacevole sottofondo del vociare di altre persone, tutte pronte a godersi il lago. L’entusiasmo è contagioso e non vediamo l’ora di unirci a loro! Dopo una rapida colazione, siamo già in acqua, pronti a scoprire le meraviglie delle Gole del Verdon. Le gole sono di una bellezza mozzafiato: visitarle dal basso, a bordo di un pedalò, offre una prospettiva davvero unica. Le pareti rocciose, alte e imponenti, sembrano veri e propri grattacieli di pietra che si ergono a formare un canyon naturale spettacolare. Intorno a noi c’è chi nuota, chi cerca sporgenze da cui tuffarsi, chi preferisce dedicarsi al trekking lungo i sentieri panoramici: il divertimento è garantito per tutti, qualunque sia la propria passione. Trascorriamo gran parte della giornata immersi nell’acqua, godendoci ogni istante di questa esperienza indimenticabile tra natura e avventura. La nostra tappa successiva ci porterà verso la Plage de Piémanson, a circa 200 chilometri di distanza. Avremmo voluto partire la sera ma scopriamo che ormai non è più consentita la sosta notturna sulla spiaggia. Decidiamo quindi di dormire ancora qui, al fresco delle Gole del Verdon, rimandando la partenza al giorno seguente per continuare il nostro viaggio con calma e senza fretta. Parcheggio: GPS Ottava tappa: Plage de Piémanson – Il fascino selvaggio della Camargue (Alpi-Costa Azzurra) La sveglia suona presto, quando l’alba sonnecchia ancora dietro l’orizzonte. Decidiamo di saltare la colazione per non perdere neanche un minuto: la faremo direttamente in spiaggia, con il profumo del mare come sottofondo. Ci aspettano alcune ore di viaggio, ma la strada scorre serena, senza traffico, e la voglia di mare rende il tragitto ancora più leggero. Man mano che ci avviciniamo alla meta, notiamo sempre più camper parcheggiati lungo la via: è la conferma che la sosta notturna in spiaggia non è più consentita, ma anche che stiamo per arrivare in un luogo davvero speciale. Il parcheggio è immenso e si estende sulla sabbia: bisogna fare attenzione a non insabbiarsi, ma l’emozione di essere così vicini al mare ripaga ogni attenzione. Parcheggiato il camper, finalmente ci concediamo la colazione, godendoci la brezza marina e il panorama sconfinato. Poi via, subito in acqua: la Plage de Piémanson ci accoglie con la sua natura selvaggia e incontaminata. È una spiaggia libera, vastissima, dove la sabbia si perde a vista d’occhio e il mare sembra non finire mai. Qui non ci sono bar, stabilimenti o servizi turistici: solo sabbia, mare, vento e cielo. L’unica struttura presente è il posto di primo soccorso, una presenza rassicurante che permette di vivere la giornata in totale tranquillità. La bellezza di Piémanson sta proprio nella sua semplicità: ognuno trova il proprio spazio senza mai sentirsi circondato dalla folla. Si nuota, si passeggia, si gioca, ci si rilassa sotto il sole, immersi in un’atmosfera di libertà assoluta. Resteremo qui fino all’ora consentita, assaporando ogni istante di questa giornata di mare autentico, dove la natura è la vera protagonista. Parcheggio: GPS Nona tappa: Saintes-Maries-de-la-Mer ←leggi il post Il cuore pulsante della Camargue (Alpi-Costa Azzurra) Obbligati dalle regole locali, lasciamo la selvaggia Plage de Piémanson e ci dirigiamo verso Saintes-Maries-de-la-Mer, dove ci fermeremo per due giorni. Questo pittoresco villaggio, capitale della Camargue, sorge tra mare, paludi e il delta del Rodano, e conserva un fascino autentico grazie alle sue origini storiche e alle tradizioni ancora vive. Il centro si sviluppa attorno alla maestosa chiesa romanica delle Saintes Maries, costruita tra l’XI e il XII secolo come fortezza per difendersi dalle incursioni dei pirati saraceni. Salire sul tetto della chiesa regala una vista panoramica mozzafiato sulla Camargue, soprattutto al tramonto, offrendo uno sguardo privilegiato anche sulle vastese distese delle saline , che brillano sotto il sole creando un paesaggio surreale. All’interno, la cripta custodisce la statua di Santa Sara, la Vergine Nera, e le reliquie delle Sante Marie, oggetto di pellegrinaggi e di una suggestiva festa gitana ogni maggio. Saintes-Maries-de-la-Mer è anche celebre per le sue spiagge di sabbia fine, lambite da un mare limpido e spesso mosso dal vento, perfetto per chi ama il contatto con la natura selvaggia. Le spiagge sono ampie e poco affollate, ideali per bagni rigeneranti e passeggiate rilassanti. Durante il soggiorno, ci immergiamo nelle atmosfere locali passeggiando per i vicoli caratteristici, visitando il mercato colorato (due volte la settimana) il lunedì e venerdì mattina, dove si trovano prodotti tipici come l’ anchoïade , il riso della Camargue, salumi e formaggi, e assaporiamo i sapori autentici della regione. Non mancheremo inoltre di dedicare del tempo all'esplorazione delle saline, un elemento distintivo del paesaggio camarguese. Qui, l'acqua salmastra, la flora e la fauna endemiche creano un ecosistema unico e affascinante, dove si possono ammirare i fenicotteri rosa e altri uccelli acquatici nel loro habitat naturale, specialmente durante le ore più fresche della giornata. Area sosta camper: GPS Area Sosta Camper - Espace George Pompidou: GPS Decima tappa: Carcassonne ←leggi il post Viaggio nel cuore medievale della Francia (Occitania) Ci svegliamo con il dolce rumore del mare, oggi un po’ mosso, mentre gustiamo con lentezza la colazione direttamente in spiaggia. Sappiamo che per qualche giorno non rivedremo il mare, perché ci sposteremo nell’entroterra, verso un’altra gemma della Francia: la medievale e affascinante Carcassonne. Dopo due giorni trascorsi tra visite culturali e bagni rigeneranti, lasciamo Saintes-Maries-de-la-Mer e affrontiamo i 210 chilometri che ci separano dalla nostra nuova destinazione. La strada scorre tranquilla e, dopo una sosta pranzo in una delle tante aree di sosta gratuite francesi, arriviamo nel primo pomeriggio. Appena scorgiamo le prime mura, ci sembra di entrare in un sogno: Carcassonne si staglia maestosa su una collina, con le sue imponenti 52 torri e la doppia cinta muraria lunga ben 3 chilometri. Questa cittadella fortificata, patrimonio UNESCO , è l’archetipo della città medievale come la immaginiamo, un luogo dove storia e leggenda si intrecciano in ogni pietra. Dopo aver parcheggiato, facciamo un breve giro esplorativo per raccogliere informazioni e programmare al meglio la visita del giorno seguente. Cena e piccola passeggiata serale. Notte tranquilla. Il giorno seguente inizia la visita turistica. Carcassonne è un vero e proprio tuffo nel passato: passeggiare tra le sue mura significa camminare su ciottoli acciottolati, attraversare porte monumentali come la Porta Narbonnaise , e immergersi in un’atmosfera unica fatta di torri, bastioni e vicoli pittoreschi. Il cuore pulsante è il Castello Comtal , costruito nel XII secolo dai Trencavel , con le sue 9 torri, passaggi segreti e panorami mozzafiato sulla campagna circostante. All’interno, le sale storiche e le mostre raccontano la vita medievale, mentre il cortile interno invita a immaginare la quotidianità di un tempo. Non meno affascinante è la Basilica di Saint-Nazaire , un capolavoro che unisce elementi romanici e gotici, con vetrate colorate e sculture finemente lavorate, che creano un’atmosfera di pace e spiritualità. Camminare nel borgo significa anche scoprire angoli nascosti, botteghe artigiane, taverne medievali e negozi che mantengono viva la tradizione. Nonostante la forte vocazione turistica, l’autenticità del luogo è intatta, regalando emozioni genuine a ogni passo. La sera, Carcassonne si trasforma in un luogo magico: le mura illuminate creano un gioco di luci e ombre che avvolge la cittadella in un’atmosfera fiabesca, perfetta per una passeggiata romantica o per scattare fotografie memorabili. Area camper a pagamento: GPS Parcheggio gratuito: GPS Undicesima tappa: Lourdes ←leggi il post Un luogo di fede e speranza (Occitania) Lasciare Carcassonne in tarda serata è stato il momento ideale: il fascino della città medievale riflette ancora nei nostri occhi, mentre l’illuminazione notturna avvolge le sue mura in un’atmosfera di mistero e magia. Il viaggio prosegue verso una nuova meta, Lourdes, dove arriviamo in tarda serata. Parcheggiamo il camper in un’area sosta videosorvegliata, garantendoci sicurezza e tranquillità, e ci concediamo una notte di riposo serena. La mattina seguente iniziamo la visita di Lourdes, e subito percepiamo un mix di emozioni intense. Le strade sono animate da suore, volontari e pellegrini, tutti impegnati ad aiutare chi è in difficoltà. Ci rendiamo conto che per noi questa è una semplice visita turistica, ma per molti altri Lourdes rappresenta una speranza, un luogo di fede, guarigione e conforto. Questa sensazione di profonda umanità e spiritualità ci accompagna per tutta la giornata. Lourdes è famosa in tutto il mondo per il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, meta di milioni di pellegrini ogni anno. Il cuore del santuario è la Grotta di Massabielle, dove nel 1858 la giovane Bernadette Soubirous ebbe le apparizioni della Vergine Maria. La basilica superiore, la basilica inferiore e la basilica sotterranea compongono un complesso architettonico imponente e suggestivo, che accoglie fedeli e visitatori con la sua atmosfera di raccoglimento e devozione. Le processioni serali con le fiaccole e le fontane di acqua miracolosa sono momenti di grande emozione e partecipazione collettiva. Questa tappa ci ha lasciato un ricordo profondo, fatto di incontri, silenzi e riflessioni, un’esperienza che va oltre il semplice turismo e che arricchisce lo spirito. Area camper: GPS Dodicesima tappa: Grottes de Bétharram, un mondo sotterraneo da scoprire (Occitania) Dopo aver visitato la cattedrale e il santuario di Lourdes, decidiamo di partire già in serata per proseguire il nostro viaggio verso le Grottes de Bétharram , situate a pochi chilometri di distanza. Ci fermiamo a poche centinaia di metri dall’ingresso delle grotte, in riva al torrente, dove troviamo un’area attrezzata con tavoli da picnic: il luogo ideale per lasciarci alle spalle le intense emozioni della giornata. Ceniamo all’aperto, immersi nella tranquillità della natura, e trascorriamo una notte serena accanto al dolce scorrere dell’acqua. La mattina seguente ci spostiamo al parcheggio delle grotte, pronti per una nuova avventura sotterranea. Abbiamo visitato molte grotte in passato, ma le Grottes de Bétharram ci riservano una particolarità tutta nuova: sono infatti un complesso di grotte attraversate da un fiume sotterraneo, che si esplora in parte anche con una suggestiva navigazione in barca. La visita inizia con un percorso a piedi tra spettacolari stalattiti e stalagmiti, grotte ampie e camere naturali decorate da formazioni minerali uniche. Poi, si prosegue con un tratto in barca sul fiume sotterraneo, un’esperienza affascinante che permette di ammirare la grotta da una prospettiva insolita e suggestiva, tra riflessi d’acqua e giochi di luce. La guida accompagna il gruppo raccontando la storia geologica e le leggende legate a questo luogo misterioso, rendendo la visita ancora più coinvolgente. Terminata l’esplorazione delle grotte, torniamo in riva al torrente, dove ci concediamo un momento di relax, assaporando la pace e la bellezza del paesaggio circostante. Questa tappa ci ha regalato un’esperienza unica, tra natura, avventura e meraviglia, arricchendo il nostro viaggio con un ricordo indelebile. La tranquillità del posto ci spinge a ripetere l'esperienza della sera precedente. Notte sempre tranquilla. Sito web grotte: https://www.betharram.com/home/it/ Parcheggio: GPS Tredicesima tappa: Cirque de Gavarnie, un capolavoro naturale tra le montagne (Occitania) Ci svegliamo abbastanza presto, accompagnati dal rilassante rumore del torrente che scorre vicino al nostro camper. La colazione, consumata sui tavoli da picnic immersi nella natura, ci ricarica per la giornata che ci attende. Partiamo alla volta del Cirque de Gavarnie , distante circa 70 chilometri, che raggiungiamo in poco più di un’ora di viaggio. Parcheggiato il camper, preparato gli zaini e indossato gli scarponi da trekking, ci immergiamo subito nell’atmosfera montana, pronti per iniziare la passeggiata. Il Cirque de Gavarnie è uno dei più spettacolari anfiteatri naturali delle Alpi francesi, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO . Questa enorme conca rocciosa, incorniciata da pareti verticali alte fino a 1.500 metri, è un vero e proprio capolavoro della natura, con cascate imponenti come la celebre Grande Cascade , che si getta per oltre 400 metri creando uno spettacolo mozzafiato. Durante la camminata, si attraversano sentieri immersi nel verde, si incontrano ruscelli cristallini e si gode di panorami che sembrano dipinti, con le montagne che si riflettono nelle pozze d’acqua e il cielo che si apre sopra di noi. Il percorso offre la possibilità di ammirare flora e fauna tipiche dell’alta montagna, rendendo la passeggiata un’esperienza completa e rigenerante. Tornati dalla camminata, una doccia rigenerante è quello che ci vuole per rinfrescarci e rilassarci dopo lo sforzo. Dopo aver recuperato energie, lasciamo il parcheggio per dirigerci verso la prossima tappa: Laruns . Qui, il giorno seguente, ci attende un viaggio emozionante che promette di restare impresso nei nostri ricordi per sempre. Parcheggio a pagamento: GPS Quattordicesima tappa: Petit train d’Artouste ←leggi il post Un viaggio panoramico tra le vette dei Pirenei (Nuova Aquitania) Lasciato alle spalle il maestoso Cirque de Gavarnie, ci dirigiamo verso il parcheggio adiacente al Petit train d’Artouste , a circa 90 chilometri di distanza. Dopo aver sistemato il camper, ci godiamo una cena tranquilla e ci prepariamo per una notte serena e riposante, pronti per la giornata che ci attende. Il Petit train d’Artouste è uno dei treni turistici a scartamento ridotto più alti d’Europa, che conduce i passeggeri in un viaggio indimenticabile attraverso i paesaggi spettacolari dei Pirenei francesi. Il trenino parte da una stazione situata a circa 1.900 metri di altitudine e si arrampica fino a raggiungere il lago Artouste, a oltre 2.000 metri, offrendo viste mozzafiato su valli, montagne, laghi e vallate incontaminate. Durante il percorso, il trenino attraversa ponti sospesi, gallerie scavate nella roccia e pascoli alpini, regalando emozioni uniche e la sensazione di immergersi completamente nella natura selvaggia. Il silenzio interrotto solo dal rumore dolce del treno e dal canto degli uccelli crea un’atmosfera magica, mentre il panorama si apre su cime innevate e laghi cristallini. Il viaggio dura circa 50 minuti e il trenino effettua una sosta al lago Artouste, dove è possibile scendere per esplorare i dintorni, fare trekking o semplicemente godersi il paesaggio. Gli orari di salita e discesa sono ben organizzati e consentono di pianificare la visita in base alle proprie esigenze, con corse regolari durante la stagione turistica. Dopo una giornata trascorsa a contatto con la natura e l’aria fresca di montagna, il ritorno al camper rappresenta un meritato momento di riposo. La cena, semplice ma gustosa, conclude la giornata, mentre la notte tranquilla ci prepara per le nuove avventure che ci aspettano. Parcheggio: GPS Quindicesima tappa: Dune du Pilat, ←leggi il post Il deserto europeo tra sabbia e mare (Nuova Aquitania) Ci svegliamo presto, consapevoli che oggi ci aspetta una tappa lunga: 280 chilometri ci separano dalle maestose Dune du Pilat , la più alta duna di sabbia d’Europa, situata sulla costa atlantica francese. Le Dune du Pilat offrono un paesaggio che ricorda un piccolo deserto, con immense distese di sabbia fine che si estendono a perdita d’occhio, incorniciate dal verde della pineta e dal blu intenso dell’Oceano Atlantico. Salire sulla duna è un’esperienza unica: i piedi affondano nella sabbia calda e morbida, e la fatica della salita viene ripagata da una vista spettacolare sul mare limpido e fresco che si estende all’orizzonte. Per chi preferisce, è possibile utilizzare i gradini che facilitano la scalata. Le Dune du Pilat sono anche un luogo molto amato dagli appassionati di parapendio, che qui trovano condizioni ideali per decollare e librarsi sopra questo paesaggio straordinario, vivendo un’emozione indimenticabile sospesi tra cielo e terra. I tempi sono cambiati rispetto al passato: dove prima si poteva sostare liberamente nelle rientranze a bordo strada, oggi la sosta notturna non è più permessa. Sono disponibili parcheggi a pagamento adiacenti alla duna, oppure parcheggi gratuiti ma distanti circa 45 minuti a piedi, sempre con divieto di pernottamento dalle 01:00 alle 06:00. In alternativa, si possono scegliere i campeggi della zona. Non potendo pernottare, ci spostiamo per la notte in un’area sosta camper attrezzata poco più di una decina di chilometri, dove sappiamo vi sia il servizio di lavanderia automatica. Adiacente all’area sosta si trova il parco Aqualand Bassin d'Arcachon , uno Skatepark , un Boowling e il Parco delle Coccinelle , una piacevole sorpresa per il divertimento assicurato dei ragazzi. Ci fermeremo qui un giorno intero prima di affrontare il grande viaggio di ritorno. La notte trascorrerà tranquilla, con il ricordo della sabbia dorata e del mare cristallino ancora vivo nella mente. Parcheggio a pagamento: GPS Parcheggio gratuito: GPS Area sosta camper: GPS Sito web: http://aire-des-3coccinelles.com/5172/services-aire-de-camping-car-bassin-d-arcachon.html Sedicesima tappa: Il lungo ritorno e la scoperta di Chanaz ←leggi il post (Alvernia-Rodano-Alpi) La sveglia suona presto e la colazione è abbondante: oggi ci attende la tappa più lunga di tutto il viaggio. Le ferie stanno quasi per finire e inizia la via del ritorno verso casa. Affrontiamo circa 750 chilometri, che occuperanno gran parte della giornata. Ci fermeremo solo per una breve pausa pranzo, giusto il tempo di ricaricare le energie, per poi ripartire subito. L’arrivo è previsto nel tardo pomeriggio a Chanaz , un piccolo borgo francese incastonato tra canali e natura, spesso chiamato la “ Piccola Venezia della Savoia ”. La sera ci concediamo una cena fuori, una meritata ricompensa dopo tante ore di guida. Qui assaporiamo piatti tipici della regione, come la fonduta savoiarda  a base di formaggi locali fusi, accompagnata da pane croccante, oppure il filetto di pesce del lago , fresco e delicato, servito con verdure di stagione. Non mancano le specialità a base di tartufo e i dolci tradizionali come la tarte aux myrtilles  (torta ai mirtilli), perfetta per concludere la serata. La notte trascorre tranquilla, immersi nella calma di questo angolo di Francia. Il giorno seguente dedichiamo la mattina alla visita di Chanaz. Questo borgo affascinante si sviluppa lungo il canale di Savières, che collega il lago di Bourget al fiume Rodano, offrendo scorci pittoreschi e un’atmosfera rilassata. Passeggiare per le sue vie significa immergersi in un ambiente dove storia, natura e vita fluviale si fondono armoniosamente. Tra le cose da vedere ci sono il porto, le antiche case in pietra, i piccoli negozi di artigianato locale e i musei dedicati alla vita sul canale e alla navigazione fluviale. È possibile anche noleggiare una barca per esplorare i canali circostanti, godendo del paesaggio da una prospettiva diversa, ed è esattamente quello che faremo. Chanaz ci regala una sensazione di pace e autenticità, lontano dal turismo di massa, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e ogni angolo racconta una storia. Decidiamo di fermarci ancora la notte, riprenderemo il viaggio la mattina successiva per il ritorno a casa. Area servizio carico scarico proprio di fronte al campeggio: GPS Area sosta camper: GPS Diciassettesima tappa: L’ultima alba sulle rive del canale di Savières e il commiato con la montagna (Alvernia-Rodano-Alpi) Ci svegliamo con calma, consapevoli che questa sarà l’ultima colazione delle nostre ferie. La consumiamo in un bar affacciato sul tranquillo canale di Savières, dove le imbarcazioni scorrono lente su e giù. Non abbiamo fretta, vogliamo assaporare ogni istante di questo momento, consapevoli che il ritorno a casa si avvicina inesorabilmente. Il programma di oggi prevede la sosta per l'ora di pranzo sulle sponde del Lac du Mont-Cenis , a circa 225 chilometri da Chanaz. Per un amante della montagna come me, chiudere le ferie a contatto con la natura in un contesto così affascinante è una conclusione perfetta per un viaggio fantastico e ricco di emozioni. Il lago, incastonato tra le alte vette alpine, offre panorami mozzafiato e un senso di serenità. Dopo un pranzo tranquillo immersi in questo scenario naturale, riprendiamo la strada per affrontare gli ultimi 200 chilometri che ci separano da casa. Nonostante la stanchezza e la voglia di rivedere i propri spazi, un velo di rammarico accompagna questo ultimo tratto: le ferie stanno per finire, e con esse la magia di scoprire nuovi luoghi, di vivere avventure e momenti di libertà. Ma il ricordo di questi giorni, delle montagne, dei laghi, dei borghi e delle emozioni vissute, rimarrà con noi, pronto a ispirare nuovi viaggi e a nutrire il desiderio di ripartire ancora. Parcheggio: GPS Concludendo Il viaggio attraverso le diciassette tappe che abbiamo vissuto è stato un percorso ricco di emozioni, paesaggi straordinari e momenti di autentica scoperta. Partendo da Mongenevre , abbiamo respirato l’aria fresca di montagna e goduto di passeggiate rigeneranti, per poi immergerci nelle acque cristalline di Savines-le-Lac , un luogo ideale per sport acquatici e relax in natura. La salita al Mont Ventoux  ci ha regalato l’esperienza del vento potente e della natura selvaggia, mentre la visita a Le Colorado de Rustrel  ci ha affascinato con i suoi paesaggi dai colori caldi e le escursioni tra le rocce di ocra. Il suggestivo Village des Bories  ci ha trasportato nel passato rurale della Provenza, mentre l’ Abbaye Notre-Dame de Sénanque , immersa tra campi di lavanda, ha offerto un momento di spiritualità e bellezza architettonica. Il maestoso Pont du Gard  ci ha stupito con la sua imponente struttura romana e le attività sul fiume Gardon, preludio all’avventura nelle spettacolari Gole del Verdon , dove l’acqua e la roccia si fondono in uno scenario mozzafiato. La selvaggia Plage de Piémanson  ci ha fatto sentire immersi in un deserto di sabbia e mare, mentre il borgo di Saintes-Maries-de-la-Mer  ci ha accolto con le sue tradizioni, la sua storia e le spiagge tranquille. La medievale Carcassonne  è stata un tuffo nel passato, tra mura possenti e vicoli suggestivi, e la visita a Lourdes  ha lasciato un segno profondo, tra fede e speranza. Le misteriose Grottes de Bétharram  ci hanno condotto in un mondo sotterraneo fatto di acqua e rocce, e la maestosa cascata del Cirque de Gavarnie  ci ha mostrato la potenza della natura. Il viaggio sul Petit train d’Artouste  tra le vette dei Pirenei è stato un’esperienza panoramica indimenticabile, mentre le Dune du Pilat  ci hanno trasportato in un paesaggio quasi desertico, con la sabbia che si perde all’orizzonte e il mare limpido a fare da cornice. Il pittoresco borgo di Chanaz , con i suoi canali e la sua atmosfera rilassata, ci ha offerto un momento di pace e autenticità, prima di chiudere il viaggio al Lac du Mont-Cenis , dove la montagna e la natura hanno regalato l’ultimo abbraccio prima del ritorno a casa. Ogni tappa ha lasciato un ricordo indelebile, fatto di paesaggi, incontri, sapori e sensazioni che solo un viaggio così ricco può donare. Questo viaggio è stato un invito a lasciarsi sorprendere, a vivere la Francia meridionale in tutte le sue sfaccettature e a portare con sé un bagaglio di emozioni e ricordi destinati a durare nel tempo. Ti invitiamo a leggere i nostri post dedicati a ciascuna di queste affascinanti località. Troverai informazioni dettagliate , consigli pratici  e curiosità utili  per pianificare al meglio la tua prossima avventura. Se la Francia è la tua passione, sei nel posto giusto: qui puoi trovare tante destinazioni con contenuti per ispirare il tuo prossimo viaggio! QUI ←leggi tutti i post Si ricorda che alcune indicazioni potrebbero non essere più aggiornate a causa di modifiche comunali o normative locali, quindi è sempre consigliabile verificare prima della partenza o informarsi in loco.

  • Le Tréport (Normandia)

    Le Tréport: la tua prossima fuga tra falesie maestose e tradizione marinaresca Oggi vi portiamo a visitare Le Tréport, un piccolo comune situato sulla costa della Normandia, nel dipartimento della Senna Marittima, Le Tréport è una graziosa cittadina portuale che unisce il fascino marinaro con paesaggi mozzafiato. Affacciata sul Canale della Manica e incastonata tra imponenti falesie di gesso bianco, è una meta perfetta per chi cerca natura, storia e autenticità. Breve storia di Le Tréport Le Tréport ha una storia antica e affascinante, profondamente legata al mare. Già conosciuto in epoca medievale, il borgo nasce come villaggio di pescatori e divenne presto un importante porto sulla Manica. Durante il Medioevo, fu conteso tra normanni e francesi, grazie alla sua posizione strategica alla foce del fiume Bresle. Nel corso dei secoli, Le Tréport si sviluppò come porto commerciale e peschereccio, mantenendo sempre viva la sua vocazione marittima. Nel XIX secolo, la città conobbe una nuova stagione di splendore grazie all’arrivo della ferrovia: divenne una rinomata località balneare frequentata dalla borghesia e anche dall’imperatore Napoleone III. Vennero costruiti hotel, casinò e eleganti ville in stile Belle Époque. Durante le due guerre mondiali, Le Tréport subì gravi danni, soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale, ma è riuscita a conservare il suo spirito autentico e la sua architettura caratteristica. Oggi Le Tréport è una cittadina vivace, che conserva la sua anima marinara e attira visitatori per il suo porto, le falesie, la storia e la bellezza naturale. Visita a Le Tréport Lasciato il camper nell’area sosta situata in cima alla falesia, si accede comodamente alla città grazie alla funicolare gratuita, che in pochi minuti vi conduce direttamente al suggestivo quartiere dei Cordiers , cuore storico di Le Tréport. Abbiamo iniziato la visita con uno degli ingressi più spettacolari che si possano immaginare: la vista dalla falesia è semplicemente mozzafiato, un colpo d’occhio che lascia senza parole. Per i più sportivi o per chi desidera immergersi lentamente nell’atmosfera locale, è possibile scendere a piedi attraverso le scale panoramiche, scegliendo se esplorare subito il pittoresco quartiere oppure dirigersi verso il porto, costeggiando la città e godendosi il panorama lungo il percorso. Le Tréport Le Tréport è una suggestiva località balneare affacciata sul Canale della Manica, caratterizzata da una lunga spiaggia di ciottoli incastonata ai piedi delle imponenti falesie di gesso, tra le più alte d’Europa, che raggiungono i 106 metri di altezza. Cittadina profondamente legata al mare, la pesca è ancora oggi l’anima di Le Tréport. Una tappa imperdibile è la Poissonnerie municipale, la pescheria del porto, dove troverete banchi ricchi di pesce freschissimo, crostacei e molluschi locali: una vera delizia per gli amanti dei sapori di mare. Il centro Il centro di Le Tréport è un piccolo gioiello dall’atmosfera autentica e vivace. Le case a graticcio colorate , tipiche dell’architettura normanna creano un colpo d’occhio pittoresco e accogliente. Tra negozietti, bistrot e caffè affacciati sul porto, si respira un mix perfetto tra tradizione marinaresca e charme d’altri tempi. Passeggiare per il centro significa immergersi nella vera anima di questa cittadina affacciata sul mare. Il faro Il faro di Le Tréport , costruito nel 1844 , si trova all’estremità della diga che protegge l’ingresso del porto. È una torre cilindrica alta 14 metri , dipinta di bianco e verde , semplice ma suggestiva. Facilmente raggiungibile con una passeggiata sul molo, regala una splendida vista sul mare e sulla costa, soprattutto al tramonto. Un piccolo simbolo della città, amato da fotografi e viaggiatori. Kahl-Burg All’interno della falesia attraversata dalla funicolare di Le Tréport si nasconde una sorprendente testimonianza della Seconda Guerra Mondiale: il Kahl-Burg, un complesso difensivo scavato dai tedeschi dopo il fallito sbarco alleato a Dieppe nel 1942. Questo labirinto militare sotterraneo si estende per circa 300 metri su quattro livelli, con 225 gradini e 32 stanze, tra cui si trovano tre postazioni di osservazione, due postazioni di combattimento e persino un cannone da 75 mm (FK235b) . Per anni dimenticato e lasciato all’abbandono, il sito è stato pazientemente recuperato da un’associazione di volontari, che ne ha curato la messa in sicurezza e l’apertura al pubblico. Oggi il Kahl-Burg è visitabile su prenotazione grazie all’impegno dell’associazione Le Mur de la Manche , offrendo un’esperienza toccante e immersiva nella storia. Informazioni: Le Mur de la Manche Église Saint-Jacques Edificata nel 1362 sui resti di una chiesa precedente, l’Église Saint-Jacques subì gravi danni durante la Guerra dei Cent’Anni, ma venne restaurata nel 1699. La sua posizione dominante, a metà strada tra le falesie e il porto, le conferisce una vista privilegiata sulla cittadina e sul mare, rendendola uno dei punti di riferimento storici e visivi di Le Tréport. Tante sono chiese che abbiamo visitato, ma il suo interno rivela dettagli davvero unici , che la distinguono da qualsiasi altra. Tra le navate non troverete solo arte sacra, ma anche reti da pesca, salvagenti  e persino una conchiglia di Tridacna  trasformata in acquasantiera: elementi che raccontano il profondo legame della città con il mare e la vita dei suoi pescatori. Una chiesa che è insieme luogo di culto e specchio dell’identità marittima di Le Tréport. Notre Dame de la Falaise Dal lungomare di Le Tréport abbiamo imboccato un sentiero che, con una piacevole salita, ci ha condotti sulla falesia opposta rispetto al parcheggio camper. Il percorso, immerso nella natura, si snoda lungo un tratto panoramico che regala splendidi scorci sulla città, sul porto e sull’immensità del mare. In cima si trova Notre-Dame de la Falaise , una cappella simbolica molto cara agli abitanti, accanto alla quale si erge la statua della Vergine col Bambino , risalente al 1878  e rivolta verso il mare a protezione dei marinai. La spiaggia La spiaggia di Le Tréport  è una lunga distesa di ciottoli levigati , tipica della costa normanna, situata ai piedi delle imponenti falesie di gesso bianco . Bagnata dalle acque del Canale della Manica, offre un paesaggio suggestivo e selvaggio, ideale per rilassarsi con il suono delle onde o per una passeggiata fronte mare. Nei mesi estivi è attrezzata con cabine colorate e servizi, mantenendo però un’atmosfera tranquilla e autentica. Bunker allemand Adiacente a Notre-Dame de la Falaise  si trova un bunker tedesco  risalente alla Seconda Guerra Mondiale , parte del sistema difensivo costiero costruito dall’esercito nazista lungo il cosiddetto Vallo Atlantico . Parzialmente incastonato nella falesia, questo bunker serviva come punto di osservazione e difesa strategica sul Canale della Manica. Oggi è un silenzioso testimone della storia bellica della zona e contribuisce a rendere la visita ancora più interessante, combinando spiritualità, memoria e panorami spettacolari in un solo luogo. Il quartiere Cordiers Il Quartier des Cordiers è l’antico e affascinante quartiere dei pescatori di Le Tréport, situato ai piedi delle falesie. Il suo nome deriva dalla parola francese corde  (corda) e richiama la figura dei “cordiers cordants”, pescatori talmente poveri da non potersi permettere le reti.Questi uomini utilizzavano lunghe corde con grappoli di ami per pescare dal molo o direttamente dalle barche, una tecnica semplice ma efficace che ha lasciato un’impronta duratura nella storia del quartiere. Oggi, il Quartier des Cordiers conserva tutto il fascino della sua origine marinara, con case strette e colorate, bow-window , decorazioni in ceramica e balconcini in ferro battuto. È il luogo perfetto per una passeggiata tra storia, autenticità e scorci pittoreschi, dove si respira ancora l’anima del vecchio Le Tréport. La funicolare I lavori per la realizzazione sono iniziati nel 1907 ed è stata inaugurata nel Luglio 1908, vendendo in un solo giorno oltre 2000 biglietti. Dopo un lungo periodo di abbandono a grande richiesta nel 2006 la funicolare ritorna in attività offrendo il servizio gratuitamente. Curiosità Da maggio a settembre , le maestose falesie di craie sono illuminate ogni sera fino all’1:00 di notte  lungo la passeggiata sul lungomare, offrendo uno spettacolo suggestivo sulla costa. Nel resto dell’anno, venerdì, sabato e domenica , le illuminazioni proseguono sempre fino all’1:00, permettendo di ammirare lo splendore delle scogliere anche in bassa stagione. Concludendo La nostra visita a Le Tréport ci ha regalato il ricordo di una cittadina autentica e sorprendente, dove natura, storia e tradizione si intrecciano perfettamente. Dalle falesie vertiginose alle passeggiate sul porto, dalla funicolare panoramica al quartiere dei pescatori, ogni angolo racconta un pezzo dell’anima marittima di questo luogo. Abbiamo esplorato la Poissonnerie , gustato i sapori del mare, camminato fino al faro , scoperto la suggestiva Église Saint-Jacques , ammirato il panorama da Notre-Dame de la Falaise  e visitato testimonianze storiche come il Kahl-Burg  e i bunker della Seconda Guerra Mondiale. Le Tréport è una meta perfetta per un weekend tra natura, cultura e relax, capace di sorprendere chi cerca autenticità, bellezza e quel tocco di Normandia che resta nel cuore.

  • La Scarzuola (TR)

    Oggi vi portiamo a visitare un luogo davvero surreale come pochi ne esistono. Andremo alla scoperta della Città Ideale come la chiamava il suo creatore Tomaso Buzzi .Questa surreale ed eccentrica costruzione nascosta tra le colline umbre sorge nelle vicinanze ad un antico convento francescano, ci troviamo a: La Scarzuola, località rurale famosa per essere stata dimora di San Francesco d’Assisi, ubicata nella frazione Montegiove del comune di Montegabbione, in provincia di Terni nella regione Umbria. La Scarzuola Dopo aver acquistato l'immobile nel 1957, l'architetto milanese Tomaso Buzzi dedicò oltre vent'anni alla ricostruzione del monastero e alla costruzione i questa straordinaria costruzione surreale chiamata la Città Ideale , impiegando tutte le sue risorse a sua disposizione, la sua energia e il suo genio. L’artista si basò sui simbolismi tratti dal romanzo Hypnerotomachia Poliphili, illustrato con 170 splendide xilografie, che mostrano in elaborate scene le strutture architettoniche e i personaggi che Polifilo incontra nei suoi sogni. L’opera è formata da costruzioni raggruppate in sette scene teatrali, sette rappresentazioni sceniche . Buzzi volle progettare e costruire la Città Ideale conferendole la struttura come una grande scenografia teatrale prendendo spunto anche dalle prestigiose ville come: Villa d’Este (Tivoli), Villa Adrian, il parco di Bomarzo e i sette edifici nell’Acropoli quali: Pantheon, Partenone, Colosseo, Torre dei Venti, Piramide, Tempio di Vesta, la torre dell’orologio di Mantova. Visitare Scarzuola Per visitare la Città Ideale il visitatore deve passare davanti ad una piccola grotta, dove, secondo la leggenda, San Francesco d'Assisi fece sgorgare una sorgente di acqua miracolosa. Proseguendo il percorso si entra in un rigoglioso giardino che vi poterà all’ingresso della città ideale di Tomaso Buzzi. Ogni volta che visitiamo questi luoghi, si rimane colpiti dalla quiete che vi regna, da quella atmosfera mistica che spesso rapisce i nostri pensieri, in qualche modo entriamo a stretto contatto con la materializzazione di un sogno che ha preso vita dal suo creatore. La visita Come detto in precedenza, la struttura e suddivisa in sette scenografie dove Tomaso Buzzi sembra essersi divertito a realizzare il disegno di un sogno usando la pietra di tufo a modi mattoncini lego, costruendo, demolendo e ricostruendo seguendo la fugace creatività del momento. Le strutture hanno stili architettonici differenti, si va dall’Antichità al Risorgimento. Una grande scenografia teatrale che egli definì " un'antologia in pietra. Non passano inosservati il Theatrum Mundi, un anfiteatro romano con le gradinate e le terrazze ricoperte di mosaici, adiacente troviamo i teatri del Sole e della Luna e l'Acropoli che la domina. Passeggiare in questo luogo riserva molte sorprese, come percorrere scale che non portano da nessuna parte, attraversare la porta Jonas che evoca i mostri come quelli presenti sia nei giardini di Bomarzo che nella Bibbia. La Gigantessa, un monumentale busto di donna dai generosi seni che rappresentano Madre Terra. Non mancano le divinità mitologiche come: il Pegaso d'oro, una lira di Apollo. Siamo di fronte ad un fantastico complesso architettonico delle forti valenze esoteriche, a metà strada tra il parco e l'Acropoli sapienziale, con intitolazioni eloquenti: la Barca delle Anime, la Balena di Pietra, la Torre della Disperazione, la Scala della Vita, il Tempio di Eros, il Pozzo della Meditazione, il Teatro delle Api, il Termitaio. Tomaso Buzzi era un architetto rinomato, contribuì a organizzare diverse manifestazioni nazionali e internazionali di carattere artistico, per i suoi impegni professionali era sempre in viaggio, però, appena poteva veniva a trascorrervi brevi momenti di riposo lontano da tutto e da tutti, infatti, nella residenza di La Scarzuola o Città Ideale , non vi era telefono, riscaldamento o elettricità. Successivamente gli impegni furono volontariamente ridotti per realizzare il sogno di una vita. Alla sua morte nel 1981, la città ideale non era stata completata, rimaneva il silenzio di una città in rovina, abbandonata già da diversi anni, esattamente come desiderava, lasciando all'immaginazione di chi guarda, o all'azione caotica della natura, il saper cogliere e completare questo luogo. In uno dei sui taccuini vi era scritto: l'ordine è il piacere della ragione, il disordine è la voluttà dell'immaginazione, e io ritengo naturalmente voluttà e immaginazione. Dopa la sua scomparsa, né la sua famiglia né lo Stato italiano vollero prendersi cura della Città Ideale. C’era il problema dell’eredità della Scarzuola, perché in casa non la voleva nessuno, io ero laureato a Milano e non m’importava niente di stare nelle scatole chiuse delle banche. Per me è stata una boccata d’ossigeno. Fu così che Marco Solari personaggio stravagante e nipote di Tomaso Buzzi, decise d'intraprendere questo lungo viaggio e, grazie ai disegni, schizzi e appunti lasciati dallo zio, ha proseguito la ristrutturazione e la costruzione di nuovi edifici, rendendo questo luogo ancora più magnifico, fiabesco e misterico contemporaneamente. Da oltre quarant’anni, Marco Scolari si dedica a questo compito e, dal 2000 da quando ha aperto al pubblico, fa da guida ai visitatori. Alcune domande rivolte a Marco Solari. Alla domanda chi fosse, rispose: Sono pazzo, come tutti coloro che qui hanno vissuto, a cominciare da San Francesco d'Assisi . Cosa vuoi che diventi la Scarzuola? Un giorno si trasformerà di nuovo in polvere, come voleva lo stesso Tomaso Buzzi. Leggenda Si racconta che in questo luogo nel 1218, San Francesco costruì una capanna nel punto in cui aveva piantato una rosa e un alloro e da cui era sgorgata miracolosamente una fontana. La capanna fu realizzata con una pianta palustre di nome Scarza , da cui deriverebbe il nome Scarzuola Successivamente i Conti di Marsciano fecero costruire un convento che verrà poi abbandonato nel XVIII secolo. Note personali Questo è un luogo che ricorda molto il Castello Rocchetta Mattei in provincia di Bologna, e il Parco di Bomarzio a circa 70 km in provincia di Viterbo. L’aria che si respira è mistica e molto soggettiva, ogni persona percepisce emozioni differenti e non è detto che alla seconda visita, si ripossano percepire le stesse sensazioni, in quanto le emozioni sono legate allo stato d’animo attuale della persona stessa. Scarzuola o le Città ideali sono luoghi per lo più inaccessibili, sono il frutto dei sogni dei loro creatori, che in alcune circostanze prendono vita, solitamente collocati in luoghi poco accessibili, in mezzo a colline boscose nascosti nella natura come in questo caso, come se si volesse celare la loro presenza o proteggere un sogno diventato realtà. Orari e Visite La Scarzuola è un parco privato ed è obbligatoria la prenotazione indicando giorno e orario della visita, oppure telefonando allo 0763/837463 o scrivere a info@lascarzuola.com . La durata della visita è circa due ore, è sarà proprio Marco Solari, proprietario della Scarzuola anche se si definisce semplicemente il custode, vi porterà alla scoperta di questo incredibile luogo, dove esoterismo, spiritualità, storia e astrologia si fondono in un unica cosa. Il costo del biglietto è di 10 euro a persona. Per informazione prenotazione: Scarzuola . Parcheggio: Gps map

  • Lago di Vico (VT)

    Oggi vi portiamo a visitare il suggestivo Lago di Vigo, un gioiello di origine vulcanica situato nella provincia di Viterbo, della regione Lazio. Circondato da secolari boschi, è il risultato di un'antica storia vulcanica che risale a 90 mila anni fa, quando un vulcano attivo si trasformò in uno splendido specchio d'acqua. Questo luogo si trova a soli 60 minuti da Roma è un'oasi di tranquillità e bellezza, dove la natura è preservata con cura grazie alla Riserva Naturale Regionale lago di Vico istituita negli anni Ottanta. Questa azione protegge il bacino del lago e i Monti Cimini, mantenendo intatto il fascino originario della zona. Cosa fare al lago di Vico Al Lago di Vico puoi goderti una varietà di attività che ti permettono di immergerti nella bellezza naturale e nell'atmosfera unica della zona. Queste attività includono sport acquatici come il nuoto, il kayak, vela o sport più rilassanti come la pesca sportiva, concederti un giro in barca per esplorare le sue acque cristalline o semplicemente rilassarti in una delle spiagge a disposizione. Se ti piace l'avventura puoi intraprendere escursioni trekking lungo i sentieri panoramici che circondano il lago. Lungo le sue sponde non mancano luoghi dedicati al pic-nic e momenti di relax da alternare alle visite culturali ai borghi e ai luoghi di interesse storico e artistico della zona. Qui puoi trovare alcuni percorsi Trekking e Escursioni nei dintorni del Lago Vico. Curiosità La leggenda mitologica attribuisce la formazione del lago a Ercole, aggiungendo un tocco di magia e fascino a questo angolo di paradiso. La storia racconta che Ercole, con un colpo della sua clava, fece scaturire tanta acqua da creare il lago, arricchendo così la sua storia con un tocco di mitologia. R iserva Naturale Regionale Lago di Vico La Riserva Naturale Regionale Lago di Vico, estesa su 4.109 ettari nei comuni di Caprarola e Ronciglione, include l'intera conca lacustre e la cinta montuosa circostante, garantendo un ambiente intatto e una ricca biodiversità. I boschi comprendono faggi, aceri, querce, noccioleti e castagneti secolari, che in autunno regalano uno spettacolo di colori suggestivo e mutevole. La riserva ospita una vasta gamma di specie di uccelli, sia stanziali che migratori, rendendola un paradiso per il birdwatching, con lo svasso come simbolo principale. Tra gli altri animali presenti ci sono rapaci, anatre, folaghe, gufi, tassi, faine, cinghiali, moscardini, ghiri, quercini, ululoni e testuggini palustri. Borghi nei dintorni San Martino al Cimino San Martino al Cimino è un affascinante borgo medievale situato sui Monti Cimini, a un'altitudine di 561 metri. Cresciuto attorno all'abbazia cistercense dedicata a San Martino, consacrata nel 1225, il borgo è oggi parte del comune di Viterbo. Nel Seicento, diventò un principato grazie a Olimpia Pamphilij Maidalchini, che si fece nominare principessa da suo cognato, papa Innocenzo X. Olimpia contribuì allo sviluppo economico, urbanistico-architettonico e culturale del borgo, coinvolgendo architetti e artisti di prestigio come Bernini, Borromini e Marcantonio de Rossi per rinnovare l'abbazia e costruire il sontuoso Palazzo Dora Pamphilij. Il borgo, di forma semi ellittica, è delimitato da una cinta muraria e presenta case uniformi, costruite per i ceti popolari, con due porte d'ingresso, una verso Viterbo e una verso Roma. Soriano del Cimino Soriano del Cimino, situato alle pendici dei monti omonimi, è un affascinante borgo con radici storiche profonde. Il castello, fatto costruire da papa Niccolò III della potente famiglia Orsini come residenza estiva, domina il paesaggio circostante. La vegetazione abbondante e rigogliosa, con prevalenza di castagni, caratterizza la zona. In passato, il castello è stato utilizzato come carcere fino al 1989. Il borgo, sviluppatosi soprattutto durante il Rinascimento, presenta quartieri eleganti e di grande stile. Da visitare sono Palazzo Albani Chigi, progettato dall'architetto Ottaviano Schiratti, la Chiesa di San Nicola di Bari in stile neoclassico, e le Fontane Papacqua e Tonda (o Fontana Vecchia). Particolarmente degna di nota è Porta Romana, una copia della celebre Porta Pia, costruita dal principe Carlo Albani nel XVIII secolo. Ronciglione Ronciglione, un borgo situato sulle colline meridionali dei monti Cimini, è un importante centro storico della Tuscia, che offre un viaggio attraverso il Medioevo, il Rinascimento e il Barocco. Fondato nel 1045 come presidio commerciale dai Prefetti di Vico lungo la "via Ciminia", ha prosperato grazie alla sua posizione strategica. La famiglia Farnese ha contribuito al suo sviluppo nel XVI secolo, trasformandolo e arricchendolo. Luoghi di interesse includono la Fontana Grande, Porta Romana, la Chiesa della Pace e il Palazzo della Zecca. Il Duomo, costruito nel 1671 in stile barocco, presenta una ricca decorazione interna, con opere d'arte come la Madonna del Rosario di Giuseppe Ghezzi e un trittico quattrocentesco di un pittore viterbese. Siti d'interesse Villa Farnese La Villa Farnese a Caprarola è un capolavoro dell'architettura rinascimentale situato nella città omonima nel Lazio, Italia. Costruito nel XVI secolo per volere del cardinale Alessandro Farnese, il futuro Papa Paolo III, la villa è stata progettata dall'architetto Jacopo Barozzi da Vignola. Presenta una pianta pentagonale e una maestosa cinta muraria, circondata da splendidi giardini all'italiana. All'interno, il Palazzo Farnese è arricchito da sontuosi interni decorati con affreschi celebrativi della famiglia Farnese, come la Sala dei Fasti Farnesiani. Il complesso è aperto al pubblico e ospita un museo, offrendo ai visitatori un'esperienza unica dell'arte e della storia rinascimentale italiana. La Faggeta di Monte Venere La Faggeta, situata sul versante settentrionale del Monte Venere, è chiamata " depressa " perché i faggi crescono a un'altitudine più bassa rispetto alla loro tipica zona di crescita, che solitamente si trova tra gli 800 e i 1800 metri. Tuttavia, nonostante il nome, questa area offre sensazioni di tranquillità e bellezza, soprattutto d'autunno quando i colori mutevoli creano uno scenario incantevole. Ancora selvaggia e incontaminata, la Faggeta è un rifugio ideale per escursioni e passeggiate lungo i percorsi e i sentieri del CAI. In passato, il Monte Venere era un'isola all'interno del lago, ma gli Etruschi, con opere idrauliche e canali, abbassarono il livello dell'acqua per coltivare la terra, trasformando così l'area e creando un ambiente unico e suggestivo. La grotta del Diavolo La Grotta del Diavolo, situata sulla cima del Monte Venere, è ritenuta essere la bocca eruttiva del vulcano Vicano, il cui collasso ha formato il cratere rappresentato dall'anello montuoso dei Cimini e il Monte Venere stesso, che è il cono di cima del vulcano. Per raggiungere la grotta, occorre attraversare la faggeta lungo un percorso ben segnalato dal CAI, che richiede circa 50 minuti di cammino con una media difficoltà. Una volta giunti sul posto, a 851 metri di altezza, si trova l'ingresso della grotta, largo 5 metri. Tuttavia, l'accesso alla grotta è consigliato solo a coloro che sono adeguatamente preparati e attrezzati con strumenti di sicurezza, in quanto all'interno si sviluppano cunicoli e diramazioni, rendendo necessaria una preparazione adeguata. Sito archeologico di Falerii Novi A Falerii Novi, antica città fondata dagli abitanti del popolo Falasco dopo la distruzione di Falerii per mano dei Romani, sono presenti importanti testimonianze storiche. Le fortificazioni includono una cinta muraria lunga 2 km con 50 torri difensive. La Porta Giove è particolarmente interessante, con una testa raffigurante il padre degli dei come chiave di volta, uno dei primi utilizzi dell'arco in Etruria. I reperti rinvenuti sono conservati presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Altro punto di interesse è la chiesa romanica di Santa Maria di Falerii, del XII secolo, con 5 absidi e tre navate, adiacente al convento cistercense. Necropoli di San Giuliano (Antica Marturanum) La Necropoli di San Giuliano, nel Parco Regionale Marturanum lungo l'antica Clodia, è un sito archeologico di grande importanza. Sorge su una rupe tufacea e comprende tombe etrusche che spaziano per cinque secoli di storia. Tra le varie tipologie di tombe presenti, ci sono quelle a tumulo, a palazzina, a portico, ipogee, a fossa, a nicchia e a dado. Le tombe, principalmente di età arcaica, ma anche del VII secolo a.C. e ellenistiche, includono importanti monumenti come la Cuccumella del Caiolo, il tumulo del Caiolo, la tomba dei 'Letti', le tombe a Portico, le 'Palazzine', la tomba Costa, le tombe Thansinas, i due tumuli di Valle Cappellana, il gruppo di tombe arcaiche in loc. 'Chiuse Vallerani', l'imponente tomba della Regina del V secolo a.C. e la Tomba del Cervo, famosa per il suo bassorilievo raffigurante un cervo attaccato da un lupo, oggi simbolo del Parco. In sintesi Una visita al Lago di Vico e nei suoi dintorni offre un'esperienza immersiva nella natura e nella storia. Sul lago stesso, puoi goderti attività come passeggiate panoramiche lungo le sue rive, noleggio di barche per esplorare le sue acque cristalline o semplicemente rilassarti sulle sue spiagge. Nei dintorni, puoi esplorare la Riserva Naturale del Lago di Vico per scoprire una variegata flora e fauna, visitare le terme naturali dei Bagni di Vico per un momento di relax, esplorare i borghi medievali con i suoi palazzi storici e le sue chiese, e scoprire la necropoli e siti archeologici. Inoltre, i Monti Cimini offrono splendide opportunità per escursioni e attività all'aria aperta. In breve, una visita al Lago di Vico e ai suoi dintorni promette un mix affascinante di bellezze naturali, avventure all'aperto e scoperte culturali.

  • Terme del Bullicame (VT)

    Oggi vi portiamo a visitare le Terme del Bullicame. Benvenuti nel magico mondo delle Terme di Bullicame, un gioiello termale immerso nella splendida cornice della campagna viterbese, a pochi chilometri dalla città di Viterbo nella regione Lazio. Le Terme di Bullicame sono celebri per le loro acque sulfuree, un vero toccasana per il relax e il benessere. Il nome stesso, derivato dal latino "bullire," evoca l'immagine di acque frizzanti e roventi che emergono da sorgenti naturali a una temperatura di circa 58 gradi Celsius. L'area termale offre diverse piscine termali all'aperto, dove potete immergervi nelle acque calde e rigeneranti circondati dal verde lussureggiante della natura circostante. L'alta concentrazione di minerali presenti nelle acque sulfuree è nota per le sue presunte proprietà terapeutiche, favorendo la circolazione sanguigna e alleviando lo stress e le tensioni muscolari. Il paesaggio intorno alle Terme di Bullicame è un altro motivo di attrazione. Potrete passeggiare tra sentieri panoramici, godendo della tranquillità della campagna viterbese. Durante la vostra visita, non dimenticate di esplorare i giardini circostanti e di respirare l'aria fresca arricchita dai vapori termali. Nel percorso frigidarium-calidarium del Bullicame, troverai due piscine, una rotonda alimentata dall'acqua bollente del cratere termale e l'altra rettangolare con acqua a temperatura più bassa. Il passaggio tra queste vasche offre un notevole effetto di riattivazione della circolazione sanguigna, rendendo l'esperienza termale non solo rilassante ma anche benefica per il corpo. Un modo davvero interessante per godere appieno dei benefici termali del Bullicame! Proprietà terapeutiche Le Terme del Bullicame offrono una vasta gamma di proprietà curative. Le acque termali sono consigliate per la cura di patologie dell'apparato respiratorio, motorio e ginecologico femminile. Inoltre, sono utili per riattivare la circolazione linfatica e venosa, e possono essere impiegate nel trattamento di patologie croniche epiteliali. Oltre a ciò, le proprietà curative delle Terme del Bullicame si estendono anche alla pelle. L'acqua "Bullicame" mostra attività antiflogistica, immunomodulante, antisettica, cicatrizzante, cheratolitica, cheratoplastica e agisce come tampone sul pH cutaneo. Inoltre, fornisce protezione contro i danni causati dai radicali liberi. Il calore del bagno termale contribuisce anche a effetti antalgici, alleviando il dolore, e crea una piacevole sensazione di benessere. Citazione nella Divina Commedia Questo luogo unico è avvolto da una mistica atmosfera, amplificata dalla storia e dalla letteratura che lo circonda. Nel Canto XIV dell'Inferno, Dante Alighieri, il celebre poeta italiano associa la sorgente termale del Bullicame alle atmosfere oscure degli inferi, descrivendo i vapori sulfurei che emergono dalle sue acque. Il nome stesso, Bullicame, sembra derivare dalla caratteristica unica di queste acque, che, alla sorgente, sono così calde da "sobbollire" o "bullicare". Questo effetto potrebbe essere attribuito alla loro elevata temperatura e alla presenza di una considerevole quantità di gas disciolto, che si manifesta sotto forma di bolle superficiali. Ma non lasciatevi ingannare da queste antiche rappresentazioni, perché oggi le Terme di Bullicame sono un'oasi di tranquillità e benessere. Nei dintorni Orto Botanico "Angelo Rambelli" L'Orto Botanico 'Angelo Rambelli', parte dell'Università degli Studi della Tuscia, ha un ruolo cruciale nella didattica, ricerca e conservazione delle piante. Situato vicino alla storica sorgente termale del Bulicame, citata da Dante, si estende su circa 6 ha a ovest di Viterbo. La struttura promuove corsi, manifestazioni e mostre per diffondere la conoscenza delle piante, contribuendo alla formazione di una "coscienza" naturalistica. Le piante sono disposte in parcelle secondo criteri tassonomici e ambientali, offrendo un ambiente educativo e suggestivo. Sorgente termale delle Piscine Carletti La Sorgente termale delle Piscine Carletti dista 1 km dalle terme di Bullicame. Anch'essa emana acqua termale a una temperatura di circa 58°C alimentando diverse vasche e la qualità delle acque sono tra le migliori in Italia. La zona dispone di un ampio parcheggio gratuito nelle vicinanze, ma non offre altri servizi. Attorno alle piscine, ci sono aree erbose dove è possibile rilassarsi o prendere il sole. La temperatura elevata dell'acqua rende piacevole il bagno anche in inverno, poiché rimane calda nelle pozze. Un luogo ideale per godersi le proprietà benefiche delle acque termali in un'atmosfera rilassante e totalmente gratuita. In sintesi Le Terme di Bullicame sembrano proprio il luogo perfetto per una pausa rilassante! C'è qualcosa di magico nel poter immergersi in acque termali ricordate addirittura da Dante Alighieri. Sebbene l'ingresso sia gratuito, i bagni del Bullicame sono situati all’interno di una zona recintata a protezione dello storico cratere termale menzionato da Dante Alighieri. L'area è custodita da volontari, l'orario di chiusura nel periodo invernale è alle 17, mentre nel periodo estivo chiude alle 18. Mezz'ora prima della chiusura i volontari passeranno ad avvisare. P.S. Nel corso degli anni, alcuni comuni potrebbero limitare e o negare la sosta ai camper, alcuni parcheggi potrebbero essere stati dirottati verso nuove aree sosta, oppure parcheggi gratuiti al momento della nostra visita, potrebbero richiedere il pagamento a ore o a giornata.

  • Apremont-sur-Allier

    Oggi vi portiamo a visitare Apremont-sur-Allier , un borgo medievale che sembra uscito da una miniatura del XV secolo. Ci troviamo nel comune di Apremont-sur-Allier , nel dipartimento del Cher , nella regione Centre-Val de Loire , a pochi chilometri dal confine con la Borgogna. Questo villaggio, abitato da appena 67 anime, è un capolavoro di architettura e paesaggistica, plasmato da secoli di storia e dalla visione di una famiglia che ne ha fatto un gioiello riconosciuto tra i Plus Beaux Villages de France . Dalle origini medievali alla rinascita ottocentesca Le radici di Apremont affondano in epoca romana, come attestano i frammenti di ceramica e tegole scoperti presso le sorgenti locali. Il nome deriva dal latino asper mons (" monte scosceso "), riferito alla collina su cui sorgeva l’originaria fortezza medievale, costruita nell’XI secolo per controllare l’unica via di transito lungo l’Allier e riscuotere dazi. Distrutta durante la Guerra dei Cent’anni, la roccaforte fu ricostruita nel XV secolo assumendo l’aspetto attuale: cinque torri massicce in pietra calcarea dorata, bastioni e caditoie che ancora oggi svettano sul fiume. Il villaggio si sviluppò come insediamento di cavatori e barcaioli: le sue cave fornivano pietra pregiata per castelli come Chambord e cattedrali come quella di Orléans, trasportata via fiume su chiatte. Con il declino delle cave nel XIX secolo, la popolazione si ridusse drasticamente, preparando il terreno per una trasformazione radicale. La rivoluzione di Eugène Schneider La storia moderna di Apremont-sur-Allier è inseparabile da Eugène II Schneider (1868-1942), esponente della dinastia di industriali siderurgici del Creusot. Dopo aver sposato Antoinette de Saint-Sauveur, erede del castello, Schneider dedicò 48 anni alla riscoperta dell’identità medievale del borgo. Acquistò quasi tutte le case del villaggio (tranne un caffè-osteria, ancora esistente) e le ristrutturò in stile "berrichon" , ispirandosi all’architettura rurale del Berry. Architetti come Antoine de Galéa aggiunsero torrette, scale esterne, finestre a crociera e tetti di ardesia, utilizzando legname delle foreste locali e pietra delle cave riaperte per l’occasione. Schneider impose anche un colore unificante, il "Van Dyck Brown" , ancora oggi utilizzato per porte e persiane, che dona al villaggio una tonalità calda e uniforme. Il suo intervento, completato negli anni ’30, valse ad Apremont il titolo di Monumento Storico  per il castello (1989) e l’ingresso tra i borghi più belli di Francia (1987). Il Castello: tra Medioevo e romanticismo industriale Il Château d’Apremont-sur-Allier   (visitabile solo esternamente) è un ibrido architettonico unico. Delle originarie 14 torri medievali ne restano cinque, integrate in una struttura ricostruita nel XVI secolo e modificata nel Settecento con ampie finestre per ammirare il fiume. La torre isolata a nord-est ospita una cappella affrescata, mentre il corpo principale, privatizzato dopo la Rivoluzione, mantiene facciate in pietra con caditoie e merlature. Le scuderie ottocentesche , accessibili al pubblico, custodiscono il Musée des Calèches : una collezione di carrozze d’epoca, finimenti e attrezzi agricoli che raccontano la vita rurale e nobiliare del XIX secolo. Tra i pezzi più pregiati, una berlina imperiale con intarsi in ebano e un calesse da caccia con stemmi degli Schneider. Il villaggio: un museo a cielo aperto Passeggiare per Apremont è come sfogliare un libro di storia dell’arte. Le case in pietra ocra, addossate le une alle altre, presentano elementi medievali autentici o ricostruiti : travature a vista, mensole scolpite, pozzi incassati nei muri. La Place Eugène Schneider , cuore del borgo, è dominata dalla fontana in pietra e dalla chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption , con affreschi del Quattrocento e una statua lignea della Vergine. Il lavatoio pubblico  del 1850, alimentato da una sorgente perenne, è un gioiello di archeologia industriale: qui le donne del villaggio lavavano i panni fino agli anni ’60, chiacchierando sotto la tettoia in legno. Un dettaglio curioso: Schneider fece rimuovere tutte le dependance laterali delle case per preservare l’uniformità delle facciate, creando un effetto scenografico senza pari. Il Parc Floral: un giardino da fiaba Creato negli anni ’70 da Gilles de Brissac  (discendente degli Schneider), il Parc Floral d’Apremont  (12 ettari) è un capolavoro di landscape design, premiato come Jardin Remarquable . Il parco fonde influenze inglesi, giapponesi e persiane: Giardino bianco : un labirinto di ortensie, peonie e rose bianche che circonda un padiglione neoclassico russo. Ponte-pagoda cinese : struttura in legno laccato di rosso, sormontata da un tetto a scaglie ceramiche, che scavalca un laghetto popolato di carpe koi. Cascata sonora : un salto d’acqua artificiale incorniciato da rododendri centenari, il cui rumore accompagna i visitatori lungo i sentieri. Foresta delle licniti : un bosco di querce secolari piantate dagli Schneider, attraversato da ponti tibetani sospesi. In primavera, 40.000 bulbi (tulipani, giacinti, narcisi) trasformano il parco in un mosaico cromatico, mentre a ottobre gli aceri giapponesi incendiano il paesaggio con tonalità scarlatte. Il paesaggio fluviale: l’Allier, ultimo fiume selvaggio d’Europa L’ Allier , che lambisce il borgo, è un corridoio ecologico unico, popolato da castori, aironi e lontre. Il sentiero GR3  costeggia il fiume per 4 km, offrendo punti d’osservazione privilegiati, come il ponte sospeso del 1830 , da cui ammirare i meandri fluviali. I canoisti possono noleggiare kayak per discendere il fiume fino al Bec d’Allier  (confluenza con la Loira), ma attenzione: la diga dei Lorrain, 2 km a valle, è rischiosa per i principianti. Il pontile d’attracco  del villaggio, utilizzato un tempo per caricare la pietra, è oggi un punto di sosta per le escursioni fluviali. Eventi da non perdere: tra fiori e magia Il borgo rivive attraverso appuntamenti stagionali: Nocturne à la Bougie  (30 agosto 2025): il Parc Floral si illumina con 5.000 candele, mentre installazioni luminose animano cascate e padiglioni. I visitatori possono picnicare nel parco, eccezionalmente aperto fino a mezzanotte Chasse aux Œufs  (5 aprile - 5 maggio 2025): caccia alle uova di Pasqua nel parco, con premi in cioccolato e uova d’oro nascoste tra i rododendri Fête des Plantes  (maggio e ottobre): mercato di florovivaismo con 60 espositori, degustazioni di vini Sancerre e laboratori di giardinaggio Halloween au Jardin  (31 ottobre 2025): il parco si popola di streghe e fantasmi; i bambini, in costume, raccolgono dolci tra le scuderie del castello Eventi: QUI Quando visitare Apremont-sur-Allier ? Maggio-giugno : ideali per le fioriture del Parc Floral e il Festival delle Piante. Settembre-ottobre : foliage lungo l’Allier e clima mite per passeggiate. Dicembre : il villaggio si veste di luminarie, con mercatini natalizi nella piazza principale. Evitare gennaio-febbraio: alcuni servizi turistici restano chiusi. Nelle vicinaze Castle of Meauce Il Castello di Meauce, situato nella regione francese del Nivernais, affonda le sue radici in un passato millenario, con le prime testimonianze che risalgono al 1070 e le strutture più antiche datate al XII secolo. La sua architettura distintiva, caratterizzata da una forma rotonda e poligonale, si erge su una motta feudale che domina il fiume Allier. Dopo essere stato distrutto durante la Guerra dei Cent'Anni, fu ricostruito mantenendo la sua identità originaria. Le sue mura, spesse fino a tre metri, custodiscono edifici risalenti principalmente ai secoli XV e XVII. Riconosciuto come Monumento Storico dal 1923, il castello si estende su un'area di 13 ettari, immerso in una zona naturale protetta. Dopo un periodo di abbandono, il castello è stato riportato al suo antico splendore grazie a un restauro accurato, aprendo le sue porte ai visitatori e offrendo ospitalità e attività. Conclusione: un microcosmo di storia e bellezza Apremont-sur-Allier non è un semplice borgo medievale, ma un’opera d’arte totale, dove architettura, paesaggio e visione umana si fondono in un’armonia senza tempo. Dalle ambizioni industriali degli Schneider alla poesia botanica del Parc Floral, ogni pietra racconta una storia di passione e conservazione. Un luogo per chi cerca la Francia autentica, lontano dalle folle, dove il fruscio dell’Allier e il profumo delle rose antiche rievocano secoli di storia.

  • Museo dei blindati (Saumur)

    Oggi vi portiamo a visitare il Museo dei Blindati  a Saumur, nel dipartimento del Maine e Loira, nella regione della Loira. Preparatevi a essere travolti da una sensazione di meraviglia mentre questi giganti d'acciaio mostrano tutta la loro forza e imponenza! Un Viaggio nella Storia dei Carri Armati Il Museo dei Blindati di Saumur, nato nel 1977 per volere del colonnello Aubry , ha aperto le sue porte al pubblico nel 1983 sotto la gestione dell' Association des Amis du Musée des Blindés . Da una collezione iniziale di oltre 200 esemplari, è cresciuto fino a diventare la più importante collezione di veicoli blindati al mondo , un vero paradiso per gli appassionati di storia militare e modellismo. Attualmente, il museo custodisce più di 800 tra carri armati e blindati , di cui circa 250 sono esposti al pubblico . Il resto è in attesa di restauro, oppure utilizzato per pezzi di ricambio. Qui troverete veicoli appartenenti alle maggiori potenze militari, ripercorrendo la storia del carro armato dalla sua apparizione sui campi di battaglia fino agli anni '80. Pezzi Unici e Restauri Straordinari Il museo vanta oltre 200 mezzi originali , anche se la maggioranza dei veicoli esposti sono repliche fedeli a causa della rarità dei pezzi di ricambio originali. Ciò che rende questo museo davvero eccezionale è il suo team di meccanici specializzati  e tecnici dedicati al recupero di componenti introvabili e al restauro completo dei veicoli, un processo che può durare fino a due anni ed è estremamente costoso. Per gli intenditori, il museo espone pezzi unici come lo Jagdpanther , il Panther  e, il più famoso di tutti, l'unico esemplare al mondo di Königstiger (Tiger II) completamente funzionante . Circa il 20% dei mezzi esposti è operativo , tanto che alcuni sono stati persino utilizzati come veri e propri attori in scene cinematografiche. Consigli Utili per la Visita Sebbene il Museo dei Blindati sia meno conosciuto rispetto ad altre attrazioni turistiche della Francia, proprio perché un po' fuori dai percorsi più battuti, vale assolutamente la pena visitarlo. Può essere un'ottima tappa per iniziare o concludere un viaggio dedicato ai luoghi dello sbarco in Normandia , offrendo una prospettiva più approfondita sull'evoluzione della guerra meccanizzata. Inoltre, essendo l'esposizione completamente al coperto, è la soluzione perfetta per una giornata di maltempo . All'interno, troverete un' area dedicata ai bambini  dove possono salire su alcuni mezzi, rendendo la visita divertente anche per i più piccoli. Informazioni pratiche: Fotografie:  Con un supplemento di soli 5 euro , è possibile scattare fotografie all'interno del museo, un'opportunità imperdibile per gli appassionati. Non perdete l'occasione di immergervi in questa straordinaria collezione che testimonia l'ingegno e la potenza dei veicoli blindati attraverso la storia. Siete pronti a sentirvi piccoli di fronte a queste imponenti macchine da guerra? Cosa vedere a Samur Saumur, incantevole città nella Valle della Loira, offre un mix affascinante di storia, cultura equestre e delizie enogastronomiche. Oltre al già menzionato Museo dei Blindati, ecco cosa non perdere: Château de Saumur A dominare la scena, come un guardiano di un'altra epoca, si erge il Castello di Saumur . Con le sue torri fiabesche e i suoi pinnacoli che si stagliano contro il cielo, sembra uscito da un'illustrazione d'altri tempi. Costruito originariamente come fortezza nel X secolo e poi trasformato in un magnifico palazzo principesco, è un'icona del patrimonio francese. Entrare nelle sue mura, oggi patrimonio dell'UNESCO, è come varcare una soglia incantata, lasciandosi alle spalle il mondo e perdendosi tra i sogni e le leggende di re e principesse. Oggi ospita il Museo delle Arti Decorative e del Cavallo, dove si possono ammirare collezioni di arazzi, mobili, dipinti e oggetti legati alla storia equestre. Le distillerie di Samur La regione di Saumur è, infatti, rinomata per le sue affascinanti abitazioni e le storiche cantine sotterranee. Non solo: la zona offre anche l'opportunità di esplorare le cantine di rinomate case vinicole  come Bouvet Ladubay, Distillerie Combier  e Langlois-Château . Molte di queste visite includono degustazioni  dei pregiati vini locali. Cadre Noir e Scuola Nazionale di Equitazione  Saumur è la capitale mondiale dell'equitazione classica. Qui ha sede la prestigiosa Scuola Nazionale di Equitazione, con il suo celebre corpo di istruttori, il Cadre Noir. È possibile assistere a dimostrazioni equestri e visitare le scuderie e le sellerie. Centro Storico Passeggia tra le vie del centro storico, ammira l'architettura del Municipio e scopri la Chiesa di Notre-Dame des Ardilliers, un importante luogo di pellegrinaggio. Non dimenticare di attraversare il ponte per l'Île d'Offard per una vista panoramica sulla città e sul castello. Nelle vicinanze A circa 20 chilometri da Saumur , si trova un'esperienza davvero unica: La Cave aux Sculptures  a Denezé-sous-Doué. Questo affascinante sito trogloditico , un tempo una cava di pietra, è stato trasformato in una straordinaria galleria d'arte a cielo aperto . Qui, centinaia di sculture e bassorilievi  sono stati scolpiti direttamente nella morbida roccia di tufo. Le opere, realizzate da artisti locali, raffigurano scene di vita quotidiana, personaggi fantastici, animali e simboli, creando un'atmosfera misteriosa e suggestiva. È come un "libro di pietra" che narra storie e tradizioni della magnifica regione della Loira. A soli 4 chilometri da La Cave aux Sculptures , l'esplorazione del mondo troglodita continua con i celebri siti e cantine scavate nel tufo . Qui potrai immergerti nell'atmosfera unica di villaggi trogloditici  come Rochemenier , dove potrai scoprire come la gente viveva (e in alcuni casi vive ancora) sotto terra. Curiosamente, alcune di queste grotte ospitano anche coltivazioni di funghi , offrendo un'ulteriore particolarità da scoprire. Passeggiate sulla Loira:  Goditi la bellezza del paesaggio con un tour in barca sulla Loira o una pedalata lungo le numerose piste ciclabili che costeggiano il fiume. Concludendo A Saumur, l'esperienza del Museo dei Blindati è un'immersione unica: si tratta della più importante collezione al mondo di veicoli militari, dove la potenza e l'imponenza di ogni carro armato ti trasportano direttamente nel cuore della storia. Ma il viaggio non finisce qui. Saumur offre un perfetto equilibrio tra storia e cultura, con il suo maestoso Château che domina la città, la prestigiosa Scuola Nazionale di Equitazione del Cadre Noir e affascinanti cantine trogloditiche dove degustare vini locali. La sua posizione ideale la rende il punto di partenza perfetto per esplorare la Valle della Loira o una tappa significativa dopo aver visitato i siti dello Sbarco in Normandia. Informazioni museo blindati: https://www.museedesblindes.fr/ Informazioni Castello: Castello di Saumur

  • Etna

    Un Viaggio al Cuore dell'Etna: Avventura in Camper dal Rifugio Sapienza Oggi vi portiamo a visitare il vulcano più grande d’Europa. Ci troviamo in provincia di Catania, nella regione Sicilia. L'Etna, un maestoso stratovulcano complesso, domina il panorama della costa orientale della Sicilia, ridefinendo continuamente i suoi contorni. La sua presenza imponente e la sua natura in perenne mutamento lo rendono una delle meraviglie naturali più affascinanti e studiate del mondo, promettendo un'avventura indimenticabile tra paesaggi lunari e panorami mozzafiato. Breve storia dell'Etna: Un Cuore Pulsante di Storia Geologica L’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa, con un’altezza di circa 3.357 metri, e si trova sulla costa orientale della Sicilia. La sua formazione risale a circa 550.000 anni fa , durante il Pleistocene medio, quando le prime eruzioni sottomarine diedero origine a un complesso vulcanico che si è sviluppato nel tempo attraverso molteplici fasi di attività. Nel corso dei millenni, l’Etna ha vissuto numerose eruzioni, alcune delle quali hanno avuto un impatto significativo sulla geografia e sulle comunità circostanti. Tra le eruzioni storiche più importanti si ricordano: 252 d.C. , quando la lava raggiunse Catania ma, secondo la tradizione, fu fermata dal velo di Sant’Agata, patrona della città. 1614 , l’eruzione più lunga mai documentata, durata 10 anni e con un’enorme emissione di lava che coprì 21 km² sul versante nord. 1669 , forse la più devastante, che distrusse diversi paesi e parte della città di Catania, modificando anche il litorale e creando i Monti Rossi. L’Etna è un vulcano stratificato, formato dalla sovrapposizione di colate laviche e prodotti piroclastici, con una struttura in continua evoluzione a causa delle eruzioni frequenti. La sua attività è legata alla collisione tra la placca Africana e quella Euroasiatica, che genera movimenti tettonici e fenomeni vulcanici persistenti. Oggi l’Etna continua a eruttare regolarmente, offrendo spettacoli naturali unici e rappresentando una risorsa scientifica e culturale fondamentale per la Sicilia e il Mediterraneo . Rifugio Sapienza: La Base Ideale per l'Avventura in Camper Il Rifugio Giovanni Sapienza rappresenta il punto di partenza per eccellenza per esplorare le pendici meridionali dell'Etna. Situato a circa 1910-1920 metri sul livello del mare, è l'ultimo punto del vulcano raggiungibile con veicoli privati o autobus pubblici. La sua posizione strategica lo rende la stazione base della Funivia dell'Etna, che offre la prima salita nel paesaggio vulcanico. Questo versante "Etna Sud" è spesso considerato il lato più "turistico", con una varietà di negozi di souvenir e ristoranti che offrono servizi utili prima o dopo un'escursione. Esplorare il Vulcano: Itinerari e Avventure Il versante Etna Sud, sebbene considerato più "turistico", offre un'esperienza incredibilmente immersiva nel paesaggio vulcanico, prevalentemente brullo e affascinante. L'ascesa si articola in diverse fasi, ognuna con le sue peculiarità. L'Ascesa dal Rifugio Sapienza (Etna Sud): Un'Esperienza a Strati L’avventura sull’Etna inizia con una spettacolare salita in funivia dal Rifugio Giovanni Sapienza, a circa 1900 metri di quota, fino a 2500 metri. Questo viaggio di circa 15 minuti regala un panorama unico, una sorta di “volo” sul vulcano che permette di ammirare crateri spenti e antiche colate laviche. All’arrivo, si apre davanti agli occhi un paesaggio quasi lunare, con la possibilità di fare una breve passeggiata di 30 minuti fino al cratere del 2001, immergendosi nell’atmosfera suggestiva delle alte quote. Per chi desidera spingersi più in alto, si prosegue a bordo di speciali bus 4x4 che portano fino a circa 2750-2800 metri. Qui, accompagnati da guide alpine o vulcanologiche certificate, si affronta un trekking di 20-30 minuti verso i Crateri Barbagallo, scoprendo da vicino la natura vulcanica e godendo di viste spettacolari sulla Valle del Bove. È importante sottolineare che oltre i 2500 metri l’accompagnamento guidato è obbligatorio per motivi di sicurezza. La sfida finale è raggiungere i Crateri Sommitali a 3357 metri, un’escursione di circa 2 ore da quota 2800 metri, che completa un’esperienza di circa 5 ore tra funivia, 4x4 e trekking. Tuttavia, l’accesso ai crateri sommitali dal versante sud non è sempre consentito a causa dell’attività vulcanica in corso, e spesso la quota massima raggiungibile è intorno ai 3000 metri. Chi vuole arrivare in vetta può considerare il versante nord, che offre tour specifici per raggiungere la cima. Da qui si possono osservare da vicino i crateri attivi e ammirare panorami mozzafiato che spaziano dalla Valle del Bove al Mar Mediterraneo. In sintesi, questa esperienza si sviluppa in tre fasi: il suggestivo viaggio in funivia fino a 2500 metri, il proseguimento in 4x4 con trekking guidato fino a 2800 metri, e infine la camminata verso i crateri sommitali, un percorso che unisce emozione, natura e sicurezza per vivere l’Etna in tutta la sua maestosità. Altre Escursioni e Punti di Interesse Oltre all'ascesa principale, l'Etna offre una varietà di escursioni e punti di interesse: Crateri dell'Eruzione del 2002:  Un'opportunità per esplorare i crateri formatisi durante la significativa eruzione del 2002. Valle del Bove:  Questa immensa depressione a forma di ferro di cavallo è un anfiteatro geologico dove confluiscono la maggior parte delle colate laviche, offrendo alcune delle viste vulcaniche più drammatiche e spettacolari. Grotta di Serracozzo / Tour delle Grotte:  Per una prospettiva diversa, è possibile esplorare le grotte laviche. Si consiglia di verificare sempre la fattibilità dell'accesso e di portare attrezzatura essenziale come casco e torcia. Sicurezza e Preparazione: La Tua Checklist per l'Etna L’Etna è un vulcano attivo e imprevedibile, dove condizioni meteorologiche, attività eruttiva e accessibilità dei sentieri possono cambiare rapidamente e senza preavviso. Questa dinamicità rende l’esperienza emozionante ma impone rigidi protocolli di sicurezza: è fondamentale essere accompagnati da guide esperte e prepararsi con attenzione. Si consiglia di valutare realisticamente la propria forma fisica, soprattutto per escursioni con dislivelli importanti e terreni difficili. È essenziale portare attrezzatura adeguata, come abbigliamento a strati, scarpe robuste, acqua, cibo energetico, lampada frontale e dispositivi di emergenza. Si sconsiglia vivamente di avventurarsi da soli oltre i 2500-2900 metri senza guida certificata, a causa dei rischi di perdersi, incontrare pericoli vulcanici improvvisi e le conseguenze potenzialmente gravi di un’escursione non assistita. Rispettare le indicazioni delle autorità e affidarsi a professionisti è la chiave per vivere un’esperienza sicura e responsabile sull’Etna. Conclusione: Un Ricordo Indelebile Una visita all'Etna offre un'esperienza profonda e ineguagliabile, un amalgama di bellezza naturale mozzafiato, potenza geologica primordiale e l'emozione dell'esplorazione avventurosa. Il vulcano, con la sua storia millenaria e la sua costante attività, si rivela un ambiente dinamico e imprevedibile, che richiede rispetto e preparazione. Che si scelga la comodità di un camper attrezzato nelle vicinanze o la prossimità diretta al Rifugio Sapienza, ogni opzione offre un punto di partenza per un'immersione in un paesaggio unico. Abbracciare la natura mutevole e selvaggia del vulcano, seguendo le linee guida di sicurezza e affidandosi all'esperienza delle guide, assicurerà che il viaggio verso il vulcano attivo più grande d'Europa lasci ricordi indelebili e una profonda consapevolezza delle forze che modellano il nostro pianeta. Parcheggio Rifugio Giovanni Sapienza: GPS

  • Château de Villandry -Versailles

    Château de Villandry: Dove l'Arte e la Natura si Incontrano Oggi vi portiamo a visitare il Castello di Villandry. Ci troviamo nel dipartimento dell'Indre e Loira, nella splendida regione del Centre-Val de Loire, nel cuore della celebre Valle della Loira, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Se ti piace visitare castelli, sei un amante della storia e dell'architettura, questa è una tappa che non può mancare nel tuo viaggio se passi dalla Loira. Un po’ di storia Il Castello di Villandry fu edificato nel XVI secolo, precisamente nel 1536, per volere di Jean Le Breton, ministro delle finanze di Francesco I. Le Breton demolì un'antica fortezza medievale, della quale oggi resta solo il mastio ( donjon ), per costruire una residenza rinascimentale elegante e raffinata. Il castello fu concepito come dimora di rappresentanza, dove accogliere ospiti illustri e mostrare il potere e il gusto dell’élite dell’epoca. Nel corso dei secoli, Villandry passò di mano in mano, subendo modifiche stilistiche, fino a quando, nel 1906, fu acquistato dal medico spagnolo Joachim Carvallo e da sua moglie Ann Coleman, erede di una famiglia americana di industriali . A loro si deve la rinascita del castello e soprattutto dei suoi famosissimi giardini, ricostruiti con passione e rigore storico. Architettura Villandry è l'ultima grande realizzazione del Rinascimento francese della Loira , unendo eleganza, simmetria e rigore proporzionale. Costruito sulle rovine di un’antica fortezza, con un linguaggio architettonico sobrio e raffinato, ha subito modifiche neoclassiche ma è stato restituito all’armonia rinascimentale grazie al restauro del XX secolo. Col suo stile architettonico e i celebri giardini sottostanti, rappresenta un gioiello in perfetta sintonia con l’ideale rinascimentale di “villa di piacere”. I giardini di Villandry: un capolavoro verde La fama del Castello di Villandry è intrinsecamente legata ai suoi straordinari giardini , che rappresentano il culmine dell'arte dei giardini alla francese. Si estendono su una superficie di 6 ettari e sono disposti su tre livelli, collegati tra loro da viali e specchi d'acqua. La loro particolarità è la ricchezza simbolica e la precisione geometrica che li rendono delle vere e proprie opere d'arte viventi. Troviamo: Il giardino ornamentale , dove siepi di bosso disegnano motivi simbolici dell’amore (tenero, tragico, appassionato e volubile). Il giardino d’acqua , con un grande bacino centrale, luogo di calma e riflessione. L’orto decorativo , organizzato secondo schemi geometrici e arricchito da piante orticole e fiori colorati. Il giardino dei semplici , dedicato alle piante medicinali. Il labirinto , un piccolo spazio divertente e simbolico. Il giardino del sole , aggiunto in epoca più recente, con un’ispirazione più romantica. Il loro stile si rifà all’ideale rinascimentale italiano, ma con un tocco francese ben riconoscibile, e sono mantenuti con una cura meticolosa che lascia senza fiato. Particolarità e curiosità Villandry è l'unico dei grandi castelli della Loira a non avere una storia legata alla monarchia francese; è un esempio di dimora rinascimentale di un alto dignitario di Stato. Il castello non fu mai abbandonato, a differenza di altri nella Valle della Loira. Questo ha permesso di conservarlo in condizioni eccellenti. Il castello è ancora oggi abitato dai discendenti della famiglia Carvallo, che ne garantiscono la conservazione e l’apertura al pubblico. Il castello di Villandry è il più visitato dei castelli presenti nella Loira. I giardini sono stati ricreati seguendo antichi disegni del XVI secolo, grazie a un minuzioso lavoro di ricerca storica. Ogni estate, il castello ospita eventi e spettacoli, tra cui le suggestive “Notti delle Mille Luci”, quando i giardini vengono illuminati da migliaia di candele. Una visita che incanta Villandry non è solo una meta per gli appassionati di storia e giardinaggio, ma un’esperienza sensoriale: profumi, colori, silenzi e prospettive perfettamente calcolate rendono la visita unica. Che tu stia esplorando la Valle della Loira in cerca di castelli fiabeschi, o semplicemente desideri immergerti in un’oasi di bellezza e armonia, il Castello di Villandry ti regalerà un ricordo indelebile. Arredamento interno Il Castello di Villandry , situato nella Valle della Loira, si distingue non solo per la sua architettura ma soprattutto per i suoi interni. L’arredamento di Villandry non è il risultato di commissioni reali o di appartenenza a casati — al contrario, è un'espressione dell’estetica, della cultura e dei valori personali della famiglia Carvallo, che nel XX secolo ha trasformato una residenza storica in una casa autentica e accogliente, vissuta e aperta al pubblico, in modo fortemente personale e familiare, non aristocratico. Ogni ambiente del castello è espressione di scelte estetiche consapevoli, frutto di secoli di stratificazioni culturali: La Sala da Pranzo , al piano terra, presenta toni provenzali color pesca scelti da Michel-Ange de Castellane, con una fontana a forma di angelo funzionale per rinfrescare l’ambiente: un esempio di armonia tra bellezza e praticità, che le è valso il riconoscimento come monumento storico dal 1934. La Galleria dei Dipinti , al primo piano, ospita opere spagnole del XVII secolo, testimonianza della passione artistica del dottor Joachim Carvallo e sua moglie, che fecero del castello un santuario per la loro collezione, mostrando un approccio interculturale all’arte. Il Salone Orientale  è dominato da un soffitto moresco in legno intagliato, proveniente dal Palazzo dei Duchi di Maqueda di Toledo. Questo capolavoro composto da 3600 pezzi  e ricco di simboli sia islamici che cristiani (come le conchiglie di Santiago) crea un affascinante dialogo tra culture e religioni, simbolo della storia complessa della Spagna. Oltre agli arredi, Villandry si distingue per l’accoglienza calorosa, resa viva da dettagli come mazzi di fiori freschi e cesti di verdure: gesti semplici che trasformano il castello in una casa vissuta, non in un museo statico. Conclusione Villandry rappresenta un esempio unico di come il gusto personale e il mecenatismo privato possano plasmare il patrimonio culturale, superando i modelli aristocratici tradizionali. Il castello è un crocevia di influenze francesi, spagnole e orientali, un microcosmo del ricco scambio culturale europeo e una testimonianza vivente di passioni, visioni e bellezza senza tempo. Sito internet: www.chateauvillandry.fr/   traduzione in italiano Google   Parcheggio castello: GPS Area sosta camper: www.campingcarpark.com : GPS

  • Borgo Parrini (PA)

    Un sogno a cielo aperto: colori, murales e atmosfere Gaudí nel cuore della Sicilia Borgo Parrini è una frazione del comune di Partinico, in provincia di Palermo, Sicilia. Il suo nome deriva dal dialetto siciliano “ parrini ”, che indica i sacerdoti: la sua origine affonda le radici nel XVII secolo, quando i padri Gesuiti decisero di stabilirsi qui, acquistando terreni per l’attività agricola e costruendo una chiesetta dedicata a Maria Santissima del Rosario. Storia e rinascita artistica Origini religiose e rurali La storia di Parrini inizia tra il XVI e il XVII secolo, quando i padri Gesuiti di Palermo acquistarono le terre attorno a Partinico e vi costruirono torri d’avvistamento, magazzini, abitazioni agricole e una chiesa dedicata a Maria Santissima del Rosario. Fu questo il nucleo intorno al quale si sviluppò successivamente il villaggio. Con la soppressione dell’ordine, il borgo passò in mano al principe francese Henri d’Orléans, che impiantò una fiorente azienda vinicola, rendendo Parrini un vivace centro agricolo fino al secondo dopoguerra. La successiva emigrazione verso le città portò il paese a spopolarsi e a vivere decenni di decadenza. L’arte come rinascita È solo negli ultimi anni che Borgo Parrini ha iniziato ad attirare sempre più curiosi e turisti. La sua rinascita lo deve soprattutto all’impegno di Giuseppe Gaglio, imprenditore locale e vero “regista” della trasformazione: grazie al recupero di abitazioni e spazi pubblici, ha dato nuova vita al borgo ispirandosi all’estro creativo di Antoni Gaudí. Le case sono state dipinte con colori luminosi, adornate da mosaici e maioliche, impreziosite da citazioni di poeti e artisti sui muri. Quest’arte di decorare trae origine dal desiderio di trasformare un luogo abbandonato in un laboratorio di colore, fantasia e ottimismo, dove ogni parete racconta una storia e ogni vicolo diventa una tela a cielo aperto Arte murale: perché disegnare sui muri? Il disegno sulle facciate ha radici pratiche e simboliche: Restauro con creatività Gaglio e la comunità hanno riutilizzato materiali di scarto (azulejos, vetri, pezzi di ceramica) ricostruendo la bellezza di spazi altrimenti degradati . Messaggi di comunità Citazioni e frasi celebri – da Gandhi a Dante, da Madre Teresa a Coelho – arricchiscono le pareti, trasformando Borgo Parrini in un luogo dove murale e letteratura si incontrano. Paragone con altri borghi murati Passeggiando tra le vie di Parrini, i murales e le coloratissime facciate riportano inevitabilmente alla mente altri famosi borghi d’arte che abbiamo visitato come: Dozza ←leggi il post (Emilia‑Romagna) e Saludecio ←leggi il post (Marche), in cui la pittura murale è un segno distintivo dell’identità locale. Qui però la combinazione tra motivi gaudiniani, mosaici e scritte poetiche crea un’atmosfera unica e quasi onirica. Cosa vedere Parrocchia di Maria SS. del Rosario Semplice e luminosa, costruita nel ‘700 dai Gesuiti, circondata da case dagli affreschi vivaci. Case-museo Quattro abitazioni restaurate e visitabili (circa 1 € ciascuna), che racchiudono interni con oggetti tradizionali: pupi siciliani, arredamento rurale, oggetti di uso quotidiano. Museo Onirico “Siculo‑Europeo” Situato in Casa Gaglio, espone installazioni oniriche ispirate a Monet, Chagall e Van Gogh: un viaggio nel sonno e nella fantasia. Caffè Letterario Un piccolo spazio culturale dove si svolgono eventi, presentazioni, incontri. Arredato con ceramiche e mosaici ispirati agli azulejos. Murales iconici Volti di Frida Kahlo (“Frida alla Luna” di Peppe Vaccaro) e Franco Battiato (opera di Rocco Micale), insieme a frasi e ritratti di personaggi storici. Negozi e botteghe artigianali Piccole botteghe artigiane di ceramica, souvenir, pannelli decorati, profumi locali e artigianato tipico. L’atmosfera: giorno vs notte Di giorno Durante il giorno, Borgo Parrini si accende di luce e colore: la luce naturale del sole esalta i toni sgargianti delle facciate dipinte, fa risplendere mosaici e decorazioni, e dona nuova vita alle citazioni poetiche incise sui muri. Passeggiare tra i vicoli acciottolati, circondati da piante fiorite e case variopinte, è come immergersi nella tipica luminosità mediterranea, in un’atmosfera vibrante e gioiosa che invita a guardarsi attorno con meraviglia e a catturare ogni angolo con lo sguardo o con la macchina fotografica. Di notte Al calar della sera, invece, l’illuminazione soffusa esalta le tinte delle case e restituisce una sensazione magica, quasi fiabesca, sospendendo l’intero paese in una dimensione surreale, come se d’improvviso ci si ritrovasse avvolti in una fiaba vivente. Un turismo nato da poco Fino a meno di un decennio fa, Borgo Parrini era pressoché sconosciuto. Solo grazie alla riqualificazione artistica e al passaparola – soprattutto tra fotografi, instagrammer e appassionati di borghi insoliti – ha iniziato ad attrarre visitatori curiosi, diventando una piccola gemma emergente nella scena turistica siciliana. Concludendo: perché visitare Borgo Parrini Visitare il borgo di Parrini offre un esperienza di viaggio fuori dai grandi itinerari, dove ogni dettaglio racconta una rinascita, dove le case sono vetrine di arte e poesia, e dove si cammina in un paese che ha scelto il colore e l’arte come strumenti di rinascita. Un borgo che incanta per semplicità e vivacità, regalando emozioni e immagini indimenticabili.

  • Santo Stefano di Sessanio (AQ)

    Oggi vi portiamo a vistare Santo Stefano di Sessanio. Ci troviamo in provincia dell'Aquila nella regione Abruzzo. Questo antico borgo medievale, interamente costruito in pietra bianca, si erge come un vero gioiello incastonato nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Famoso per aver saputo conservare intatto il suo fascino senza tempo. Breve storia Fondato probabilmente tra XII e XIII secolo su diramazioni di antiche vie consolari e tratturi, il borgo raggiunse il suo splendore nel Rinascimento sotto i Medici. Francesco de’ Medici valorizzò la produzione di lana e infrastrutture, aggiungendo portali ad arco con formelle fiorite, bifore e mensole: la traccia estetica fiorentina rimane tuttora evidente. I terremoti del 1703 e del 2009 danneggiarono alcune strutture, ma proprio l’assenza di modernizzazione ne ha preservato l’integrità medievale. Negli ultimi decenni, grazie a interventi conservativi e all’albergo diffuso avviato da Daniele Kihlgren, il borgo ha ripreso vita, attirando turisti e investimenti culturali. L'Arte di Perdersi a Santo Stefano Abbandona ogni punto di riferimento e addentrati nel suo labirinto di vicoli stretti e acciottolati. È qui, tra le mura di pietra e i balconcini fioriti, che il borgo rivela i suoi segreti più affascinanti. Il modo migliore per scoprire la vera anima di Santo Stefano di Sessanio non è seguire una mappa, ma perdersi . Lascia che la curiosità sia la tua unica guida e permettiti di lasciarti trasportare dalla magia di questo borgo. I passaggi voltati alternano punti di penombra e tratti aperti, creando un contrasto che riscalda l’anima nei mesi freddi e regala magie di luce e ombra d’estate . Ogni vicolo si arrampica leggermente, conducendo senza soluzione di continuità verso la Torre Medicea : l’idea di fondo è un borgo-nido che si stringe intorno al suo cuore difensivo. In questi stretti spazi, tra botteghe di artigiani che tessono lana, tingono fili con ritmi antichi e producono merletti a tombolo, il tempo sembra sospeso: ogni pietra, arco e finestra racconta una storia, invitandoti a camminare con lentezza per scoprire dettagli nascosti e vivere l’atmosfera autentica del borgo. Un’esperienza sensoriale che fonde pietra, storia e tradizione, suggerendo a ogni passo un pezzo di vita medievale ancora vivo nel cuore dell’Abruzzo. Torre Medicea Torre circolare del XIV secolo (originariamente alto 20 m) restaurata nel 2021, simbolo dominante del borgo, con panorami meravigliosi sul Gran Sasso e Campo Imperatore. Chiesa Madre di Santo Stefano Protomartire , situata fuori dalle mura cittadine, fu edificata tra XIII e XIV secolo e ricostruita dopo il terremoto del 1703, con una pianta a tre navate, volte a crociera e preziose opere sacre che narrano secoli di fede e devozione. In Piazza Medicea  spicca la Cappella Medicea o Santa Maria delle Grazie , un elegante esempio di barocco settecentesco arricchito da iscrizioni che commemorano i caduti delle guerre, un luogo di raccoglimento e memoria collettiva. Il Palazzo del Capitano , noto anche come Palazzo Mediceo, domina il borgo con loggiati rinascimentali, bifore gotiche e massicci bastioni. Antica residenza del potere locale, oggi testimonianza dell'autorità pubblica e civile dei Medici. Nei pressi, il Palazzo Anelli  si affianca alla chiesa di Santa Caterina . Entrambi edifici monofamiliari in pietra, mostrano raffinati dettagli architettonici e raccontano l’intimità della vita quotidiana del passato, offrendo uno sguardo autentico sulla storia privata del borgo. Tradizioni e gastronomia Il borgo è famoso per lenticchia di Santo Stefano , presidio Slow Food, piccola, tenera e storica dal X secolo. Altre specialità: zafferano di Navelli, pecorino canestrato, agnello, ferratelle e dolci mandorlati. Eventi Santo Stefano di Sessanio, con la sua atmosfera senza tempo, ospita eventi che riflettono la sua ricca storia e le sue tradizioni. Tra le manifestazioni più significative, spiccano in particolare due appuntamenti annuali: Sagra della Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio:  Questo è l'evento più celebre e atteso del borgo. La lenticchia, un presidio Slow Food, è il prodotto simbolo del territorio. La sagra si tiene tradizionalmente il primo fine settimana di settembre  e celebra questo legume con degustazioni, piatti tipici, musica popolare, mercatini di artigianato e spettacoli. È un'occasione imperdibile per assaporare l'autentica cucina abruzzese e immergersi nell'atmosfera di festa del paese. La Notte delle Lumère:  Si tratta di una manifestazione affascinante e suggestiva che si svolge a inizio novembre , legata all'antica tradizione contadina e celtica. In questa occasione, il borgo si illumina di "lumere", ovvero zucche e rape intagliate a forma di teschio e decorate con candele, che venivano usate per esorcizzare l'idea della morte. L'evento include laboratori di intaglio, spettacoli itineranti, conferenze, e un'atmosfera unica che riporta in vita leggende e racconti del passato. Oltre a questi due eventi principali, il borgo è spesso animato da altre manifestazioni culturali, concerti e mercatini che variano di anno in anno, soprattutto durante il periodo estivo e le festività natalizie, offrendo sempre nuove occasioni per visitarlo. Nelle vicinaze Castello di Rocca Calascio ←leggi il post Percorrendo 5 chilometri per visitare un luogo magico a un'altitudine di 1.460 metri, Rocca Calascio, uno dei castelli più alti e meglio conservati d'Italia. Costruito in pietra calcarea locale, il castello si fonde con il paesaggio roccioso circostante. La sua struttura originale, risalente al XII secolo, comprende un mastio centrale, una cinta muraria e quattro torri. Storicamente, serviva come punto di avvistamento strategico per le valli circostanti e per i percorsi della transumanza. Dopo essere stata danneggiata da un terremoto nel 1703, la fortezza è stata restaurata a partire dagli anni '80. È diventata una meta turistica molto popolare e un noto set cinematografico, avendo ospitato le riprese di film come Ladyhawke   e Il nome della rosa. Adiacente il castello La Chiesa di Santa Maria della Pietà, piccolo tempio di forma ottagonale. Grotte di Stiffe Le Grotte di Stiffe , situate sopra il borgo di Stiffe (San Demetrio ne’ Vestini, AQ), sono una risorgenza attiva : il fiume sotterraneo Rio Gamberale riemerge formando cascate e laghetti dentro una cavità carsica. Il percorso fruibile, guidato e lungo circa 700 m (circa 1 ora) , presenta ambienti spettacolari come la Sala del Silenzio, la cascata principale, la Sala delle Concrezioni con lago nero e una seconda cascata di circa 25 m. La temperatura interna mantiene costante 10 °C tutto l’anno, con passerelle attrezzate e raccomandazione di scarpe antiscivolo. Lago di Sinizzo ←leggi il post Il Lago di Sinizzo è un piccolo lago di origine carsica situato nel comune di San Demetrio ne' Vestini, in provincia dell'Aquila. Caratterizzato da acque limpide e cristalline, di un colore che varia dal turchese allo smeraldo, è alimentato da sorgenti sotterranee. Circondato da una fitta vegetazione e attrezzato con aree pic-nic e sentieri, è una meta molto apprezzata per rilassarsi, fare un bagno durante l'estate e godersi una giornata immersi nella natura abruzzese. Campo Imperatore Campo Imperatore è un vasto altopiano carsico situato nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in Abruzzo. Conosciuto anche come il "Piccolo Tibet" , si estende per oltre 18 chilometri, offrendo un paesaggio di straordinaria bellezza, con ampi spazi aperti, pascoli e cime maestose che lo circondano, tra cui il Corno Grande, la vetta più alta dell'Appennino. È una meta ideale per escursionisti, sciatori e amanti della natura, e vanta anche un importante Osservatorio Astronomico e lo storico Hotel Campo Imperatore , famoso per essere stato l'ultima prigione di Benito Mussolini. Concludendo Santo Stefano di Sessanio è un salto nel tempo, un borgo medievale perfettamente conservato e restaurato con cura, dove si respira autenticità. Le sue strade labirintiche, l’architettura fiorentina, le botteghe artigiane e la natura circostante offrono un’esperienza completa: cultura, storia, cammini panoramici e sapori genuini. Visitare questo luogo significa vivere un’esperienza immersiva e rigenerante, lontana dalla modernità, ma vicina all’anima di un Abruzzo autentico e senza tempo.

  • Pointe Saint-Mathieu (Francia)

    Pointe Saint-Mathieu: Un promontorio leggendario tra storia, rovine e fari. Oggi vi portiamo a visitare Pointe Saint-Mathieu , un piccolo promontorio situato nel comune di Plougonvelin nel Finistère,  nella regione Bretagna. Se dovessi evocare Pointe Saint-Mathieu in chiave misteriosa, potrei iniziare così: Sulla scogliera a picco sul mare, dove le onde si infrangono con fragore e il vento sussurra leggende antiche, sorge Pointe Saint-Mathieu. Un luogo magico che sembra uscito da una favola, dove storia e natura si intrecciano indissolubilmente. Proprio lì, a ridosso della scogliera, sorge un'antica abbazia millenaria di cui si ignora la data di fondazione. La sua presenza veglia silenziosa sul promontorio. Le sue mura esterne, ormai spoglie, raccontano storie di fede, battaglie e naufragi. Al suo fianco, la "torre del fuoco", un tempo utilizzata dai monaci come faro, è ora sostituita da un guardiano alto 56 metri che illumina la costa con la sua luce intermittente. Potrebbe sembrare l’incipit di un romanzo gotico o di una favola antica, eppure Pointe Saint-Mathieu si presenta davvero così: un luogo sospeso tra mito e realtà. 163 gradini al panorama Già il panorama circostante è considerato uno dei più belli della Bretagna. Ma per una vista che toglie il fiato, preparati ad affrontare i 163 gradini  che portano in cima al faro. La ricompensa, credeteci, vale ogni singola fatica. Dalla sommità del faro, si può ammirare il Musée Mémoires 39-45 , aggiungendo un ulteriore tocco di storia a questa straordinaria panoramica. Abbaye Saint-Mathieu de Fine-Terre L' Abbaye Saint-Mathieu de Fine-Terre  non è solo un complesso in rovina, ma un luogo intriso di storia e leggenda, un potente faro spirituale e marittimo che ha segnato la storia della Bretagna. La sua storia inizia nel VI secolo, quando, secondo la leggenda, fu edificata da San Tanguy  su un terreno ereditato. L'abbazia divenne un importante luogo di pellegrinaggio in Bretagna, dedicata a san Matteo apostolo ed evangelista, di cui, secondo la tradizione, custodiva il cranio . Nel corso dei secoli, l'abbazia si sviluppò, con la chiesa e gli edifici monastici che assunsero lo stile romanico e gotico a partire dall'XI secolo. Abitato da una comunità di monaci benedettini, il complesso svolgeva un ruolo cruciale di monitoraggio costiero, mantenendo un fuoco sempre acceso sulla cima della sua torre. Questa " Torre del Fuoco " divenne un punto di riferimento vitale per i naviganti, una funzione che fu poi ereditata dall'attuale faro, costruito nel 1836 . La sua fine drammatica arrivò con la Rivoluzione Francese . Nel 1790 , il complesso fu sottratto al clero, nonostante vi vivessero ancora quattro monaci. Nel 1796 , il monastero fu venduto e, nei decenni successivi, venne utilizzato come cava di pietre, una risorsa per le costruzioni locali. Oggi, nonostante sia stata una delle più importanti abbazie del tardo Medioevo, ne rimangono solo pochi, ma suggestivi, resti. I visitatori possono camminare tra le mura della chiesa annessa e nel cortile dei monaci, percependo il peso della storia e l'eco di un passato glorioso che il tempo e il mare non sono riusciti a cancellare del tutto. Il faro Il faro di Saint-Mathieu  non è solo un punto di riferimento marittimo, ma l'erede di una storia plurisecolare. La sua storia inizia secoli prima della sua costruzione, quando i monaci della vicina Abbaye Saint-Mathieu de Fine-Terre  mantenevano un fuoco per guidare le imbarcazioni. L'attuale faro, alto 56 metri , fu costruito tra il 1835  e il 1836  proprio a ridosso delle rovine dell'antica abbazia. Fu una delle prime sentinelle marittime a utilizzare la tecnologia moderna, con un sistema di lampade alimentate a olio di balena. Nel corso dei decenni è stato costantemente aggiornato, fino alla svolta decisiva nel 1932 , quando fu elettrificato. L'ultima grande tappa della sua storia operativa risale al 2006 , anno in cui venne completamente automatizzato, segnando la fine del ruolo dei suoi storici guardiani. Oggi il faro continua a svolgere la sua vitale funzione con un lampo ogni 15 secondi e la sua luce è visibile fino a 29 miglia marine  (circa 55 km ) di distanza, testimoniando un'eredità di luce che dura da quasi due secoli. Chapelle Notre-Dame des Grâces A pochi passi dal faro e dalle rovine dell'abbazia di Saint-Mathieu, si trova la Chapelle Notre-Dame des Grâces , un piccolo ma toccante santuario dedicato ai marinai. Costruita in granito nel 1861  in un sobrio stile neo-gotico, questa cappella non si distingue per la sua grandezza, ma per la profonda testimonianza di fede che custodisce al suo interno. La cappella è un luogo di pace e riflessione, un piccolo scrigno che narra le storie di chi ha vissuto e affrontato la furia dell'oceano, e unisce per sempre il cielo e il mare nel cuore della gente del posto. All'interno, si possono trovare affreschi e ex voto lasciati dai fedeli in segno di gratitudine per le grazie ricevute. Musée de l’Abbaye de Saint-Mathieu Il Musée de l’Abbaye de Saint-Mathieu  è un piccolo museo situato accanto alle rovine dell’abbazia a Pointe Saint-Mathieu. L’esposizione racconta la storia millenaria del sito, la vita dei monaci benedettini, il ruolo dell’abbazia come punto di riferimento per i naviganti e le leggende legate alla fondazione. Attraverso fotografie, modelli, oggetti storici e un breve filmato, il museo permette di scoprire i segreti dell’abbazia e il suo legame con il territorio bretone. In stagione vengono organizzate visite guidate e attività a tema per i visitatori Mémorial national des marins morts pour la France Il Mémorial national des marins morts pour la France , alla Pointe Saint-Mathieu, è un monumento dedicato ai marinai francesi caduti in mare. Comprende una grande statua commemorativa, un cenotafio con fotografie e nomi dei dispersi e un sentiero della memoria sul promontorio. Un luogo toccante, immerso in un paesaggio maestoso, che invita al raccoglimento. Nelle vicinaze Musée Mémoires 39-45   ←leggi il post A meno di un chilometro dalla Pointe Saint-Mathieu, ti aspetta uno dei bunker-musei più affascinanti tra Normandia e Bretagna: il Musée Mémoires 39‑45 . Allestito all'interno di un imponente blockhaus tedesco di comando su cinque piani, faceva parte della potente batteria Graf Spee , la più grande del Finistère. Ti invito a leggere il post completo: è un luogo ricco di memoria e suggestione, che merita davvero una visita. Assolutamente da non perdere Blockhaus de la Casquette Il Blockhaus de la Casquette è una struttura militare situata vicino all'Abbazia di Saint-Mathieu de Fine-Terre. Si tratta di un bunker costruito durante la Seconda Guerra Mondiale, utilizzato per la difesa costiera. La sua posizione strategica offre una vista panoramica sulla costa e sul mare, rendendolo un punto di interesse storico e turistico nella regione. Leggende L’Abbazia di Saint-Mathieu de Fine-Terre è avvolta da numerose leggende che ne arricchiscono la storia e il fascino. La fondazione da parte di San Tanguy Secondo la tradizione più antica, l’abbazia fu fondata nel VI secolo dal monaco bretone San Tanguy . Si narra che egli scelse questo luogo isolato, ereditato dal padre, per condurre una vita di preghiera e meditazione, dando così origine al primo insediamento monastico sulla punta rocciosa di Fine-Terre. La leggenda delle reliquie di San Matteo Un’altra leggenda molto suggestiva racconta che l’abbazia fu fondata nel IX secolo da un gruppo di mercanti provenienti dalla provincia del Léon. Questi, di ritorno dall’Egitto dove erano andati a recuperare le reliquie di San Matteo apostolo , si trovarono in balia di una tempesta proprio davanti alla punta di Saint-Mathieu. Quando la loro nave stava per schiantarsi contro uno scoglio, la roccia si sarebbe miracolosamente aperta, permettendo il passaggio e salvando l’equipaggio. In segno di riconoscenza, i mercanti decisero di fondare un’abbazia dedicata a San Matteo e di custodirvi le sue reliquie, tra cui il cranio del santo, che per secoli fu oggetto di venerazione e meta di pellegrinaggi. Queste storie, tramandate nei secoli, hanno contribuito a rendere l’abbazia non solo un luogo di fede e di storia, ma anche un simbolo del mistero e della spiritualità della Bretagna. Concludendo Pointe Saint-Mathieu è un luogo magico che non mancherà di stupire e affascinare chiunque lo visiti. Un luogo dove la storia millenaria dell'Abbaye Saint-Mathieu de Fine-Terre si intreccia con la bellezza selvaggia della costa bretone, creando un'atmosfera unica e suggestiva. Salire sulla cima del faro  e ammirare la vista mozzafiato è un'esperienza indimenticabile. Perdersi tra le rovine dell'abbazia e immaginare la vita dei monaci che un tempo abitavano qui è un viaggio nel tempo affascinante. Lasciarsi incantare dalle leggende che avvolgono questo luogo significa entrare in contatto con la cultura e le tradizioni della Bretagna. Informazioni orari e prezzi visibili QUI . Clicca sull'immagine

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