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Viaggio nella Francia Settentrionale

  • Immagine del redattore: ivan morosini
    ivan morosini
  • 29 lug 2025
  • Tempo di lettura: 21 min

Dopo il Viaggio nella Francia meridionale (←leggi il post) che ci ha regalato ricordi indelebili, eravamo pronti per una nuova avventura. Quest'anno si parte per andare alla scoperta della Francia settentrionale, ricca di storia e bellezze naturali.

Come da tradizione, il nostro viaggio inizia la sera stessa in cui abbiamo salutato il lavoro e dato il benvenuto alle tanto attese ferie. L'emozione era palpabile! Per evitare stress e dimenticanze, i preparativi del camper erano cominciati con un paio di giorni d'anticipo. Ogni cosa al suo posto, ogni dettaglio curato, perché l'inizio di una vacanza deve essere sereno e senza intoppi.

Monginevre

Prima tappa: Provincia di Pavia fino a Monginevre

(Provenza-Alpi-Costa Azzurra)


Viaggiare con il camper nella quiete notturna ha per noi aspetti molto positivi, a cominciare dal fatto che il traffico è molto più scorrevole e l’assenza del caldo rende il viaggio più confortevole, soprattutto durante le estati più afose. Questi sono sicuramente i vantaggi principali, permettendoci di guadagnare tempo e viaggiare più rilassati.

D’altra parte, viaggiare di notte implica la rinuncia a quei panorami meravigliosi che la luce del giorno regala, come le dolci colline, i borghi e i paesaggi naturali che tanto amiamo ammirare e fotografare durante il tragitto. Ma per noi questo è un compromesso accettabile, perché sappiamo che il fascino delle destinazioni che visiteremo ci ripagherà più avanti.

Arriviamo a Monginevre in tarda serata. Piccola passeggiate per sgranchirci le gambe accolti dal silenzio e da un’atmosfera più intima. Tornati in camper è il momento di riposare e prepararsi per il giorno seguente, quando la luce del mattino ci svelerà i colori e le bellezze di questo angolo delle Alpi già visitato nelle precedenti vacanze.


Parcheggio bordo strada gratuito: GPS

Area sosta camper: GPS

Monginevre


Seconda tappa: Monginevre

Berck-sur-Mer ←leggi il post

1000 km verso le foche dell’Atlantico

(Alta Francia)


Sveglia di buon'ora e, dopo una colazione super abbondante, ci concediamo una breve ma piacevole passeggiata nel centro di Monginevre. L’aria di montagna ci dà la giusta carica per affrontare quella che sarà la tappa più lunga del nostro viaggio: circa 1000 chilometri fino a Berck-sur-Mer, sulla costa della Piccardia, con un obiettivo ben preciso... vedere le foche!

Seguendo i preziosi consigli di altri viaggiatori, decidiamo di impostare il navigatore Waze escludendo i pedaggi autostradali. Le autostrade francesi sono notoriamente costose, mentre le strade statali, oltre a essere gratuite, si rivelano sorprendentemente belle e poco trafficate. Ricordo ancora quando il navigatore ci ha indicato di proseguire dritto per ben 212 chilometri: un tratto lunghissimo e tranquillo, immerso nel paesaggio rurale francese.

Ci fermiamo solo per una veloce pausa pranzo lungo la strada, poi ripartiamo senza indugi. Chilometro dopo chilometro, tra campi, paesini e cieli infiniti, la meta si avvicina. In serata, stanchi ma emozionati, arriviamo finalmente a Berck.

Non perdiamo tempo: lasciamo le valigie e ci precipitiamo in spiaggia. Lì, davanti a noi, le protagoniste della giornata – le foche – si mostrano in tutta la loro bellezza, libere, rilassate, distese sulla sabbia o che giocano tra le onde. Che emozione vederle dal vivo, così vicine. In un attimo, tutta la fatica del viaggio svanisce, ampiamente ripagata da questo spettacolo della natura.

Restiamo a guardarle fino al tramonto, mentre il cielo si tinge di rosa e arancio, regalandoci un ricordo indelebile. La giornata si chiude con una cena semplice ma soddisfacente e una passeggiata serale sul lungomare, accompagnati dal suono delle onde e dalla sensazione di aver vissuto qualcosa di speciale.


Ara sosta camper: GPS

Berck-sur-Mer

Terza tappa: Berck-sur-Mer ←leggi il post

Le Tréport ←leggi il post

Foche, mare e falesie

(Alta Normandia)


La mattina ci svegliamo con calma e decidiamo di fare colazione in spiaggia. La colonia di foche è ancora lì, immobile e silenziosa. La maggior parte sembrava ancora immersa in un sonno profondo, mentre davanti a noi la marea iniziava lentamente a salire. È uno spettacolo ipnotico vedere la lunghissima spiaggia che, poco a poco, viene inghiottita dal mare, come se l'acqua tornasse a riprendersi ciò che è suo. Solo quando le onde hanno quasi completamente sommerso le dune di sabbia, le foche si sono alzate con calma e hanno lasciato la spiaggia, scivolando eleganti verso l'acqua.

Berck si conferma una località balneare affascinante, con la sua ampia spiaggia sulla Costa d’Opale e una storia particolare: è famosa non solo per la bellezza del litorale, ma anche per le proprietà terapeutiche della sua aria ricca di iodio, che nel tempo ha portato alla nascita di numerosi ospedali specializzati, soprattutto nella cura della tubercolosi ossea.

Trascorriamo la giornata tra mare, passeggiate e una breve visita al centro di Berck. Poi, nel tardo pomeriggio, è tempo di rimettersi in marcia. La prossima meta è Le Tréport, a circa 65 chilometri di distanza, poco più di un’ora di guida tra campagne e tratti costieri.

Arrivati a destinazione, troviamo posto in un’area di sosta panoramica posizionata proprio sulla falesia. Un luogo davvero suggestivo, da cui si domina tutta la costa e si intravede già il cuore di Le Tréport. Facciamo un giro perlustrativo nei dintorni per raccogliere qualche informazione utile e programmare al meglio la giornata successiva.

Dopo la cena , la serata si conclude con e una passeggiata sulla falesia, mentre il sole cala lentamente dietro l’orizzonte. Le Tréport, avvolta dalle luci notturne, ci regala una vista da cartolina: il mare che si confonde con il cielo, i tetti delle case illuminate e il profumo salmastro che accompagna ogni passo. Un’altra giornata di viaggio si chiude nel migliore dei modi.


Aire camping-car Le Tréport: GPS

Le Tréport

Quarta tappa: Le Tréport ←leggi il post

Étretat ←leggi il post

tra falesie e borghi marinari

(Bassa Normandia)


La giornata comincia con una sveglia tranquilla e una colazione rilassata, ancora una volta con lo sguardo perso nel blu dell’oceano che si apre davanti a noi. Dopo esserci goduti la vista dalla falesia, decidiamo di scendere verso il centro di Le Tréport per scoprire questa pittoresca cittadina normanna affacciata sul Canale della Manica.

Per raggiungere il cuore del paese ci sono due opzioni: un percorso panoramico a piedi lungo la scalinata della falesia, oppure la comoda funicolare gratuita scavata direttamente nella roccia. Optiamo per la seconda, un'esperienza curiosa e piacevole che in pochi minuti ci porta dal silenzio sospeso delle alture al vivace via vai del lungomare.

Le Tréport ci sorprende con il suo fascino d’altri tempi: il porto peschereccio, le barche colorate, le case a graticcio e le viuzze raccontano storie di mare e tradizioni. Passeggiamo lungo il molo, respiriamo l’aria salmastra e ci perdiamo tra bancarelle e botteghe che vendono specialità locali, come ostriche, cozze e il famoso pesce affumicato. Facciamo una sosta al mercato coperto di origine medievale e visitiamo l’antica chiesa di Saint-Jacques, affacciata sulla città e sul porto.

Non può mancare una tappa alla Chapelle Saint-Julien, da cui si gode di una splendida vista panoramica sulla città incastonata tra le scogliere. La giornata vola tra scorci fotografici, degustazioni e atmosfere marinare.

Nel tardo pomeriggio, risaliamo con la funicolare verso la falesia. Decidiamo di rimetterci in viaggio costeggiando il più possibile la costiera e godere del tramonto che si prospetta lungo il viaggio. La destinazione è Étretat, regina indiscussa delle falesie della Normandia, distante circa 120 chilometri. Ci aspettano altre meraviglie naturali, ma con nel cuore ancora la bellezza autentica di Le Tréport, un piccolo gioiello sospeso tra cielo, mare e storia.


Area sosta camper: GPS

Étretat

Quinta tappa: Étretat ←leggi il post

Meraviglia scolpita dal mare

(Bassa Normandia)


Dopo aver lasciato alle spalle Le Tréport, lungo il tragitto ci ritroviamo a ripensare alla giornata appena vissuta: la discesa in funicolare, l’atmosfera autentica del porto, le viste dalle falesie… Momenti semplici ma preziosi, che restano impressi.

Arriviamo a Étretat in tarda serata, stanchi ma curiosi. Ci sistemiamo nell’area di sosta camper, cena veloce, una doccia ristoratrice e poi tutti a dormire. L’indomani ci aspetta una delle tappe più attese del viaggio.

La mattina seguente, dopo la consueta routine, partiamo alla scoperta di questa piccola perla della Costa d’Alabastro, celebre per le sue spettacolari falesie di gesso bianco che si tuffano nel mare. Étretat è un borgo incantevole, amato da pittori, scrittori e viaggiatori di ogni epoca affascinati dalla bellezza drammatica del paesaggio tra cui Claude Monet, Guy de Maupassant e Maurice Leblanc, l’autore che ha dato vita ad Arsène Lupin, il ladro gentiluomo più celebre di Francia.

La nostra prima tappa obbligatoria è la passeggiata fino alla falesia d’Aval, per ammirare l’arco naturale e la famosa Aiguille, il pinnacolo di roccia che si erge solitario nel mare. Il sentiero offre scorci mozzafiato e il contrasto tra il verde dei prati e il bianco della scogliera è semplicemente unico.

Dall’altro lato, si può salire verso la falesia d’Amont, dove si trova la Chapelle Notre-Dame-de-la-Garde, costruita a picco sul mare: da lì si ha una vista panoramica sulla baia, sul villaggio e sull’intera costa. Un luogo perfetto per respirare profondamente e lasciarsi incantare.

Il centro storico di Étretat è delizioso, con casette a graticcio, botteghe artigianali e ristorantini dove assaggiare le specialità locali. Una passeggiata nei Jardins d’Étretat, giardini sospesi tra arte e natura, regala un’esperienza unica con opere contemporanee incorniciate da viste spettacolari sull’oceano.

Étretat è una tappa imperdibile: un luogo dove la natura, la cultura e il mistero si fondono perfettamente. E mentre il sole tramonta, è facile capire perché questo angolo di Normandia abbia incantato scrittori, artisti… e ladri gentiluomini. Ma ormai è ora di ripartire verso . a circa 150 chilometri che ci regalerà emozioni forti.


Area sosta camper: GPS

Étretat

Sesta tappa: Étretat ←leggi il post

Longues-sur-Mer-Battery ←leggi il post

Cimitero Americano ←leggi il post

(Bassa Normandia)


Lasciamo Étretat con negli occhi ancora le immagini delle falesie bianche e con il pensiero che questo viaggio ci sta regalando emozioni sempre diverse, tappa dopo tappa. Dopo alcune ore di viaggio, arriviamo in tarda serata a Longues-sur-Mer, proprio nei pressi della famosa batteria tedesca. Ci sistemiamo per la notte in una piccola area tranquilla, immersa nel silenzio. Una pace quasi surreale, considerando il luogo in cui ci troviamo.

La sveglia suona presto: oggi ci aspetta una giornata densa di storia e riflessione. Usciamo e siamo subito lì, a pochi passi dalle casematte in cemento armato, imponenti e grigie, ancora perfettamente conservate nonostante il passare degli anni. All’interno, i grandi cannoni navali tedeschi da 150 mm sono ancora lì, arrugginiti ma potenti, puntati verso il mare. Sembrano ancora pronti a fare fuoco.

Passeggiare tra queste strutture è un’esperienza intensa. Nonostante siano in disuso da oltre 80 anni, emanano ancora un senso di forza, quasi di minaccia. Ci si sente piccoli davanti a questi giganti di metallo e cemento, testimoni silenziosi del D-Day e dei bombardamenti che hanno cambiato il corso della storia.

Il sito è ben tenuto, immerso nel verde, e affacciato direttamente sulla scogliera. Impossibile non immaginare le navi alleate all’orizzonte, il fragore dei colpi, il caos di quel 6 giugno 1944. Eppure, oggi, regna una calma quasi inspiegabile, come se il tempo si fosse fermato a rendere omaggio a ciò che è stato.


Parcheggio gratuito: GPS

Longues-sur-Mer-Battery

Sesta tappa – parte 2: Il Cimitero Americano di Colleville-sur-Mer – Silenzio, memoria, gratitudine


Dopo la visita ci rimettiamo in marcia, direzione Colleville-sur-Mer, dove si trova il celebre Cimitero Militare Americano.

Lasciato il camper al parcheggio gratuito del cimitero ci dirigiamo verso l'ingresso. Davanti a noi, 9.387 croci bianche perfettamente allineate si perdono a vista d’occhio, immerse in un prato curatissimo che domina Omaha Beach.

È difficile spiegare le sensazioni che si provano. Cammini lentamente, in silenzio, come se ogni passo dovesse chiedere il permesso. Alcune croci portano la scritta “Known but to God”, noti solo a Dio. E in quel momento, il concetto di sacrificio assume un peso reale, tangibile.


Parcheggio gratuito: GPS

cimitero militare americano

Sesta tappa – parte 3: La Cambe – Nessun vincitore, solo giovani vite spezzate


Dopo la visita al Cimitero Americano di Colleville-sur-Mer, ci rimettiamo in marcia in silenzio, ancora scossi dalle emozioni. La prossima tappa è il cimitero militare tedesco di La Cambe, distante solo pochi chilometri. Un altro luogo di memoria, ma con un impatto completamente diverso.

Appena arrivati, si percepisce subito un’atmosfera più cupa, più sobria. Qui il paesaggio è semplice, spoglio, quasi austero. Le croci scure in pietra lavica sono disposte in gruppi sparsi, in contrasto con l’ordine perfetto e luminoso delle croci bianche americane. Il colore scuro delle croci rappresenta simbolicamente il lutto, ma anche la consapevolezza di una memoria diversa, più silenziosa, meno celebrata.

Al centro del cimitero si trova un tumulo erboso sormontato da una grande croce, circondato da due statue. È una fossa comune che ospita migliaia di soldati non identificati. Nel complesso, oltre 21.000 soldati tedeschi riposano qui. I numeri impressionano, ma è il silenzio che colpisce di più: è un luogo che non grida, ma invita alla riflessione.

Camminando tra le tombe, leggendo i nomi, l’età, le date: 19 anni, 22, 24… così giovani, capisci che anche da questa parte c’erano ragazzi. Ragazzi giovanissimi, mandati a combattere in una guerra più grande di loro, spinti da ideologie, obblighi, ordini… ma sempre ragazzi. Proprio come quelli sepolti poco lontano, nel cimitero americano.

Visitare entrambi i cimiteri nello stesso giorno è un’esperienza potente. Ti rendi conto che qui non ci sono vincitori o vinti, solo migliaia di madri e padri che non hanno più visto tornare i propri figli.


Parcheggio gratuito: GPS

cimitero militare tedesco di La Cambe


Settima tappa: da La Cambe ←leggi il post

Mont-Saint-Michel ←leggi il post

Dove il tempo si ferma e la marea decide tutto

(Bassa Normandia)


La giornata è stata lunga e carica di emozioni. Dopo la visita al cimitero militare tedesco di La Cambe, ripartiamo con un velo di tristezza nel cuore. È impossibile rimanere indifferenti davanti a migliaia di giovani vite spezzate, da qualsiasi parte si trovassero. Ma il viaggio continua, e ci mettiamo in cammino verso una delle mete più iconiche della Francia: Le Mont-Saint-Michel, distante circa 130 chilometri.

Arriviamo in serata e ci sistemiamo nel parcheggio dedicato ai camper. Cena veloce, due chiacchiere sul senso del viaggio fin qui, e poi a letto: domani ci aspetta un altro giorno speciale.

All’alba il sole sorge lentamente sull’orizzonte e ci svegliamo con quella voglia di scoperta che accompagna ogni tappa. Dopo la colazione, ci dirigiamo alla fermata della navetta gratuita, che in pochi minuti ci porta ai piedi di uno dei luoghi più affascinanti d’Europa.

Mont-Saint-Michel è un piccolo mondo sospeso tra cielo e mare. Camminare tra le sue mura è come fare un salto indietro nel tempo. Il villaggio medievale si snoda in una salita ripida fatta di vicoli stretti, scalinate, piccole botteghe e ristorantini incastonati nelle pietre. In cima, svetta la magnifica abbazia benedettina, un capolavoro gotico fondato nell’VIII secolo, che domina tutto il paesaggio circostante. Dall’alto si gode una vista spettacolare sulla baia, che sembra non avere confini.

Una delle magie di questo luogo è il continuo gioco delle maree. Quando c’è bassa marea, si può scendere e camminare lungo la spiaggia circostante, su un fondale sabbioso che si estende per chilometri. La sensazione è quasi irreale: ci si sente davvero piccoli di fronte alla vastità e alla potenza della natura.

Poi, piano piano, la marea risale, e Mont-Saint-Michel torna a essere un’isola, collegata alla terraferma solo da un ponte pedonale. Vedere l’acqua salire e trasformare il paesaggio è qualcosa di affascinante, una metamorfosi che avviene sotto i tuoi occhi.

Dopo aver visitato l’abbazia e fatto una lunga passeggiata tra le mura, decidiamo di tornare al camper a piedi. Il parcheggio dista solo un chilometro e mezzo, ma ogni passo lungo il ponte è accompagnato da uno sguardo verso l’abbazia, che si allontana ma continua a dominare il panorama.

Si è fatto tardi. Restiamo qui per la cena, ci concediamo un’ultima passeggiata sotto le stelle, e ci ritiriamo per la notte, con la sensazione di aver vissuto un altro momento unico.


Parcheggio camper: GPS

Mont-Saint-Michel

Ottava tappa: da Mont-Saint-Michel ←leggi il post

faro di Île Vierge ←leggi il post

Tra alligatori, strade panoramiche e coste bretoni

(Bretagna)


Oggi ci aspetta una giornata diversa, interessante e con panorami che promettono meraviglie. Prima di lasciare Mont-Saint-Michel, decidiamo di fare una piccola deviazione: a poco più di un chilometro dal parcheggio si trova Alligator Bay, un parco zoologico tematico che ci incuriosisce subito.

Appena entrati, veniamo accolti da una grande serra tropicale, umida e calda, dove alligatori, caimani e coccodrilli si muovono pigramente tra vasche, piante esotiche e passerelle sopraelevate. La sensazione è incredibile: vederli così da vicino, sentire i loro movimenti lenti e silenziosi, gli occhi fissi e immobili… un mix tra fascino e rispetto. Ci sono anche tartarughe giganti, lucertoloni, varani e serpenti, il tutto in ambienti ricreati con grande cura. È un luogo divertente ma anche educativo, perfetto per adulti e bambini.

Terminata la visita, riprendiamo il nostro viaggio: ci aspettano 280 chilometri verso nord-ovest, in direzione della Bretagna più selvaggia, per raggiungere il mitico faro di Île Vierge, uno dei simboli più affascinanti della costa bretone.

Lungo il percorso ci fermiamo per pranzo in uno di quei piccoli angoli di pace che solo la Francia sa offrire: un’area picnic immersa nel verde (GPS 48.3169, -3.1061), perfetta per una pausa rilassante. Tavoli in legno, silenzio, solo il canto degli uccelli e il rumore del vento tra gli alberi. Un pranzo semplice, ma con il sapore buono delle cose fatte senza fretta.

la strada si fa sempre più panoramica, man mano che ci avviciniamo alla costa del Finistère, la “fine della terra” francese. Il paesaggio cambia: il verde si fa più intenso, il cielo si abbassa e il vento inizia a farsi sentire.

Dopo la pausa pranzo ci rimettiamo in marcia,  la strada si fa sempre più panoramica, man mano che ci avviciniamo alla costa del Finistère, la “fine della terra” francese. Il paesaggio cambia: il verde si fa più intenso, il cielo si abbassa e il vento inizia a farsi sentire. Il nostro obiettivo è arrivare al faro di Île Vierge nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per cenare con il tramonto in uno dei luoghi più suggestivi di tutta la Francia. E con il faro in sullo fondo andiamo a letto. Notte tranquilla.


Parcheggio: GPS

faro di Île Vierge

Nona tappa: faro di Île Vierge ←leggi il post

Pointe Saint-Mathieu ←leggi il post

Dove la luce incontra la leggenda

(Bretagna)


Ci svegliamo con ancora negli occhi i colori del tramonto della sera prima. Quel mix di luce dorata, mare infinito e vento salmastro ha lasciato un’impronta profonda, quasi romantica. Uno spettacolo che porteremo con noi per molto tempo.

Oggi ci aspetta un’altra tappa affascinante, non troppo lontana: circa 51 chilometri più a sud ci attende Pointe Saint-Mathieu, un promontorio spettacolare dove si incontrano storia, leggenda e natura selvaggia. Carichiamo tutto con calma e partiamo, con la sensazione che la Bretagna, tappa dopo tappa, stia svelando la sua anima più autentica.

Arrivati a Pointe Saint-Mathieu, restiamo subito colpiti dal panorama: un faro bianco e rosso che si erge solitario e maestoso sul bordo delle falesie, affiancato da ciò che resta di un’antica abbazia benedettina. Il contrasto tra il moderno faro – custode silenzioso delle coste – e l’abbazia in rovina, misteriosa e carica di leggende, è qualcosa di unico. Si dice che l’abbazia custodisse antiche reliquie e fosse un punto di riferimento spirituale e strategico per i pellegrini e i marinai.

Camminare tra le pietre dell’abbazia, affacciate sull’oceano, regala una sensazione quasi mistica, come se il tempo si fosse fermato. Il faro di Saint-Mathieu, costruito nel 1835, continua a illuminare la rotta delle navi, e visitarlo permette di ammirare un panorama mozzafiato a 360°, con l'oceano che si infrange contro le scogliere sottostanti.

Vicino si trovano anche il monumento nazionale ai marinai morti per la Francia e un piccolo museo sulla vita nei fari, che racconta il duro e affascinante mestiere dei guardiani del mare.

Ma la nostra visita non si ferma qui. Decidiamo infatti di raggiungere, a circa 15 minuti a piedi, il Musée Mémoires 39-45, ospitato all’interno di un vecchio bunker tedesco della Seconda Guerra Mondiale, costruito proprio per sorvegliare la costa.

Il museo è un viaggio nella memoria, intenso e ben strutturato. Attraverso fotografie, oggetti originali, uniformi, lettere e testimonianze, racconta in modo chiaro e toccante ciò che accadde in questa parte della Bretagna durante l’occupazione nazista. La parte più coinvolgente è sicuramente la stanza della simulazione, dove luci, suoni e vibrazioni ti catapultano in un raid aereo. Per qualche minuto sei lì, nel mezzo di un bombardamento. È un’esperienza forte, che lascia il segno e ti fa riflettere su quanto sia fragile la pace che oggi diamo per scontata.

Torniamo al promontorio nel tardo pomeriggio. Come la sera precedente, ci sistemiamo comodi per ammirare il tramonto. Ma qui, a Pointe Saint-Mathieu, il tramonto ha qualcosa in più: l’abbazia illuminata dal sole calante, il faro che inizia a brillare, il vento che sussurra storie mai raccontate. È come se si aprisse uno squarcio nel passato, velato da un alone mistico.

Dopo cena, una passeggiata serale tra le rovine e le scogliere chiude perfettamente la giornata. Sotto le stelle, il faro e l’abbazia sembrano parlarsi da secoli. Noi restiamo lì in silenzio, ad ascoltare. Una notte super, che profuma di storia, di mare e di magia.


Parcheggio solo diurno: GPS

Parcheggio anche notturno: GPS

Pointe Saint-Mathieu


Decima tappa: Pointe Saint-Mathieu ←leggi il post

la Plage de Pen Hat

(Bretagna)


Nuovo giorno, nuova tappa. Dopo la solita colazione vista oceano – un lusso semplice ma impagabile – siamo pronti a ripartire. Oggi il programma è perfettamente bilanciato tra memoria e mare: la visita al Atlantic Battle Memorial Museum, seguita da un pomeriggio di completo relax alla Plage de Pen Hat.

Ci aspettano circa 105 chilometri, che percorriamo senza fretta, godendoci i paesaggi della Bretagna, sempre diversi ma ugualmente affascinanti. Raggiunto il museo, parcheggiamo il camper e iniziamo la visita.

Il Atlantic Battle Memorial Museum, ospitato su una collina strategica affacciata sull’oceano, è un vero scrigno di storia. Interattivo e ben organizzato, ripercorre la battaglia dell’Atlantico, il lungo e drammatico conflitto sottomarino tra gli Alleati e la Germania nazista. La visita ci conduce attraverso ricostruzioni realistiche di sommergibili, bunker, sale radio e ambienti di guerra. Foto d’epoca, uniformi, modelli navali e oggetti autentici raccontano la vita dei marinai e dei soldati coinvolti in uno dei fronti più duri della Seconda Guerra Mondiale. È un’immersione profonda nella storia, toccante e affascinante.

Poco più avanti a Pointe de Pen-Hir dove dall'alto della falesia si possono vedere le Rochers des Tas de Pois, una serie di scogli che si ergono maestosi dall'oceano, come giganti di pietra.

Terminata la visita, si cambia completamente atmosfera. Ci spostiamo di poco nella adiacente Plage de Pen Hat, una delle spiagge più spettacolari e selvagge della penisola di Crozon.

Il panorama che ci accoglie è da cartolina: una lunga striscia di sabbia dorata, racchiusa tra alte falesie scolpite dal vento e dal mare, acqua turchese e spumeggiante, e un senso di libertà che solo l’oceano sa regalare. Troviamo un angolino tranquillo, stendiamo gli asciugamani e apriamo il nostro pranzo al sacco con vista sull’Atlantico.

Durante la bassa marea, ci spingiamo fino a esplorare le insenature nascoste sotto le scogliere: piccole grotte, anfratti e pozze naturali ci fanno sentire come esploratori in un paesaggio primordiale. L’acqua è fresca, quasi frizzante, ma dopo i primi secondi ci si abitua... e poi è semplicemente rigenerante.

Nel tardo pomeriggio rientriamo al camper, parcheggiato in un punto panoramico sulla falesia adiacente l’Ensemble défensif de la Pointe de Toulinguet. Ancora una volta, la Bretagna non tradisce: il tramonto dalla scogliera è puro spettacolo. Il vento soffia deciso, ma è piacevole, come un abbraccio che accompagna la fine della giornata.

Seduti in silenzio, con lo sguardo perso all’orizzonte, ci lasciamo cullare dai suoni del mare e dal senso di pace che questo luogo trasmette. A differenza degli anni passati alcune parcheggi che consentivano il pernottamento sono stati limitati alle sole ore diurne. Per evitare eventuali sanzioni ci siamo spostati verso quella che sarà la nostra prossima tappa.


Parcheggio solo diurno Gps: QUI

Area sosta camper: GPS

Atlantic Battle Memorial Museum

Undicesima tappa:

Saumur ←leggi il post

(Paesi della Loira)


Ci svegliamo e facciamo colazione sulle comode panchine da picnic vicine al nostro camper. Oggi ci aspetta una giornata di transito, lunga ma necessaria: circa 416 chilometri ci separano da Saumur, dove visiteremo uno dei musei più particolari del nostro viaggio, il Musée des Blindés.

Lungo il tragitto ci fermiamo per una pausa pranzo nel silenzioso e verde paesino di Ploërdut (GPS 48.0810, -3.2204). Un angolino tranquillo, perfetto per riposare un attimo le gambe e fare il pieno di energia prima di rimetterci in marcia.

Arriviamo a Saumur nel pomeriggio inoltrato, con ancora un po’ di luce e voglia di sgranchirci le gambe. Decidiamo così di rimandare la visita al museo all’indomani e dedicare il resto del pomeriggio a esplorare il centro storico e il castello.

Il Castello di Saumur si erge maestoso su una collina che domina la Loira, e la vista da lassù è semplicemente magnifica. Le torri e i bastioni raccontano secoli di storia: da fortezza militare a residenza reale, fino a prigione e deposito di munizioni. Passeggiare nel suo cortile, affacciarsi sulle terrazze panoramiche e osservare il fiume che scorre lento in basso regala un senso di pace e un salto indietro nel tempo.


Parcheggio Saumur: GPS

Castello di Saumur

Dopo aver lasciato il castello, ci dirigiamo finalmente verso il Musée des Blindés, appena fuori dal centro. Appena varcata la soglia, lo stupore è immediato: oltre 800 veicoli militari, di cui circa 200 perfettamente restaurati e funzionanti, disposti in grandi padiglioni tematici. È una delle più grandi collezioni di carri armati al mondo.

Camminiamo tra i colossi d’acciaio: Panzer, Sherman, T-34, Tiger, Leclerc, M1 Abrams, e moltissimi altri. Ogni carro racconta la propria epoca, la propria tecnologia, il proprio ruolo nei conflitti. La potenza di fuoco, le dimensioni, e la meccanica impressionano. Il museo è un vero viaggio nella storia militare e nella tecnologia bellica, adatto non solo agli appassionati ma anche a chi vuole capire più a fondo il peso e il significato della guerra.

Leggiamo dati, ascoltiamo testimonianze, osserviamo modelli sezionati per scoprirne i meccanismi interni. Alcune postazioni interattive mostrano come si viveva dentro quei mostri d’acciaio. È affascinante e al tempo stesso toccante.

Terminata la visita, decidiamo di lasciare la città per trovare un luogo più tranquillo dove trascorrere la notte. Ci fermiamo in una piazzola fuori Saumur, immersi nel silenzio e nella natura, dove passeremo una notte tranquilla.


Parcheggio per la notte fuori Saumur GPS: QUI

Musée des Blindés a Saumur

Dodicesima tappa:

Saumur ←leggi il post

Apremont-sur-Allier ←leggi il post

(Centro-Valle della Loira)


Dopo la notte tranquilla nei dintorni di Saumur, ci svegliamo con calma e facciamo colazione pensando alla prossima meta. Oggi ci aspetta un luogo molto diverso da quelli visitati finora, ma non per questo meno affascinante: il pittoresco e fiorito borgo di Apremont-sur-Allier. Un piccolo gioiello della campagna francese, perfetto per rallentare i ritmi dopo tanti chilometri e tante emozioni.

Appena arrivati, ci accoglie un’atmosfera quasi fiabesca: casette in pietra con tetti spioventi, fiori ovunque, silenzio e ordine. Il borgo sembra sospeso nel tempo, con viuzze curate e scorci che si prestano a fotografie da cartolina. È uno dei "Plus Beaux Villages de France", e capiamo subito perché.

Dedichiamo la giornata alla scoperta di questo angolo di paradiso. Visitiamo il castello, circondato da un parco rigoglioso, che racconta la storia di una famiglia nobile e di un progetto di rinascita architettonica e paesaggistica unico nel suo genere.

Poi ci immergiamo nel meraviglioso Parc Floral d'Apremont-sur-Allier, una vera oasi botanica. Tra laghetti, ponti ornamentali, piante esotiche e angoli romantici, il parco è perfetto per passeggiare in tranquillità e lasciarsi sorprendere da ogni angolo. Alcune installazioni artistiche si fondono perfettamente con la natura, regalando momenti di contemplazione e bellezza.

Il resto del pomeriggio lo trascorriamo girovagando senza fretta per il borgo, fermandoci ogni tanto per scattare foto, osservare i dettagli architettonici delle case o semplicemente respirare l’aria pulita sulle rive del fiume Allier.

La giornata si chiude nel migliore dei modi: una cena in un ristorantino affacciato proprio sul fiume, dove gustiamo piatti locali immersi nella quiete della natura e nei colori caldi della sera.

Concludiamo così una tappa all’insegna del relax, della bellezza e della lentezza. Notte tranquilla, con lo scorrere dell’Allier a farci da ninna nanna.


Parcheggio gratuito: GPS

Apremont-sur-Allier


Tredicesima tappa: Apremont-sur-Allier ←leggi il post

Chanaz ←leggi il post

Moncenisio

(Piemonte)


Ormai le ferie stanno per concludersi, e la sensazione è quella dolceamara di chi vorrebbe allungare il viaggio ancora un po’. Ci separano ancora circa 680 chilometri da casa, ma decidiamo di prendercela con calma e di replicare le ultime due tappe del nostro precedente viaggio nella Francia meridionale: una scelta dettata dal cuore.

Lasciamo Apremont-sur-Allier di buon’ora e ci mettiamo in marcia. Dopo 320 chilometri, arriviamo a Chanaz, dove ci concediamo una meritata pausa pranzo. Questo piccolo borgo, affacciato sul canale di Savières, ha un fascino tutto suo, con i suoi mulini restaurati, le botteghe artigiane, i balconi fioriti e quell’atmosfera rilassata che lo rende perfetto per una sosta. Anche stavolta non rinunciamo a una passeggiata tra i vicoli, per sgranchirci le gambe e goderci il momento. Chanaz, anche se solo di passaggio, merita sempre una visita.

Dopo il pranzo e un po’ di relax, ripartiamo per la seconda tappa della giornata: ci attendono altri 200 chilometri fino a Moncenisio, ultimo vero respiro prima del rientro. Arriviamo nel tardo pomeriggio, accolti dall’aria frizzante e pulita delle montagne. Sistemiamo il camper e ci godiamo la tranquillità dell’alta quota, con il suo silenzio interrotto solo dal vento e dai suoni della natura.

Qui, al fresco del Moncenisio, passeremo l’ultima notte di viaggio. Il tramonto tra i monti è spettacolare, e l’idea di rientrare il giorno dopo, pur con un pizzico di malinconia, ci trova pronti e rigenerati.


Parcheggio Chanaz: GPS


Parcheggio Moncenisio: GPS

Chanaz

Quattordicesima tappa: Moncenisio – Casa


Ultimo giorno di viaggio. Ultimo risveglio lontano da casa. Ma la giornata è ancora lunga, e vogliamo viverla fino in fondo. Dopo una ricca colazione mattutina, prepariamo tutto il necessario per un’ultima avventura tra le montagne: panini per il pranzo al sacco, zaino in spalla, stecche da trekking, scarponi ben allacciati e tanta voglia di camminare.

Passiamo la giornata immersi nella natura, respirando l’aria fresca del Moncenisio e godendoci i panorami spettacolari che solo la montagna sa offrire. Ogni passo è un modo per salutare con lentezza questa vacanza, per rallentare ancora un attimo prima del ritorno alla routine.

Il ritorno al camper sancisce che la giornata e quasi giunta al termine.

Una bella doccia calda porta via la stanchezza della giornata, seguita da una cena sotto il cielo che si tinge d’arancio, mentre dal finestrino del nostro camper si apre davanti a noi un quadro incantato: il lago, calmo e silenzioso, riflette i colori del tramonto come un prezioso dipinto. Anche se il desiderio di restare a lungo in questo angolo di tranquillità ci stringe il cuore, è giunto il momento di rimetterci in viaggio. Destinazione casa, ultimi  160 chilometri.

Come nei finali di certi film, il buio avvolge il paesaggio, le luci si fanno rade, i pensieri scorrono silenziosi. Fine del film. Fine delle ferie.

Moncenisio

Conclusioni di viaggio


E così si è concluso il nostro viaggio, un’avventura fatta di strade percorse con curiosità, meraviglia e rispetto per ogni luogo visitato.

E così si conclude il nostro viaggio, quattordici tappe intense in cui abbiamo attraversato la Francia da nord a ovest, seguendo strade cariche di storia, natura e bellezza. Abbiamo camminato su spiagge popolate da foche, ammirato falesie scolpite dal vento e dal mare, e respirato il silenzio dei luoghi segnati dalla memoria della guerra.

Tra le esperienze più forti, abbiamo visitato bunker tedeschi del Vallo Atlantico, camminando nei loro corridoi scavati nella roccia, e dormito a pochi passi dalle vecchie casematte, dove la storia sembra ancora sussurrare.

Ci siamo persi nei borghi senza tempo, tra profumi di fiori e lenti battiti quotidiani, abbiamo inseguito tramonti, fotografato fari e ascoltato il mare. Ogni luogo ci ha lasciato qualcosa: un’emozione, una riflessione, un piccolo insegnamento.

Torniamo a casa stanchi ma arricchiti, grati per tutto ciò che questo viaggio ci ha regalato. Perché viaggiare, alla fine, è lasciarsi cambiare da ciò che si incontra. E noi, da questo viaggio, torniamo diversi. Forse anche un po’ migliori.

Normandia

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Si ricorda che alcune indicazioni potrebbero non essere più aggiornate a causa di modifiche comunali o normative locali, quindi è sempre consigliabile verificare prima della partenza o informarsi in loco.

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